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Calcio giovanile: "squalificato 20 giorni per aver soccorso un mio ragazzo"

Ci viene inviata una lettera da un giovane tesnico del settore giovanile della Jesina Calcio, squalificato per 20 giorni per aver soccorso un atleta.

Gentile redazione , 

vi scrivo per raccontare un fatto a mio parere assurdo accaduto durante la partita giovanissimi Jesina-Monserra di Domenica 15 Febbraio. Scrivo a titolo strettamente personale non per recriminazione , ma perché non trovo giusto che anni di impegno con i giovani vengano infangati da una squalifica che rispetterò ma che ritengo davvero assurda.

Alleno nei settore giovanili da 10 anni e ho sempre cercato di non alimentare nei ragazzi la "cultura degli alibi" attribuendo colpe agli arbitri , perché ritengo che sia un ostacolo alla loro crescita : sono solito dire che "non alleno gli arbitri", possono incidere sul risultato della partita ma non sul risultato di lungo periodo cioè la crescita dei giocatori. A testimonianza di questo approccio , lo scorso anno abbiamo anche vinto il premio disciplina con la juniores nazionale della Jesina.

Domenica scorsa sono stato allontanato dall'arbitro per i seguenti fatti :

- un mio giocatore prende una brutta botta e resta a terra durante uno scontro di gioco. In panchina tardano a trovare il ghiaccio e io , che lo vedo a portata di mano , dopo aver ottenuto il permesso dell'arbitro entro di corsa in campo ( l'ho fatto d'impulso senza aspettare il dirigente perché sembrava più grave di quel che si è poi rivelato ; questa è l'unica colpa che credo di potermi addebitare in tutta questa vicenda ) ;

- porto il ragazzo fuori dal campo e alcuni minuti dopo , seppur zoppicante , mi chiede di provare a rientrare ( nell'intervallo chiede il cambio a dimostrazione che la botta era comunque di una certa entità ) ;

- all'interruzione del gioco chiediamo all'arbitro di poterlo far rientrare. La risposta è "faccia tutto il giro del campo ed entri dalla metà campo opposta , fra le due panchine"

- a questo punto mi esce uno spontaneo "Eh dai" , detto con sorpresa e non certo con rabbia o aggressività. Segue allontanamento dal campo , come se quel "eh dai" fosse una grave protesta o un insulto.

Oggi vado a leggere il comunicato : 20 giorni di squalifica per "comportamento non regolamentare".

Per curiosità mi sono letto il regolamento : o non potevo entrare in campo come soccorritore e in quel caso l'errore è dell'arbitro che mi ha autorizzato. Oppure non ho infranto nessuna regola , perché il regolamento dice che "Se il pallone è in gioco, il calciatore infortunato può rientrare sul terreno di gioco solo dalla linea laterale; se il pallone non è in gioco, il calciatore può rientrare da qualsiasi linea perimetrale".

E pensare che , nonostante la regola fosse inventata , l'avevamo pure rispettata e il ragazzo era entrato facendosi tutto il giro del campo zoppicando.

Daniele Ciampichetti

Allenatore Giovanissimi Jesina Calcio

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