"Chi non sa entrare nelle case delle persone, non sarà mai un fotoreporter". Così ieri ha esordito al teatro studio Morriconi di Jesi Mario Dondero, una delle figure più originali del fotogiornalismo contemporaneo. Tante le persone presenti a questo incontro sulla pace, organizzato dall'associazione Emergency e in particolare dal co-fondatore Giulio Cristoffanini.
Incontro che si ripete ogni 6 gennaio dal 2003, anno in cui il progetto prese avvio grazie all'iniziativa di Gino Strada. Ieri gli occhi di tutti erano fissi sullo schermo. Tante le foto che Mario Dondero ha portato con sè per renderci partecipi della sua esperienza in Afghanistan accanto ad Emergency. " Pazienza, tatto e amore per la gente: gli elementi essenziali per avere scatti unici" ha spiegato Dondero mentre raccontava il suo lavoro di fotoreporter all'estero ma anche al poliambulatorio di Emergency a Palermo. Quello che viene trasmesso è la capacità della fotografia di restituire dignità alle persone ritratte. Lavoro non sempre facile, soprattutto nei paesi musulmani dove il fotografo è visto come un intruso. "Emergency aiuta concretamente popolazioni in difficoltà. Le persone del posto sono consapevoli di ricevere un grande aiuto. Un fotografo che affianca un'associazione di questo genere è facilitato nel suo lavoro, perchè trova sul luogo persone che sono disponibili a dare attraverso una posa fotografica la loro testimonianza" conclude Mario Dondero.
Giorgia Ceccacci

















