JESI / Cavalli, che passione: l’esperienza di Luca Taruchi e la sua scuderia

Giuliano Pelonara e Luca Taruchi tra divertimento e professionismo: a Pantiere all’ex ippodromo San Floriano tra maneggio e scuderia
JESI, 23 maggio 2021 – Jesi ‘città dello sport’.
Tra le varie discipline poco si parla e si è parlato del cavallo e di tutto il mondo dello sport legato a questo animale, alla natura, alla bellezza dei paesaggi che ospitano scuderie, maneggi, ippodromi, gare.
A dire il vero di ippodromi in Italia ce ne sono pochi, ma ci sono tanti maneggi e scuderie.
A Jesi ci sono Giuliano Pelonara e Luca Taruchi, jesini doc, che hanno una passione infinita e che oggi vivono quotidianamente la realtà attorno a questo mammifero.
Lo fanno per passione ma anche per lavoro.
Giuliano Pelonara è il presidente dell’Associazione sportiva dilettantistica ‘Aesis Hourse club’ iscritta alla Fise (Federazione italiana sport equestri) che si occupa di equitazione e di tenere in vita il maneggio sito poco oltre Villa Serena in località Pantiere nel luogo in cui una volta esisteva la pista per le gare da trotto San Floriano, inaugurata nel 1967, e che decenni fa richiamava tanta gente che si divertiva oltre ai tanti appassionati alle corse.
Luca Taruchi invece è proprietario e preparatore della scuderia che porta il suo nome e che principalmente svolge l’attività in un luogo ameno a Civitanova.
Due realtà come famiglie che stanno prodigandosi per cercare di far conoscere sempre di più questa stupenda realtà.
“Quando negli ultimi mesi che ancora si poteva uscire e non c’erano corse in giro per gli ippodromi vicini – ci dice Pelonara – come ad esempio quello di Montegiorgio, qui nella nostra house organizzavamo corse tra noi addetti ai lavori ed amici: avevamo anche la macchina con le ali per la partenza, e poi tutti insieme a festeggiare. 120-130 persone c’erano tutte. Sono venuti anche da Civitanova, Loreto, Fabriano, Ancona”.
A Pantiere c’è anche una scuola di equitazione e l’impegno è di rivalutare il settore cercando di coinvolgere la città di Jesi.
“Attualmente alla scuola di equitazione – è sempre il presidente ad illustrare – ci sono 36 ragazzini con età anche di 9 anni. Le richieste sono tante ma a volte devo dire di no perché lo spazio non è sufficiente”.
Simbolo della struttura di Pantiere, con Pelonara che da oltre 30 anni tutti i giorni immancabilmente presiede sul posto, è una statua ricordo con l’immagine del cavallo installata nel 1999 a suo ricordo, Tolù, deceduto l’11 marzo 1999.
Tolù è stato il primo ed il più forte cavallo, soprattutto sotto il profilo qualitativo, della scuderia jesina e non solo che quando in vita aveva vinto somme importanti in tutta Italia interpretato da una delle famiglie più importanti ippiche, la famiglia Baldi.
Per comprendere la grandezza e la forza del cavallo si pensi che uno di questi in vita, oggi, può arrivare a vincere tantissimo. Eppure Tolù aveva debuttato tardi, a tre anni.
Nella struttura è presente anche un parco fattrici per l’allevamento.
L’altra realtà si chiama Luca Taruchi.
Due realtà come famiglie: Jesi e Civitanova con quest’ultimo adibito esclusivamente al trotto e dove ci sono i cavalli da corsa, da competizione.
Taruchi è il preparatore e proprietario, il capo scuderia.
A Civitanova ci sono allenatori e artieri, gli uomini dei cavalli.
Poi ad ogni corsa viene scelto il guidatore, il professionista adatto per il cavallo specifico.
La cura del posto balza all’occhio ed è importante soprattutto nelle giornate festive dove molte famiglie con bambini vanno e si divertono.
“Abbiamo aperto per gioco con degli amici – ci dice Luca – e poi piano piano ci siano allargati. E’ un hobby ed allo stesso tempo una professione. A Pantiere esiste una scuola con 1 cavallo, 3 pony 2 istruttori. Nella struttura di Pantiere si investe perché l’ambiente sia ideale per formare un cavallo, un cavallo poco stressato dà il massimo perché è rilassato. A Civitanova invece c’è del professionismo e si lavora con un metodo moderno. Esiste un bellissimo ippodrono (San Marone) che aprirà il 4 giugno al pubblico con l’inizio dei convegni e che è un fantastico paradiso sito vicino al mare con pista tonda, pista dritta di sabbione per un lavoro di fatica e un paesaggio suggestivo per avere la massima serenità dei nostri effettivi. Abbiano scelto quel luogo per l’aria del mare. Mio padre – racconta Luca – Alfiero Taruchi detto ‘venticello’ a Jesi è conosciuto perché gestiva il ‘Garden Cafè’, il così detto bar Mancini in viale Martin Luther King ma è stato gestore anche del bar Fiatti e poi era allenatore di calcio con l’Aurora, la Vigor Ras. Ci siamo messi in testa di dare importanza con questo sport e con le nostre strutture a tutta la città di Jesi ed alle sue sfaccettature a 360°. Corriamo con la pettorina dove è in evidenza il leone e la scritta ‘città di Jesi’. Lavoriamo 365 giorni l’anno: oggi sono qui, domani vado ad allenare, il giorno dopo si va a correre, il giorno dopo ancora di nuovo in scuderia perché i cavalli hanno bisogno tutti i giorni. Le ultime gare a Padova siamo arrivati secondi ‘stampato sul palo’ nel senso che sono stato davanti fino a pochi metri dall’arrivo battuto dall’avversario dietro che ha messo il muso davanti. Alla guida del cavallo c’era Francesco Pettinari. In questo momento sto aspettando l’inizio del corso allievi e per ora mi limito a preparare i miei cavalli e dirigere la scuderia. Abbiamo cavalli da trotto anche in America siamo una scuderia importante che funziona da trent’anni. Una delle più longeve”.
“Ritornando all’ex pista di Pantiere – è sempre Luca Taruchi che ci illustra la situazione – oggi è un uso comune e viene sfruttata per le passeggiate per i bambini. Sarebbe bene usarla con maggior concretezza ma sembra più un cimelio che una pista. Il fondo è buonissimo ma non per le competizioni ufficiali. Si potrebbe studiare delle soluzioni alternative secondo me vincenti. Una su tutte? il Palio di San Floriano. Una giornata adibita alla corsa dei Comuni della Vallesina. Ne abbiamo parlato tra di noi e a breve proporremo questa nostra idea ai responsabili dell’Ente Palio”.
Insomma Jesi ‘città dello sport’ può andar fiera di un’altra disciplina sportiva ai più ancora sconosciuta ma che andrebbe sostenuta e potenziata perchè coinvolge soprattutto genitori e bambini e che, cosa gradita, si sviluppa all’aria aperta in posti quasi incontaminati e davvero belli da scoprire o, forse, da riscoprire.
Evasio Santoni
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