Cassa integrazione di almeno due anni, incentivo all’esodo esteso a tutti gli operai, integrazione alla Cig uguale per tutti senza scaglioni legati ad età, ruoli e livelli. Sono i tre punti cardine della proposta che domani alle 16.30 la Fiom-Cgil porterà sul tavolo della trattativa nella sede dorica di Confindustria.
Un appuntamento importante per definire il futuro dei 125 dipendenti della Best, l’azienda di Passatempo produttrice di motorini per cappe, smantellata lo scorso 31 ottobre nel giro di una notte.
Macchinari e attrezzature trasferiti in Polonia, cambiate le serrature a portoni e cancelli: una decisione assunta dalla proprietà, l’americana Nortek, senza alcun preavviso, tantomeno senza annunciare la procedura di mobilità malgrado gli accordi firmati in Regione. “Hanno agito come ladri venuti a rubare il lavoro”, ha esordito ieri il presidente del comitato direttivo nazionale Fiom, Giorgio Cremaschi, davanti ai cancelli dello stabilimento produttivo presidiato da giorni dai lavoratori. Contro quello che “si profila come un gravissimo reato di criminalità economica, le istituzioni hanno il dovere di intervenire e risolvere la situazione”. Una cosa è certa, promette Cremaschi.
“Se così non sarà, trasformeremo la Best in una vertenza esemplare. Da qui, non ci muoviamo”. Ad accoglierlo, tra gli applausi, anche i lavoratori dello Sferisterio di Macerata ed alcuni dipendenti della capofila di Cerreto d’Esi, per i quali a marzo scade il regime di cassa integrazione straordinaria.
“La preoccupazione – aggiunge la rappresentante Fiom Fiorella Marinucci – è che la proprietà delocalizzi tutto all’estero, trasferendo la produzione in Polonia”. Una prospettiva che ha fatto scattare contestazioni da parte non solo dei sindacati, ma anche del mondo politico e istituzionale. E mentre il portavoce della Federazione Nazionale della Sinistra, Massimo Rossi, prendeva parte al picchetto, appellandosi al “pubblico chiamato a gestire una situazione raccapricciante”, tra i sindacati ieri circolava la voce che Francesco Casoli, presidente del gruppo Elica, avesse mostrato un interessamento nel rilevare l’azienda. Una speranza purtroppo smentita dallo stesso imprenditore fabrianese, che ha invece confermato “la massima attenzione alla vicenda ma nelle vesti istituzionali” di senatore. In serata, alle 21.15, il corteo composto da sindacati e lavoratori si è poi spostato nella palestra di Passatempo, all’incontro organizzato dal Consiglio di quartiere con i consiglieri regionali Latini (Api) e Busilacchi (Pd).
(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

















