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Calcio

AMARCORD / Cingolana, quella storica impresa contro la Samb al Riviera delle Palme

Gigli nel primo tempo, Fraternali nel secondo: il ricordo della partita leggendaria della squadra più blasonata del calcio cingolano.

CINGOLI, 20 marzo 2020 – Arriva anche a Cingoli l’Amarcord.

L’emergenza coronavirus ha giustamente bloccato lo sport dilettantistico. A Cingoli, tuttavia, manca da 7 lunghi anni dai grandi palcoscenici calcistici prestigiosi la squadra più blasonata della storia del Balcone delle Marche: la Cingolana.

Nata nel 1963 ed in Interregionale per tre anni a cavallo tra gli anni alla fine degli anni ‘80, è stata per otto anni in Eccellenza, dal 2005 al 2013. Chi scrive, avendo all’epoca tra i 10 e i 18 anni, era un ultras scatenato della squadra e la seguiva anche in trasferta. L’intera città si emozionava davanti alle giocate dei propri beniamini, con una promozione in Serie D sfiorata nel 2008, fermata solo ai supplementari dalla blasonata Aprilia.

Dopo la retrocessione del 2013, si è unita all’Apiro Calcio, formando la Cingolana Apiro.

Dopo due retrocessioni consecutive dalla Promozione alla Terza Categoria, le due società si sono nuovamente divise: l’Apiro ha ricominciato dalla Seconda Categoria, mentre la Cingolana è rimasta inattiva nel 2014 dopo 51 anni di storia.

Negli otto anni nel massimo campionato regionale, si ricordano le sfide memorabili contro i rivali storici della Jesina, l’Ancona, la Fermana, la Maceratese, il Tolentino, la Biagio Nazzaro, per citarne solo alcune.

Da oggi e a partire da ogni venerdì o sabato, pubblicheremo una partita storica della società, grazie anche al contributo della memoria storica dello sport cingolano, rappresentata dai giornalisti Gianfilippo Centanni (Resto del Carlino) e Leonardo Massaccesi (Corriere Adriatico), dal segretario storico della Cingolana Mirco Mazzieri (ora alla Polisportiva Cingoli) e della “triade” dirigenziale rappresentata dal Presidente Marco Pelagagge e dai fratelli Giandomenico e Giorgio Giorgi, rispettivamente DS e Presidente Onorario.

Abbiamo contattato anche i due storici capitani della squadra, Fabio Tombesi e Lorenzo Gigli.

Chissà se, ricordando i tempi passati, possa tornare a qualcuno la voglia di riportare il calcio cingolano ad alti livelli.

Quest’anno, prima dello stop dei campionati, il Victoria Strada e la San Francesco Cingoli stavano regalando grandi emozioni. Auguriamo alle due società di seguire le orme di “mamma” Cingolana negli anni a venire.

Sambenedettese – Cingolana 0-2

E’ il 20 settembre 2009. E’ un giorno speciale per me, quello della Cresima. Dalla domenica prima, però, c’è un motivo fisso che rimbalza in testa. In quel periodo, la mia amata Juventus stava passando gli ultimi difficili della sua storia prima dell’epopea di successi contemporanea, mentre la squadra del mio paese, la gloriosa Cingolana, stava attraversando gli anni più belli della sua storia.

I miei idoli erano, oltre a Del Piero, Trezeguet, Camoranesi, Nedved e Buffon, Fabio Tombesi, i fratelli Alessandro e Lorenzo Gigli, il giovane Francesco Schiavoni, il mio lontano cugino Filippo Piccini, Michele Simoncelli, Carlos Aquino e tanti altri che sono passati in biancorosso. In quel periodo, la Cingolana era per me allo stesso piano della Juve, ed è detto da uno presente allo Stadium in diverse partite leggendarie bianconere degli ultimi tempi. Lo stadio Spivach, comunque, rimane lo stadio Spivach, con le dovute proporzioni, il campo sportivo del mio paese, invidiato dall’intera regione per il suo manto erboso, dove guardavo le partite nella tribuna opposta a quella principale, la Tribuna Pini, da sempre riservata ai tifosi più accesi ed affezionati, tra cui, io, mio padre Alberto e mio zio Piero. Mister Sabbatini non era Lippi, ma certamente era un miglior allenatore di Ferrara o Zaccheroni in quell’anno.

Con mio zio Carlo, padrino quel giorno, notiamo che la cifra della data è particolare: 20-09-2009, si ripete. Una data destinata ad entrare alla storia. Ero agitato sì per la cresima, ma anche per la partita in programma quella domenica, ovvero Sambenedettese-Cingolana.

La Sambenedettese, si, proprio lei, che proprio in quell’anno era scesa in Eccellenza in seguito al fallimento dalla Serie C2, e che adesso è tornata grande ed è allenata, ironia della sorte, dallo ex calciatore juventino Paolo Montero.

Non aveva cominciato bene il campionato la squadra di San Benedetto, che poi quel campionato 2009-2010 lo stravincerà: in tre partite, aveva pareggiato a Montegranaro, perso in casa contro il Piano San Lazzaro (che diventerà Ancona qualche mese dopo) e vinto nel pesarese contro il Real Metauro, con 4 punti in 3 giornate, troppo pochi per essere la vera corazzata del campionato e data favorita già prima della partita.

La Cingolana, invece, era partita alla grande, vincendo 1-0 in casa contro il Tolentino, espugnando l’Helvia Recina di Macerata contro la Maceratese (0-1) e pareggiando 0-0 contro la Fortitudo Fabriano in casa.

7 punti in tre gare e secondo posto, dietro solo alla Fermana e condiviso ad altre tre squadre.

Quell’anno, il 2009-2010, il campionato è uno dei più competitivi degli ultimi 20 anni, tanto da essere definito la Serie A del calcio regionale, con squadre del calibro, delle già citate Fermana, Sambenedettese, Maceratese, Tolentino e Fortitudo Fabriano, della Jesina di mister Gianluca Fenucci, del Piano San Lazzaro pre-Ancona, della Biagio Nazzaro Chiaravalle, dell’Urbania, dell’Urbino, della Vis Pesaro, dell’Urbino, dell’Osimana e della Vigor Senigallia, con tutte le principali città della regione (a parte le storiche Ascoli e Ancona, allora in B).

Si prospettava un campionato da salvezza dunque per i biancorossi di Sandro Sabbatini, storico mister della cavalcata dalla Promozione all’Eccellenza nella stagione 2003-2004 e della vittoria della finale dei play-off regionali contro la Jesina di appena due stagioni prima, stagione 2007-2008.

Quella classifica però mi entusiasmava. Già sognavo la Serie D, un traguardo che l’anno prima era sfuggito all’ultimo minuto e per via di una grande ingiustizia nel nostro stadio Spivach Cingoli contro l’Aprilia. Volevo andare a San Benedetto del Tronto, ma l’appuntamento con Dio era sicuramente più importante.

Lo ripetevo anche ai miei, che già mi avevano fatto saltare il ritiro pre-cresima per vedere Cingolana-Tolentino alla prima di campionato (Don Sergio Salvucci, ora in Argentina, mi perdonerà).

Mentre stavo entrando in Duomo per prepararmi alla funzione, a due passi da casa, i giocatori e i dirigenti stavano raggiungendo il Riviera delle Palme, storico stadio della città rivieresca, definito “Il tempio del calcio”.

In macchina, troviamo quattro simboli cingolani che provano a pronosticare la partita.

Gianfilippo Centanni, giornalista del Carlino, pronosticò lo 0-2 per i biancorossi; Raffaele Ripanti, detto Fefè, storico custode del PalaQuaresima fino a poco tempo fa, insieme al segretario di Cingolana e Polisportiva Cingoli Mirco Mazzieri, erano più propensi per lo 0-0; l’ultimo componente nella vettura, Geo Sbaffo, storico dirigente del settore giovanile Juniores e Allievi, era più pessimista, annunciando il 2-0 della Samb.

Certo, che se Centanni se l’avesse giocata alla SNAI, diremmo oggi, avrebbe vinto molti soldi.

Mirco Mazzieri

L’allegra brigata è arrivata allo stadio. «Mi sono seduto in tribuna stampa spiega Mirco Mazzieried ho un ricordo bellissimo. La tifoseria e lo Stadio erano da Serie B, con una curva stracolma, sembrava di giocare veramente in una categoria superiore».

Anche il presidente di allora, Marco Pelagagge, assiepato in curva ricorda l’ingresso nello stadio. “Mi ricordoha spiegatoquando siamo entrati nello stadio “Riviera delle Palme”, fu una grande emozione, un vero stadio (stile San Siro con 2 anelli), con tanto pubblico e un vero tifo organizzato. Un’esperienza più unica che rara vissuta dalla Cingolana. Che rimarrà sempre nella storia».

Il Capitano Fabio Tombesi

Il presidente Marco Pelagagge

Mentre il Vescovo Giuliodori mi stava impartendo la sacra unzione (in quel momento la Cingolana non era nei miei pensieri, ve lo assicuro), i biancorossi stavano probabilmente concentrandosi in vista dell’inizio della partita.

Capitan Fabio Tombesi, storica bandiera della squadra, che ha vestito la maglia della Cingolana per otto anni consecutivi, di cui 6 con la fascia sul braccio, protagonista di tutti i momenti migliori della squadra biancorossa in quel periodo, avrà incitato i suoi compagni. «Sono passati troppi anni, – ci ha spiegato l’attuale tecnico del Camerano in Promozione, ancora amatissimo a Cingoli, tanto da essere definito “sindaco”è una delle pagine più importanti di quel periodo, ne abbiamo scritte parecchie. E’ piacevole ricordare quei momenti. Venivamo da un inizio di campionato positivo e vincere su un campo storico e importante come il Riviera delle Palme penso che sia stato qualcosa di storico per tutta la realtà. Fu una partita di sostanza, sacrificio, soffrendo contro una squadra che aveva un budget 5/6 volte superiore al nostro.»

Anche il presidente Pelagagge sentiva che si poteva conquistare sul campo un grande risultato. «Sicuramente ha dettoda parte nostra c’era la consapevolezza che potevamo fare un ottima figura e volevamo uscire a testa alta.»

La partita è iniziata alle 14.30, mentre stavo mangiando al ristorante con i parenti a Castreccioni di Cingoli, nel Ristorante Lo Smeraldo sulle sponde del Lago di Cingoli.

La rosa della Cingolana era ricca di giovani. «Sebbene spiega Mirco Mazzieri i fuoriquota in quell’anno erano quelli dell’annata 1990-1991, erano titolari al Riviera erano l’esterno ‘90 Roberto Gagliardini (oggi al Victoria Strada, ndr) ed il terzino ’92 Elia Gianfelici (all’Aurora Treia nel 2016-17), mentre Saverio Federici (tecnico settore giovanile della San Francesco Cingoli) e Francesco Schiavoni (Sampaolese) erano del 1989, quindi non erano più fuoriquota ma comunque titolari fissi quell’anno».

Partivano dal primo minuto, con un 4-4-2, a porta Giulietti (’75, Montecassiano), in difesa Gianfelici, capitan Tombesi (’79), Fraternali (’86, Tre Penne San Marino, 2 presenze in Champions League), Federici; a centrocampo Simone Gagliardini, Schiavoni, il vice-capitano Lorenzo Gigli (’81, Montefano) e Domizi (’82, Monteluponese nel 18-19); in attacco Cresta (’76, ex Avellino ora svincolato) e Tomassini (’82, Cluentina). Entrarono nel secondo tempo Piccini(’88, Victoria Strada), Campana (’90, Avenale C5) e Massei (’88, Staffolo).

Mentre io cercavo disperatamente di capire il risultato in diretta su internet (prendeva poco e comunque sono sempre stato una buona forchetta), la Sambenedettese ci ha messo ben 27 minuti per creare la prima occasione da gol: Tosto lancia Cacciatore, il quale non ha sangue freddo e si mangia il più facile dei gol.

Lorenzo Gigli

Passano dieci minuti e la Cingolana, alla prima occasione da gol dopo aver gestito gli attacchi dei rossoblù, va in vantaggio. Un gol da PlayStation: Lorenzo Gigli, cingolanissimo vice-capitano dei biancorossi, vince il contrasto contro un centrocampista, la passa a Tomassini, il quale di testa prolunga ancora per il classe 1981 di Villa Strada in area da solo. Stop orientato di destro e tiro al volo di sinistro. 0-1, al Riviera delle Palme si sentono solo i 50 cingolani assiepati in curva.

Un gol alla Brozovic o alla Vecino, data la sua fede interista. Gigli, uno dei miei idoli di quel periodo, è diventato poi solo Lorenzo, un mio vicino di casa, dato che abitiamo nello stesso palazzo. «E’ stata un bella emozionemi ha confidato il centrocampista che gioca ancora in Eccellenza con il Montefano, titolare imprescindibile a quasi 39 anni perché abbiamo fatto una partita perfetta. Segnare il primo gol sotto la Curva dei nostri tifosi è stata una bella emozione. La Samb era la favorita di quel campionato, aveva una squadra attrezzatissima per vincere, ma stava attraversando un brutto periodo».

Vedendo il video della partita, l’esultanza di Lorenzo fu esplosiva, come liberatoria. A dimostrare il blasone di quella Cingolana, che non aveva nulla da temere dalle altre pretendenti del campionato.

Gli uomini di Sabbatini difendono bene, la Samb prova a far qualcosa ma sembra tramortita.

Giandomenico sbaglia ancora un gol clamoroso davanti a “Giulio” Giulietti. Fine primo tempo, 0-1, la Cingolana sta controllando la Sambenedettese al Riviera delle Palme. Vedendo il risultato, non ci credo, e penso tra me e me che nel secondo tempo ci avrebbero comunque rimontato. Invece aveva ragione Centanni: al 48’ l’inzuccata da angolo di Fraternali vale lo 0-2 sotto la curva della Samba. E’ l’apoteosi. L’ex difensore biancorosso ora gioca con il Tre Penne, nel campionato nazionale di San Marino, e qualche hanno fa ha anche giocato nel primo turno preliminare della Champions League.

La Sambenedettese non riesce a farsi pericolosa, la Cingolana controlla il risultato grazie ad una delle difese più forti che si sono viste a Cingoli, da grande esperta del campionato con già 5 partecipazioni ininterrotte condite da due finali play-off, una persa nel 2006 contro il Montegiorgio (fortuna i Mondali poco dopo) e quella vinta nel 2008 contro la Jesina, di cui torneremo a parlare nelle prossime puntate, a malincuore per i miei amici e colleghi di redazione Evasio Santoni, Marco Pigliapoco e mister Gianluca Fenucci, che sono certo mi ricorderanno delle due vittorie loro contro di noi proprio nel 2009-10, anno del ritorno dei leoncelli in Serie D. La passione che stanno mettendo per la Jesina e il Fabriano-Cerreto mi fanno dimenticare la storica rivalità tra Jesi e Cingoli.

Jesina 2009-2010 l’anno della finale nazionale play off contro il Kras

Potevo ritenermi soddisfatto, la Cingolana mi aveva fatto il regalo per la Cresima. Visto che l’appetito vien mangiando, avevo sperato anche in una sconfitta della Fermana, prima in classifica… Quante ne vuoi! I gialloblù, acerrimi nemici della Samb, avevano iniziato il campionato con 4 vittorie di fila, uno schiaffo morale per i rossoblù, addirittura sotto di -8 in quel momento. Subito dietro, c’era proprio la mia seconda squadra del cuore, la Cingolana a quota 10, insieme a Urbania e Montegranaro: tre esempi di come l’entroterra sia stato sinonimo di garanzia.

In quella giornata, il Piano San Lazzaro era 5°, la Vis Pesaro 7^, la Jesina 9^ davanti a Biagio Nazzaro, Maceratese, Fortitudo Fabriano, Sambenedettese (14^) e Tolentino, con Osimana, Urbino e Vigor Senigallia agli ultimi tre posti. Si poteva sognare, pensavo tra me e me, abbiamo battuto la Samb, possiamo lottare per la D, possiamo riprovarci. La realtà, però, era ben diversa. La Cingolana, infatti, comincerà a perdere qualche partita, abbandonando ben presto i sogni salvezza e ottenendo comunque una salvezza tranquilla con qualche giornata d’anticipo.

Forse è l’ultima grande annata prima del lento e triste declino. In D ci andranno proprio i “nemici” della Jesina, dopo i play-off vinti contro la corazzata Piano San Lazzaro.

Se io ero contento di quella grande prestazione, figuratevi i 50 cingolani presenti al Riviera delle Palme. «Al triplice fischio finalespiega il patron Pelagagge arriva un’immensa gioia per noi dirigenti e per i nostri numerosi tifosi giunti al seguito. La vittoria era meritata, ogni giocatore aveva fatto più del massimo, ed una delle cose che ricordo con più piacere sono stati gli applausi rivolti alla nostra squadra dai tifosi avversari».

«Avevamo paura di uscire dallo stadiospiega il segretario Mazzieriperché i tifosi erano arrabbiati, invece ci applaudirono,mentre i giocatori della squadra di casa furono costretti a uscire scortati dalla Polizia».

«E’ stata una partita memorabileracconta Giorgio Giorgi, all’epoca presidente onorario e ora fiduciario CONI per Cingoli per la storia del nostro piccolo Paese, uscire tra gli applausi di uno stadio da 22.000 spettatori è da pelle d’oca, con i complimenti dei dirigenti locali. E’ stata una cosa grossa, neanche la Cingolana degli anni dell’Interregionale riuscì mai a compiere un’impresa del genere, contro un’icona del calcio regionale, terza solamente ad Ascoli e Ancona».

Mister Sandro Sabbatini

L’artefice di questa vittoria è stato senza dubbio mister Sandro Sabbatini. «Siamo riuscitiricorda capitan Tombesia riproporre cose fatte in allenamento e in uno stadio così importante. Fu una grande dimostrazione nel credere in quello che stavamo facendo. Con il mister curavamo tanto i dettagli, guardando e riguardando i video delle partite».

Il giorno dopo, 21-09-2020, ho comprato sia il Resto del Carlino che il Corriere Adriatico, leggendo così della grande impresa della mia squadra.

Leonardo Massaccesi del Corriere, in particolare, aveva scritto le pagelle dei giocatori. Lui e Gianfilippo Centanni sono stati per me modelli da seguire di scrittura del giornalismo sportivo quando ero adolescente. Ora sono miei “colleghi” (ancora non ufficialmente), in particolare con Leonardo ho stretto un rapporto di vicinanza ed è bellissimo poter ricordare con loro questi momenti di storia della Cingolana. Mi sarebbe piaciuto viverli come addetto stampa a quei tempi, ma non mi è andata poi così tanto male con la Polisportiva Cingoli e le altre società che ho seguito negli altri anni.

Qualche anno fa, per un servizio radiofonico, sono tornato a San Benedetto per una partita del Grottaccia in Serie C1 di calcio a 5 contro il Riviera delle Palme, squadra rivierasca che gioca le sue partite nel palazzetto davanti proprio allo storico stadio della partita che vi ho raccontato. Ritornare in quel posto, anche se solo da fuori, è stata la chiusura di un cerchio: in un modo o in un altro io quello stadio lo dovevo vedere per rendere onore alla memoria del mio secondo amore calcistico.

Sambenedettese 0-2 Cingolana

Marcatori: 37’ Lorenzo Gigli, 47’ Stefano Fraternali

Sambenedettese (4-3-1-2): Chessari; Ogliari, Pulcini, Mengo, Nicolosi; Tosto (61’ Valente), D’Aniello, Bianchi; Giandomenico (56’ Gentili); Cacciatore, Basilico (40’ Menichini). All. Palladini

A disposizione: D’Ambrogio, Bizzarri, Biancucci, Mancinelli

CINGOLANA (4-4-2): Giulietti; Gianfelici, Tombesi, Fraternali, Federici (85’ Piccini); Gagliardini (71’ Campana), Schiavoni, Gigli L., Domizi; Cresta, Tomassini (63’ Massei). All. Sabbatini

A disposizione: Turchi, Mazzi E., Ciciliani, Mandolini

Arbitro: Fattori di Jesi (Cesetti – Romanelli di Fermo)

Note: spettatori 2000, di cui 50 circa cingolani; ammoniti: Cresta (C), Cacciatore (S); angoli 9-1

Le pagelle di Leonardo Massaccesi (Corriere Adriatico): Giulietti 6, Gianfelici 6, Fraternali 7.5, Tombesi 7, Federici 6, Gagliardini 6, Schiavoni 6.5, Gigli 7, Domizi 6.5, Cresta 6.5, Tomassini 6.5. Allenatore: Sabbatini 7; subentrati: Piccini sv, Campana sv, Massei 6

Classifica alla 4^ giornata: Fermana 12, CINGOLANA 10, Urbania 10, Montegranaro 10, Piano San Lazzaro 7, Montegiorgio 7, Grottammare 6, Jesina 5, Biagio Nazzaro Chiaravalle 5, Maceratese 5, Fortitudo Fabriano 5, Real Metauro 5, Sambenedettese 4, Tolentino 3, Vis Macerata 3, Castelfrettese 3, Osimana 3, Urbino 1, Vigor Senigallia 0

Giacomo Grasselli

giacomo.grasselli@qdmnotizie.it

Si ringraziano: Riviera Oggi, Sambenedettese Calcio per i video, Leonardo Massaccesi, Gianfilippo Centanni per gli aneddoti e le curiosità, Alessandro e Marco Pelagagge, Giorgio Giorgi, Mirco Mazzieri, Fabio Tombesi, Lorenzo Gigli, Matteo Magnarelli per le interviste.

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