All’ora di cena, un gran trambusto. Tra il centro storico e il parco Primo Maggio, quasi in simultanea, due episodi hanno movimentato, con scene da paura, la serata chiaravallese di martedì. Mentre in via Amendola una lite tra cingalesi sbronzi finiva con un accoltellato, più in centro - in via Spartaco - i carabinieri dovevano impegnarsi in un corpo a corpo con un giovane tunisino
fuggito alla vista degli uomini in divisa.
Tutto è successo intorno alle 20 e 30 e alla fine in cinque si sono ritrovati al pronto soccorso dell’ospedale Regionale di Torrette. Il cingalese, con tagli profondi a una mano che gli avevano reciso due tendini e qualche graffio al collo. Il tunisino, che nella fuga era caduto battendo la testa sul selciato. E tre carabinieri, ammaccati nel tentativo di placare la furia del nordafricano che stava mettendo a soqquadro la caserna.
A un certo punto sembrava che il ferimento del cingalese e la corsa a perdifiato del tunisino fossero in qualche modo correlati, ma è bastato qualche minuto per capire che erano due fatti autonomi.
Mentre per l’accoltellamento non c’è stata ancora denuncia, i carabinieri della Compagnia di Jesi aspettano la prognosi precisa per capire se procedere d’ufficio nell’inchiesta, il tentativo di fuga e la sfuriata in caserma sono costati al tunisino l’arresto per danneggiamento aggravato, lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale. Il giovane immigrato (31 anni, C.M. le sue iniziali, pregiudicato) alle 20 e 30 camminava in via Spartaco. Alla vista dei carabinieri, forse perché aveva qualcosa da nascondere, si è dato alla fuga. I militari di una pattuglia l’hanno inseguito e lui è caduto malamente procurandosi una ferita lacero-contusa alla testa. Portato in caserma, avrebbe scagliato oggetti contro i carabinieri, imbrattando con il sangue che gli usciva ancora dalla ferita.
I militari della stazione di Chiaravalle hanno dovuto faticare parecchio per bloccarlo e farlo trasportare verso l’una di notte al Pronto soccorso di Torrette da un’ambulanza del 118. Solo ieri mattina, dopo una notte piantonato in ospedale, l’immigrato è stato portato al carcere di Montacuto in attesa del processo per direttissima. Anche tre carabininieri sono stati medicati per lievi ferite e contusioni, giudicate guaribili in cinque giorni. Più seria la prognosi per il cingalese accoltellato al parco Primo maggio: i medici gli hanno suturato una profonda ferita, che aveva tagliato di netto due tendini.
(Fonte: Corriereadriatico.it)

















