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Scherma

JESI / Valentina Vezzali, quattro anni fa l’addio della fiorettista mondiale alle pedane

Il 26 aprile del 2016 a Rio de Janeiro ha chiuso la carriera con un argento mondiale in squadra con Di Francisca, Errigo e Batini

JESI, 26 aprile 2020 – Quattro anni fa l’ultima medaglia e poi l’addio all’attività agonistica.

Il 26 aprile del 2016 a Rio de Janeiro Valentina Vezzali ha chiuso la carriera con un argento mondiale a squadre.

Il team rosa del fioretto femminile era composta dalla Vezzali, da Elisa Di Francisca, Arianna Errigo e Martina Batini.

La pluricampionessa azzurra e mondiale aveva annunciato il suo addio all’attività agonistica sin dalla vigilia.

Per lei un tripudio di applausi ed il giusto tributo del mondo della scherma internazionale ad inizio della giornata di gara: ogni squadra qualificata ai quarti le hanno reso omaggio mentre le compagne azzurre le hanno dedicato il balletto con cui aprono ogni sfida.

Portabandiera dell’Italia alle Olimpiadi di Londra 2012, il suo palmares non ammette equivoci.

Cinque olimpiadi consecutive (Atlanta 1996, Sydney 2000, Atene 2004, Pechino 2008, Londra 2012), e sempre sul podio. Prima schermitrice di fioretto femminile al mondo a essersi aggiudicata tre medaglie d’oro olimpiche individuali in tre consecutive edizioni, più altri tre ori olimpici nelle gare a squadre.

Ha vinto anche un argento e un bronzo singoli e un bronzo a squadre nello stesso evento.

Poi sei titoli mondiali e cinque titoli europei individuali.

In carriera ha vinto 11 volte la Coppa del Mondo, 14 volte il titolo nazionale assoluto individuale e  12 conquistati a squadre.

È l’atleta italiana più medagliata di tutti i tempi.

Ha iniziato a salire in pedana nel 1980 ed a 15 anni è sul podio nel Campionato Mondiale Cadette.  La Vezzali aveva così annunciato il suo addio: Nella scherma oltre il senso della misura è fondamentale una buona scelta di tempo. C’è un tempo per tutto e credo che questo sia il giusto tempo per togliere la maschera, appendere il fioretto al chiodo ed avviare un nuovo inizio. La scherma è stata la mia vita, il fioretto mi accompagna da quando avevo poco più di sei anni ed insieme abbiamo condiviso emozioni, delusioni, medaglie, infortuni, lacrime di gioia e lacrime di rabbia. Lascio la pedana con la consapevolezza di aver dato tutto quello che potevo dare a questo affascinante sport  e la certezza di aver ricevuto almeno altrettanto. Ho due splendidi figli e una famiglia meravigliosa e da tempo ho cominciato a misurarmi nella vita anche al di fuori della pedana, ma lasciare questo grande amore comunque non è facile. Ma di una cosa sono certa: la scherma mi ha insegnato a battermi e a non mollare mai. Ha formato il mio dna e nella vita dopo ogni fine c’è sempre un inizio ed io non vedo il tramonto, ma l’alba di nuove sfide da affrontare e da vincere”. 

Un omaggio doveroso ad una grande campionessa.

(e.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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