Calcio Giovanile / La Juniores dell’Ancona verso i playoff, la gioia di mister Gianluca Dottori

Un traguardo di tutto rispetto raggiunto dai baby dorici della Juniores Nazionale nell’anno zero dell’Ancona calcistica. Mister Dottori: “Non avete idea di cosa significhi questo traguardo per noi, che siamo ripartiti dalle macerie del 4 giugno.  La nostra formula? Sacrificio e soprattutto tanto entusiasmo da parte di tutte le parti. Come vedo il futuro? Vorrei tanto che il prossimo fosse l’anno uno e che il nostro vivaio diventi sempre più una fucina di campioni per la prima squadra”

ANCONA, 1 aprile 2025 – Un importante traguardo raggiunto dal sapore di riscatto, a seguito della ripartenza di questa estate. Inoltre a titolo personale, ennesima riconferma a coronare anni di lavoro.

Stiamo parlando di Gianluca Dottori, allenatore e dell’Ancona. Come si sente?

“E’ il nono anno consecutivo che riesco a centrare i playoff da allenatore e questo a titolo personale, mi riempie di gioia. Per quanto riguarda la squadra, centrare tale obiettivo con due giornate di anticipo, potrebbe magari risultare banale ad alcuni, ma molti non hanno idea di cosa significhi tale termine, per noi. Significa sacrificio e la scelta di ripartire, di lavorare, in un contesto dove praticamente non c’era più nulla, neanche i materiali. Detto ciò, arrivare a due giornate dalla fine e raggiugere i playoff a 46 punti, terzo miglior attacco nonché terza miglior difesa, che altro aggiungere? Solo che applausi a questi ragazzi”.

Un traguardo, a conferma di quanto soprattutto il lavoro di squadra e di unità di intenti, siano le componenti fondamentali per raggiungere successi?

“Sicuramente. Devo ringraziare lo staff tecnico che mi ha sempre aiutato in questo cammino. Da Matteo Troncon a il prof. Giacomini Tommaso al preparatore dei portieri Daniele Martino e tutti coloro che ci hanno sostenuto nella gestione. Il Team Manager Franco Lucchetti, il Segretario Paolo Felicetti e Giacomo Millozzi che cura l’area social. Senza contare, non per ordine di importanza, la preziosa presenza di Pietro Massaccesi, il custode. Una unione di intenti, una famiglia allargata, che infine hanno portato a tali risultati”.

Nei vostri canali social vengono spesso mostrati video e reel delle vostre sedute di allenamento. Ciò che trapela, oltre che una comunicazione di impatto, è proprio l’entusiasmo e tanta motivazione. È questa in realtà la vostra  ricetta vincente?

“In un settore giovanile occorre lavorare sulla crescita dei ragazzi. Vincere fa sempre piacere, perdere mai. Abbiamo cercato di trasmettere il concetto che dalle sconfitte, bisogna solo imparare, sono occasioni di crescita. Abbiamo reagito con il sorriso, sia per le sconfitte che le vittorie. Ho sempre detto dall’inizio che l’obiettivo sarebbe stato quello di allenarsi, giocare a calcio divertendosi. Quando questo lato viene a mancare, significa che qualcosa non va”.

Tornando alla gara decisiva, come descrive la sfida presso lo stadio Gran Sasso D’Italia oltre a fare un bilancio complessivo della stagione?

“Devo dire che tutto il campionato è stato molto equilibrato. Ancora ci si sta giocando la vittoria del campionato. È vero, abbiamo centrato i playoff ma abbiamo ancora una piccola opportunità di arrivare primi, anche se sarà ardua. Ma ci proveremo, così ci proveranno quelle squadre che ancora lottano per rientrare nei playoff. Tornando al match contro l’Aquila, guardando la classifica sembrava essere una gara ampiamente alla nostra portata, invece gli avversari hanno giocato egregiamente. Mettendoci varie volte in difficoltà. Abili i nostri ragazzi a sapersi districare e a portare infine il match dalla loro parte”.

Cosa si aspetta per il futuro prossimo del settore giovanile?

“Spero che il prossimo, sia l’anno Uno. In questa stagione, abbiamo cercato di impostare tutto il vivaio. Da Matteo Bartoloni a Stefano Pizzi e Alessandro Bellavista hanno tutti lavorato sodo per aiutarci a selezionare i giocatori e organizzare il tutto. E ai quali sono riconoscente. Professionisti veri, ci tengo a precisare, anche dal lato umano oltre che lavoratori abili a curare molto l’aspetto professionale”.

 Si sono già visti i primi frutti, con alcuni giovani aggregati in pianta stabile in prima squadra. Un lavoro avviato che necessita però di evolvere..

“Quest’anno, abbiamo già iniziato ad inviare i giocatori 2007 ad allenarsi in prima squadra vedi Polenta, Giordani e Lamine. Ragazzi classe 2008 che stanno iniziando ad integrarsi con noi delle Juniores e quindi anche loro, pronti per il prossimo salto di qualità. Le premesse ci sono tutte per un futuro. Lavoriamo per poter dare sempre più un’impronta locale anche alla prima squadra, considerando che la Serie D prevede la regola di schierare almeno tre under. Trovare giovani abili a km 0, prevede oltretutto spese maggiormente ridotte per una società. È un aspetto molto importante”.

Per concludere, quali saranno le vostre prossime sfide per il rush finale?

“Sabato attendiamo il Pescara, partita se da una parte non utile in chiave classifica, sarà ugualmente un buon test match contro una società professionistica. Ragion per cui, chiederò il massimo. L’ultima giornata, sarà in casa dell’Atletico Ascoli, snodo cruciale per entrambe le formazioni”.

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