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JESI / CAMPIONI AL PALASCHERMA: INIZIATO LO STAGE DELLA NAZIONALE TEDESCA

Elisa Di Francisca, la mamma atleta: «Prepararsi per il matrimonio è come affrontare un’altra Olimpiade»

JESI, 16 aprile 2019 – Il Palascherma  di via Solazzi ospita in questi giorni – sino al 21 aprile – la nazionale tedesca di fioretto femminile allenata dall’italiano Giovanni Bortolaso. Cinque atlete ma c’è anche un fiorettista. Con loro anche due dalla Spagna e due dal Cile, uno statunitense e la francese Isaora Thibus.

Folta anche la pattuglia italiana in allenamento, con Elisa Di Francisca, Alice Volpi, Erica Cipressi, Beatrice Monaco, Elisabetta Bianchin, Martina Sinigalia, Claudia e Laura Borella, Francesco Ingargiola.  Con loro i tecnici Stefano Cerioni, Giovanna Trillini, la preparatrice Annalisa Coltorti. E anche la Perfectraining, di Perugia, che rappresenta un sostegno in più nel perfezionamento degli allenamenti.

Nella casa del Club Scherma Jesi, stamattina, per la presentazione dell’evento, c’erano il presidente, Alberto Proietti Mosca, Roberto Gabrielli, responsabile della macro area Marche Abruzzo dell’UbiBanca, da venta’anni al fianco del sodalizio sportivo cittadino, Maurizio Dellabella, consigliere del Club.

E naturalmente l’assessore allo sport, Ugo Coltorti, e in rappresentanza della Giunta, anche Paola Lenti, Marialuisa Quaglieri e Roberto Renzi, il quale ha rinverdito i suoi ricordi giovanili nella disciplina della spada, frequentata per 13 anni.

«Vedere questa palestra piena di campioni, attuali ed ex che oggi insegnano, costituisce una bellissima sensazione, un cambio di marcia che è un punto di partenza per il futuro nel quale continueremo a scrivere la storia di questo sport» ha sottolineato l’assessore Coltorti dopo il saluto del presidente Proietti Mosca.

«E, per quanto attiene alla costruzione della nuovo palazzetto in zona ex Sadam, noi come Comune abbiamo espletato tutto quello che dovevamo in relazione al bando, ora non resta che vedere se saremo prescelti. Certo che il Club Scherma Jesi un suo nome ce l’ha…».

«Qui siamo in un centro di eccellenza – ha detto Gabrielli in rappresentanza del main sponsor Ubi Banca – che abbiamo accompagnato per un ventennio e continueremo a farlo. Perché se è vero che noi facciamo banca per bene allora vuol dire che staremo sempre vicini a chi fa sport per bene».

Giovanna Trillini ha spiegato come sono avvenuti i contatti per lo stage tedesco: «Mi ha chiamata Giovanni Bortolaso chiedendomi di venire a Jesi proprio per poter respirare aria nuova, diversa. Una bella iniziativa che spero continui anche per il futuro».

Il quale Botolaso, che ha condiviso l’epserienza russa con Stefano Cerioni, ha spiegato che «venivo qui a gareggiare da ragazzo e sono sempre stato bene. Una fucina di campioni. E poi conosco Elisa, Stefano, Giovanna, Annalisa. Stare qui non potrà che giovarci anche se, temo, rientreremo con qualche chilo in più…».

D’altronde «diffondere tecnica e pratica della scherma a un target internazionale questo club lo sa fare e bene – ha ribadito Dellabella – e si sta riorganizzando anche per questo, cercando di abbinare allo sport l’interesse per il territorio. Come si fa nell’appuntamento estivo, insieme a Esitur, della Summer fencing Academy in programma tra luglio e agosto con 150 atleti provenienti da tutto il mondo».

Con particolare attenzione da parte dei cinesi, ha spiegato Daniele Crognaletti, amministratore delegato Esitur, «perché sono tante le richieste che arrivano da club della Cina. Stiamo aprendo un’altra via della seta». Per la prossima estate, di concerto con il Comune, è in programma anche una serata di pedane in Piazza della Repubblica dove si esibiranno gli atleti del Summer.

Ultima ma non ultima, ovviamente, Elisa Di Francisca che da mamma atleta cerca di conciliare al meglio le due cose dividendosi tra Jesi e Roma, dove abita, «visto che ho deciso di ricominciare, allenata da Stefano Cerioni che mi conosce bene, con obiettivo le Olimpiadi del 2020 a Tokio. Nel mezzo ci sarà anche il matrimonio – il 4 settembre a Ischia, ndr – come è normale che avvenga. E, se devo essere sincera, lo vivo con un po’ di agitazione, come se dovessi partecipare a due giochi olimpici di seguito. Ma sarà una bella cerimonia, con nostro figlio che porterà le fedi».

Pino Nardella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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