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FABRIANO / IL SOGNO OLIMPICO: INTERVISTA A MILENA BALDASSARRI

FABRIANO, 8 dicembre 2019 Gli occhi e le mani di tante piccole ginnaste, talenti della ritmica cercano quelle di Milena Baldassarri, campionessa già affermata e capitano della Faber Ginnastica Fabriano.

Di ritorno a Fabriano per le finali del Campionato d’Insieme, l’azzurra è stata chiamata ad aprire la due giorni al PalaGuerrieri assieme ad altre due giovanissime ginnaste, danzando tra gli applausi dei presenti. E poi, appena fuori dalla pedana le foto, i saluti ed i sorrisi di chi vede in lei un esempio da seguire.

Gentilezza e determinazione per Milena, con la consapevolezza che per mantenersi a livelli altissimi non si deve (e non si può) cedere di un millimetro. Fortissime le avversarie, forti le pressioni e fortissima lei, campionessa anche nel trovare nuove energie. L’obbiettivo è ambizioso: Tokyo 2020, olimpiadi.

A mente fredda una analisi di Baku, una analisi del mondiale che ti ha portato al settimo posto nell’around, quarto posto alla palla e ottavo al nastro.

È stato davvero molto faticoso, molto più degli altri perché con il passare del tempo e delle edizioni si capisce il peso dell’evento. Una cosa che però è capitata anche ad altre ginnaste, che hanno sentito la pressione di un evento importantissimo, si percepiva la tensione. A fine gara però il macigno è rotolato via a fine gara, sapendo di aver dato il meglio nonostante tutto.

Tokyo 2020, obbiettivo olimpiade raggiungo, ma guardando al passato, prima di vincere il primo scudetto con la Faber Ginnastica ti saresti immaginata di conquistare questo traguardo?

È sempre stato un sogno, e concretamente ho iniziato a crederci a pochi giorni dal mondiale di Baku. Eravamo lì, ci dovevamo qualificare e solo in quel momento ho capito che il sogno era a portata di mano, di vivere il sogno in maniera concreta. È stata una grande conquista, perché sarebbe bastato pochissimo per perdere tutto.

Sarà una olimpiade molto particolare perché anche la tua allenatrice, Julieta Cantaluppi ha partecipato ai giochi olimpici, quelli di Londra 2012. Quanto ti ha aiutato la tua allenatrice nella preparazione e nella costruzione dell’obbiettivo?

Senza di lei non sarei mai stata in grado di arrivare dove sono arrivata ora. Senza i suoi consigli, senza la sua esperienza e senza il suo essere atleta qualche anno prima di me niente di questo sarebbe stato possibile. Essendosi ritirata da poco capisce immediatamente di cosa ha bisogno la ginnastica, di come gestire esercizio ed atleta. Certamente c’è stata anche la mia forza di volontà che ha dato una buona mano, senza dimenticare il grande feeling che c’è tra noi.

Saverio Spadavecchia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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