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JESI / Calcio, monta l’ipotesi di spalmare la stagione su due anni 

Basket, rugby, scherma: ‘la città europea’ perde lo sport

JESI, 30 marzo 2020 – L’emergenza in atto ha fatto saltare sia la quotidianità e tutti i grandi appuntamenti sportivi in calendario a Jesi almeno fino a giugno.

Fermi tutti i campionati di calcio, annullata  la stagione del basket, almeno dalla serie B fino a tutte le attività del settore giovanile, come quella del rugby.

Sono saltati i grandi appuntamenti come gli Europei di calcio e le Olimpiadi di Tokio e di conseguenza, per quest’ultime, l’attività della scherma con diversi nomi del panorama jesino pronti per l’appuntamento giapponese che è stato posticipato di un anno.

Per ciò che riguarda l’attività già programmata su Jesi saltano i due momenti che avrebbero attirato l’interesse nazionale e non solo: il rugby e la scherma.

Per il rugby il 18 aprile allo stadio ‘Carotti’ ci sarebbe dovuto giocare la gara internazionale del Guinness Pro14 tra le Zebre e i sudafricani del Southern Kings.

Per la scherma salta l’appuntamento di maggio dal 22 al 24 dove si sarebbero disputati i Campionati Italiani Cadetti e Giovani, con gare al PalaTriccoli e finali in piazza della Repubblica.

Anche il basket ha già detto stop dalla serie B fino a tutte le attività del settore giovanile. Così pure la pallanuoto e il calcio a 5.

Ferma anche la pallavolo e battenti chiusi non solo per le società dilettantistiche ma anche per la Lardini Filottranno in serie A di volley femminile che stava disputando il proprio campionato al Palatriccoli.

Resta il calcio. Qui la questione è complessa per tutta la miriade di campionati che va dalla serie D alla terza categoria passando attraverso tutto il settore giovanile. Come finirà? Difficile immaginarlo figurarsi saperlo.

In questi ultimi giorni sta prendendo corpo l’idea di una stagione in due. Nel senso che finire a luglio sarebbe un problema per tutti e per la stagione successiva. Allora si potrebbe spalmare la stagione attuale in due ossia ripartire da dove si era finito e chiudere al 30 giugno 2021.

A questo punto sarebbero salve promozioni e retrocessioni. Una idea che ha le sue fondamenta.

I campionati in corso sono stati interrotti per una emergenza sanitaria e dovranno riprendere quando il problema sarà completamente risolto dando la possibilità a tutti di rimettersi in linea.

Con questa soluzione anche i costi potrebbero essere tutti coperti considerando che, non ripartendo in maniera frettolosa, ogni club avrà la possibilità di respirare e di programmare a lungo termine.

Quello del calcio dei dilettanti annovera circa oltre 500mila tesserati e 12 mila società. Uno studio della Federcalcio parla di un rischio cancellazione del 30% quando si ritornerà alla normalità e si dovrà ritornare in campo.

Non sarà solo un danno economico ma soprattutto sociale.

La Lnd ha chiesto un contributo pubblico di circa 12 milioni di euro per sostenere gli sforzi delle società.

Sarà sufficiente per garantire la sopravvivenza?

Evasio Santoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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