Calcio / Jacopo Petrucci, nuova promozione in C con la Scafatese

Dopo il successo con l’Arzignano, il preparatore atletico jesino contribuisce a un’altra promozione in C questa volta con la Scafatese, conquistata con ben 6 giornate di anticipo

Jesi, 9 aprile 2026 – Professione Preparatore Atletico, con tanto di Patentino di “Preparatore Atletico Professionistico conseguito a Coverciano, insieme a quello “Uefa B”, Jacopo Petrucci, jesino doc, ha già fatto molta strada nel suo campo. Conosciutissimo per aver lavorato nella Jesina e oggi collaboratore con percorsi specifici per atleti professionisti e semiprofessionisti nella pausa estiva presso il centro “Jesi Fitness Club”, ha da pochi giorni ottenuto l’ennesima promozione in Serie C questa volta con la Scafatese, formazione di Serie D girone G.

Il preparatore atletico jesino Jacopo Petrucci

Jacopo, come hai mosso i primi passi nella tua professione, e quale è stato il tuo percorso?

«Acquisita la Laurea in Scienze Motorie, ho fatto piccole esperienze da allenatore per iniziare poi con quella vera e propria di preparatore atletico dalla stagione 2015/16 con i Giovanissimi, gli Allievi e la Juniores Nazionale della Jesina. L’approdo in prima squadra è avvenuto con mister Daniele Di Donato, ex tecnico leoncello, nel torneo 2018/19 ad Arzignano, dove abbiamo conquistato subito una promozione in C. Successivamente, col mister e Daniele Bedetti nel ruolo di match analyst, siamo approdati all’Arezzo del DS Ermanno Pieroni, in LegaPro. Con la squadra toscana abbiamo raggiunto i Play-Off, anche se rinunciammo alla competizione per il Covid, visto che fu data facoltà ai club, per cause di forza maggiore, di parteciparvi o meno. Il percorso è poi proseguito con Sangiustese, Tolentino, Biagio Nazzaro e Scafatese».

Jacopo Petrucci festeggia la promozione appena conquistata con il gialloblù Emilio Volpicelli (foto profilo FB ufficiale Scafatese Calcio 1922)

Quali sino stati i giocatori ed i momenti più importanti della tua carriera?

«I momenti più importanti sono stati ovviamente le due promozioni, così come l’esperienza in LegaPro con l’Arezzo, anche se devo dire che ogni stagione è stata fondamentale. Per chi fa questo lavoro, ogni annata ti lascia qualcosa, sia sotto il profilo umano che sotto quello dell’esperienza professionale, vista come un percorso continuo di crescita. È chiaro che le emozioni di una vittoria non hanno paragoni. Tra gli atleti che ho avuto la fortuna ed il piacere di allenare, penso ad esempio al marchigiano Cheddira del Lecce, Gori dell’Ascoli, Caso al Monza, Corrado al Frosinone o ancora Cutolo, avuti tutti nell’Arezzo, quest’ultimo ora DS degli amaranto, Odogwu del Sudtirol, con noi ad Arzignano, sino a Volpicelli, Acquadro e Baldan, ora alla Scafatese. Ne ho avuti comunque tantissimi, e faccio oggi davvero fatica a ricordarli tutti».

Jacopo Petrucci al lavoro con la sua squadra (foto profilo FB ufficiale Scafatese Calcio 1922)

Un torneo vinto con grande merito, quello attuale, con ben 6 giornate di anticipo

«Sì, ho trovato una società importante, molto ambiziosa, e un DS come Pietro Fusco. Nel corso della stagione poi, c’è stato anche un cambio nella guida tecnica con Esposito sostituito da Ferraro a dicembre. Abbiamo affrontato un girone difficile, con piazze importanti. Il nostro merito e la nostra bravura direi, è stata quella di affrontare ogni gara al 200%. La vittoria credo sia stata frutto non tanto del demerito delle altre, ma per grande merito nostro. L’obiettivo era vincere, c’erano delle alte aspettative, ma farlo non è mai facile».

Segui ancora la Jesina?

«Sì, la seguo attraverso i risultati, conosco alcuni ragazzi che giocano li, perchè si vengono ad allenare da me. Da quest’anno poi, la nostra esperienza “Post Season” diventerà centro di ricerca universitario coi professori Carlo Castagna, che lavora nel settore tecnico FIGC a Coverciano, secondo al mondo su articoli scientifici sulla preparazione fisica nel calcio, ed Emanuele D’Angelo, ricercatore come Castagna, presso l’Università Pegaso nel Dipartimento Scienze Educazione e Sport. Tra gli atleti abituali tra i prof, ci sono il “nostro “Alessandro Gabrielloni, Matteo Baldi della Torres (ex Juve Stabia), ed elementi provenienti dai settori giovanili di Sassuolo, Perugia e Gubbio, oltre a vari giocatori di Serie D ed Eccellenza. Tornando alla Jesina, è difficile non seguirla per chi ne è da sempre tifoso, anche se so che il momento non è dei migliori. La Jesina meriterebbe altri palcoscenici ed altre categorie. Vedere lo stadio vuoto anche solo dagli highlights, è molto triste».

©riproduzione riservata