Importante partecipazione di autotrasportatori all’incontro promosso dalla Confartigianato Trasporti nella zona della Vallesina sulla crisi dell’autotrasporto e la dichiarazione di fermo dal 23 gennaio per una settimana.
L’incontro si è aperto con gli interventi del presidente provinciale di Confartigianato Trasporti Samuele Renzi e del segretario Gilberto Gasparoni, che hanno confermato la decisione di fermo dell'autotrasporto deliberata dall'UNATRAS dal prossimo 23 gennaio.
La decisione del fermo, dalla quale si è inspiegabilmente dissociata la Cna Fita, è stato sottolineato, è stata assunta in quanto il Governo non ha convocato le Associazioni decidendo provvedimenti che compromettono la competitività del settore e ne aggravano irrimediabilmente i costi, mettendo i vettori italiani fuori mercato.
L’autotrasporto di merci e della logistica, 1.200 imprese nella provincia circa 350 nello jesino, che opera anche tramite importanti consorzi presenti anche in vallesina (CAM, GAJ e COTRIM) che rappresentano quasi 200 aziende sta vivendo una fase particolarmente difficile, derivante dalla difficoltà di riscuotere i costi minimi della sicurezza.
L'aumento insostenibile del costo del gasolio cresciuto del 28% nel solo 2011 (settemila euro all'anno per veicolo), la mancata mensilizzazione del recupero delle accise, (non possiamo fare da banca anche allo Stato), i costanti aumenti dei premi assicurativi, dei pedaggi autostradali, l'aumento delle giornate di divieto di circolazione (che incidono per ulteriori 3.500€ a veicolo), il rischio della cancellazione dei costi di sicurezza e di conseguenza dell’intero 83/bis con i tempi di pagamento a 60gg, la liberalizzazione “selvaggia” delle imprese con veicoli di piccola portata, sono elementi devastanti per l’autotrasporto jesino, marchigiano ed italiano.
Confartigianato ha anche sollecitato recentemente i parlamentari marchigiani ad intervenire nei confronti del Governo e del Sottosegretario Ciaccia affinchè venga aperto quanto prima un tavolo di confronto per dare risposte concrete ai problemi del settore. Solo nelle ultime settimane nella provincia hanno chiuso diverse imprese strutturate che avevano in media circa 30 addetti cadauna.
Una moria che si aggiunge alle micro imprese che non sono visibili, ma sono lavoratori con alle spalle famiglie e tanti anni di onesto lavoro. In questo contesto, secondo i trasportatori di Confartigianato, il Governo deve intervenire per dare regole minimali al settore e permettere ai vettori italiani di operare nella legalità e con professionalità. Anche in questi giorni l’opposizione della Confindustria verso le poche regole che esistono nel settore è diventata più forte tanto che Associazioni confindustriali e grandi industrie prima di Natale hanno presentato diversi ricorsi al TAR del Lazio per chiedere la cancellazione dell’83/bis che istituisce i costi della sicurezza per ottenere una concorrenza selvaggia che affonderebbe l’autotrasporto troppo debole nel confronto con la committenza.
Confartigianato invita il Governo affinchè venga istituito tempestivamente un tavolo di confronto che confermi la vigenza dei costi della sicurezza, necessari per garantire l’incolumità degli utenti delle strade ed un corretto rapporto fra committenti e vettori.
Il direttivo di Confartigianato Trasporti ha deciso di proseguire la mobilitazione della categoria organizzando incontri al fine di far emanare provvedimenti che non pesino sui bilanci dello Stato ma consentano la prosecuzione delle attività delle imprese dei trasporti e di evitare il fermo nazionale
Fonte: Confartigianato Trasporti

















