Basket Serie B Interregionale / Senigallia, derby col Bramante Pesaro delicato

Domenica 12 aprile alle ore 18 in casa al PalaPanzini, caccia al quarto posto
SENIGALLIA, 11 Aprile 2026 – Terz’ultima giornata in serie B Interregionale girone D con la Goldengas Senigallia chiamata a un match da vincere a tutti i costi: non gioca invece la Pallacanestro Jesi, serena al settimo posto, che osserva il suo turno di riposo ma è matematicamente sicura dei play-off, traguardo che rende già decisamente positiva la prima stagione in categoria.
Attenzioni dunque sul PalaPanzini dove la Goldengas domenica 12 aprile alle ore 18 affronta il derby contro il Bramante Pesaro, in cerca di punti per evitare i play-out e salvarsi direttamente.
Per Senigallia due punti d’obbligo per continuare a inseguire il quarto posto che sarebbe fondamentale perché consentirebbe di giocare il primo turno dei play-off (incrociati col girone C dove ci sono le toscane, tra cui tre club di grande tradizione come Lucca, Virtus Siena e soprattutto Mens Sana Siena) col vantaggio del fattore campo: dopo i recuperi di mercoledì la Goldengas è stata agganciata al quarto posto dal Recanati a quota 32, grazie alla vittoria dei leopardiani in rimonta (dal -20) contro il Gualdo Tadino.
In caso di arrivo a pari punti la Goldengas sarebbe quinta per gli scontri diretti sfavorevoli ma il calendario da qui alla fine del Recanati è tutt’altro che agevole mentre la Goldengas dopo il Bramante avrà Termoli e Canosa di Puglia, quest’ultimo ormai praticamente spacciato in coda alla classifica.
La squadra di coach Petitto può dunque farcela ma deve fare filotto in queste ultime tre partite e sperare in risultati favorevoli dagli altri campi.
All’andata nella palestra di Campanara, era il 20 dicembre 2025, la Goldengas vinse 72-64 una partita quasi sempre condotta ma non facile contro un Bramante che magari non ha la spensieratezza delle scorse stagioni ma è squadra che si conosce a memoria, con una percentuale di pesaresità molto elevata e anche tanti volti noti come gli ex Crescenzi, Centis, Ricci e soprattutto Michele Ferri, metronomo della squadra ancora affidabilissimo nonostante i 41 anni: Ferri era il play di riserva della allora Barzetti che nel 2004 perse lo spareggio di Consandolo contro il Casalpusterlengo di un quindicenne e semisconosciuto Danilo Gallinari, sconfitta che fu poi resa meno amara dal ripescaggio che in quella estate di ormai 22 anni fa portò Senigallia per la prima volta nella sua storia in B1.
Arbitrano l’incontro del PalaPanzini Flocco di Ancona e Zambotto di Cantalice.
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Simone Saltarelli, classe 1985, senigalliese, è uno dei più esperti motociclisti italiani ma di ritirarsi non ne vuole sapere ed anzi si prepara a quella che forse è la stagione più importante della sua carriera: con l’Aprilia del Team Revo Saltarelli gareggerà infatti anche nel 2026 nel Mondiale Endurance, il più faticoso in assoluto perché le gare durano anche 24 ore e anche se non si è soli, visto che le squadre sono composte da tre piloti che si danno il cambio (col senigalliese ci sono Kevin Calia e Flavio Ferroni) le difficoltà e il fascino di affrontare i circuiti più iconici del mondo (Le Mans, Spa, Suzuka, Le Castellet) sono unici.
“L’Endurance in Italia è meno seguito che all’estero ma in Francia è proprio una religione. Le Mans è un evento, come può essere per gli italiani il Gran Premio della MotoGp al Mugello. La gara è unica, si gareggia su 24 ore in ogni condizione meteo, che possono cambiare nell’arco della prova, e ovviamente anche nelle ore notturne, ma è il contorno ad essere ancora più straordinario. Un vero evento, con la gente accampata nel circuito anche dai giorni precedenti, tanto che dormire in zona è impossibile se si vuole rimanere concentrati per la gara, a cui assistono anche 100.000 spettatori”.
Di fronte c’è una Recanatese davvero inguaiata, specie dopo la sconfitta di domenica contro il Chieti all’Angelini, 2-1.
I giallorossi, nonostante i cambi tra i giocatori e in panchina, con da alcune settimana il ritorno di Pagliari, non sono mai riusciti a dare una svolta al loro campionato e sono in zona play-out.
Una posizione che anzi è peggiorata nelle ultime settimane perché con 22 punti, a 5 partite dalla fine, il rischio è la retrocessione diretta, sia perché il penultimo posto è soltanto un punto sotto, sia perché anche la squadra di Pagliari riuscisse a giungere terz’ultima, rischierebbe seriamente di avere 8 o più punti di ritardo dalla sest’ultima piazza e dunque da regolamento
scenderebbe subito.
La Vigor nonostante la sconfitta nel derby contro l’Ancona, può credere nei play-off:
squadra che è stata a lungo più forte delle assenze.
I tifosi della Vigor Senigallia potranno acquistare i biglietti per il Settore Ospiti (capienza 507 posti, botteghino chiuso) con le seguenti modalità:







Derby bruttino, con gioco ripetutamente spezzettato e pochissime palle gol, oltre a non poco nervosismo.
Dopo il gol di Attasi, su ripartenza dorica e gran tiro da fuori area del giocatore dorico, Novelli non fa più una parata: Salvati ne compie tre, ma nessuna è impossibile.
E’ l’Ancona a essere più pericolosa a inizio ripresa con Pecci che si divora il raddoppio al 46′ e una capolista che mostra aggressività fino alla metà campo avversaria, rendendo difficile alla squadra di casa proporre il suo gioco.
Zini chiede un rigore, inesistente, al 55′, Kouko non centra la porta da favorevole posizione al 60′ e subito dopo rischia per una scaramuccia con un avversario quando è già ammonito, e prudentemente Maurizi, in tribuna squalificato, lo toglie.
Braconi chiama alla respinta dalla distanza Salvati al 65′, quindi ancora il portiere biancorosso al 72′ respinge una punizione di De Feo magistrale ediretta al sette ma non molto potente.
L’Ancona non dà certo spettacolo, ma sa essere umile, non rinuncia a giocare con una certa malizia (la stessa rimproverata alla Vigor nel match d’andata) con qualche palese perdita di tempo che fa spazientire il pubblico ma che fa parte del gioco, e dopo oltre 7′ di recupero porta a casa successo e primato.
Finale con qualche tensione in campo, ma poi applausi per tutti dalle due tifoserie.
Note: ammoniti Salvati, Zini, Grandis, Tomba, Kouko, Markic, Cericola, Braconi, Rovinelli.
Ancona senza il tecnico Maurizi, squalificato, Vigor al solito con varie assenze in campo: out da tempo Gambini (che prosegue il recupero dopo l’intervento al crociato, nella foto), Milli e Balleello.
Match che, rispetto allo scorso anno quando si giocò alla terza giornata, vale tanto, visto che i dorici si giocano una fetta di promozione: un po’ come accadde nell’indimenticato scontro diretto per la C1 del 1982, anche allora era marzo, quando il match finì in schedina (nella foto) e all’allora Comunale gli spettatori furono circa 8.000, record di tutti i tempi per una partita interna della Vigor Senigallia.

“sto abbastanza bene dopo i problemi alla vista. Ho ancora qualche problema ma il fatto che mi sia stato permesso di tornare a giocare mi ha dato una grande fiducia ed anche fisicamente va abbastanza bene.
“L’Ancona è prima e si gioca molto, noi magari abbiamo qualche pressione in meno – aggiunge – Dobbiamo goderci il tutto, assieme ai nostri tifosi. Il mio sogno? Riuscire a giocare, certo, un gol sarebbe il massimo”.
Ma non sarebbe il primo nel derby: fu proprio Pesaresi, con un gol spettacolare sotto la curva vigorina esurita in ogni ordine di posti, a decidere il derby dello scorso anno al minuto 89, giocato davanti a 4.000 spettatori (nella foto in evidenza): presenza che non dovrebbe essere troppo diversa quest’anno data l’importanza della posta in palio e un settore ospiti dove in una giornata sono stati venduti tutti gli 874 biglietti disponibili.
Vigor-Ancona è una sfida tornata qualche anno fa dopo quasi 40 anni, ma che si è giocata per la prima volta oltre 100 anni fa: la Vigor vinse per la prima volta nel 1932, in amichevole, schierando il fuoriclasse senigalliese della Juventus Renato Cesarini (nella foto di quel giorno in basso a sinistra, le altre nel testo si riferiscono ai derby recenti) con un gol di Vittorio Joppolo, ma colse il primo successo ufficiale soltanto nel 1978 in serie D con una rete al Bianchelli, allora Comunale, dell’indimenticabile Ciro D’Amico.
Il match del marzo 1982 in C2, terminato 1-1 coi gol di Ennas e Zandegù, rimase per quasi quattro decenni l’ultimo scontro diretto ufficiale e detiene il record di spettatori, quel giorno oltre 8.000 in uno stadio assolutamente identico all’attuale ma con le norme assai meno stringenti per l’accesso del tempo. 
I tifosi della Vigor Senigallia potranno assistere alla partita munendosi di biglietto tramite il servizio di prevendita o al botteghino del Bianchelli.
I tagliandi sono acquistabili in prevendita presso il Vigor Official Store (via Cattabeni, 41): mercoledì, giovedì e venerdì dalle 16.00 alle 20.00, sabato dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00, domenica dalle 9.00 alle 12.30 (prevendita biglietti fino alle 12.00).
La vendita dei biglietti al botteghino dello stadio sarà effettuata esclusivamente il giorno della gara, con apertura dei botteghini 1 ora e 15 minuti prima del calcio d’inizio e prezzo di 2 euro in più rispetto alla prevendita.
Biglietti nominali: è obbligatorio esibire un documento d’identità valido al momento dell’acquisto.

GOLDENGAS SENIGALLIA:
Non sta benissimo nemmeno il San Marino, che rispetto all’andata, quando perse al Bianchelli nella partita che fu diretta da Berretta al posto dell’esonerato Magi prima del ritorno di Clementi, ha cambiato moltissimo, con diverse partenze e arrivi, anche importanti (si pensi al portiere Meli, che è stato titolare in C nella Recanatese) ma senza migliorare la sua posizione in classifica.


“In tre anni siamo saliti dalla C alla A2 con tre promozioni consecutive – sottolinea infatti il club – e questo è un traguardo straordinario non solo per la nostra società ma per tutto lo sport senigalliese. Tuttavia, non intendiamo fermarci. 

Vigor praticamente senza più di mezza squadra: mancano Balleello, Gambini, Milli, Novelli, anche Parrinello (tornato in Francia per un lutto familiare) e all’ultimo Tonelli, febbricitante: Pesaresi, tornato ad allenarsi dopo 6 mesi, viene portato in panchina dato il numero impressionante di gravi assenze e dopo mesi torna in panchina anche l’under Gasparroni, ma nel corso del match gli acciacchi di Beu, Tomba e Caprari portano all’esordio pure di Bucari e Pietro Magi Galluzzi, fratello minore del capitano Enrico.
Succede poco nel primo tempo, ma la Vigor mostra grande attenzione e concede poco o nulla agli avanti avversari: Perini si distende plastico su Mantini al 47′ ma non può nulla sulla girata in area di Pandolfi, che segna al 58′ il vantaggio ospite sotto la curva di casa e si prende la miriade di fischi e improperi dai suoi ex tifosi, con cori che dureranno fino a fine partita.

Maglia di leader, azzurra, al marchigiano Pellizzari.
Da qui, di nuovo in direzione nord verso il pesarese.
Boato alla partenza per campioni come Quintana e Caparaz, vincitori di Giri d’Italia, per Van der Poel, campione praticamente di tutto e ovviamente, Van Aert, per il marchigiano Pellizzari che sogna la vittoria nella gara che si conclude nella sua terra.
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L’esperienza accumulata sarà preziosa per evitare errori e cercare di andare dritti verso i risultati. Nel 2025 il meteo ed alcune difficoltà tecniche hanno condizionato diverse gare e tutti gli sforzi fatti non ci hanno permesso di raccogliere quanto speravamo”.
Al 30’ Goldengas, senza Cicconi Massi, avanti 63-52; Val di Ceppo, senza Frizzarin ma con 17 punti dell’eterna bandiera Meschini, in partita e ancora a -6 a 5’ dal termine, poi cede a testa comunque alta.
Lo farà ancora senza Balleello, Pesaresi, Gambini, mentre rientrerà Grandis dalla squalifica, e fanno progressi anche Milli e Gasparroni fuori da lunghissimo tempo.
Squadra che rispetto al positivo recente passato ha faticato quella umbra di coach Filippetti, ex di turno, ma che è più che mai viva.






Era il 10 agosto 1966: Arcari, tutt’ora in vita, combattè fino al 1978 senza perdere più un incontro né in Italia nell’estero da quella sera di Senigallia.

Il mister vigorino Aldo Clementi è soddisfatto: “non è stata una partita facile, ma è stata la partita che mi aspettavo – sottolinea – Mi è piaciuto l’atteggiamento della squadra. La salvezza è vicina. Novelli? Se la sentiva di giocare ma poi in partita il problema fisico palesato in settimana si è presentato ed è dovuto uscire, speriamo non sia nulla di grave. Ma Perini ha esordito bene, così come Celani entrato nel finale.
Negli ultimi 2’ match praticamente deciso ma si gioca per la differenza canestri visto che all’andata l’Attila ha vinto di 7: la Goldengas, con una lucida gestione dei possessi offensivi, riesce a ribaltare tra l’entusiasmo del PalaPanzini il doppio confronto chiudendo sul 73-61.
Se la Vigor al solito è giovanissima, con 4 under invece degli obbligatori 3 dall’inizio ed altri 6 su 9 in panchina, dove si accomoda pure Tonelli non al meglio, l’Inter Sammaurese lo è ancora di più: 6 under dall’inizio, gli altri, tranne Merlonghi, attaccante di 38 anni con 110 gol in carriera in D, hanno tutti meno di 23 anni.












Zazzarini infatti non è soltanto parte dello staff sanitario della Nazionale italiana di pattinaggio – in questa edizione olimpica particolarmente attesa per la presenza di campioni come Francesca Lollobrigida e Davide Ghiotto – ma è anche presidente dell’US Pallavolo Senigallia la cui prima squadra lotta al vertice nel torneo di serie C femminile.


Grande equilibrio per tutta la partita con la Goldengas che nel secondo periodo prova una minifuga ma Gualdo Tadino trova di nuovo la parità con una tripla di Vukobrat (36-36 al 19’) prima che un canestro di Sablich mandi le squadre al riposo sul 38-36.


I biancorossi, scesi al sesto posto dopo il sorpasso operato dal Bisceglie, devono tornare a marciare se vogliono conquistare un piazzamento play-off migliore in vista della seconda fase.

Fragoroso il boato dello stadio cittadino al pari, splendido per esecuzione, di Tomba, in pieno recupero.
“E dire che mi ero anche confrontato a lungo con lo staff medico perché non volevo assolutamente rischiarlo (si era temuto addirittura per uno stop di almeno un mese). Voglio ringraziare l’intero staff pubblicamente, ha fatto un lavoro eccelso (simtomatico l’abbraccio al gol tra lo stesso Tomba e l’osteopata Mattia Ferretti) – sottolinea mister Aldo Clementi – Non ditemi però che schierare Alessandro centravanti sia stata una mossa geniale, è stata la mossa della disperazione.
Sappiamo bene le difficoltà con gli infortuni che stiamo vivendo.
Stiamo lavorando sulla consapevolezza dei nostri mezzi, andiamo in campo credendo in quello che facciamo e con facce differenti. Mi piace l’atteggiamento della mia squadra, mostrato davanti ad un Ostiamare davvero di grande livello, che aveva vinto 9 volte in 10 trasferte”.
D’Antoni, mister della leader, è amareggiato ma non si scompone: “peccato, ma sono soddisfatto della prestazione, abbiamo sofferto nel primo tempo ma al Bianchelli non è facile per nessuno e lo sappiamo bene…e la Vigor, con Clementi, è un’altra Vigor rispetto a prima. Nel secondo ho visto un grande Ostiamare. Il primato? E’ una corsa a quattro, ci metto anche l’Aquila anche se attualmente è a -7″.
In chiusura, qualche nota a margine: la curva sarà presente a Teramo con un pullman, mentre il vigorino Omar Ben Amor è stato convocato nella rappresentativa dilettanti under 15.
Partiamo dalla fine del big match tra la squadra di Clementi, che arriva a 7 risultati utili consecutivi ed ora è in zona play-off e la capolista Ostiamare, che fuori casa si presenta al Bianchelli dopo aver vinto in trasferta 9 partite su 10 e da capolista dalla prima giornata.
Clementi, che in panchina ha soprattutto under e Alonzi che entra solo al 76′ con un tutore, prova la mossa della disperazione: entra il difensore centrale Tomba, vittima di un infortunio alla caviglia giusto la settimana prima che sembrava doverlo tenere fuori almeno un mese.
Il tecnico a sorpresa lo porta in panchina e al 91′ lo fa entrare schierandolo addirittura centravanti: passano 3′, la palla arriva in area ospite, il difensore classe 2003 di sinistro, non il suo piede, si inventa al volo un gol pazzesco, che fa esplodere i 1.500 del Bianchelli al 4′ dei 5′ di recupero.
E’ l’1-1, ma le emozioni non sono finite in un match di alto livello, in cui dopo lo 0-1 l’Ostiamare aveva prima sfiorato il raddoppio con Greco (73′, Novelli respinge) e poi rischiato il pari all’89’ quando un altro sganciamento difensivo, stavolta di Magi Galluzzi, aveva messo i brividi a Vertua, che bloccava a terra abbracciato dai compagni per lo scampato pericolo.


Fino ad ora il bilancio della squadra di Petitto è positivo: 10 vittorie in 15 partite, delle quali 5 in casa (2 sconfitte) e 5 in trasferta (3 sconfitte).
I play-off, se non sono già cosa fatta, poco ci manca, ma per agganciare un piazzamento migliore dell’attuale serve uno sforzo in più nel girone di ritorno, dove il calendario, da qui alla fine, tutto sommato non è da disprezzare.
Fondamentale fare bene negli scontri diretti, fino ad ora sempre persi con le prime quattro.


La squadra di coach Schiavi, più fisica ed esperta, si aggiudica il big match della giornata di serie B Interregionale 65-77 violando un PalaPanzini che non si vedeva così gremito e caloroso da molto tempo: applausi comunque alla squadra di coach Petitto da parte del pubblico senigalliese, che alla presentazione delle squadre aveva riservato un lungo applauso anche all’indimenticato Pozzetti, uno degli ex nel Recanati con Gurini e Magrini.
Dopo la pausa, Goldengas trasformata: subito un 7-0 e nuova parità a 44, poi la Goldengas pure avanti in un match in equilibrio ma che negli ultimi 3’ del terzo periodo vede il break ospite, che al 30’ si portano a condurre 51-62.
Ma c’è Urbutis, e non solo lui: Recanati non perde la calma e vince con merito confermandosi seria candidata alla promozione, contro una Goldengas che non viene tuttavia ridimensionata, almeno in ottica di un piazzamento play-off.

In chiusura una nota di merito ai tifosi vigorini che nella tradizionale tombolata di Natale hanno raccolto 2.000 euro per l’Andos.

É cambiata la location – ora le dirette si tengono all’auditorium San Rocco – non la visibilità per la città grazie al format del programma, che ospita personalità del calcio italiano e internazionale ma si muove anche nelle città ospitanti, con collegamenti in esterna come avvenuto in questi giorni da luoghi come Palazzo Del Duca, Palazzetto Baviera, Museo della Mezzadria delle Grazie, Chiesa della Croce, Foro Annonario, oltre che dagli esercizi commerciali.
Ma a scoprire la Spiaggia di Velluto dove – come ha sottolineato uno dei tre conduttori (con Gianluca Di Marzio e Fayna) Alessandro Bonan – “l’accoglienza è stata ancora una volta splendida”, sono stati tra gli altri anche uno degli eroi del Mondiale di Spagna 1982, Beppe Bergomi (ospite mercoledì sera) e due azzurri che invece il titolo Mondiale lo hanno solo sfiorato, venendo entrambi beffati dai soliti maledetti rigori: Giancarlo Marocchi, terzo a Italia 1990, e Lorenzo Minotti, secondo a Usa 1994.
Classifica

Dei 23 punti, ne ha fatti 17 in casa, mentre fuori è con la Sammaurese l’unica squadra a non aver mai vinto.

Cosa nasconde di così speciale un gesto pur così semplice?
Valori ancora attuali?
Il Tolentino, già nel corso del match, aveva protestato per il gol del 2-1, ritenendolo viziato da fallo sul portiere: gol che aveva provocato tensione tra i tifosi cremisi, alcuni dei quali avevano tentato di invadere il campo (il Bianchelli di Senigallia), mentre nel caos generale, con la partita sospesa per qualche minuto, l’attaccante Lovotti era stato espulso.
C’era stato più fair play invece nel post partita anche se in casa Tolentino c’era comprensibilmente poca voglia di parlare.
Giuseppe Magi, mister del KSport, si gode il suo ritorno a Senigallia vittorioso dopo la breve esperienza da tecnico della Vigor nel torneo in corso, sottolineando:

Ed è ancora il portiere classe 2006 a salvare i suoi al 37′, respingendo in tuffo sul colpo di testa di Moscati.
Note: giornata fredda, temperatura sui 2 gradi e piovosa, con brevi momenti di neve prima del match.
Il simbolo dell’olimpismo, arrivato in Italia, ha ripreso il suo viaggio il 6 dicembre a Roma.
Nelle foto il passaggio alle 11 lungo i Portici Ercolani.
Sull’antisportivo subito da Di Francesco, che poi concretizza dalla lunetta, iniziano i titoli di coda e la Goldengas vince il curioso derby degli sponsor legati al gas contro l’Italiangas agganciando il Recanati a 18 punti al quarto posto, ma a soli 2 dalla vetta.
Buon match da vedere, arbitrato altrettanto bene dal signor Iheukwumere dell’Aquila.
Sul punto, dopo polemiche pretestuose da parte di chi nemmeno si degna di leggere i regolamenti prima di prendere posizione, la Vigor è intervenuta con un comunicato che riportiamo qui a fianco.




Molto bene anche Giampieri e un Battisti garanzia in regia.

Si tratta di una delle più gloriose e antiche squadre di calcio del Regno Unito, fondata addirittura nel 1874, un anno prima dei cugini dell’Hibernian, a cui è legata da grande rivalità.
Va alla grande anche la Fiorentina Primavera di Mevale Kone, l’ivoriano classe 2007 alla Vigor nel 2024-25, e al Trecastelli l’anno precedente: l’attaccante esterno ha giocato 11 partite, diverse delle quali per tutti i 90 minuti, ha segnato 1 gol e la sua Fiorentina (Mevale nella foto è al centro in basso), che non vince lo Scudetto Primavera addrittura dal 1983, è prima davanti alla Roma con 30 punti in 16 partite, a +3.

Finisce 81-77 quella che è la partita più spettacolare vista fino ad ora al PalaPanzini, contro la squadra migliore, che senza la penalizzazione iniziale si sarebbe presentata nelle Marche da seconda.
Nella ripresa, decisamente migliore da parte ospite e con diversi cambi in formazione (dentro Parrinello, Beu e Magi Galluzzi per Balleello, De Marco e Tomba infortunato) il gol decisivo segnato da De Marco su assist di De Feo con un rasoterra che buca Zanin, poi la Vigor riesce a conservare il risultato e torna a vincere col Chieti dopo ben 44 anni: l’ultima volta accadde nella serie C2 del 1981, quando al Comunale di Senigallia un insolito, quanto straordinario, gol del difensore vigorino Silvestro Baldacci in mezza rovescata fissò il 2-1 per la squadra di Lidio Rocchi.
