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Calcio

CORONAVIRUS/ Spes Jesi, le multe per il ‘Carlo Urbani’

“ora che non si possono allenare i muscoli, perché non allenare la testa e il cuore”, donati 400€ da giocatori e staff tecnico

JESI, 11 marzo 2020 – Hanno risposto subito presente i giocatori e lo staff tecnico della Spes Jesi, storico club del quartiere di San Giuseppe, all’iniziativa lanciata dall’associazione ImpAct di Jesi.

Ospedale Carlo Urbani

L’associazione, considerata l’eccezionale situazione che la struttura sanitaria di Jesi si trova a fronteggiare in questo periodo, nei giorni scorsi, ha sentito la necessità di aiutare in qualche modo i reparti in prima linea nella lotta al Coronavirus, quali terapia intensiva e sub intensiva, lanciando una raccolta fondi per il ‘Carlo Urbani’.

Lanciato lo slogan “ora che non si possono allenare i muscoli, perché non allenare la testa e il cuore” lo ‘spogliatoio’ della Spes Jesi ha deciso di contribuire con la somma di €400 che corrisponde al ricavato delle multe del proprio regolamento interno definendolo come contributo per la partita più importante di questo periodo.

Negli anni passati la somma messa da parte da chi doveva versare per ritardi agli allenamenti, squalifiche, ammonizioni, mancato avviso di assenza, comportamenti non conformi verso il rispetto delle gerarchie e dei propri compagni di squadra, a fine stagione sportiva veniva utilizzata per un incontro conviviale tra tutti i tesserati.

Qualcuno, nelle ultime ore, ha criticato questo tipo di ‘atteggiamento’ e Daniele Pirani, uno dei personaggi più rappresentativi della Spes Jesi, ha sottolineato e precisato: “In un momento particolare come questo ogni iniziativa benefica e spontanea, dettata dal cuore, come è quella messa in atto dai tesserati spessini, che possa essere anche di minimo aiuto verso gli altri, pensa debba essere accolta con grande rispetto”.

(e.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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