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Calcio

ECCELLENZA / Domani prima della Biagio Chiaravalle contro il Mondolfo

Il d.t. Daniele Tittarelli: “Con l’attuale protocollo non ci sono le condizioni per iniziare. Urge un incontro con le autorità sanitarie”

CHIARAVALLE, 8 settembre 2020 – La Biagio è alle prese con la preparazione più anomala di sempre.

Tittarelli Daniele

I rossoblù di Malavenda continuano a lavorare regolarmente nelle sedute di allenamento al Comunale, che si svolgono nel tardo pomeriggio per cinque giorni a settimana.

Si tratta, in ogni caso, di una preparazione intensa dal punto di vista fisico e tattico, ma senza ancora una partita giocata.

Solo domani mercoledì 9, infatti, scenderà a Chiaravalle il Mondolfo, militante nel campionato di Promozione, per il primo di quelli che vengono definiti “allenamenti congiunti” (inizio previsto per le ore 20).

“Effettivamente si sta vivendo una situazione molto stranaafferma  il d.t. Daniele Tittarelli –. Senza la possibilità di effettuare amichevoli è impossibile mettere in pratica quanto appreso. Quest’anno la situazione è anomala e ancora permeata di assoluta ambiguità. Nelle altre stagioni si arrivava alla Coppa con un rodaggio di 7-8 partite disputate, quest’anno ne faremo solo 2 o 3 prima dell’inizio del campionato, sempre che si inizi veramente il 27 settembre. Sono saltati gli impegni programmati con Portuali e Olimpia Marzocca, dopo la partitella contro il Mondolfo giocheremo mercoledì 16 alle 19.30 al ‘Roccheggiani’ contro la Falconarese. Per ora non sono programmate altre amichevoli, perché è molto difficile farlo”.

Com’è la condizione della squadra?

“Buona. Gli unici che hanno lavorato a parte sono i 2002 Cerolini e Paccamiccio, alle prese con piccoli problemi muscolari. Tutti gli altri stanno bene”.

Si prevedono altri movimenti, in entrata o in uscita?

“No. Abbiamo completato la rosa proprio con Paccamiccio, un esterno offensivo proveniente dalla Fermana, che ha completato il reparto dei ’02. Il portiere Angelani si è nel frattempo accasato a Marzocca, tutti gli altri sono quelli del primo giorno di raduno”.

Quante possibilità ci sono che l’inizio sia ulteriormente ritardato?

“A mio avviso, con l’attuale protocollo non ci sono le condizioni per iniziare. Un solo contagio creerebbe un effetto domino che fermerebbe per almeno un paio di settimane all’incirca sei squadre.  È ancora tutto troppo complicato, senza considerare che in molti impianti della stessa Eccellenza sarà impossibile operare il distanziamento richiesto negli spogliatoi. Per non parlare di quei campi che sono sempre sotto pressione, ospitando allenamenti a tutte le ore. Estendendo la questione ai settori giovanili, si evidenzia una complessità enorme. Tra venti giorni si dovrebbe iniziare, ma non vedo certezze. Urge un nuovo protocollo, il prima possibile, e soprattutto un incontro tra società e autorità sanitarie, dove ci sia qualcuno che spieghi in modo dettagliato ogni modalità operativa per renderlo applicabile in gare ufficiali”.

Andrea Rossi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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