Jesi Nell’auto un bastone lungo mezzo metro. Tre giovani - tra loro anche un minore - sono così finiti nei guai dopo l’allarme scattato per la segnalazione di alcuni cittadini ai carabinieri della Compagnia cittadina. Quell’utilitaria, con tre persone a bordo, vista più volte nei pressi di un supermercato non è passata inosservata.
I carabinieri di Jesi hanno denunciato per porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere tre giovani - uno jesino di 20 anni, un dominicano di 23 e un minorenne nigeriano - trovati in possesso di un grosso bastone nascosto nella loro utilitaria. A notare la presenza dell’auto, nei suoi ripetuti passaggi davanti a un supermercato intorno all’orario di chiusura, erano stati alcuni cittadini, che avevano poi allertato il 112. I tre sono stati quindi bloccati e non hanno saputo giustificare il motivo della loro condotta. Nell’auto è stato poi rinvenuto, nascosto sotto il sedile, un grosso bastone lungo oltre 50 centimetri. Non si esclude che i giovani stessero per commettere qualche reato, probabilmente ai danni del supermercato di fronte al quale erano passati e ripassati più volte per poi allontanarsi in fretta alla vista dei militari. I militari guidati dal maresciallo Roberto Scarpone hanno così bloccato nella serata di giovedì l’auto con a bordo i tre giovani. Ognuno di loro ha fornito una versione diversa sulla presenza nei pressi del megastore e nessuno ha rivendicato il possesso del bastone. Sono stati così accompagnati in caserma e quindi denunciati all’autorità giudiziaria per porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere. Secondo gli investigatori, avevano progettato un furto e attendevano la chiusura del market per entrare in azione. Il minorenne è stato affidato ai genitori, mentre il bastone è stato sequestrato. Ad avvalorare la tesi dei carabinieri il fatto che prima dell’arrivo dei militari l’utilitaria procedeva ad una andatura ridotta per poi accelerare la corsa per sottrarsi ai controlli. Anche in questo caso, così come ribadito più volte, funziona la collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine.
Fonte: corriereadriatico.it

















