Serie D / Ancona: l’AD Recchi: “vergognoso vietare la trasferta ai tifosi dorici, così si ammazza il calcio”

Parole dure e schiette quelle da parte dell’Amministratore Delegato e Vice Presidente dell’Ancona riguardo la decisione della Prefettura di Ascoli di  vietare la trasferta ai residenti della provincia di Ancona.  “Decisione incomprensibile data la sicurezza conclamata dell’impianto di San Benedetto. A rimetterci, i tifosi e lo sport in generale, togliendone la componente essenziale. Così si rischia che il calcio non sarà più della gente”

ANCONA, 31 ottobre 2024 – “L’SSC Ancona informa che è stato ufficialmente reso noto dalle autorità competenti in materia, il divieto posto ai residenti della provincia di Ancona di partecipare alla trasferta prevista domenica 3 novembre a San Benedetto Del Tronto, dove si giocherà la decima giornata del campionato di Serie D. L’SSC Ancona pur non condividendo la decisione suddetta, ne prende atto.”

Così recita la nota ufficiale della società del capoluogo marchigiano dopo il verdetto finale arrivato nella giornata di ieri dalla Prefettura di Ascoli Piceno.. L’ultimo derby, quello contro la Sambenedettese, con i tifosi al seguito, mancava dal campionato di Serie C stagione 2016-17.

“Assurda, vergognosa, antisportiva e anti professionale”. Con queste parole esordisce l’Amministratore Delegato nonché Vice Presidente dell’SSC Ancona Antonio Recchi intervenuto ieri nel corso della puntata di Radio Tua circa il divieto di trasferta.

Come un fiume in piena, il dirigente dorico ribadisce di quanto sia incomprensibile e persino discriminatoria una decisione simile “attua ad ammazzare il calcio, togliendo la possibilità di poter vedere una bella partita che si prospetta competitiva nonché un incasso importante, dato che i tifosi ospiti sarebbero accorsi numerosi. Una simile decisone in una categoria come la D, al cospetto di due grandi tifoserie è assurdo. Senza contare il fatto che il Riviera Delle Palme è uno stadio assolutamente in sicurezza per come è strutturato. Perciò valutando il tutto, non c’erano motivi concreti per vietare il calcio alla gente. Un vero e proprio schiaffo allo sport.”

Nei giorni scorsi il Presidente Massimiliano Polci, in sintonia con l’altro patron rossoblu, si erano mobilitati per provare a fare il possibile per evitare tale esito infelice a scapito dei tifosi ma nulla da fare. Ordinanza irrevocabile quella sottoscritta dal prefetto di Ascoli Piceno, Sante Capponi, al fine di garantire “piena sicurezza” in una gara definita ad alto rischio ove necessita di adeguate misure di rigore.

Nell’ordinanza viene fatto riferimento a due episodi singoli, avvenuti in una quindicina di anni circa. “In pratica l’Osservatorio ha rimandato la decisione in mano alla Prefettura che in sostanza non ha voluto assumersi la responsabilitàconclude Antonio Recchi cercando di dare una spiegazione.

Uno scenario non certamente roseo anche in prospettiva di altre trasferte cosiddette “pericolose” come quella contro Atletico Ascoli tanto per fare un esempio, così come per tante altre. Costringendo in sostanza il pubblico a seguire la propria squadra del cuore passivamente dal divano di casa collegandosi ai siti a pagamento proposti, dove sono disponibili.

Una maniera di vivere lo sport che gradualmente sta perdendo sempre di più la sua essenza originaria, mai come ora sempre meno, come recita un noto motto : il calcio è della gente.

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