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Aurora Basket

AURORA BASKET / RESPONSABILITA’ E DEMERITI: QUALE FUTURO?

JESI, 22 aprile 2019 – Nemmeno il miglior scrittore di Noir su piazza avrebbe potuto disegnare un finale così amaro per l’Aurora Basket.

Una sconfitta, miscelata alle nefaste notizie arrivate dagli altri parquet, ha portato ad una “sentenza” difficile da digerire e metabolizzare.

L’esercizio puramente stilistico dello scagliarsi contro il destino cinico e baro, non servirebbe però a spiegare e capire una stagione con tanti, troppi errori.

Una premessa è d’obbligo: le due annate precedenti, culminate anche con un accesso ai Play Off, avevano illuso tutto l’ambiente, convinto che l’avere il budget più risicato di tutta la categoria, non fosse un problema così grande.

Invece la normalità ha vinto sull’eccezione, la realtà sul miracolo.

La squadra, un insieme di ragazzi perbene ma poco propensi alla “sofferenza” sportiva, al di là dei limiti tecnici e caratteriali, fin dall’inizio non ha trovato la fondamentale empatia con il pubblico.

La frattura con la Curva nel finale, e le 1800 presenze in quella che era a tutti gli effetti “la partita dell’anno” ne sono buona testimonianza.

Gli Americani, in precedenza autentici procacciatori d’oro, hanno rappresentato solamente un fastidioso rompicapo.

La Società ha lottato, seppur con gli esigui mezzi a disposizione, ma i cambi in corsa non hanno portato i frutti sperati.

Quando gli ingredienti che formano l’impasto della torta non sono ben amalgamati, è difficile correggere aggiungendo solo un po’ di zucchero.

Sul banco degli imputati sono finiti Damiano Cagnazzo, passato da fiore all’occhiello ad asino, e Federico Ligi, ieri talent scout infallibile e oggi fonte di tutti i mali.

Lo Sport regala anche questo, e i vicinissimi tifosi hanno sempre ragione, specie dopo una retrocessione.

A caldo, Allenatore e Direttore Sportivo ci hanno messo la faccia, assumendosi tutte le responsabilità del caso.

La situazione certo non cambia, ma il non aver usato alibi, veri o presunti, li conferma nella categoria “uomini veri”.

Il campo ha detto che sarà serie B, una categoria che Jesi non conosce e fa fatica persino a pronunciare: appena due anni di passaggio nel secolo scorso, gloriosi e trionfali, ricordati come utili ad aprire le porte del Paradiso.

Le prossime settimane saranno decisive per riordinare le idea, valutare le ferite economiche aperte e far IL conto con la voglia di ricominciare da capo.

La passione della gente, la storia, l’amore di tanti ragazzi che praticano il Basket, sono un patrimonio che non meriterebbe di esser dissolto.

Ad Altero Lardinelli, Carlo Barchiesi, Livio Grilli, agli amici di sempre, uomini che hanno legato la propria vita a quella dell’Aurora, il compito di tracciare la strada giusta.

Ma. Pig.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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