Serie D / Ancona piange “il Doc” Remo Gaetti medico, presidente e primo tifoso del cavaliere armato

Storica figura legata alla golden age dell’Ancona Calcio dagli anni 70 alla promozione in serie A. Noto per la professionalità e competenza ma prima ancora, per il suo grande valore umano. Il ricordo di Giovanni Deogratias, “mister” Vincenzo Guerini e “l’eterno capitano” Massimo Gadda
ANCONA, 7 agosto 2025 – L’Ancona calcistica piange Remo Gaetti, storico medico sociale ed ex presidente dell’Ancona Calcio, si è spento ieri nella sua abitazione di Morro D’Alba all’età di 89 anni (ne avrebbe compiuti 90 il 27 agosto).
Figura di spicco all’interno della società dorica ed ex Primario di Geriatria all’INRCA di Ancona, come tutti lo ricordano, oltre alla sua professionalità è stato l’amore per l’Ancona e il suo grande spessore umano a contraddistinguerlo da sempre. Contribuì a scrivere preziose pagine di storia a tinte biancorosse in qualità di medico sociale ai tempi della scalata culminata prima con la B, e poi con la prima storica promozione in Serie A del 1992.
Gaetti ha svolto il ruolo di medico sociale nell’Ancona fin dagli anni 70, seguendo la squadra nelle tappe cruciali delle due promozioni in serie B e in A e tra il 2000 e il 2002, ricoprendo anche la carica di Presidente.
Una scomparsa che lascia il segno. Tanti i messaggi e gli omaggi in onore di Remo Gaetti sui vari social, come da parte dello stesso Primio Cittadino anconetano Daniele Silvetti o dall’SSC Ancona:
”La Ssc Ancona si unisce al dolore per la scomparsa di Remo Gaetti, figura storica dell’Ancona Calcio. Professionista stimato e uomo di grande passione, Gaetti ha rappresentato un punto di riferimento imprescindibile per il Club Biancorosso. Dai primi anni ’70 ha ricoperto il ruolo di medico sociale, rimanendo al fianco della squadra anche nella storica stagione 1992/‘93 in Serie A. Dal 2000 al 2002 ha assunto la carica di presidente, guidando con competenza e amore per i colori dorici il cammino dell’Ancona verso la promozione nella massima serie. La sua dedizione, il suo spirito di servizio e la sua umanità resteranno impressi nella memoria collettiva di tutti i tifosi e di chi ha avuto l’onore di collaborare con lui. Alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che gli hanno voluto bene, vanno le più sentite condoglianze da parte di tutta la Società”.
Non potevano mancare gli onori da parte dei protagonisti di quella storica impresa, la conquista della massima serie, a cominciare dall’eterno numero 8, il capitano Massimo Gadda. Allenatore della prima squadra dorica nella scorsa stagione, con poche semplici righe ma cariche di significato, ha voluto così ricordarlo: “Perdiamo un altro pezzo della nostra storia. Ciao Doc, riposa in pace” seguita da una foto dell’epoca che li ritraevano vicini in panchina, durante una partita.
Ricordi affettuosi anche da parte di un altro protagonista di quella storica stagione, Giovanni Deogratias:
“Il Dottore rimarrà sempre il Dottore. Persona discreta e sempre disponibile, ha vissuto assieme a noi gli anni d’oro dell’Ancona. E’ stata una gran cosa anche per lui, essere presente e portare avanti quel progetto. Ribadisco il mio personale ricordandolo come un gran Signore ed elegante anche nei modi. Gli eravamo tutti molto affezionati perché era una persona che, nonostante la sua grande cultura, era rimasto affabile e semplice, ci mancherà”.
Dello stesso parere il “mister” Vincenzo Guerini. Così come tutti nell’ambiente tutt’ora lo chiamano, e già Presidente Onorario e Direttore Tecnico nella passata stagione, in quella della miracolosa ripartenza dalla serie D.
“Servirebbero ore per descrivere appieno Remo Gaetti. Un grande Medico con la m maiuscola e professore, ma dalla straordinaria capacità di farsi benvolere da tutti. Basti pensare che considerava i giocatori un po’ come fossero suoi figli. Era un alleato prezioso per me, una spalla leale sui potevo fare sempre affidamento. Sapeva parlare con i ragazzi ponendosi nella miglior maniera, li sapeva prendere per il verso giusto, in poche parole. Bastava una sua battuta detta nel momento giusto, per sdrammatizzare qualsiasi situazione critica e ci riusciva pure bene. Quante partite facevamo a carte il sabato sera. La sera prima di una partita dormivo poco o niente e anche lui, scaricavamo la tensione insieme in queta maniera. Un personaggio positivo al cento per cento, uomo di valore dall’ importante cultura. Ma il suo punto debole rimaneva sempre l’Ancona. Bastava parlargli di Ancona e gli brillavano gli occhi, gli era entrata dentro e ne è stato il primo tifoso, come me. Tutt’ora mi si riempirebbe il cuore se vedessi la squadra che ho sempre amato vincere il campionato, è il mio augurio più grande”
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