E' andato male l'incontro tra le associazioni artigiane e i commissari straordinari della Ardo. Cna e Confartigianato avevano chiesto di annullare le richieste per somme versate a creditori, banche e fornitori nei sei mesi precedenti l'avvio della procedura di amministrazione straordinaria.
I commissari, però, hanno ribadito di aver eseguito un atto obbligatorio per legge.
Le organizzazioni di categoria, tuttavia, hanno contestato la decisione “sia nel merito tramite i propri legali presenti all’incontro, sia nella forma - si legge in una nota - affermando e sostenendo che tra aprile e ottobre del 2008 le imprese della subfornitura della Ardo vennero convinte da azienda e istituzioni a continuare a lavorare per l’azienda in modo da evitarne il fallimento. Così facendo il loro credito è ulteriormente aumentato e ora si trovano a dover restituire somme che erano loro dovute”. Scontato il ricorso alle vie legali.
Per Cna e Cgia, le azioni di revocatoria sono “un atto discrezionale e non obbligatorio per i commissari, che dovrebbero considerare la storia del rapporto tra fornitori e azienda e le conseguenze delle loro azioni, che provocheranno la chiusura di molte imprese artigiane e il licenziamento dei loro dipendenti”.
Fino ad oggi sono 270 le richieste di revocatoria spedite dai commissari a banche, imprese e fornitori della Merloni di Marche, Umbria ed Emilia Romagna, per decine di milioni. Solo nelle Marche sono più di 50 gli artigiani coinvolti in questa procedura e che si sono visti richiedere la restituzione di oltre 4 milioni di euro.
(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

















