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CALCIO / Fair Play, l’arbitro assegna il rigore ma il giocatore ammette che non è fallo

Tommaso, capitano degli allievi provinciali, ha insistito con l’arbitro affinchè non venisse concesso un rigore a favore del Cupramontana.

CUPRAMONTANA, 15 febbraio 2020 – L’arbitro concede il rigore, il capitano della squadra ammette l’inesistenza del penalty nonostante la situazione di svantaggio. E’ successo sabato scorso, 8 febbraio, nel corso della partita degli allievi provinciali Ponterosso Anconitana-Cupramontana, ad opera del giovanissimo cuprense Tommaso Bartocci.

Tommaso Bartocci

Tommaso Bartocci

Gli anconetani erano in vantaggio 2-1 quando il direttore di gara ha concesso il penalty ai ragazzi del Cupramontana. Il capitano classe 2003 Bartocci è andato dall’arbitro e ha ammesso che il fallo non era da fischiare. «Sebbene – spiega Tommaso – stavamo perdendo 2-1 con un rigore molto dubbio, verso la fine della partita sugli sviluppi di un calcio d’angolo ho tentato una rovesciata. Nel compiere il gesto, ho colpito un avversario ma l’arbitro, forse per riparare il suo precedente errore, ci ha concesso il rigore. Ho capito la situazione ed ho insistito sull’inesistenza del fallo, così l’arbitro ha modificato la sua decisione».

Il responsabile del settore giovanile del Cupramontana, Giuliano Maggi, è estremamente orgoglioso del ragazzo e della sua onestà. «E’ stato un gesto – spiega – importante per una realtà piccola come la nostra, ed è un grande segno di crescita ed educazione calcistica. Siamo partiti da 0 con 25 ragazzi, ora abbiamo 120 giovani tesserati oltre alla Prima Squadra. Stiamo facendo un lavoro di continuità per i piccoli calciatori del posto, che non potrebbero giocare altrove, favorendo la loro crescita calcistica e umana, in un periodo storico dove società piccole come la nostra stanno scomparendo. Ci confrontiamo con realtà più grandi e a noi piace seguire passo dopo passo i nostri ragazzi. La società Cupramontana ha puntato molto sul settore giovanile, ringrazio per la fiducia il presidente Capogrossi e il direttore sportivo Latini».

Maggi spera che il fair play di Tommaso sia stato di grande insegnamento soprattutto per i genitori. «I loro ragazzi – continua Maggi – sentono le loro critiche e ne vengono intimoriti. Spero che questo gesto abbia fatto capire loro il senso di questo sport».

 

Giacomo Grasselli

giacomo.grasselli@qdmnotizie.it

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