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Crocifisso ai seggi e lui non vota "E' un condizionamento psicologico"

crocefisso-scuolaSingolare astensione dal voto in una sede elettorale di Falconara Marittima. Un elettore si è rifiutato di  entrare nella cabina elettorale, pur essendo arrivato lì appositamente per votare, perché su una parete c'era un crocifisso. ‘’Non si tratta di astensione - spiega Fiorenzo Nacciariti, che ha fatto verbalizzare la protesta - ma di un fatto conseguente alla mancata garanzia di condizioni di voto accettabili da parte mia’’.
Già in passato l'uomo aveva inviato comunicazioni, diffide e raccomandate al Prefetto, al Ministero dell’Interno e al presidente della Repubblica, ma stavolta non ha accettato neppure la rimozione temporanea ‘’o l’assenza occasionale’’ del simbolo: ‘’non si tratta di un fatto personale relativo alla discriminazione religiosa (o culturale) da me percepita, ma anche e principalmente del rispetto del Supremo Principio della laicita’ dello Stato’’.
Per lui (che chiede la rimozione preventiva e permanente del crocifisso dalle sale delle votazioni o in subordine l’esposizione anche del simbolo dell’Unione Atei Agnostici Razionalisti), c’e’ anche ‘’il condizionamento psicologico del voto per mezzo di simboli subliminali di parte’’.

(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

Referendum, il quorum

referendumObiettivo: superare il quorum. E le urne chiudono al primo giorno a un soffio dall’obiettivo. Tutti i quattro questiti alle 22 superano il 41% dei 47,1 milioni di italiani aventi diritto. Il dato non tiene conto dei 3,3 milioni di italiani residenti all’estero. Per il quesito numero uno (servizi pubblici locali) ha votato il 41,14%; per il quesito numero due (tariffa servizio idrico) il 41,14%; per il quesito numero tre (nucleare) il 41,11%; per il quesito numero quattro (legittimo impedimento) il 41,10%. Il quorum e’ vicino. Nel 2003 per i referendum alle 22 votò il 17,5% ed il dato finale in Italia fu del 25,9%. Nel 2005 alle 22 votò il 18,7% ed il dato finale in Italia fu del 26%. Nel 2006 alle 22 voto’ il 35% ed il dato finale in Italia fu del 53,8%. Nel 2009 alle 22 votò il 16,7% e il dato finale in Italia fu del 24,2%. Se, per ipotesi, nessun italiano all’estero avesse votato, il quorum sarebbe raggiunto con un’affluenza in Italia del 53,5%. Le urne per i referendum 2011 sono chiuse dalle ore 22.
Hanno riaperto oggi (ultimo giorno disponibile) dalle ore 7 alle 15. Il ministero dell’Interno ricorda che gli elettori residenti in Italia, per poter esercitare il diritto di voto presso gli uffici di sezione nelle cui liste risultano iscritti, dovranno esibire un documento di riconoscimento e la tessera elettorale personale. Chi avesse smarrito la propria tessera elettorale personale, potrà chiederne un duplicato agli uffici comunali anche domani per tutta la durata delle operazioni di voto.
Prosegue dunque il trend positivo. E come riporta il sito del Viminale, il dato rimane particolarmente significativo. Perché? Dalle serie storiche ripescate in archivio dalla Direzione centrale dei servizi elettorali del Viminale emergono due costanti: dal 1974, il quorum alle 15 del lunedì è scattato solo quando l’affluenza dei votanti aveva superato il 10% alle 12 della domenica (con tre eccezioni nell’87, nel ’91 e nel ’93) e aveva scavallato la soglia di sicurezza del 45% la domenica sera. Il quorum dunque è possibile, almeno stando ai calcoli degli esperti di statistica.
Sul sito del Viminale è possibile anche rivedere i dati di affluenza di tutti i passati referendum popolari dal 1974 al 1993 nonché i risultati complessivi di tutte le consultazioni dal 1946.

(Fonte: Ilfattoquotidiano.it)

Calcio scommesse, il Gip non firma Pirani resta ancora in carcere

piraniIl gip di Cremona Guido Salvini ha scarcerato alcune delle persone arrestate nell’ambito della vicenda delle partite truccate.

Per Giancarlo Parlato, Francesco Giannone e Giorgio Buffone, che si trovavano in carcere, sono stati disposti gli arresti domiciliari.
Per il commercialista Manlio Bruni l’obbligo di firma, mentre per Mauro Bressan è stata revocata ogni tipo di custodia cautelare ed è di conseguenza libero. Il gip deciderà domani sulla richiesta di scarcerazione di Massimo Erodiani e Marco Pirani.

(Fonte: Corriereadriatico.it)

In un anno seicento disoccupati in pio`

disoccupazione-1Seicento disoccupati in più in un anno. La crisi infinita brucia ancora tanti posti di lavoro con le assunzioni che registrano un autentico crollo.

E’ impietosa la fotografia scattata dal Centro per l’impiego di viale del Lavoro sulla situazione occupazionale a Jesi e in Vallesina. La congiuntura economica negativa penalizza in particolare le donne, mentre le aziende continuano a far ricorso a contratti atipici piuttosto che assumere a tempo determinato o senza scadenza. Fotografa una situazione ancora incerta e resa difficile dalla congiuntura economica negativa il rapporto consuntivo del 2010 redatto dal Ciof diretto da Moreno Menotti per conto della Provincia.
Proprio negli sportelli di viale del Lavoro in tanti si mettono in fila per cercare un posto di lavoro, ma spesso le offerte di lavoro settimanali risultano vuote. Aumenta il numero dei disoccupati. Gli iscritti alle liste di disoccupazione sono stati 8806 nel 2010 con un incremento del 7 per cento rispetto al 2009: dato di gran lunga inferiore a confronto del 17,2% in più del 2009 e del 21,9% in più del 2008. Ad essere colpite maggiormente sono in particolare le donne (430 unità in più). Gli iscritti alle liste di mobilità che passano dagli 897 nel 2009 ai 963 nel 2010 (7,4 per cento in più). Cresce del 7 per cento il numero degli avviamenti al lavoro: 18090 rispetto ai 16886 del 2009, anche se continua a destare preoccupazione la diminuzione dei contratti a tempo e a quelli indeterminati.
Il tutto si traduce in un aumento dei contratti di somministrazione (28% in più ) e intermittenti (crescita del 41%), sintomo di una timida, ma ancora fragile ripresa economica. Stabili risultano i contratti di apprendistato (895 nel 2010), così come le risoluzioni dei rapporti di lavoro (17910 nel 2010 contro le 17635 del 2009). Cessa il ricorso alla cassa integrazione ma solo perchè le aziende hanno esaurito le ore a disposizione. “Ecco il ricorso alla cassa integrazione straordinaria - è l’analisi di Domenico Sarti, segretario della Cgil cittadina - e l’aumento dei lavoratori collocati in mobilità”.
La crisi non concede pause, a sentire Sarti dal suo osservatorio speciale, e colpisce tutti i settori dalla meccanica al terziario, all’agricoltura. “Aumentano i contratti atipici - incalza Sarti - e anche questo è un fenomeno preoccupante. Siamo convinti che una eventuale ripresa non servirà a creare occupazione poichè le commesse saranno evase con il personale a disposizione. Si prospettano tempi difficili tenuto conto del disagio sociale legato all’impennata degli sfratti e all’aumento delle insolvenze. A pagare il costo della crisi sono le donne e gli immigrati”.
Funziona il progetto anti-crisi messo in campo dal Ciof per erogare servizi ai lavoratori in cassa integrazione straordinaria o in mobilità in deroga attraverso l’impiego delle risorse del fondo sociale europeo, che quest’anno ha coinvolto 855 lavoratori di 210 aziende. Assunti 88 lavoratori (33 in più rispetto al 2009). Un dato incoraggiante, che dimostra come nonostante le difficoltà (sono passate da 14 a 17 le aziende che hanno dichiarato lo stato di crisi), resistono i vincoli di solidarietà e sensibilità alla base della coesione sociale.

(Fonte: Corriereadriatico.it)

Confcommercio boccia i megastore all’ex Sadam

sadamE’ lunedì il vertice deciso in Regione sul piano di riconversione dell’ex zuccherificio che da tempo tiene sotto scacco 136 famiglie.

Ma il progetto della Gruppo Maccaferri che prevede insediamenti commerciali e industriali nell’area di via della Barchetta è bocciato pure dalla Confcommercio dopo aver sollevato dubbi e perplessità in consiglio comunale, specie tra le forze di opposizione.
La Confcommercio provinciale torna a ribadire la propria contrarietà al progetto commerciale, con previsione di ampissimi spazi “con questa destinazione d’uso, che dovrebbe coinvolgere l’area dell’ex Sadam alle porte di Jesi”. La posizione della Confcommercio viene ribadita con forza anche in vista del vertice in Regione, tra le parti, che si terrà lunedì a Palazzo Raffaello. La Confcommercio di Ancona cercherà in tutti i modi, così come ha fatto sinora, di fare pressione affinchè nel prossimo tavolo si valutino attentamente le intenzioni sin qui emerse sul piano di riconversione di un'area strategica che, “se trasformata in una grande area commerciale, andrebbe ad impattare molto negativamente, e drammaticamente, sulle realtà commerciali al dettaglio, e non solo, della Vallesina, delle aree circostanti e sull'area commerciale naturale del centro storico di Jesi”. La morsa della crisi sta già attanagliando il piccolo commercio locale ed una previsione a forte vocazione commerciale dell'ex Sadam: “Le cifre di cui si parla sono mostruose se si pensa ai 7.500 metri quadrati di commerciale iniziale cui potrebbero aggiungersi altri 30 mila metri quadrati sempre di commerciale, sarebbe una mazzata mortale per tutto il commercio delle aree circostanti. I dati emersi dall’Osservatorio regionale del commercio, cui la Confcommercio ha dato un contributo decisivo così come allo stop temporaneo all’apertura delle grandi strutture, parlano chiaro e non lasciano margine ad altre operazioni di apertura nel nostro territorio di medie o grandi strutture commerciali. La situazione è già satura, ulteriori previsioni di strutture commerciali importanti rischiano di creare un effetto distruttivo nei confronti del precario equilibrio commerciale”.

(Fonte: Corriereadriatico.it)

Marche, i contributi vanno 'in porto'

viventiLa Regione Marche ha assegnato 2 milioni e 177 mila euro ai cinque porti di rilievo regionale Fano, Senigallia, Numana, Civitanova Marche, Porto San Giorgio. I fondi sono destinati a garantire l’operatività degli scali, attraverso la manutenzione delle opere portuali e l’escavazione dei fondali.
Le risorse sono relative all’annualità 2011 e provengono dal bilancio regionale. La ripartizione assegna a Fano 776 mila euro, a Senigallia 514 mila euro, a Numana 236 mila euro, a Civitanova Marche 605 mila euro, a Porto San Giorgio 46 mila euro.
“La Regione intende favorire la fruibilità degli scali di competenza regionale e agevolare la realizzazione degli interventi da parte dei Comuni – sottolinea l’assessore ai Porti, Luigi Viventi – I numerosi problemi di gestione di questi impianti trovano una Regione attenta alle istanze locali per consentire a tali infrastrutture di rispondere al meglio alle esigenze delle comunità e renderle pienamente integrate con le attività economiche che vi ruotano attorno”.
Le risorse regionali finanzieranno, sulla base delle diverse esigenze segnalate dai Comune, a seconda dei problemi localmente esistenti, gli interventi di manutenzione classificati come “obbligatori”: impianti di illuminazione, pulizia delle aree, recupero della funzionalità delle opere portuali, escavazione di fondali con recupero del materiale o smaltimento.

(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

Dal processo breve al legittimo impedimento storia di una legge ad personam

processo_breveIn principio fu il “processo breve”, stravagante disegno di legge proposto da Maurizio Gasparri che potrebbe stroncare migliaia di processi in corso: tutti quelli che non arrivano a sentenza definitiva sei anni dopo la richiesta di rinvio a giudizio, eccetto i dibattimenti per alcuni reati gravi, decisi preventivamente da Gasparri medesimo.

Il processo breve ha suscitato polemiche di fuoco e, tra emendamenti e correzioni varie, giace tuttora in Parlamento dopo essere stato approvato al Senato il 20 gennaio di quest’anno e, con modifiche, alla Camera il 13 aprile, tra le proteste delle vittime di importanti casi giudiziari, come il rogo della Thyssen o il crac Parmalat.
Ma, come spesso è accaduto nella decennale storia delle leggi ad personam in favore di Silvio Berlusconi, il fantasma del processo breve ha aperto la strada a una proposta alternativa meno devastante, portata avanti in parallelo dalla maggioranza di centrodestra: il “legittimo impedimento”, la norma sottoposta a uno dei referendum del 12 e 13 giugno, che avrebbe permesso di salvare il presidente del Consiglio dai suoi processi senza affossarne altri.
Non è un caso che il relativo disegno di legge sia stato presentato dall’ex parlamentare di opposizione, l’Udc Michele Vietti, attuale vicepresidente del Csm, proprio con l’ottica della “riduzione del danno”, come spiega Marco Travaglio nella dettagliatissima ricostruzione contenuta in Ad personam (edizioni Chiarelettere, 2011).
Il legittimo impedimento esiste già nel codice di procedura penale, e vale per tutti i cittadini. Se per esempio un imputato è immobilizzato a letto da una grave malattia, il giudice ne prende atto e rinvia l’udienza del processo. Allora perché “ad personam”? Perché a norma presentata da Vietti riguardava soltanto “le prerogative del presidente del Consiglio”: i suoi impegni di governo, in pratica, avrebbero costituito automaticamente un “legittimo impedimento” a presentarsi in aula.
L’intento di preservare Berlusconi dai processi in corso (tra cui il temuto caso Mills) è dichiarato esplicitamente dal leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini e messo nero su bianco nel decreto Vietti, un provvedimento transitorio “nelle more della definitiva promulgazione” di una legge che regoli il rapporto della alte cariche dello Stato con la giustizia. In sostanza il cosiddetto Lodo Alfano, che avrebbe messo il premier al riparo da qualunque processo per tutta la permanenza in carica. Il Lodo era già stato bocciato dalla Corte costituzionale, ma il Pdl stava lavorando a una nuova formulazione.
Dopo un’altra girandola di discussioni ed emendamenti, il 2 febbraio 2010 il testo viene approvato alla Camera. La differenza fondamentale rispetto alla norma che vale per tutti è questa: il presidente del Consiglio stabilisce da sé se i suoi impegni istituzionali sono tali da far saltare l’udienza, mentre i normali cittadini possono soltanto presentare una richiesta al giudice, che si riserva di decidere. Il 10 marzo, con una celerità sorprendente e ben due voti di fiducia posti dalla maggioranza, il legittimo impedimento è approvato anche al Senato. Diventa legge il 7 aprile, con la firma del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Mentre parte la raccolte firme per il referendum contro la nuova legge, messa in moto dall’Italia dei Valori, si rivolge alla Corte costituzionale la Procura di Milano, titolare di tre processi contro Silvio Berlusconi (Mills, diritti Mediatrade e presunta frode fiscale Mediaset, mentre i caso Ruby in quel momento è di là da venire). Il 13 gennaio di quest’anno, la Corte definisce incostitituzionali alcune parti della norma sul legittimo impedimento, in particolare proprio quella che sottrae al giudice il potere di decidere, cioè il punto chiave che sta più a cuore a Berlusconi e ai suoi. I processi di Milano continuano, senza alcuna possibilità di “autocertificare” impegni irrinunciabili, tant’è che in diversi casi il presidente del Consiglio si presenta in aula.
Il referendum voluto dall’Idv viene comunque ritenuto ammissibile, con il quesito riformulato.
Il 12 e il 13 giugno, l’elettorato è chiamato a votare sì per abrogare la norma sul legittimo impedimento o no per conservarla. Una norma che è ancora in vigore, anche se depotenziata nei suoi effetti dalla decisione della Corte costituzionale. La sua bocciatura popolare eliminerebbe qualunque possibilità di utlizzarla, magari giocando su cavilli e interpretazioni, da parte dei legali del presidente del Consiglio. E, sottolineano i promotori, sarebbe un forte segnale politico contro di lui e contro la pratica delle leggi ad personam.

(Fonte: Ilfattoquotidiano.it)

"Ho lavorato una vita nel nucleare vi spiego perché votero` si` al referendum"

nucleare-fungoDopo essere stato allibito per l'incoscienza delle dichiarazioni di uno scienziato, il professor Battaglia (la pubblicazione di una sua opera scientifica con la prefazione di Silvio Berlusconi parla da sé), su un tema così importante per la sorte dell'umanità mi sento costretto ad intervenire avendo dedicato tutta la mia vita professionale alla ricerca e sviluppo del nucleare ed essendo stato per lungo tempo "abbastanza" a favore dell'energia nucleare.
Dopo una laurea in Radiochimica presso l'Università di Roma e successivo Corso di Perfezionamento in Fisica e Chimica Nucleare, ho lavorato presso i laboratori di ricerca del plutonio di Fontenay-aux-Roses (Francia) nelle ricerche e tecniche del plutonio per l'impianto di riprocessamento del combustibile nucleare di La Hague. Ritornato in Italia ho partecipato, nei laboratori di ricerca della Casaccia (CNEN, ora ENEA), alla messa a punto degli impianti di separazione del plutonio di Saluggia e successivamente allo studio dei siti nucleari in vista della costruzione di centrali di energia nucleare. Dal 1982 sono stato distaccato dal CNEN presso l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) di Vienna dove mi sono occupato prevalentemente di salvaguardie nucleari, in particolare per i reattori nucleari di potenza e di ricerca nel mondo. Per 22 anni ho avuto la possibilità di visitare ed ispezionare una sessantina di reattori in tre continenti, in particolare in Giappone ed in particolare proprio Fukushima.
Durante l'intera attività ero giunto alla conclusione che le precauzioni utilizzate negli impianti nucleari fossero tali da rendere praticamente impossibile un grosso incidente nucleare. Proprio  il Giappone si presentava ai miei occhi come il modello per eccellenza di organizzazione, di perfezione, di attenzione al più piccolo dettaglio: l'energia nucleare o doveva essere realizzata così o non doveva esistere. Ed invece... Three Miles Island, Chernobyl, Fukushima... tre catastrofi in meno di 30 anni.
Oggi sono completamente convinto che i rischi dell'energia nucleari siano tali da consigliarne l'utilizzo solo se non ci fossero sulla Terra altre fonti di energia o dopo una guerra nucleare. Voterò quindi SI al referendum per le seguenti ragioni:
a) la progettazione di una centrale nucleare avviene sulla base di dati statistici puri, cioè su una probabilità estremamente bassa di un grosso incidente, anziché basarsi sul fatto che un incidente anche imprevedibile possa avvenire (per esempio: chi avrebbe mai potuto calcolare statisticamente che otto montanari dell'Afghanistan si potessero impadronire contemporaneamente di quattro jet di linea facendoli convergere sulle Torri di New York, sul Pentagono e sulla Casa Bianca? Chi potrebbe calcolare statisticamente la possibilità dell'impatto di un meteorite?) e quindi progettando nello stesso tempo le soluzioni e le difese: naturalmente questo però aumenterebbe enormemente i costi ed allora bisogna ricordarsi che l'energia nucleare è un'industria come tutte le altre, cioè che vuole fare profitti;
b) gli effetti di un grosso incidente non sono come gli altri: terremoti, inondazioni, incendi fanno un certo numero di vittime e danni incalcolabili, ma tutto questo ha un termine. L'energia nucleare no: gli effetti si propagano per decenni se non secoli, con un disastro anche economico per il Paese colpito. I discendenti delle bombe di Hiroshima e Nagasaki ancora subiscono danni. Altrimenti perché il deterrente di una guerra nucleare funziona talmente? Anche i bombardamenti "classici" causano morti molto elevate, ma non portano a danni simili per generazioni...
c) il blocco dell'energia nucleare in Italia del 1987 ha avuto il torto di fermare di botto non solo le quattro centrali in funzione (Trino Vercellese, Caorso, Latina, Garigliano) e la costruzione di Montalto con spese immani per un pazzesco riadattamento dell'impianto nucleare ad una centrale di tipo classico, ma altresì ogni tipo di ricerca nucleare, anche di eventuali impianti innovativi, creando un pericolo, dato l'impauperamento di una cultura "nucleare": non esistevano più corsi di scienze nucleari, né tecnici, né possibilità di tecnologie di difesa da eventuali incidenti in altre nazioni. E questo non è richiesto dalla rinuncia all'uso di centrali atomiche: la ricerca e lo sviluppo del nucleare dovrebbe poter continuare;
d) la presenza di impianti di produzione di energia nucleare porta ad una militarizzazione delle zone in questione: non c'è trasparenza, ogni dato viene negato all'opinione pubblica. Anche agli ispettori dell'AIEA viene proibito di comunicare con la stampa. Lo dimostra anche quello che è successo a Fukushima: il gestore ha tenuto nascosto per lungo tempo la gravità dell'accaduto. E in un territorio come il Giappone, sottoposto non solo a terremoti ma a tsunami, il costo di una maggiore precauzione per gli impianti di raffreddamento è stato tenuto il più basso possibile senza tenere conto dei rischi solamente per fare più profitto!
e) in tutto il mondo non è stato mai risolto il problema dello smaltimento delle scorie mucleari. Nell'immenso deposito scavato in una montagna di Yucca Mountain in USA si sono dovuti fermare i lavori, il maggiore deposito in miniere di sale della Germania si è dimostrato contaminato con pericoli per le falde acquifere, ecc. Il combustibile nucleare delle nostre centrali fermate è in gran parte ancora lì dopo 25 anni. D'altra parte un Paese come il nostro che non riesce a risolvere il problema dei rifiuti può dare garanzie sui rifiuti nucleari?
f) l'Italia è un paese sismico, dove l'ospedale e la casa dello studente dell'Aquila sono crollate perché al posto del cemento è stata usata sabbia. Può dare garanzie sugli impianti nucleari? E la presenza di criminalità organizzata a livelli preoccupanti può liberarci da particolari preoccupazioni nella scelta e costruzione di centrali atomiche?
g) ultima osservazione: anche se molti minimizzano gli effetti delle radiazioni nucleari, una cosa si può dire con certezza: gli effetti delle radiazioni a bassi livelli ma per tempi estremamente lunghi sugli esseri viventi non sono stati mai chiariti. Non deve essere solo il fumo a preoccupare l'opinione pubblica!
Per tutte queste ragioni penso che in Italia l'uso dell'energia nucleare non sia raccomandabile, perlomeno in questa fase della nostra storia, ed invece un miscuglio di diverse fonti di energia (eolica, solare, idrica, gas, geotermica) potrà sopperire ai nostri bisogni, accompagnato da una maggiore ricerca scientifica ed un diverso modello di vita con maggiore eliminazione degli sprechi. Io voto sì.

(Fonte: Repubblica.it)

In calo le donazioni di organi

donazioneIl sistema trapianti italiano ha raggiunto livelli di eccellenza record negli ultimi anni sia

per qualità dei trapianti effettuati (superiore ai livelli europei) che per condizioni dei pazienti trapiantati, variabili strettamente legate. Eppure c’è anche scetticismo, diffidenza, scarsa conoscenza della donazione. Tanto che a fronte dei 1.600 iscritti all’Aido di Jesi, dal 2000 ad oggi nella Asur zona territoriale 5 sono stati effettuati 12 prelievi multi organo (per lo più cuore, fegato, reni, polmoni e pancreas) e 163 cornee. Il tasso di opposizione alla donazione nel 2010 è del 36% a fronte di un 25,8% dell’anno prima. Solo 200 dichiarazioni cartacee sulla donazione degli organi sono pervenute alla Asur.
I dati sono stati forniti ieri nel corso di una conferenza stampa alla presenza del coordinatore regionale del Centro trapianti Duilio Testasecca, della direttrice sanitaria dell’ospedale Virginia Fedele, della coordinatrice locale prelievo organi e tessuti Cecilia Sardellini. Sono intervenuti anche il presidente Aido Claudio Stronati e il web designer Gianmarco Ferro che ha realizzato un efficace clip sulla donazione, presto diffuso in tutti gli schermi delle farmacie, degli uffici postali e dei luoghi di aggregazione. “Una vita può spegnersi all’improvviso, ma fortunatamente non tutto muore: un’altra vita può rinascere, basta semplicemente dire sì alla donazione degli organi”. Con questo slogan semplice, ma di forte impatto emotivo, la Asur e il Centro trapianti intendono raggiungere la popolazione e diffondere la cultura della donazione come responsabilità verso di sé e verso gli altri. “Non c’è donazione senza una vera cultura di essa - spiega la dottoressa Fedele - questo cd rom intende proprio raggiungere la consapevolezza delle persone nel momento di lucidità e riflessione”.
E se da gennaio 2011 l’ospedale jesino può anche sostenere la donazione del cordone ombelicale a scopo ontologo (fiore all’occhiello per la sanità jesina), i dati vengono forniti proprio dal coordinatore del Centro trapianti di Ancona dottor Testasecca. “L’aumento di opposizione alla donazione - spiega - è un elemento negativo su cui dobbiamo lavorare. Cercheremo di raggiungere il maggior numero di persone attraverso il cd rom e dei volantini esplicativi, distribuiti agli utenti dagli uffici anagrafe dei Comuni dell’Anci.

(Fonte: Corriereadriatico.it)

Il comitato boccia il piano della Stu

campo_boario1“No alla costruzione di nuovi appartamenti all’interno del Campo Boario, sì al recupero di quello che c’è già”. E’ la proposta del presidente del comitato San Giuseppe Marco Giampaoletti. L’annuncio dell’amministrazione comunale del bando per l’ingesso dei privati nel progetto di riqualificazione del più popoloso quartiere cittadino fa storcere il naso al comitato. Accusa la giunta di lentezza rispetto ai tempi annunciati e giudica inadeguati i contenuti del piano di fronte alle reali esigenze del rione.
“Abbiamo aspettato quattro anni - si lamenta il presidente del comitato, Giampaoletti - per vedere la nascita di questa società di servizio per trasformazione urbana del Campus Boario, con un capitale di 120 mila euro, per riqualificare San Giuseppe. Adesso la maggioranza dopo due anni decide di aprire ai privati. Questo perché in due anni solamente sogni e altri due anni solamente chiacchiere per presentare in campagna elettorale che il quartiere poteva rinascere con questo progetto”. Ma secondo Giampaoletti “il fatidico Campus Boario alla fine non è altro che nuove costruzioni di appartamenti, chiamate residenze popolari, con prezzi di 2.000 euro al metro quadro”.
Il comitato San Giuseppe non vuole nuovo cemento “perché questo serve solamente a finanziarie marciapiedi, lingue di erba, anfiteatri. L’obiettivo del comitato è di recuperare quello che è già presente”. Un risultato che sarebbe possibile “con il progetto casa – incalza ancora Giampoletti – e con il recupero degli immobili del rione. Solo così si potrebbe avere una rinascita della città. Abbiamo nel nostro quartiere un polmone verde con un campo da calcio, uno da bocce, giardini attrezzati, la scuola Federico II con uno spazio esterno, però qui il Comune ha deciso di costruire alloggi. Il comitato chiede di ampliare questo polmone verde con la costruzione di una piscina o una palestra. I privati potranno prima fare un piano di recupero dei borghi”.
La società di trasformazione urbana, che fa capo al Comune, secondo il comitato del quartiere, dovrebbe “fare da supervisore e pensare alla costruzione dell’Asse Nord. Su questo siamo sempre disponibili a un incontro”.

(Fonte: Corriereadriatico.it)

Furto acrobatico: salta da 5 metri per fuggire, ma perde il bottino

palazzo1Un successo 'sportivo', ma un fiasco come ladro. Si potrebbe riassumere così l'avventura capitata oggi ad un topo d'appartamento. L'uomo, svaligiata un'abitazione in via Santo Stefano, ad Ancona, ha dovuto lanciarsi da un muro alto cinque metri per sfuggire alle mani della giustizia.
Un balzo indubbiamente notevole. Che non gli ha consentito, però, di conservare il bottino. La polizia lo braccava, e il ladro ha dovuto lasciare il borsone del colpo, sfuggitogli nel salto. Gli agenti, intervenuti sulla scena del misfatto dopo una segnalazione, hanno così recuperato la refurtiva: diversi oggetti d’oro, magliette firmate, una macchina fotografica e un lettore digitale. Tutto è stato restituito al legittimo proprietario. Ma il balordo è riuscito a svignarsela.

(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

Quorum, ultimo giorno di campagna E Greenpeace scala il Colosseo

colosseo1Uno striscione che si srotola giù, dal secondo ordine di archi del Colosseo, con scritto "Italia, ferma il nucleare.

Vota sì". Si è aperta così, all'alba, a Roma, con un'azione degli attivisti di Greenpeace che si sono arrampicati di buon'ora sul monumento, l'ultima giornata di campagna elettorale per i quattro referendum su cui si vota domenica e lunedì. Oggi, per i favorevoli al Sì, appuntamento dalle 14.30 in piazza del Popolo a Roma con nove ore di concerto e di intrattenimento all'insegna dello slogan "Io voto". Un'altra iniziativa, dello stesso genere, si terrà a Milano in piazza Duomo.
"Questa non è un'iniziativa del centrosinistra ma una grande festa della partecipazione", precisa Alessio Pascucci del comitato organizzatore. I leader politici non prenderanno la parola e non saliranno sul palco. L'obiettivo della manifestazione è il raggiungimento del quorum per rendere valida la consultazione. E' dal 1995 che in un pronunciamento referendario non si raggiunge il 50% per cento più uno degli aventi diritto al voto.
Si dice ottimista Pier Luigi Bersani: "Confermo, sono fiducioso. La mia impressione - spiega il segretario del Pd - è che siamo a un passo dal quorum. Non è una questione pro o contro Berlusconi. Che se ne deve andare a casa lo diciamo da tempo". E proprio Berlusconi, durante la conferenza stampa seguìta alla riunione del consiglio dei ministri di ieri, ha annunciato ufficialmente la propria decisione: "Penso che non mi recherò a votare". Quanto a Bossi, ha più volte ripetuto che non andrà alle urne. "Mi auguro che si raggiunga il quorum e che prevalgano le posizioni in favore della modernizzazione del Paese", ha detto ieri Gianfranco Fini, che nei giorni scorsi aveva comunicato la decisione di votare sui referendum e di condividere la stessa scelta annunciata dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. "Per Napolitano, garante della Costituzione e persona di cui i cittadini si possono fidare, andare a votare è un dovere - commenta Antonio Di Pietro - mentre Berlusconi, che pure dovrebbe conoscere la Costituzione e rispettarla, diserta le urne come si comporta solo chi non ama e non rispetta la democrazia".
Il governo non dichiara particolare interesse per l'esito dei referendum. Ma se si dovesse raggiungere il quorum, con la bocciatura conseguente di energia nucleare, legge sul legittimo impedimento e privatizzazione dell'acqua, l'effetto politico - a pochi giorni dal successo del centrosinistra nelle elezioni amministrative - sarebbe quello di un indebolimento ulteriore della maggioranza.
Sono oltre 47 milioni - esattamente 47.357.978 - gli elettori chiamati domenica (dalle 8 alle 22) e lunedì (dalle 7 alle 15) a esprimersi sui quattro referendum popolari. Tra gli elettori, ci sono poco più di tre milioni di residenti all'estero che hanno già votato per posta - per il nucleare si sono espressi sui precedenti quesiti prima della riformulazione decisa dalla Cassazione: non si sa ancora se il loro voto è ritenuto valido e sarà conteggiato ai fini del quorum.

(Fonte: Repubblica.it)

Blitz di Forza Nuova: 'espropriate' le fontane

esproprio_acquaStamattina diverse città italiane si sono svegliate con le fontane sigillate. La notte tra l’8 e il 9 giugno, le sezioni di Forza Nuova hanno effettuato un’azione congiunta su tutto il territorio nazionale, “volta a sensibilizzare gli Italiani sul problema della privatizzazione dell’acqua”. Decine di fontane sono state 'espropriate' “a simboleggiare ciò che avverrebbe se al prossimo referendum non si raggiungesse il quorum”. Il blitz notturno è stato messo in atto anche ad Ancona, dove è stata sigilla ta la fontana dei Cavalli.
Secondo il partito di estrema destra, la norma attualmente in vigore farebbe lievitare in pochi mesi i costi delle bollette, come successo ad Aprilia “dove i servizi sono addirittura peggiori rispetto alla gestione precedente”.
Forza Nuova, dunque, invita gli italiani a votare 'Sì' al referendum, ma non solo al quesito sull'acqua: “Un 'Sì' al quesito sul nucleare, tecnologia obsoleta e pericolosa, che già si sta dismettendo nel resto d’Europa, ed un 'Sì' al quesito sul legittimo impedimento, per non permettere a chi governa di poter delinquere liberamente”.
Per i forzanovisti gli unici interessati a boicottare l'appuntamento referendario sarebbero coloro che hanno voluto “le leggi truffa”, cioè “mafiosi, politicanti corrotti, multinazionali e banchieri”.
Infine, la proposta: “L’acqua e l’energia devono essere gestite da un ente pubblico che ne assicuri il prezzo stabile e la gratuità ai cittadini bisognosi; dev'essere stipulato di un piano di ricerca e sviluppo delle energie rinnovabili, sotto stretto controllo dello stato, che deve impedire ogni tipo di infiltrazione mercantilistica o mafiosa; visti gli infiniti casi di corruzione e collusione che vedono protagonisti politici italiani, i governanti debbono essere processati regolarmente”.

(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

Colpo d’acceleratore per il nuovo rione

22448_Jesi_ralfColpo d’acceleratore alla maxi operazione di riqualificazione del quartiere San Giuseppe.

Si va verso un intervento che in pratica rivoluzione la parte sud della città con l’arrivo di 100 appartamenti, la costruzione di parcheggi, aree verdi attrezzate e insediamenti per commercio, uffici e servizi. Una tappa fondamentale è arrivata dal vertice della maggioranza che si è svolto l’altra sera. La coalizione intende fare sul serio con la Stu, la società che fa capo al Comune e presieduta da Renato Perticarari.
In arrivo opere pubbliche per 6,5 milioni di euro da realizzare nell’arco di 10 anni. E così come prevede la legge nella società di trasformazione urbana entrano i privati. Non si sa ancora se in un quota di minoranza oppure maggioritaria. E per questo una nuova riunione è già stata fissata per la prossima settimana. C’è da risolvere il nodo delle quote da offrire ai privati. La giunta ha fretta perchè conta di sottoporre il relativo bando all’esame del consiglio comunale a luglio. Gli investitori privati assumeranno un ruolo chiavo anche perchè potranno garantire - probabilmente già entro l’anno - entrate sicure e non solo attraverso le opere di urbanizzazione. Ma in ogni caso spetta al Comune definire le opere da realizzare nella zona della città dove da tempo i residenti lamentano degrado ed incuria.
Prede così corpo il progetto di riqualificazione del quartiere San Giuseppe. Un intervento complesso compreso tra le zone di Porta Valle, piazzale San Savino, Campo Boario, ex mattatoio, parte dell’area dove un tempo c’era il Cascamificio, compresa una zona di via Granita. E’ l’operazione seguita con attenzione dell’assessorato ai Progetti speciali che fa capo a Daniele Olivi. Al vertice ne hanno parlato lo stesso assessore e il sindaco Fabiano Belcecchi con Lorenzo Fiordelmondo e Andrea Binci del Pd, Sabrina Priori e Stefano Tonelli del Pdci, Dessivo Ragno dell’Idv e Alfio Lillini di Sel
Pare che l’operazione abbia registrato il pieno di consensi da parte delle forze di maggioranza anche se ora rimane da sciogliere il nodo delle quote per i privati. Un’operazione complessa che prevede la costruzione di oltre 100 appartamenti. Compete ai privati la realizzazione delle opere residenziali. Si parla di 14.200 metri quadrati di abitazioni, quindi i 3.000 metri quadrati per il commercio e altri 3.000 per il terziario tra uffici e servizi. Complessa pure l’operazione riguardante le strutture pubbliche: 26.700 metri quadrati tra piazze e percorsi pedonali, 5.500 metri quadri per i parche a raso, altri 28.700 per il verde attrezzato.
In progetto pure un parking interrato da realizzare a Porta Valle per 204 posti auto. Cambia la geografia e la conformazione della parte sud della città. Rivoluzione in arrivo per il quartiere San Giuseppe con un’operazione senza precedenti. Il tutto affidato alla Stu, società di trasformazione urbana, chiamata a gestire l’intervento che dovrà garantire risposte precise e dettagliate sulla nuova conformazione di quella zona della città. Si lavora ad un intervento omogeneo che passa pure attraverso il collegamento di tutte le zone. Al Comune il ruolo centrale, ai privati la costruzione delle opere residenziali con quote da stabilire.

(Fonte: Corriereadriatico.it)

Premio Vallesina Bilancio approvato

logo_premio_vallesinaIn ordine i conti dell’associazione che esalta i talenti del territorio e investe nella solidarietà, come dimostrato più volte nelle iniziative di sostegno alla scuola di musica di padre Pierucci a Gerusalemme. L’associazione Premio Vallesina onlus ha provveduto nei giorni scorsi all’approvazione del bilancio consuntivo del 2010 che si è chiuso in attivo (come nei precedenti 10 anni di attività) ed al rinnovo delle cariche istituzionali per il biennio 2011-2013.
A presidente dell’assemblea dei soci è stato chiamato Olivio Togni, sindaco del comune di Monte Roberto. Invece, a presidente del comitato esecutivo rimane il sindaco di Monsano, Gianluca Fioretti, e vice presidente è Sandro Paradisi in rappresentanza di Confindustria Ancona. Fanno parte del comitato anche Ado Bastari, Elisabetta Pigliapoco, Giancarlo Carbini, Sergio Cascia, Sandro Grizi, Patrizia Paoloni, Simone Spadoni, Lamberto Marchetti, Massimo Costarelli, Pietro Rotoloni, Giuseppe Corinaldesi, Adriano Santelli, Luigi Berrettini. La commissione esaminatrice dei curriculum dei candidati è composta da Gilia Volpotti, Claudio Bocchini, Michele Campo, Riccardo Ceccarelli, Stefania Lucidi, Mirella Mazzarini, Loretta Mozzoni, Andrea Pieralisi, Gianni Rossetti. La commissione avvierà i lavori i primi di settembre e nella riunione nominerà il presidente ed il vice. E’ stato stabilito che la sesta edizione del Premio Vallesina si svolga il 23 giugno 2012 a Pianello Vallesina nella magnifica villa Salvati.

(Fonte: Corriereadriatico)

Violenza sessuale, la figlia accusa pap

2610832_482eb95cf2d64_zoomAvrebbe palpeggiato il seno della figlia nel parcheggio di un centro commerciale alla Baraccola.

E' stata la stessa ragazza, all'epoca dei fatti (primavera 2007) non ancora sedicenne, a raccontare l'episodio ad una psicologa. Per questo un carabiniere residente in Abruzzo è finito sotto processo ad Ancona con l'accusa di violenza sessuale aggravata.
L'uomo, separato dalla madre della ragazzina, nega tutto e si dice sconvolto. E un'amica dell'adolescente ha riferito di non saperne nulla. Ad ogni modo, secondo la presunta vittima, il padre, giunto nel capoluogo dorico per farle visita, le avrebbe alzato la felpa per toccarle il seno. La ragazza si è costituita parte civile e chiede 200mila euro di risarcimento.

(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

Cesare Battisti

battisti-giudice-brasile-violata-legge-1È finita pochi minuti dopo le 5 (ora italiana), dopo quattro anni e 52 giorni, la reclusione di Cesare Battisti nel carcere di Papuda, in Brasile. L'ex terrorista - condannato in Italia in contumacia all'ergastolo per quattro omicidi - è stato liberato dopo la decisione del Tribunale supremo federale brasiliano, che ha negato l'estradizione in Italia. "Rimarrà in Brasile, ha molti amici", ha detto il suo legale. Nessuna dichiarazione da parte dell'ex terrorista.
Con un voto a maggioranza, 6 giudici contro 3, la corte aveva stabilito che Battisti non è estradabile e che quindi doveva essere liberato. La decisione dei giudici è arrivata dopo una seduta fiume durata quasi sette ore: a favore della liberazione hanno votato i giudici Marco Aurelio Mello, Luis Fux, Carmen Lucia, Ricardo Lewandowski, Joquim Barbosa, e Ayres Britto. Hanno votato contro il presidente del Supremo Tribunale Federale (Stf), Cezar Peluso, il giudice relatore Gilmar Mendes e la giudice Ellen Gracie.
La decisione definitiva è arrivata dopo un primo voto che aveva stabilito come, secondo la corte, l'Italia non ha alcuna competenza per chiedere alla magistratura brasiliana di invalidare la decisione dell'ex presidente Luis Inacio Lula da Silva di concedere l'asilo politico a Battisti. Per i sei giudici, si tratta di "una questione di sovranità nazionale" e quindi di competenza del potere esecutivo e non di quello giudiziario.
L'ex terrorista rosso ha atteso in carcere la sentenza:
fu arrestato nel marzo del 2007 dopo una latitanza ultraventennale spesa soprattutto in Francia, dove si è fatto conoscere come affermato scrittore. La giustizia italiana lo cerca per fargli scontare i quattro ergastoli a cui è stato condannato in contumacia per fatti di sangue in Italia negli anni '70. Ben quattro omicidi che però Battisti ha sempre detto di non aver commesso.
Gioia fuori dal tribunale dove la fidanzata dell'ex terrorista e un gruppo di simpatizzanti stavano seguendo la seduta: "Sono ovviamente felice: come dice la canzone, 'la vita è bella", ha dichiarato Joice Lima, fidanzata di Cesare Battisti. Ora si attende la scarcerazione.
"L'Italia ora potrebbe appellarsi ad un'istanza internazionale": lo ha dichiarato il legale del governo italiano, Nabor Bulhoes, subito dopo la fine dell'udienza. "Con questa sentenza - continua Bulhoes - il Brasile non ha rispettato la Convenzione di Vienna che regola i Trattati internazionali e lo stesso ha fatto con il Trattato bilaterale Italia-Brasile sull'estradizione del 1989. Tutto ciò danneggia la credibilità internazionale del Brasile".

(Fonte: Repubblica.it)

Jesina, arriva l'attaccante Matteo Federici

federiciAttaccante classe 1986, romano, nell'ultima stagione 17 gol in Eccellenza con la Fortitudo Fabriano: Matteo Federici è il primo volto nuovo  per la Jesina 2011-12.

Accordo raggiunto col giocatore, che ha vestito, dopo i saluti a tredici anni con la sua prima società U.S. Tor di Quinto, le maglie di Lecce (nelle giovanili due scudetti baby e tre anni con compagno di squadra Giuseppe Negro), Chievo Verona, Alghero, Trapani, Siracusa, Ragusa, Montevarchi, Monterotondo, La Palma di Alghero ed appunto Fortitudo Fabriano.

 

f.r.

Blogger condannato per stampa clandestina - Nicola D'Angelo

La prima sezione penale della Corte d'Appello di Catania ha condannato il giornalista e blogger siciliano Carlo Ruta per stampa clandestina. Lo scorso 2 maggio (ma la notizia è trapelata solo recentemente), lo storico e saggista di Ragusa si è visto confermare la sentenza in primo grado pronunciata nel 2008 dal Tribunale di Modica quando l'allora procuratore della Repubblica di Ragusa, Agostino Fera aveva denunciato le attività del blog Accadeinsicilia per aver affrontato delicate vicende di politica e corruzione mafiosa. Sono passati ormai trent'anni dall'ultima condanna di questo tipo basata sul reato di stampa clandestina, previsto dall'art. 16 della legge n. 47 dell'8 febbraio 1948 (meglio nota come legge sulla stampa). La federazione FEMI ha raccolto il punto di vista del commissario AgCom, Nicola D'Angelo sull'argomento.
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