Sindaco, parroco e parenti con gli anziani per la prima Polentata sulla "spiendola" alla casa di riposo Villa Celeste
Fuori uno scenario da sogno, con la neve, il freddo pungente, il cielo tutto azzurro e un panorama a 360 gradi, dai Sibillini innevati al mare di Falconara e Marotta. Dentro, il tepore dei termosifoni, il via vai di operatori e anziani ospiti in attesa, altri seduti sulle carrozzine a confabulare tra loro.
Perché ieri (martedi 20 Dicembre), alla casa di riposo Villa Celeste, e stato un giorno particolare, quello della polentata sulla spiendola, o spianatora. "Non l'abbiamo mai fatta nei quattro anni d'attività - spiega il dottor Ivan Gelosi direttore amministrativo della struttura - e i nostri ospiti non vedono l'ora di sedersi a tavola". C'erano il sindaco Lamberto Marchetti, la consigliera Ghislaine Simoncini, il parroco don Giuliano, parenti, amici e compaesani. "Qui c'e sempre gente da fuori a farci compagnia" dice una nonnina ultraottantenne, madre di un noto giornalista televisivo. "Villa Celeste fa parte del paese - afferma il sindaco Marchetti - e un patrimonio e un punto di riferimento. La settimana scorsa ci abbiamo portato gli alunni delle medie con i regalini per gli anziani, una bella festa". Finalmente le cuoche scodellano la polenta sulle due grandi tavolate, la condiscono con sugo di salsicce e costatine, la cospargono di pecorino. E mangiano tutti assieme, ognuno raccontando ai vicini "come si faceva una volta, quand'ero piccina e la polenta sulla tavola era l'unico momento in cui bambini, genitori e nonni eravamo alla pari". Gli applausi per le cuoche e poi per tutti, mentre vino, dolci e torrone completavano lo scenario. Tanti racconti, qualche lacrima, abbracci e saluti. Il riposo e poi, nel pomeriggio, altre attività, la tombola, le canzoni, la tv. La polentata ha cementato la simpatia e l'aggregazione dei cinquanta ospiti della moderna e vivibile casa di riposo. Don Giuliano ha benedetto tutti, e dopo il caffé e una sigaretta fumata fuori col cappotto sulle spalle, ha salutato dando appuntamento alla messa di Natale e se n'e andato dicendo che "ha ragione il sindaco, Villa Celeste e un patrimonio di professionalità e umanità davvero raro, e sempre un piacere venirci e collaborare con loro".

















