Negativo l’incontro del 22 dicembre con il direttore generale del Ministero dei Trasporti Finocchi e subito parte la dichiarazione di fermo dell’autotrasporto dal 23 al 28 gennaio prossimo nel pieno rispetto del codice di autoregolamentazione, cosi come deciso dagli stati generali dell’UNATRAS ai quali hanno partecipato una nutrita delegazione di dirigenti di Confartigianato Trasporti Marche, guidata dal Presidente Elvio Marzocchi e dal segretario Gilberto Gasparoni.
È quello che chiedevano, in modo forte e coeso, le rappresentanze sindacali degli autotrasportatori in seguito alla riunione d’urgenza degli Stati Generali, svoltasi a Roma il 14 dicembre a meno che il Governo avesse affrontato immediatamente i problemi del settore, posizione confermata unitariamente dall’assemblea di Confartigianato che ha visto la presenza di 150 trasportatori.
“Da diverse settimane – spiegano Marzocchi e Gasparoni – UNATRAS ha inviato una richiesta al Ministro Passera ed al Governo Monti per un confronto sui problemi che gravano sull’autotrasporto, alla quale non vi è stata alcuna risposta. Le nuove norme sembrano create appositamente per ridurre la competitività delle imprese e compromettere la sicurezza stradale”. In pratica andiamo dall’aumento insostenibile del costo del gasolio (settemila euro all’anno per veicolo), ai costanti rialzi dei premi assicurativi, dall’aumento delle giornate di divieto di circolazione, al rischio della cancellazione dei costi di sicurezza e alla deregolamentazione delle norme per l’accesso alla professione di autotrasportatore: i nostri imprenditori non sono più nelle condizioni di poter lavorare”.
Confartigianato Trasporti, ConfTrasporto e Casartigiani, costituenti l’UNATRAS e che rappresentano circa 60.000 trasportatori hanno proclamato il fermo per aprire un confronto con il Governo e per ottenere la mensilizzazione del recupero dell’aumento delle ultime accise gravanti sul costo del gasolio. Inoltre le Associazioni chiedono di mantenere in vigore i costi della sicurezza, sia perché essendo indicati dal ministero dei Trasporti, e quindi non derivando da accordi, non vanno contro le norme dell’Antitrust, sia perché scaturiscono dal rispetto della normativa sulla sicurezza sociale nella circolazione. Si tratta – sottolinea Gasparoni – di due aspetti fondamentali sui quali l’autotrasporto, se non troverà delle risposte concrete, si fermerà. Il trasporto su gomma muove circa il 95% delle merci nelle Marche ed in Italia. La nostra è una realtà fatta soprattutto dalle piccole imprese, proprio quelle stesse PMI che muovono e fanno crescere l’economia italiana”. Anche i 5.500 piccoli vettori marchigiani aderiranno alla protesta.
(Fonte:Confartigianato Trasporti Jesi)

















