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CALCIO / Jesina, nemo propheta in patria: ex leoncelli alla ribalta in altre platee

Ieri in Arezzo – Como si parlava jesino: Di Donato, Bedetti, Petrucci, ‘Ale’ Gabrielloni ed Ermanno Pieroni

JESI, 10 febbraio 2020 – Nella stagione sportiva più disgraziata, per la Jesina calcio finito il festival di Sanremo può iniziare quello dei rimpianti.

bedetti, di donato, petrucci

Che l’erba del vicino sia sempre più verde è cosa risaputa, ma aver preso il vecchio detto popolare come filosofia assoluta, si sta rivelando nel tempo un ripetuto e clamoroso autogol.

Basta alzare lo sguardo per vedere che c’è una Jesi calcistica che si sta facendo valere in giro per l’Italia.

Lega Pro, girone A: proprio ieri è andata in scena la sfida Arezzo – Como, e si narra che dalle tribune dello stadio toscano si sia udita ben chiara l’esclamazione “muntobè”.

Daniele Bedetti è il match analyst degli amaranto, mentre Jacopo Petrucci è il preparatore atletico.

Due Jesini cresciuti a pane, passione e competenza nel settore giovanile leoncello.

Mister Daniele Di Donato durante la sua esperienza in biancorosso ha apprezzato le capacità di entrambi e li ha voluti con se.

Alessandro Gabrielloni

Da viale Cavallotti invece, hanno preferito le paventate rivoluzioni copernicane recitate in dialetto maceratese.

Per la cronaca, la gara è terminata sull’1-1, e il gol del vantaggio per i Lariani è stato siglato da Alessandro Gabrielloni, con il golden boy di via Virgilio Contadini arrivato già a nove centri.

Senza dimenticare il direttore generale del club toscano Ermanno Pieroni.

Per la serie “ciò che poteva essere”, Mattia Frulla è elemento inamovibile del S.N. Notaresco capolista solitario in D.

Riccardo Pierandrei è in doppia cifra in Eccellenza, mentre nel suo stadio gli veniva puntualmente preferito un Bubalo di turno.

Errori di valutazione complessiva in alcuni casi, di presunzione in altri. La triste realtà racconta che tra lo sterminato numero di giovanotti passati al Carotti negli ultimi due anni, gli Jesini sono stati utilizzati con il contagocce e relegati ai margini, con un settore giovanile svuotato nei numeri, nell’organizzazione e nell’attenzione.

Nello stonato valzer di ruoli e responsabilità, la professionalità dei singoli tecnici, a partire da quella di Simone Strappini, non può essere usata come la foglia di fico per coprire magagne che prendono ogni giorno di più la somiglianza di voragini.

La presa d’atto di una situazione evidentemente sfuggita di mano, forse sarebbe il primo mattone da utilizzare per la casa Leoncella, sia in caso di ristrutturazione o di ricostruzione totale.

Marco Pigliapoco

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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