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JESI / Lo sport che unisce, foto e idee per resistere (parte seconda)

Gianmarco Malavenda, Kevin Trudo, Maurizio Lasi, Matteo Rossi, Federico Tafani

JESI, 24 marzo 2020 – Foto ricordo dei campioni dello sport di casa nostra.

Prosegue con successo la nostra iniziativa e proseguiremo con cinque campioni al giorno che hanno scritto la storia sportiva di Jesi e Vallesina.

Malavenda: In un momento così delicato pensiamo tutti a mettere un piccolo tassello e sconfiggere questo virus.

Stiamo a casa rafforziamo i rapporti in famiglia così tutti tra poco potremo dire ce l’abbiamo fatta.

Sportivamente di Jesi ho ricordi bellissimi in una partita con la Sambenedettese con il Carotti stracolmo di gente.

Un rammarico personale non aver vinto un campionato con quella maglia

Trudo: In questo momento importante la salute passa in primo piano, lo sport viene dopo. Abbiamo capito che questo momento si riuscirà a superare tutti insieme come voglio far capire nella foto, il ricordo di una gara indimenticabile contro la Civitanovese.

Stadio pieno, vittoria bellissima, piena di grinta e vittoria di squadra quella squadra che serve adesso per superare l’emergenza. Questa partita non si gioca da solo ma tutti insieme.

Ognuno deve metterci del suo. Non ci chiedono una cosa difficile.

Ci chiedono di fare i cittadini e di conseguenza stare in casa. Adesso in prima linea ci sono gli esperti, i medici, gli infermieri: facciamolo, ascoltiamo! 

 

Lasi: Questa gara della foto andò tutto bene nel senso che da questa situazione ne uscì tutto intero.

Giocavamo le partite interne a Pesaro perché si stava costruendo il nuovo palazzetto a Fabriano.

I lavori terminarono in tempi record e inaugurammo proprio con la vittoria contro Pesaro.

Bei tempi per tutti e per la pallacanestro.

L’auspicio è che quei tempi record si possano ripetere oggi per uscire da questa difficile situazione
Rossi: Dal 2007 al 2012 anni indimenticabili con la maglia della Jesina, compagni di squadra con il quale ho condiviso tutto sia dentro che fuori dal campo: vittorie, sconfitte, senso di appartenenza, amore per una maglia al quale davamo tutto noi stessi.

I pensieri vanno dalla finale play- off persa a Falconara contro la Cingolana, alle finali nazionali due anni dopo contro Spoleto e Kras davanti a 3500 persone, i play off a Teramo l’anno dopo in serie D con quasi 1000 tifosi al seguito. Ricordi fantastici. Ora il pensiero di tutti è quello di vincere la partita più importante contro il coronavirus e tutti insieme ci riusciremo: io resto a casa

Tafani: E’ una situazione a cui nessuno di noi era pronto e soprattutto preparato culturalmente a questo tipo di problematica.

È normale che lo sport in questo momento non può essere il primo pensiero anche se giorno e notte ha fatto sempre parte della nostra vita.

Adesso c’è solo da rispettare le regole augurandoci che siano la medicina giusta per uscire al più presto da questo momento difficile.

Ognuno di noi può e deve fare la sua parte con correttezza e massimo rispetto per il prossimo. Per il resto mi auguro che si possa finire correttamente questa stagione anche perché per noi appassionati di questo sport, il calcio, riuscire a viverne senza è molto complicato quasi come privarci dell’ossigeno per respirare

Le foto devono essere inviate via mail a redazione@qdmnotizie.it oppure ai contatti diretti con i giornalisti della redazione sportiva di Vallesinatv e Qdmnotizie Evasio Santoni e Marco Pigliapoco.

(e.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Nella dichiarazione di Federico Tafani c’è il link della sua intervista a Vallesina Tv nel post partita Jesina Ancona: 2-1, 13 gennaio 2013

 

 

 

 

 

 

 

 

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