Promozione / Jesina, Giorgini: «Un onore tornare a Jesi da tecnico, abbiamo un solo obiettivo»

La Jesina è appena ripartita dopo la cocente retrocessione. A guidare i leoncelli Igor Giorgini, ex giocatore biancorosso negli anni ’90. L’obiettivo è uno solo, vincere

JESI, 2 agosto 2024 – Sono passati quasi 3 mesi da quel maledetto 12 maggio, data dello spareggio Play-Out che ha decretato la retrocessione della Jesina in Promozione, e il tempo non ha certo affievolito la rabbia e la delusione per la discesa della formazione leoncella nel punto più basso della sua storia.

Nonostante tutto, e la poca voglia di parlare ancora di calcio, occorre in qualche modo ripartire e andare avanti.

Lunedì 29 luglio è iniziata ufficialmente la nuova stagione 2024/25, che dovrà riportare il prima possibile la Jesina dove merita. Per far questo, la società ha affidato l’incarico di tecnico ad un ex leoncello, protagonista dell’ultima promozione conquistata sul campo: Igor Giorgini.

Igor Giorgini nella sua prima esperienza da calciatore alla Jesina nella fortunata stagione 1993/94

Allenatore ancora giovane, l’ex attaccante biancorosso ha già fatto intravedere ottime cose sulla panchina del Marina, sia in Eccellenza che in Promozione. A lui è stato affidato il compito più difficile, quello di far tornare un po’ di entusiasmo, ora sceso davvero ai minimi termini, riavvicinare una tifoseria ora lontanissima e, soprattutto, vincere.

Igor, come si è concretizzato il tuo arrivo sulla panchina della Jesina?

«Con la società ci siamo visti ed avuto un primo colloquio. Io ho espresso le mie idee e il presidente le sue. Ci siamo poi dati 48 ore di tempo per decidere ed abbiamo concluso l’accordo. Ringrazio intanto la società per un incarico così prestigioso per me, in una piazza importante dove ho vissuto le mie migliori stagioni da calciatore, dando sempre il massimo. Ritorno ora da allenatore, e questo mi riempie d’orgoglio. Sarà un onore, ma anche un onere».

Da ex leoncello, conosci bene l’ambiente. Con la retrocessione si è creato un clima pesante, con una tifoseria tutta da riconquistare. Sei conscio del durissimo lavoro da fare?

«Nella passata stagione ho visto 7/8 partite, compreso lo spareggio Play-Out. È stata un’annata negativa, molto negativa. Sono stati fatti degli errori, chi li ha fatti li ha riconosciuti, ma quando si retrocede la colpa è di tutti, nessuno escluso. Ho visto una curva da categorie superiori. Capisco l’amarezza dei tifosi. I tifosi hanno ragione, nessuno li può criticare. Se sono arrabbiati ed amareggiati, c’è un motivo. Sono consapevole della scelta fatta, non certo presa alla leggera, ma ben ponderata».

Come è stata costruita la squadra, e su cosa avete puntato in particolare?

«È inutile nasconderlo, se si vuole vincere, si debbono avere giocatori forti. Noi ne abbiamo inseriti soprattutto nell’asse portante della squadra, nella sua ossatura. Abbiamo giocatori di qualità ed esperienza per aiutare il resto dei ragazzi. Poi ci sono giovani molto interessanti che, ne sono sicuro, ci daranno una grande mano. Ad oggi c’è una rosa importante e qualcosa potrebbe ancora arrivare».

Una delle tante reti siglate da Igor Giorgini con la maglia della Jesina

Quali sono le difficoltà di un torneo come quello di Promozione, in cui la Jesina dovrà per forza calarsi, rispetto all’Eccellenza?

«Il campionato è certamente di livello più basso. La Jesina sarà la squadra da battere. Tutti ci aspetteranno al varco, giocando la partita della vita. L’aspetto fisico sarà predominante. È più difficile salire dalla Promozione che salvarsi in Eccellenza, ma noi abbiamo un solo obiettivo, vincere e riportare la Jesina dove merita, magari con un programma a più lunga scadenza per continuare a far bene anche negli anni a venire».

Quale è il tuo desiderio e cosa ti aspetti da questa stagione?

«La Promozione è l’unico obiettivo. Abbiamo un solo risultato da conseguire, che dovrà rappresentare un punto di partenza per risalire magari ancora. In campo dovremo avere un atteggiamento che rispetti i valori della curva, dimostrando di meritare i nostri tifosi. Giocare a Jesi senza tifosi non avrebbe significato».

©riproduzione riservata