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Scommesse, spunta il nome di Totti "Sar

calcioscommesseChiacchierano di tutto, per ore. E a ogni ora del giorno e della notte. Dal "Capitano della Giallorossa" alla Europa League. Dal Milan al Chievo. Leggendo le duemila pagine di conversazioni telefoniche intercettate tra Marco Pirani, Massimo Erodiani, Marco Paoloni e Antonio Bellavista sembra che la banda avesse in mano il calcio italiano. Il "dentista" fa anche dello spirito su se stesso: "Aho, manco fossi Moggi".
Epperò, è così che stavano davvero le cose, o si tratta di millanterie accomodate tra bugiardi? Abbiamo a che fare con gli architetti di un'associazione a delinquere o con una manica di cialtroni alla canna del gas? È dalla risposta a questa domanda cruciale che si capirà cosa ne sarà della nuova fase dell'indagine della procura di Cremona, cominciata ieri con l'interrogatorio di Marco Pirani. Quella che fruga nel campionato di serie A.
IL CAPITANO DELLA GIALLOROSSA - A Firenze è di scena la Roma di Montella. La partita finisce 2-2, quindi "over" per gli scommettitori. La partita è una di quelle indicate da Pirani davanti agli investigatori come "sicure" per l'organizzazione. Hanno puntato forte sull'over e hanno vinto. La conferma arriva da una telefonata tra Gianfranco Parlato e Massimo Erodiani. I due sono felici perché dopo tante scommesse sulle serie minori, sono arrivati alla A. "Stiamo lavorando bene. Non devono essere ingordi però come Antonio (Bellavista ndr.), che dice: "Ma con una partita di serie A facciamo solo 20 mila euro?"". "Eh certo - risponde Erodiani - Antonio non può pensare che con una partita ci mettiamo 100 mila euro in tasca, perché sennò non faremo mai niente così, ma che volete? Con novanta minuti vi mettete in tasca 20 mila euro!".
Ma chi aveva dato l'imbeccata? E davvero qualcuno l'aveva data? Erodiani da chi ha saputo? È qui che viene fuori il nome di Francesco Totti, indicato solo come "il Capitano della Giallorossa" che in quella partita segnerà due volte, superando i 200 gol in carriera. "Erodiani - annota la polizia - dice a Pirani che giovedì va a Bologna a portare i soldi della giocate. Erodiani commenta con Pirani la partita dell'Inter e dice che l'attaccante del Lecce Daniele Corvia avrebbe pronosticato anche tanti gol in Fiorentina-Roma, avendolo saputo dal Capitano della Giallorossa".
CESENA-CHIEVO - È il 18 febbraio quando Massimo Erodiani chiama l'ex giocatore Gianfranco Parlato. Parlano della possibilità di truccare Cesena-Chievo e fanno il nome di Marco Bernacci, ex centravati del Cesena, ritiratosi pochi mesi prima dal calcio dopo aver firmato un ricco contratto con il Torino, "perché depresso". E soprattutto parlano delle società dicendo: "Si mettono d'accordo loro, noi non dobbiamo entrare".
Erodiani: "Dal tono non è che mi fai tranquillizzare".
Parlato: "No, no dal tono mi gira il ca... Allora, il discorso è questo.. Ha detto che lui ha dato un foglio da 20 (un assegno da ventimila euro, ndr.) A lui gli hanno dato l'ok e settimana prossima mi dà i contanti. Lui ha detto ok... Ho visto adesso Berna (Marco Bernacci, ndr.). Lunedì mattina mi da 4000 euro in contanti... Ha detto: "Non ci sono problemi anche se hanno perso qualcosina perché han giocato pure 1-1".
E.: "Non me ne frega un cazzo. Mo lui stava andando via perché stanotte si è fermato lì. Andava a parlare tra l'altro con quelli del Chievo per domenica prossima e sembra che la cosa si possa fare (Cesena-Chievo del 27 febbraio)".
P.: "Eh a.. a Cesena"
E.: "Ok".
P.: "E non ci costerebbe un cazzo a noi, perché interagiscono loro. Parlano direttamente di persona. Quindi noi andiamo solamente a rimorchio e possiamo (incomprensibile) quello che cazzo vogliamo".
CHIEVO-SAMP - Anche Chievo-Sampdoria, terminata a reti inviolate e con un punto per parte, è motivo di chiacchiera tra Erodiani e Pirani. Il 26 marzo di quest'anno, alle 10 e 36, gli scommettitori cercano di capire come fare per avere la certezza del pareggio. Così la polizia riassume la conversazione: "Pirani chiama Erodiani e dice che la prossima settimana c'è Chievo-Sampdoria.  Gli hanno detto che la stanno già massacrando sull'X e suggerisce a Erodiani di chiedere a Bellavista, perché lui ci può arrivare".
MILAN-BARI - La partita finisce 1-1, ma l'associazione ha puntato sull'over. Il Bari passa in vantaggio e si difende strenuamente fino alla fine. Antonio Cassano si arrabbierà molto con i suoi ex compagni di squadra. Qualcuno dice che ha chiesto loro di fargli fare il secondo gol. Scrivono gli investigatori: "Antonio Bellavista parla con un uomo palesemente inserito nel mondo del calcio. I due si confrontano in merito alla loro attività già effettuata avente ad oggetto l'aver contattato giocatori del Bari per pilotare il risultato finale della partita Milan Bari. L'interlocutore evidenzia che la colpa è imputabile maggiormente a loro (da intendersi i giocatori ndr) piuttosto che al Direttore il quale si trova in una situazione particolarmente delicata in virtù dell'ultimo posto in classifica ricoperto dalla squadra". Il riferimento è al "presidente Matarrese il quale potrebbe reagire male".
INTER-LECCE "LI ABBIAMO QUASI TUTTI" - Il 19 marzo Francesco Giannone del gruppo dei bolognesi è al telefono con Massimo Erodiani. Si parla di Inter-Lecce dell'indomani.
Giannone: "Senti una cosa, ma quanti ce ne abbiamo là? (inteso quanti giocatori sono dalla loro parte ndr.)
Erodiani: "Eh, praticamente quasi tutti".
Peccato che il risultato della gara sarà diverso dal previsto. E che da qui comincia la fine della banda. Con Erodiani che incolpa il portiere del Benevento Marco Paoloni, il suo "contatto" con gli uomini del Lecce.
"AL TORINO CI ARRIVO BENE" - Pirani e Parlato, a un certo punto, cercano di mettere le mani anche sul Torino "perché con quelli lì del Livorno abbiamo un po' perso l'aggancio". La banda ha bisogno di recuperare del grano. Investe su una nobile decaduta come la squadra di Urbano Cairo. Il 12 febbraio, Parlato chiede all'amico dentista: "Ma noi a Torino siamo completamente scoperti o abbiamo modo di arrivare?". Per essere sicuro che non punti alla Juve, Pirani gli risponde: "Torino serie B? Non proprio non siamo scoperti".
Cercano di capire come influire sulle prossime due partite, ovvero Torino-Portogruaro e Pescara-Torino, puntando su non meglio precisati amici del Pescara. E verso la fine della telefonata, Parlato torna alla carica sulla possibilità di arrivare ai giocatori granata, protagonisti di una stagione sciagurata: "Ma perché loro sono molto attivi da questo punto di vista e in questo momento qui che hanno preso la scoppola ieri (Novara-Torino 1-0, ndr)... figurati al cento per cento... solo che il canale...". A quel punto Pirani si espone un po' di più: "No no, ci arrivo bene e il canale ce l'ho".
"L'ARBITRO E' UN BANDITO" - Si gioca Pescara-Albinoleffe il 26 febbraio del 2011. I padroni di casa vinceranno 2-0. La banda collega il risultato all'arbitro. Al telefono ci sono Massimo Erodiani e Gianfranco Parlato.
Parlato: "Perche m'ha telefonato coso oggi. .. Quello che arbitra oggi".
Erodiani: "Quello che?".
P.: "Abitra oggi lì da te. E' un bandito. Lo conosco bene. E' di qua vicino, di Fermo ed è un puttaniere della Madonna. Veramente, va a night, sai quante volte I'ho visto in discoteca... è amico amico amico amico si vedono sempre si vedono con quello lì che sta lì a Pescara il direttore... Sono amici fraterni... Se vai a vedere l'andata. .. Albinoleffe-Pescara, 1-2, l'albitro era lui. . Te lo metto per iscritto che oggi non perdono. ... E' un bandito vero".
ATALANTA-ASCOLI - L'11 marzo di quest'anno, Marco Pirani chiama il difensore dell'Ascoli Vittorio Micolucci. C'è da accomodare l'incontro con l'Atalanta, che l'Ascoli deve perdere. Per Micolucci, il prezzo è 15 mila euro.
Pirani: "Nei termini che puoi, damme una mano".
Micolucci: "Certo, certo. Senti.. e quanto verrebbe all'incirca?"
P: "Ventuno, ventidue"
M: "Per me?"
P: "No, per te quello che mi hai detto ieri: una quindicina"
M: "Per me va benissimo... D'accordo".
I due si risentono dopo qualche ora. Pirani comunica a Micolucci l'accordo che avrebbe raggiunto, o che vuole far credere di aver raggiunto, con i calciatori dell'Atalanta.
P: "Io sono un ultra preciso e ti volevo dare le ultime. Da lassù, al 99 per cento non vi chiedono niente. Io lassù (nell'Atalanta ndr.) ne conosco due che ci parlo come con te. Uno è Doni e uno è Marilungo, che ha giocato qui"
M: "Va bene, meglio"
P: "Se si fanno vivi con qualcuno a te lo devono chiedere per forza".
M: "Se mi dicono qualcosa, te lo dico subito".
P: "Si perché ci può stare a partita in corso, questo non me l'hanno escluso. Però, a partita in corso, sappi che vengono da te e qui9ndi tu sai come rispondergli".
M: "No, io dico di no, sti cazzi"
P: "Loro, l'input è che non devono parlare con nessuno a partita in corso, all'in fuori di te. Tanto lì chi comanda è Cristiano (Doni ndr.). Lì si pende tutti dalle labbra sue".
M: "Si, ho capito".
P: "L'uncia cosa che può succedere, all'uno per mille è che prima della partita tutti (i giocatori dell'Atalanta ndr.) dicono: "Domandiamogli il pari". Se voi (i giocatori dell'Ascoli ndr.) glielo date, bisogna che trovi il modo di farmelo sapere, perché io in un attimo recupero, hai capito?".
M: "Va bene, perfetto"
P: "Oh, non me li stroppiare".
La partita che l'Atalanta doveva vincere, finisce 1-1. E la sera del 12 marzo, Micolucci chiama Pirani, mortificato per come sono andate le cose. Anche perché, il difensore dell'Ascoli non si capacita di come nulla, ma proprio nulla di quello che Pirani aveva previsto (il contatto con Doni e il segnale che con lui avrebbe dovuto scambiare per aggiustare il risultato) è avvenuto.
M: "E' andata male. Hai visto la partita?"
P: "Lo so, Tiribocchi (centravanti dell'Atalanta che ha sbagliato un gol facile facile ndr.)... "
M: "Cioè, allucinante. Gesù proprio mi vuole punire.... Mi dispiace. Io ho anche fatto un paio di cazzate".
P: "Era nell'ordine delle cose".
M: "Sai che mi dispiace? Che Cristiano (Doni ndr.) non è neanche entrato. Cioè è entrato dopo, ma niente... hai capito?".
P: "Ti ha portato i miei saluti?"
M: "No. Non ci siamo parlati per niente. Ed è meglio così. Perché io comunque non ho contatti e non lo conosco. Il fatto che non mi ha detto niente è meglio per me, capisci?".
UN MILIONE PER BRESCIA-LECCE - Scrivono gli investigatori: "Parlato chiama Erodiani. Inizialmente si lamenta e gli dice che glielo fa solo perché gli danno un assegno da 300mila euro. Erodiani gli racconta della conversazione avuta con Antonio Bellavista in merito al gruppo di Bologna e alle modalità di pagamenti e giocate degli stessi (...). Entrambi sperano che la scommessa vada bene. Erodiani dice che si sente sicuro da una parte perché questi di Bologna si intascheranno almeno "una cucuzza" per il tutto... E si lamenta che il loro guadagno lo devono dare e i soldi del suo guadagno li deve aspettare a fine mese... "Dice che devono apettare il 28... mi sa... Devi vedere la data di Brescia-Lecce... A un mese da quella data possono ritirare l'altro milione di euro". Parlato: "Bene perché hanno fatto Brescia-Lecce".
TREOSSI E CESENA-CHIEVO - Gianfranco Parlato è al telefono con Massimiliano Erodiani. Parlano di Cesena-Chievo (la partita finì 1-0, non come previsto).
Parlato: "Fuori un punto se lo prendono in ogni caso (il riferimento è al Chievo ndr.)".
E.: "Si, si (...)".
P.: "Infatti, io gli ho detto: guarda tu cominciaci a parlare tanto qui c'è proprio (...) vanno direttamente dal director. Ok? Dall'art director".
P.: "Con chi?".
E.: "Ma con chi? Con uno che conta?".
P.: "Si il coso, il Tre... L'osso, ossi (ndr, Il riferimento è a Fiorenzo Treossi, ex arbitro, ora team manager del Cesena)".
IL TENTATO AGGANCIO A CONTE - Bellavista contatta un giornalista sportivo barese chiedendogli di avvicinare l'allenatore del Siena, Antonio Conte "in vista di Siena-Sassuolo per sapere se è avvicinabile  -  annota la Polizia  -  Il giornalista lo informa di non essere riuscito a contattare Conte e di avergli inviato un messaggio. Bellavista chiede di provare con Giorgio (ndr, Perinetti) ma il giornalista dice di no e consiglia di provare con Faggiano".
BOBO VIERI INDAGATO - L'ex giocatore dell'Inter è indagato perché chiamato in causa da Ivan Tisci in una telefonata con Antonio Bellavista. E' il 21 marzo 2011, giorno dopo Inter-Lecce. Scrivono gli investigatori: "Tisci dice a Bellavista che a Milano ha incontrato Bobo Vieri, il quale gli ha detto che non ha vinto molto". Tisci - concludono i poliziotti - dice di averlo imbeccato e Vieri "sapeva dell'over 3,5 dell'Inter".

(Fonte: Repubblica.it)

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