Calcio / Jesina, ‘eppure il vento soffia ancora’: considerazioni e auspici

Il gruppo dei tifosi organizzato, che come tanti altri, da tempo, ha deciso di non seguire più dal vivo le partite dei leoncelli è intervenuto con un comunicato che integralmente pubblichiamo

Jesi, 14 maggio 2026 – Concluso il campionato con una salvezza tranquilla, obiettivo raggiunto dopo una stagione in alcuni momenti diffcili, soprattutto all’inizio, si è iniziato a programmare il futuro con mister Puddu che conferma la volontà di rispettare gli accordi con la società, firmati molto prima del fischio finale del campionato, sondando già il terreno per allestire l’organico per la costruzione della squadra del ‘centenario’.

Solo la parola ‘centenario’ dovrebbe far riflettere tutti: l’estate è lunga e sperare è lecito.

I tifosi, tuttavia, non demordono e continuano con le proteste e le prese di posizione. Inutile qualsiasi appello o inviti perchè almeno, al momento, la situazione è questa.

Dal gruppo ‘eppure il vento soffia ancora’ abbiamo ricevuto il seguente comunicato che integralmente pubblichiamo:

Oggi l’ennesima pagina vergognosa che umilia la storia di questa città e di questa maglia : “Abbiamo chiuso regolarmente la stagione, tornei compresi. Le famiglie non si sono accorte di nulla perché noi c’eravamo sempre” racconta uno dei tecnici delle giovanili 2024/25 ormai ex. Siamo a maggio 2026. Abbiamo salutato la società, ma di quel periodo non abbiamo ancora ricevuto quanto pattuito”. Parole gravissime, che descrivono una situazione inaccettabile verso chi ogni giorno ha mandato avanti il settore giovanile con sacrificio e dignità, mettendoci faccia, tempo e passione mentre altri giocavano con il futuro della Jesina. A queste si aggiungono le testimonianze di giocatori della squadra di calcetto : “È stata una stagione orribile, in cui ho dovuto lasciare la squadra due mesi prima della fine del campionato perché il club non ha rispettato gli accordi presi. Me ne sarei voluto andare più volte, ma si sono sempre rifiutati. È stato un club dove il lato umano ha lasciato molto a desiderare e dove non mi è stato permesso di fare ciò che sapevo fare.” Sappiamo dai protagonisti di altre situazioni simili anche di stagioni passate che speriamo escano allo scoperto presto. Nel frattempo emergono anche anni di mancati pagamenti per l’utilizzo dello stadio, altro segnale di una società ormai allo sbando. La squadra si è allenata per diverso tempo fuori Jesi o in campi privati fino a quando si è pagato l’utilizzo e alla fine sfrattati anche dagli stessi! Ora rischiamo di vedere l’anno del centenario trasformato nell’ennesima presa in giro, con una Jesina ostaggio di chi pensa più a manovrare, salvare matricole e interessi personali, che la dignità della nostra storia. Una Jesina che vive grazie alla matricola del calcetto perché la sua identità è nascosta nei libri contabili per il gioco delle “tre carte” con debiti e pendenze. Da chi si è immedesimato nel paladino della giustizia con denunce, ormai archiviate, che ci portano tuttora a scontare diffide, non ce lo saremmo aspettati! Noi non ci stiamo! La Jesina appartiene alla città, alla sua gente, a chi ha macinato chilometri, preso diffide, cantato sotto la pioggia e difeso questi colori ovunque. Non a chi usa questa maglia come un giocattolo personale. Ci auspichiamo che, anche altre voci escano allo scoperto per sottolineare effettivamente cosa é diventata la Jesina oggi. Dalle istituzioni, agli imprenditori che usano la Jesina come cassa di risonanza per far sentire la loro voce! Noi continueremo a esserci. Per la nostra storia. Per la nostra dignità. Per Jesi e per la Jesina.