Recentemente si sono letti sui giornali attacchi alle Università on-line; ultimi sono stati quelli di “La Repubblica”
del 2 aprile u.s. che dimostrano un crescente accanimento contro questo metodo di diffusione della formazione universitaria.Personalmente non condivido tali attacchi generici al sistema e vorrei rispondere in qualità di docente e responsabile della Facoltà di Ingegneria dell’Università e-Campus di Novedrate (CO). Ma soprattutto per dare un contributo concreto al lettore che ha sempre diritto alla verità, mi sento in dovere di rispondere a tali “critiche”, non per contrastare polemicamente, ma per sfruttare tale stimolo al fine di chiarire alcuni punti molto importanti per una corretta lettura delle situazioni. Ciò infatti è quello che potrebbero chiedere numerosi cittadini che, intenzionati ad intraprendere tale via accademica, si sono sentiti disorientati da una raffica di “achtung!” verso tali ambienti.
Per maggiore chiarezza parlerò dei tre aspetti importanti per una università, qualunque sia la sua via didattica, frontale oppure on-line: struttura, metodo didattico e ricerca. Sono infatti questi i tre aspetti qualificanti: le più prestigiose università lo sono soprattutto per la qualità didattica e scientifica dei loro docenti, per la qualificata selezione e per il valore della ricerca svolta.
Per struttura mi riferisco al corpo accademico ed al personale tecnico-amministrativo. Ebbene, l’Università e-Campus è sorta nel 2006 ed in pochi anni ha già circa 60 docenti strutturati tra professori e ricercatori. Sono inoltre in svolgimento altri concorsi per incrementare ulteriormente tale dotazione. In così poco tempo non è certamente possibile fare di più se si vuol garantire qualità nel reclutamento, senza dimenticare che da almeno cinque anni le procedure valutative ministeriali sono praticamente bloccate. Tale corpo docente sta svolgendo il proprio lavoro con corsi in rete completi di forum, esercitazioni, test autovalutativi e con seminari frontali organizzati in diverse sedi e che saranno poi trasmessi anche in rete. Tale struttura sta crescendo con continuità, conferendo solidità ad un organismo che mira ad avere nella “qualità del servizio” la sua parola d’ordine.
Francamente parlare di “professori fantasma” e “ mancanza di requisiti” mi sembra in tal caso fuori luogo; ho una personale esperienza di studente di una università alla sua nascita (Università Politecnica delle Marche) e posso garantire che durante i primi 15 anni i professori, che venivano incaricati da altre università, non sono stati mai presenti se non per il tempo minimo della lezione; solo dopo parecchi anni si è pian piano consolidata una struttura docente locale. Eppure in questi casi non si parla mai di struttura fantasma e si dà il tempo per la crescita che poi avviene ed è avvenuta con successo e qualità.
Quanto al metodo sia didattico che di riconoscimento dei crediti formativi, mi sento di precisare che la generalistica accusa di agevolare il percorso (addirittura a pagamento) non va fatta all’Università e-Campus che si attiene scrupolosamente alle leggi valide per tutte le Università anche frontali, valutando la vera conoscenza senza alcun automatismo.
Inoltre gli esami sono esclusivamente frontali e diretti con commissioni regolarmente costituite, con valutazioni sulla base di elaborati scritti e colloqui orali. Anche in tal caso parlare di percorsi facilitati in modo generico mi sembra non corrispondente alla realtà.
In generale il metodo della formazione sul web è ormai riconosciuto da tutti come il metodo del futuro: una dato su tutti è fornito dalla Open Course Ware del Massachusetts Institute of Technology che dal 2002 ad oggi ha avuto 50 milioni di accessi.
Infine la “ricerca”, punto di vera qualifica di una Università. Se organizzare una struttura di formazione richiede tempo, come sopra chiarito, avviare attività di ricerca comporta un impegno e tempi sicuramente più lunghi. Perciò l’Università e-Campus ha ritenuto opportuno chiedere, in avviamento, sostegno ad altre Università, in una sorta di gemellaggio per scopi didattici e scientifici.
In particolare la Facoltà di Ingegneria ha stipulato una convezione con l’Università Politecnica delle Marche, con protocolli operativi che permettono di avviare assieme progetti ricerca e permettere alla Università e-Campus di crescere nella ricerca soprattutto quella applicata che la potrà avvicinare alle realtà industriali del paese con beneficio anche del territorio. E’ inoltre recente l’accreditamento ottenuto dalla Regione Lombardia tramite l’inserimento nel sistema QuESTIO (Quality Evaluation in Science and Technology for Innovation Opportunity) che è uno strumento della Regione Lombardia per "mappare" i Centri di Ricerca e Trasferimento Tecnologico (CRTT).
Non bisogna dimenticare inoltre i numerosi eventi culturali che si sono succeduti e che sempre più frequentemente si organizzano nelle sedi di Novedrate, Roma e Messina. Tutte attività che mirano ad integrare l’Università al territorio in un’ ottica che non è solo di business (altra critica ripetuta) ma di servizio al paese reale!
In conclusione mi preme evidenziare che il quadro fosco e pieno di sospetti sulle Università on-line, non ha ragione di esistere per l’Università e-campus. Nelle stesse pagine di giornale si evidenzia come all’estero siano molti gli studenti che frequentano tali università e che in Italia siano ancora pochi. Ciò è dovuto solo al fatto che solo recentemente sono state autorizzate e che quindi la crescita deve ancora avvenire. Ma occorre anche notare che i 6000 iscritti in tre anni di e-Campus, denotano che si è data risposta ad una domanda reale e forte, con un tasso di crescita inesistente in altre realtà.
Spero che tale contributo alla conoscenza della verità eviti di fare errori grossolani cercando soprattutto di non fare “di tutto un fascio”.
(strill.it)














