Opere a domicilio, due piéces su testi di Silvano Sbarbati. La musica di Pergolesi parla alle corde del cuore dei detenuti al carcere di Montacuto.
Ieri mattina, per la prima volta, due piéces dedicate a Pergolesi - “La Madre padrona” e “Giovan Battista Pergolesi rimette le cose a posto” per la regia di Simone Guerro e Chiara Bersani su testi di Silvano Sbarbati e interpretazione delle attrici Mugia Bellagamba e Lucia Palozzi della compagnia La Barcaccia - sono state rappresentate alla casa circondariale davanti a settanta detenuti. L’iniziativa che rientra nel progetto Pergolesi a domicilio per far arrivare l’opera del genio musicale jesino anche in quei luoghi dove è poco conosciuto, è una delle tante perle di questa annata dedicata alle celebrazioni pergolesiane. Un successo che fa presagire un bis. Promossa dalla Fondazione Pergolesi Spontini, l’iniziativa è stata sostenuta fortemente dalla direttrice del carcere, la dottoressa Santa Lebboroni. “E’ la prima volta - ha detto la direttrice - che una rappresentazione teatrale entra a Montacuto. Dopo quasi 10 anni di laboratori teatrali nella Casa circondariale, questa mattina (ieri per chi legge; ndr) siamo stati semplici spettatori e non attori; il coinvolgimento dei detenuti è stato molto forte come ha dimostrato l’ampio dibattito scaturito al termine della rappresentazione. I detenuti hanno recepito perfettamente il messaggio trasmesso dalle due performance, in modo particolare i riferimenti alla giustizia e di come ‘vanno le cose’, contenuti in uno dei testi. Un’esperienza positiva e sicuramente da ripetere – conclude la direttrice Santa Lebboroni – tanto che gli stessi detenuti hanno proposto di realizzare un laboratorio teatrale con la Fondazione e mi sembra una buona idea..”.
L’amministratore delegato della Fondazione Pergolesi Spontini William Graziosi, che ha partecipato alla mattinata insieme al neo assessore alla cultura del Comune Leonardo Lasca, l’ha definita “un’esperienza toccante, che mi ha fatto toccare con mano la straordinaria risposta dell’animo umano anche in condizioni di prigionia alla bellezza e alla profondità della musica di Pergolesi”. Ed ha aggiunto l’auspicio “di poter portare qui concerti lirici e sinfonici con gli artisti del progetto Sipario, Orchestra e Cantanti”.
(Fonte: corriereadriatico.it)














