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CALCIO / Fissati i funerali di Stefano Urlietti, in molti ricordano ‘il Presidente’

Domani alle ore 11 i funerali. Piccioni: “aveva capito che il calcio offriva ai giovani un’occasione d’impegno e di riscatto sociale” 

JESI, 5 febbraio 2021 – ‘Il Presidente’. Così è scritto nell‘annuncio funebre pubblicato in seguito alla morte di Stefano Urlietti fissandone i funerali che si terranno domani 6 febbraio alle ore 11 a Belvedere Ostrense nella chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo.

Perchè Urlietti è da tutti ricordato come il presidente della squadra di calcio della comunità belvederese ed anche da tutti quelli che lo hanno conosciuto a Jesi e Senigallia.

E quando viene a mancare ‘il Presidente’ in tanti rivedono il film che narra la storia calcistica di un piccolo Paese all’apice delle cronache sportive ed in particolare calcistiche soprattutto quel 14 maggio 2000, lo stesso giorno di un famosissimo Perugia-Juventus, quando la Belvederese di Sandro Sabbatini vinse lo spareggio per 4-0 contro il Matelica allenato da Sauro Bacci e conquistò l’Eccellenza.

In un post su facebook Simone Petrini, dirigente anche della Belvederese oltre che alla Jesinae alla Biagio Chiaravlle, ha scritto: “se esiste un belvederese innamorato del calcio questo lo deve a Stefano Urlietti”.

festa promozione in Eccellenza della Belvederese

L’ex Sindaco di Belvedere Ostrense Riccardo Piccioni, oggi presidente della sezione Aia (associazione italiana arbitri) di Jesi, ma soprattutto amico di famiglia, lo ha voluto ricordare così: “Ci sono persone che nel corso della propria vita hanno fatto dell’impegno sportivo il centro nevralgico del contributo offerto alla comunità in cui vivono. Stefano Urlietti è stato indubbiamente uno di essi. Era un intenditore di calcio come oramai pochi se ne vedono in giro, aveva un fiuto particolare per scovare in un giovane calciatore il talento, anche se ancora inespresso. Aveva capito che il mondo del calcio dilettantistico poteva offrire a tanti giovani un’occasione d’impegno e di riscatto sociale che in altri ambiti sarebbe stato loro precluso. Giocatore, allenatore, dirigente, Presidente: Stefano ha interpretato tutti i ruoli possibili all’interno di varie società calcistiche del territorio: dalla Vigor Senigallia, con la quale sfiorò la Serie C1, alla Jesina, che tentò di rilanciare in anni difficili, fino alla Belvederese che negli ultimi anni portò nel massimo campionato regionale. E infine, negli ultimi due decenni, si era dedicato anima e corpo al settore giovanile, mettendo in piedi dal nulla una società calcistica – la Fontenova – che per tanti anni ha curato la crescita sportiva dei ragazzi del territorio. Tanti ragazzi gli devono un apporto fondamentale per la loro crescita umana e sportiva; i miei concittadini belvederesi, fra le altre cose, gli devono l’idea e la costruzione dei “campetti” di via Mazzini; io gli devo l’affetto e l’amicizia paterna che mi ha sempre manifestato in tutti gli anni che ho avuto la fortuna di frequentarlo”.

La testimonianza di Tommaso Gabrielloni, uno di quei giovani al quale si riferiva proprio Piccioni: “Urlietti aveva una risata contagiosa che ti coinvolgeva, un tipo energico e dal carattere a volte pure spigoloso. Dava però tutto. Lo ringrazierò sempre, è stato uno di quelli che mi ha scoperto calcisticamente e lo ricorderò e con grande affetto”.

Anche Simone Cavaliere ci ha lasciato un suo giudizio su Stefano Urlietti: “Il presidente Urlietti è stato uno dei primissimi presidenti che ha creduto in me ed a Belvedere, da fuori quota, ho vinto anche un campionato. Lo ricordo sempre con questo sorriso stampato sulla faccia, quegli occhi pieni di luce. Una persona dal carisma non indifferente. E’ da qualche anno che non lo incrociavo più. Intenditore di calcio, persona buona e rispettosa che riusciva a trasportare chiunque con la sua voglia di trasmettere la sua passione per questo sport”.

Attestazioni anche da Senigallia dove è unanime e toccante il ricordo del popolo vigorino per l’ex presidente Urlietti: “uno dei costruttori di quella storica Vigor”, ha ricordato l’ex capitano Stefano Fabbri

Stefano Fabbri capitano Vigor Senigallia in una amichevole contro il Milan

“Ciao Stefano, ti salutiamo col cuore in mano e il volto rivolto al cieloha scritto la societàpensando a tutto ciò che questo straordinario uomo è stato capace di fare per i colori rossoblù nel corso della sua vita. Tutti quanti amano la Vigor sanno che Stefano fu dirigente fondamentale negli anni più belli della storia rossoblù. Parliamo in particolare degli inizi degli anni ’80, quando la Vigor Senigallia arrivò sino alla Serie C2 e sfiorò anche la C1”. 

“Ma non solo sportaggiunge il clubParliamo di un uomo sempre disponibile, sempre pronto a dare il suo contributo per gli altri o per la causa comune. L’attuale presidente della FC Vigor Senigallia Franco Federiconi, nelle vesti di calciatore, ebbe la fortuna di avere Stefano Urlietti come dirigente (alla Belvederese negli anni Novanta). Come lui anche il Direttore Sportivo Riccardo Moroni e tanti altri protagonisti in questi anni del calcio a Senigallia. A Stefano Urlietti sono legati tanti bellissimi ricordiAlla sua famiglia e ai suoi cari più vicini giungano le condoglianze di tutta la società a nome di tutto il popolo vigorino, di oggi e di ieri”. 

“Una persona speciale, un intenditore di calcio, solare, passionale e fuori dal comune. Ho avuto il piacere di giocare nella sua Belvederese con la quale ha aperto un ciclo vincente portandola dalla Terza Categoria all’Eccellenza. Era impossibile non volergli bene”, ha aggiunto l’attuale presidente vigorino Federiconi. 

Raduno ex giocatori della Belvederese, presente Stefano Urlietti, per ricordare la promozione in 1° Categoria stagione 1976-77

Sui social, oltre a tanti tifosi, sono arrivati messaggi anche da diversi indimenticati componenti di quella magica Vigor, come il capitano e libero Stefano Fabbri con i vari Marco Alessandrini, Luigi Cardaccia, Lorenzo Di Jorio, Dino “Gilda” Giuliani, Alessandro Manzoni, Roberto Chinea, Silvestro Baldacci, Pieraldo Nemo ed altri ancora uno dei giocatori simbolo di quella Vigor.

Fabbri, ora 64 anni, dalla sua Romagna ha scritto: “mi unisco alla famiglia e agli sportivi senigalliesi nelle condoglianze e nel ricordo di uno dei costruttori della storica Vigor. Una persona piacevole e capace. Un grande tifoso, un grande dirigente”. 

“Un vero uomo di calcioè il ricordo di Marco Minardi, ex segretario – Quante chiacchierate in sede prima dello spareggio di Modena”.

A Modena, in un caldo pomeriggio di giugno del 1982, la Vigor, reduce da due promozioni consecutive con Paolo Beni prima, e Lidio Rocchi poi in panchina, perse – ancora con Rocchi in panchina – al 90° la promozione in serie C1 contro la Mestrina, vittoriosa con un gol in extremis dello sconosciuto Zanotto: appena sette giorni prima, in un Bianchelli, allora soltanto Comunale, gremito in ogni angolo da oltre 7.000 spettatori, la Vigor aveva vinto 3-0 (Giuliani, Cardaccia e Del Pelo) con la stessa Mestrina, agganciandola al secondo posto dietro l’Anconitana e costringendola allo spareggio modenese.

Andò male e per le migliaia di tifosi vigorini al seguito fu una delusione cocente: il ricordo di Urlietti delle ultime ore dimostra però che quel periodo è ancora davvero impresso nel cuore degli appassionati vigorini.

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Andrea Pongetti e Evasio Santoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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