Serie D / Ancona ricorda Totò Mazzarano attraverso i figli Luigi, Lucia e Fabiana

Consegnata la maglia numero 5 in onore del compianto Salvatore “Totò” Mazzarano in occasione della presenza dei figli al Del Conero. Un legame tra l’ex difensore della prima serie A dei biancorossi e la dorica che dura da oltre 30 anni
ANCONA, 14 aprile 2025 –
La partita di domenica, la 31esima di serie D, girone F, conclusasi per l’SSC Ancona con una vittoria finale 3-1 contro Notaresco, oltre ad un ritorno ai tre punti dopo oltre due mesi tra le mura amiche, è stata caratterizzata da un altro momento clou. Oltre l’insolito scenario di vedere la curva nord quasi completamente vuota a causa della contestazione in corso contro la società, pochi minuti prima del fischio d’inizio, l’Ancona ha ricordato Totò Mazzarano.
L’ex difensore biancorosso originario di Massafra scomparso poco più di un anno fa a soli 58 anni, stroncato da un male letale, non se ne è mai andato in realtà da quello stadio. Il Teatro della prima storica Serie A, quella storica impresa dove il giocatore pugliese era presente, collezionando 29 presenze soltanto nella stagione 1992-93. Un legame non di sangue ma di cuore che da sempre lo teneva unito al capoluogo dorico, come ripetuto da lui stesso in varie occasioni: “Ad Ancona ho vissuto gli anni migliori. Ogni volta è come tornare a casa, in una città dove ho lasciato un pezzo di cuore e legami indissolubili”.
Quei legami a tenerlo unito fino alla fine anche ai suoi ex compagni di squadra in primis Massimo Gadda, Andrea Bruniera e l’ex mister Vincenzo Guerini (dai più chiamato ancora oggi, il mister). Proprio loro in primis, hanno voluto ricordarlo accogliendo i suoi tre figli Luigi, Lucia e Fabiana al Del Conero in occasione della partita contro il Notaresco.
Un omaggio da parte della società intera ad una bandiera del calcio dorico con la consegna della maglia biancorossa numero 5, che ne ha contraddistinto la carriera, ben 92 presenze, da parte di Vincenzo Guerini, Presidente Onorario e a nome anche degli ex compagni. Un legame indissolubile che continua a vivere anche oltre la morte, attraverso Luigi, Lucia e Fabiana, i tre figli dell’indimenticabile giocatore biancorosso. “Siamo cresciuti ascoltando tutti i racconti e i ricordi di papà, che ad Ancona ha lasciato un pezzo di cuore. Per cui, tornare qui fa sempre un certo effetto. Al Del Conero soprattutto, uno stadio che fu mio padre a inaugurare insieme ai suoi compagni, è qualcosa che non si può descrivere – esordisce il figlio Luigi – la nostra emozione era evidente. Per il riconoscimento della società e della città ma anche per l’affetto di tutte le persone che abbiamo incontrato. Persone di cui papà ha sempre avuto ricordi meravigliosi”.
Non poteva mancare un pensiero, verso la situazione delicata che sta attraversando il tifo dorico: “l’atmosfera, ovvio, poteva essere diversa. Speravamo tanto di poter canticchiare anche noi qualche coro con la curva. Sicuramente avrebbe dato una carica diversa ai ragazzi in campo. Ma la partita alla fine ha regalato un risultato soddisfacente per tutti – circa il rapporto mantenuto con gli ex compagni di campo di suo padre – il rapporto con i vecchi compagni di nostro padre e con mister Guerini rispecchia un po’ quello che c’era tra di loro. Per noi, sono parte della famiglia. Non era la prima volta, da quando papà è venuto a mancare, che avevamo avuto la possibilità di passare del tempo assieme e posso confermare che ogni volta è come rivedere dei familiari lontani. Per papà erano come dei fratelli, per noi, come se fossero i nostri zii. Sono persone fantastiche e condividere tempo e ricordi con loro non ha prezzo. Ci riempie di gioia e di bei ricordi. Ci fanno sentire come a casa e rivedersi ad Ancona e soprattutto su quel campo, rende tutto più speciale – per concludere, un pensiero dal sapore di promessa – ritorneremo sicuramente nella dorica. A rivivere ancora vecchi ricordi, a ritrovare degli amici, e a tifare il cavaliere armato sperando la prossima volta, di poterlo fare assieme a tutti i tifosi”. “Mi sono sentita parte di un qualcosa che non ho mai vissuto, in realtà. È difficile da spiegare, entrare in quello stadio così importante per mio padre mi ha fatto sentire ancora più vicina a lui. Leggere quel nome e quel numero sulla maglia mi ha tolto il fiato per qualche secondo – prende parola anche Lucia, sorella di Luigi, circa la giornata di domenica al Del Conero – avevamo promesso agli ex compagni di papà che saremmo venuti a trovarli, dopo che ci eravamo visti in Puglia in occasione del ricordo della sua scomparsa, e così abbiamo fatto. Ci sono state come delle combinazioni di eventi assurdi tali da pensare che fosse un segno. Ma al di là di tutto, credo che domenica saremmo dovuti essere proprio lì ed è stato proprio come se nostro padre fosse stato insieme a noi, l’ho percepito. Ho sentito proprio la sua presenza in quel campo da lui così amato. Un’emozione che non riesco a descrivere. Massimo, Vincenzo e Andrea (Gadda, Guerini e Bruniera) ci hanno fatto sentire come a casa, ci hanno fatto rivivere nostro padre per qualche giorno. Sia io che i miei fratelli siamo stati molto felici di questo tempo prezioso trascorso insieme. Torneremo di nuovo ad Ancona, proprio come faceva e avrebbe continuato a fare papà Totò”.
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