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Calcio

JESI / Il calcio non sa decidere: il futuro sempre più lontano, i tifosi protestano

Decisi i tifosi leoncelli e dorici: i primi vogliono un confronto pubblico con Mosconi e Chiariotti, i secondi non vogliono il ritorno di Pieroni

JESI, 30 maggio 2020 – Rinviato ancora il Consiglio Federale e decisioni rimandate.

Prima era stato posticipato di un giorno, dal 3 al 4 giugno, ora a lunedì 8 giugno.

Come noto si doveva decidere sulla proposta della Lnd circa le promozioni in LegaPro delle prime otto classificate in serie D e sulle 4 retrocessioni di ogni girone.

Questa decisione avrebbe comportato una ulteriore convocazione del direttivo della Lnd che avrebbe preso atto e poi a scalare le convocazioni di tutti i Comitati regionali chiamati a scegliere il futuro dei campionati di competenza dall’Eccellenza alla Terza categoria nei rispettivi territori.

Tutto rinviato e stando ai tempi ed alla burocrazia si arriverà di certo oltre il 20 giugno.

Una decisione che farà spazientire tante componenti del calcio italiano che incomincia a non poterne più di questo non decidere mai.

Chi invece ha le idee chiare è la tifoseria della Jesina e dell’Anconitana.

La prima dopo il comunicato dei giorni scorsi a firma ‘…eppure il vento soffia ancora…’, dove tra le altre cose chiaramente si invitava a fare piazza pulita e all’attuale società di lasciare immediatamente, ora, dopo l’uscita di Cossu, qualche tifoso vuol chiedere chiarezza nel senso di poter vedere e discutere le carte contabili tramite un confronto pubblico con Chiariotti e Mosconi.

Incontro per capire effettivamente com’è la vera situazione debitoria considerando la Jesina, come sempre hanno fatto e sostenuto, un patrimonio della città.

In Ancona, invece, la Curva Nord non vuole un ritorno di Ermanno Pieroni, come paventato ed auspicato dal presidente Marconi.La Curva nord Anconasi legge tra l’altro nella notatorna a prendere parola dopo mesi di silenzio tenendo a far presente il proprio sdegno, in maniera chiara e netta, rispetto alla ventilata possibilità del rientro nell’organigramma societario della figura di Ermanno Pieroni.  Deve essere chiaro continua il comunicatoche  non ci saranno infatti, in alcun modo, risultati sportivi in grado di riabilitarlo agli occhi degli ultras. Ci teniamo a precisare che ci facciamo carico di questa protesta in maniera esclusiva, senza trascinarci dietro l’intera tifoseria, proprio perché queste ruggini riguardano solo ed esclusivamente gli ultras e Pieroni; non accetteremo nessun tipo di provocazione, perché siamo pronti in qualsiasi momento ad alzare i toni secondo le nostre modalità, che in passato ci hanno contraddistinto”.

Situazioni difficili in contesti diversi. Il calcio è passione e per i tifosi di ogni città anche un orgoglio e un patrimonio che va difeso e salvaguardato.

Infine come anticipato da Alessandro Cossu anche il responsabile della Comunicazione della Jesina calcio ha dichiarato esaurito il suo mandato. Tramite la propria pagina facebook ha titolato: ai tifosi, alla “mia” gente, al mio popolo. E tra le altre cose ha scritto: “Avevo detto che “alla Jesina non si dice di no” e non rimpiango nulla della scelta fatta. Pensavo ad un epilogo diverso: ci abbiamo creduto, abbiamo lottato per salvare e rilanciare 93 anni di storia. Quella storia che è tesoro di tutti gli appassionati, ed in minuscola parte anche mia. Posso dire di averci provato; è andata male. La prova a cui il nostro già provato vecchio cuore biancorosso sarà sottoposto nei prossimi giorni è di quelle epiche, tante ne abbiamo passate e l’unico di desiderio è quello di superare anche questo scoglio. Per quello che conta, come sempre, la storia assegnerà torti e ragioni, mentre il presente impone scelte drastiche, forse drammatiche. Io, mi fermo qui, ma non smetterò di soffrire per questa “maledetta” squadra della mia città”.

Evasio Santoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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