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Blu, writer da Oscar dimenticato a casa sua

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CHE COSA RESTA di Blu a Senigallia, la sua città? Poco o nulla. Nemmeno quel cumulo di macerie che, fino a qualche tempo fa, faceva la sua comparsa nell’area in cui sorgevano le Ex Colonie dell’Enel. Blu, che continua a non voler rivelare la sua identità, è nato a Senigallia una trentina d’anni fa, ha cominciato a lavorare con la spray, in qualche sottopassaggio della sua città, quando il graffito non era ancora considerato arte. Almeno in Italia. Ha affinato le sue qualità a Bologna e ora viene considerato il writer italiano numero uno. Perfino il Guardian in un’apposita classifica estiva sulla street art l’ha inserito nella top ten.
Ad Ancona i segni e l’opera di Blu sono ancora tangibili. C’è il silos al porto con una bottiglia che contiene un astronauta. A Senigallia, invece, non c’è più nulla di due delle sue opere maggiori. Entrambe erano legate alle sedi occupate dagli attivisti del centro sociale Mezza Canaja. La prima opera, realizzata attorno al 2004, era una figura di palombaro che si si stagliava sulla parete dell’ex Sep, il centro d’escavazione porto che dava proprio sul porticciolo senigalliese. Demolita la struttura dell’ex Sep e con lei se ne è andata anche l’opera di Blu. Qualche anno più tardi gli attivisti del centro sociale Mezza Canaja occuparono l’edificio, abbandonato da anni ma di proprietà privata, dell’ex colonie dell’Enel.
Lì installarono la nuova sede e lì Blu trasformò la facciata con una figura gigantesca che, anche in questo caso, rivolgeva i suoi occhi verso il mare. L’edificio delle ex colonie dell’Enel fu demolito e finì tra le macerie anche l’opera di Blu. A prescindere dalle controversie legali e dalle battaglie politiche sono andate distrutte due opere d’arte di un writer che proprio l’altro giorno è stato considerato tra i migliori dieci writer di sempre. Nel 2008 la Tate Modern Gallery di Londra, centro dell’arte contemporanea, dedicò un’intera mostra alla street art e invitò proprio Blu che dipinse un’intera facciata del museo.
Le opere di Blu sono nelle principali città del mondo: a Praga realizzò 'Gaza stripe', a Barcellona, nel Barrio Carmelo, dipinse un enorme squalo ricoperto di euro per descrivere la crisi finanziaria che si stava abbattendo sull’Europa e nel mondo. E così resta un fatto quanto meno singolare che nella sua città, Senigallia, non si possano più ammirare due delle sue opere più imponenti. Forse nessuno sapeva che quelle due facciate erano firmate da Blu, e che erano solo dei normali graffitti o forse nessuno avrebbe mai pensato che le sue opere sarebbero diventate dei veri e propri oggetti di culto. L’unica certezza è che quelle due opere non esistono più. E Senigallia, artisticamente parlando, è un po’ più povera.

(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

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