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Notte rosa per rilanciare lo shopping

nottebiancaIn centro la Pro loco lavora da tempo all’organizzazione della Notte rosa in programma sabato 2 luglio. Negozi aperti fino a tarda sera per rilanciare lo shopping in occasione dell’apertura della stagione dei saldi.

Il tutto condito da eventi, spettacoli e iniziative per rilanciare il centro e attrarre così gente dalla Vallesina e dall’intero territorio provinciale. A giorni l’amministrazione comunale farà conoscere nei dettagli il cartellone delle manifestazioni estive. Tante le iniziative in programma come il tradizionale saggio di fine anno degli allievi della scuola musicale Pergolesi con i Nomadi come ospiti d’eccezione. C’è la festa la festa della musica mentre il cinema all’aperto torna all’Appannaggio. Intanto, è partita la lunga stagione dei tornei sportivi. In corso di svolgimento il tradizionale torneo di calcio a 5 presso il campo all’aperto adiacente la chiesa di Borgo Minonna, al via anche quello del Club presso la parrocchia di San Francesco. Al San Massimiliano Kolbe tocca al calciotto, nella festa in scena presso gli impianti sportivi di via Martin Luther King, presso il liceo scientifico, c’è spazio pure per il beach tennis. Da oggi al San Sebastiano, al via il memorial benefico intitolato al giovanissimo e compianto Riccardo Giuliani e da tre edizioni organizzato con successo di pubblico.

(Fonte: Corrirereadriatico.it)

Smantellata rete di spaccio: dieci persone in manette

poliziacocainaLotta allo spaccio. Dieci persone arrestate (sette in carcere e tre ai domiciliari) per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti nel periodo compreso dal 2008 al marzo 2011. Il blitz svolto alle prime luci dell' alba da 30 uomini della squadra mobile della Questura di Forlì-Cesena e del commissariato di Cesena, con l'aiuto di unita' cinofile antidroga, a seguito di una complessa indagine avviata nell'estate del 2010, ha portato allo smantellamento di una rete di spaccio di droga attiva a Forlì e nel comprensorio cesenate.
La banda di malviventi, costituita in maggiornaza da albanesi, alcune di questi anche clandestine, si estendeva anche in Veneto e nelle Marche. Alcuni degli arresti, infatti, sono stati eseguiti a Senigallia (Ancona) e a Treviso. Lo stesso filone d'indagine tempo fa aveva portato all'arresto in flagranza di reato di sedici persone ed al deferimento di altre diciasette, sempre per spaccio e detenzione di droga, oltre al sequestro di oltre un chilo di cocaina, 12mila euro in contanti, tre auto utilizzate dall'organizzazione al sequestro di una pistola.

(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

Referendum, i "Si`" oltre il 95% risultato storico, "Una vittoria di tutti"

referendum_vittoria Salva Il Viminale certifica: ai referendum popolari del 12 e 13 giugno ha votato il 57% degli aventi diritto. Dato che scende al 54,8% considerando i votanti all'estero. Il successo dei "Sì" tocca il 95%, un successo travolgente, sperato e ricercato, già percepito più vicino da ieri sera, ma sorprendente anche nel momento della rivelazione. E l'entusiasmo esplode ovunque, nelle piazze e su internet, dai comitati promotori e dagli elettori, per i risultati e anche per il "vento nuovo" di partecipazione. Quelle che arrivano dal ministero dell'Interno sono percentuali di rilevanza assoluta 1, con il quorum raggiunto e superato per la prima volta dal 1995.
Quorum per tutti i quesiti. Tutti e quattro i quesiti referendari hanno raggiunto il quorum. Secondo il dato definitivo diffuso dal Viminale, al totale dei seggi scrutinati negli 8.092 Comuni italiani, l'affluenza alle urne è stata circa del 57%. Il quesito che ha incontrato maggior partecipazione è il secondo, quello sulla "determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito abrogazione
parziale di norma", per cui ha votato il 57,03% degli elettori. Dato sceso al 54,8% considerando i voti degli italiani all'estero.
Il primo quesito, "modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica - abrogazione" ha registrato un'affluenza del 57,02% (54,8% sul totale). Il terzo, "abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio di energia elettrica nucleare" arriva al 56,99% (54,8%) e il quarto, "abrogazione di norme in materia di legittimo impedimento del presidente del Consiglio e dei ministri a comparire in udienza penale" totalizza un'affluenza del 56,98% (54,8%). Numeri che fanno dichiarare al Premier: "Il governo e il Parlamento hanno  il dovere di accogliere pienamente il responso dei quattro referendum", ma fino al giorno prima del voto, il presidente del Consiglio aveva definito "inutili" le consultazioni.
In più, con un calcolo sui risultati ipotetici, è possibile stabilire che si è pronunciata per il "sì" la maggioranza assoluta di tutti gli aventi diritto al voto, cioè la maggioranza di tutti gli italiani in età di voto. Ovvero, anche se  fossero andati tutti a votare, con affluenza ipotetica del 100%, e quel 34% che in realtà non ha votato avesse invece votato "no", il "sì" avrebbe vinto con circa il 52%.
Festeggiamenti per il "Sì". Musica, bandiere colorate, brindisi e abbracci tra i sostenitori dei "sì", in tutte le città d'Italia. A Roma, piazza della Bocca della verità è gremita 4. E tra slogan come "Berlusconi colpito al Quorum" e "Sì sì sì sì, legittimo godimento", le piazze della festa si riempiono. "Da questo palco il nostro grido coinvolge tutte le piazze d'Italia: vittoria!", e alla Bocca della verità sventolano tantissime bandiere, dei comitati dell'acqua pubblica, quelle contro il nucleare ma anche dei partiti, nonostante gli organizzatori a più riprese invitino i militanti del partito "a tenere basse le bandiere, perchè questa è una festa di tutti". Attorno al palco allestito per l'occasione si canta e si balla e l'allegria è percepibile tra la gente. "Oggi è una giornata di festa per tutti. Sono qui con i miei figli ed era da anni che non mi sentivo così viva e partecipe delle futuro del mio Paese", dice Clara, una giovane mamma. "Abbiamo partecipato alla riuscita di questo referendum con numerose iniziative dentro e fuori l'università", dice Marta, dei collettivi studenteschi della Sapienza. "E' una battaglia che ha riunito tutti e questa oggi, è una festa di tutti". Si aggiunge la soddisfazione degli ambientalisti, che parlano di "momento storico", per l'abbandono del nucleare in Italia.
Mappa del voto. Il quesito più votato in tutta Italia è il secondo, con il 57,03 degli elettori, il meno votato è il legittimo impedimento, con il 56,98. Uno scarto minimo, che comprende anche le differenze con gli altri quesiti, con scarti nell'ordine dei decimali con il più votato.
Regioni. La regione che in assoluto ha portato più elettori alle urne è il Trentino Alto Adige, con 64,61% degli aventi diritto che hanno votato per il quesito numero 2, mentre il record negativo di elettori tocca alla Calabria, con il 50,33% sul quesito numero quattro.
Province. Con il terzo quesito, quello sul nucleare, la percentuale più alta di votanti è a Reggio Emilia, con il 68,47% degli elettori. A Crotone invece il numero più basso, con il 45,07 sul quesito numero quattro.
Capoluoghi. Il dato più alto è quello di Livorno, in cui ha votato il 68,33% degli aventi diritto, quesito più votato il numero 3. In fondo alla classifica c'è Catania, con le urne che registrano il 43,22% su tutti e quattro i quesiti.
Altri Comuni. Nelle località siciliane dove oltre al voto del referendum si svolgevano i ballottaggi 5 del voto amministrativo, i dati sono significativamente a favore del referendum, con scarti che raggiungono una forbice anche del dieci e venti per cento di elettori in più per le consultazioni.
Così, nel comune in cima alla classifica, Capo D'Orlando, ha votato l'80,62% ai referendum e il 70,51% per il ballottaggio, a Favara si registra il 73,37% ai referendum contro il 57,06 alle amministrative.
Domenica e lunedì. La seconda giornata di voto inizia con l'apertura delle urne dalle 7, dopo la chiusura alle 22 di ieri sera con una percentuale di votanti storica, oltre il 41%.  Una partecipazione popolare più ampia di ogni previsione. E alla chiusura dei seggi alle 15 di oggi, arrivano le prime certezze: il quorum c'è, e non solo: La fatidica soglia dei 50+1 appare abbondantemente superata, con cifre che riportano la memoria ai numeri di referendum storici per il Paese.
La giornata ha registrato momenti polemici ad urne ancora aperte, quando in mattinata il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha annunciato il raggiungimento del quorum. Una scorrettezza grave secondo l'opposizione e i comitati promotori, leggibile come un invito a non andare a votare. Anche Berlusconi ha parlato in mattinata, dichiarando che con questi risultati, "L'Italia deve dire addio al nucleare".

(Fonte: Repubblica.it)

Referendum, centrato il quorum, Affluenza al 57%

quorumI quattro referendum abrogativi per i quali hanno votato ieri ed oggi gli italiani sono validi. E' stato, infatti, raggiunto, per tutti i quesiti, il quorum richiesto, ossia un numero di votanti pari al 50% più uno degli elettori. L'affluenza alle urne in Italia, intorno al 57%, ha reso ininfluente il numero dei votanti all'estero.
BERLUSCONI, VOLONTA' NETTA DA ACCOGLIERE - "L'alta affluenza nei referendum dimostra una volontà di partecipazione dei cittadini alle decisioni sul nostro futuro che non può essere ignorata. Anche a quanti ritengono che il referendum non sia lo strumento più idoneo per affrontare questioni complesse, appare chiaro che la volontà degli italiani è netta su tutti i temi della consultazione". Lo afferma in una nota il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi aggiungendo che "il Governo e il Parlamento hanno ora il dovere di accogliere pienamente il responso dei quattro referendum".
CALDEROLI, STUFI DI PRENDER SBERLE - "Alle Amministrative due settimane fa abbiamo preso la prima sberla, ora con il referendum è arrivata la seconda sberla e non vorrei che quella di prendere sberle diventasse un'abitudine... Per questo domenica andremo a Pontida per dire quello che Berlusconi dovrà portare in Aula il 22 giugno , visto che vorremmo evitare che, in quanto a sberle, si concretizzi il proverbio per cui non c'é il due senza il tre...". Lo afferma il Ministro per la Semplificazione Normativa e Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord, Roberto Calderoli.
TERZO POLO, E'NO GRANDE COME CASA AL GOVERNO - "La grande partecipazione popolare ai Referendum dimostra la volontà degli italiani di tornare ad essere protagonisti: è ormai chiaro che la maggioranza e il governo sono totalmente sordi, incapaci di capire ciò che vogliono gli italiani". Lo scrivono in una dichiarazione comune Fini, Casini e Rutelli, al termine di un vertice del Terzo Polo. "Nel raggiungimento del quorum - sottolineano - è stato determinante il Terzo Polo, con la decisione di invitare tutti al voto al di là delle scelte di merito che consapevolmente rivendichiamo. Il SÞ ai referendum è un NO grande come una casa a questo governo. E' tempo che Berlusconi ne prenda atto. Minimizzare, come ha fatto dopo le amministrative, sarebbe irresponsabile e dannoso per gli interessi nazionali".
MARONI, PROIEZIONI DICONO CI SARA' QUORUM - ''Io ho solo il dato di ieri sera, non ci saranno altre rilevazioni della partecipazione fino alle 15, quando si chiudono i seggi. Pero' la proiezione fatta dagli esperti del ministero dell'Interno rispetto al dato di ieri fa pensare che si raggiungera' il quorum per tutti e quattro i referendum, anche senza considerare il voto degli italiani all'estero''. Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, interpellato al termine di una visita privata al sindaco di Varese, Attilio Fontana.
BERLUSCONI, DOVREMO DIRE ADDIO A CENTRALI NUCLEARI - "L'Italia probabilmente a seguito di una decisione che il popolo italiano sta prendendo in queste ore, dovrà dire addio alla questione delle centrali nucleari e quindi dovremo impegnarci fortemente sul settore delle energie rinnovabili". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso della conferenza stampa a Villa Madama con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu.
BONELLI, ANNUNCIO MARONI E' FUORI LUOGO - "L'Annuncio del ministro Maroni è fuori luogo: a questo punto il Viminale renda noti i dati ufficiali delle 12.00. I cittadini in queste ultime ore devono essere ancora più motivati e continuare ad andare a votare. Non vogliamo che in queste ore ci sia alcun tentativo di demotivazione. Invitiamo quindi tutti i cittadini ad andare a votare ed essere protagonisti di questo grande cambiamento per il Paese". Lo dichiara il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli.
SACCONI, TENERE CONTO DECISIONI ELETTORI - "Bisognerà tenere conto delle decisioni che l'elettorato ha espresso in queste ore". Lo ha detto il ministro del Welfare Roberto Sacconi nel corso di un lungo e articolato intervento all'assemblea di Assolombarda riferendosi all'esito del referendum.
PD, NO A DICHIARAZIONI AMBIGUE A URNE APERTE - "Il rispetto delle regole e delle istituzioni non è certo il forte del Governo e dei rappresentanti della maggioranza. Ce ne eravamo resi conto da tempo ma oggi non possiamo non sottolineare che, nel rispetto dell'istituto referendario e dei cittadini ancora in fila ai seggi per votare, sarebbe opportuno astenersi da dichiarazioni ambigue per finalità ". Lo afferma in una nota Nico Stumpo, responsabile organizzazione del Partito Democratico.

(Fonte: Ansa.it)

Gli hacker di Anonymous oscurano il sito della polizia spagnola dopo l’arresto di tre attivisti

vforvendetta“Querida policia, Espérennos”, ossia “Cara polizia, aspettaci”. Il messaggio pubblicato sabato su twitter è stato ben più che un avvertimento.

L’organizzazione di hackers Anonymous ha lanciato un avviso chiaro agli investigatori che il giorno prima hanno sbandierato la cattura della loro “cupola”. Che secondo gli inquirenti sarebbe a capo del gruppo di attivisti in lotta sul web per la libertà di espressione.I tre arrestati di Barcellona, Almería e Alicante sarebbero secondo inquirenti gli amministratori delle chats di Anonymous in Spagna. “Ridicolo” per gli hackers sentire parlare di vertici: “Siamo – assicurano in un comunicato dai toni duri – un movimento orizzontale, senza leader. Non avete arrestato nessuna cupola, perché da noi non esiste”.La reazione non si è fatta attendere: da sabato notte a domenica mattina, il sito web della polizia nazionale spagnola è stato preso di mira e di fatto bloccato. Una vendetta di nome e di fatto, considerato che gli attivisti usano come logo la maschera di “V per Vendetta” dell’autore per fumetti britannico Alan Moore. Gli arresti hanno scatenato anche migliaia di commenti sulla Rete. Moltissime voci si sono alzate in difesa dell’organizzazione di hackers che lotta per trasparenza e libertà di opinione attraverso attacchi ai siti web di banche, grandi società e governi.La polizia spagnola sostiene che i tre arrestati erano sul punto di pubblicare “informazioni private di politici e agenti di polizia” nei forum vicini all’Eta. Il collettivo respinge le accuse: “Non esiste nessun legame con gruppi terroristici, non appoggiamo il terrorismo e qualsiasi forma di violenza”. Nel comunicato si ribadisce la filosofia della protesta pacifica contro gli abusi di potere, censura e corruzione. Per questo dicono gli Anonymous “siamo vicini al movimento 15-M delle piazze spagnole”.Gli attivisti sono accusati per un reato da poco introdotto nel Codice penale, l’articolo 264 sull’“interruzione del sistema informatico”. Secondo gli inquirenti spagnoli i tre arrestati avevano coordinato già diversi attacchi ai siti della Giunta Elettorale Centrale, della polizia catalana dei Mossos d’Esquadra e dei sindacati Ugt. Le azioni sarebbero state anche contro siti internazionali, mandando in tilt le pagine web del governi di Libia ed Egitto e dell’italiana Enel. Gli hackers spagnoli sono stati rimessi subito in libertà, ma li attende il processo. Rischiano da 6 mesi a 3 anni di carcere.Gli Anonymous non sono nuovi ad azioni su Internet: di solito il sito obiettivo dell’attacco viene invaso con richieste di informazioni fino a che il server collassa. Oltre a sostenere le rivolte arabe, gli Anonymous hanno fatto irruzioni lo scorso anno per difendere Wikileaks: la rappresaglia degli hackers è scattata contro Amazon, Paypal, MasterCard, Visa e la banca svizzera PostFinance, che avevano sospeso la collaborazione con il sito di Assange per allinearsi con Washington. L’ultima azione in ordine di tempo conosciuta dei “pirati del web” è stata, lo scorso aprile, l’offensiva contro i siti della Sony. Un attacco che ha costretto la società a interrompere il servizio della pagina della Playstation. Il danno, lamenta la Sony, è stato di 120 milioni di euro.

(Fonte: Ilfattoquotidiano.it)

Sarkozy e la danza della pioggia nucleare

nucleare-franceseIn Francia non piove. E' la peggiore siccità degli ultimi trent'anni. I mesi di marzo e di maggio sono stati i più caldi dell'ultimo secolo. L'acqua è razionata in 60 dipartimenti francesi. Il fenomeno non riguarda solo la Francia, ma la maggior parte dell'Europa del centro nord. Il livello del Danubio è il più basso registrato a memoria d'uomo e il fiume in alcuni tratti non è navigabile. In Francia, che ha circa mezzo milione di fattorie sul suo territorio, comincia a scarseggiare il fieno per il bestiame e sono a rischio le coltivazioni di grano, il cui prezzo è aumentato di colpo nelle borse mondiali.
L'energia va a acqua e i fiumi sono in secca. I 58 reattori nucleari francesi sono raffreddati dall'acqua, 44 sono costruiti per questo nelle vicinanze dei fiumi, gli altri 14 di fronte al mare. Il ministro dell'industria francese, Besson, ha rassicurato la popolazione "Per il momento non ci sono rischi". Quindi, se non piove nei prossimi mesi, il rischio c'è! Quali sono le conseguenze di una centrale in ebollizione? E' paradossale che Fukushima sia stata causata da uno tsunami, da un eccesso di acqua, e un disastro in Francia possa derivare dalla mancanza d'acqua. Sempre l'acqua. Per la carenza di piogge l'energia generata dalle centrali idroelettriche francesi è diminuita del 30%. Quest'estate i nostri cugini d'oltralpe potrebbero trovarsi di fronte a un black out nucleare e alla necessità di importare energia dagli altri Paesi europei. La Francia importa dal 2004 energia dalla Germania che ha deciso di chiudere i suoi reattori dopo la catastrofe giapponese e nel prossimo futuro non potrà esportare energia. Come riportato dal sito "Observatoire du nucléaire", il parco nucleare francese è un colosso dai piedi di argilla. In Italia la potenza installata è di "circa 105 GW, contro un picco massimo di richiesta ad oggi di 56 GW. I 15-20 GW di potenza installata di fonti rinnovabili vengono usati di rado, e diverse centrali a gas operano a metà regime". Esportare energia italiana in Francia non ha prezzo. Per tutto il resto c'è Sarkozy.(Fonte: Beppegrillo.it)

Biciclette elettriche in arrivo

biciginaBiciclette elettriche pubbliche anche a Jesi da luglio, in virtù di un progetto cofinanziato con risorse regionali e ministeriali grazie a due distinti bandi, per complessivi 100 mila euro, scovati e vinti ancora una volta dall’assessore allo Sviluppo sostenibile Daniele Olivi.

Saranno una ventina le bici, dislocate in quattro distinte zone della città con utilizzo accessibile a chiunque si registrerà in Comune.
Funzioneranno infatti con apposite tessere elettroniche che saranno consegnate ai richiedenti, collegate ad un sistema informatico che segnalerà in tempo reale prelievi e riconsegne. I ciclo-posteggi sono stati individuati alla stazione ferroviaria, in piazza Pergolesi, ai giardini pubblici di viale Cavallotti e all’Oasi di Ripa Bianca. L’energia per alimentare le biciclette elettriche sarà garantita da un impianto fotovoltaico a copertura del ciclo-posteggio della stazione, così da garantire un servizio a zero impatto ambientale. Ogni cittadino, munito della tessera elettronica, avrà modo di prelevare la bicicletta da uno dei quattro posteggi, dotati di struttura di aggancio e blocco-sblocco regolati proprio dalla tessera in dotazione e raggiungere il luogo che desidera avendo poi cura di ricollocarla nel medesimo o in un altro posteggio. La tessera consentirà la registrazione anagrafica e permetterà di verificarne il corretto utilizzo da parte dell’utenza. La dislocazione dei ciclo-posteggi sono stati studiati sia per favorire la mobilità dei pendolari (chi viene in treno da Ancona o dalla Vallesina e deve raggiungere il centro o viceversa), sia per incentivare l’utilizzo di mezzi alternativi da parte degli jesini che avranno modo di avere a disposizione le biciclette elettriche in due punti centrali della città, come piazza Pergolesi ed i giardini, oltre che in una zona a forte valenza ambientale come l’Oasi, partner del progetto. L’iniziativa si inquadra nell’ambito degli interventi di mobilità alternativa promossi dall’assessore Olivi che da un anno registra anche il car pooling con il portale jesi.viaggiereinsieme.it. Qui si incrociano le domande di mobilità al fine di condividere tra più utenti l’utilizzo di un’unica auto. Novecento gli utenti registrati e 130 i viaggi condivisi.

(Fonte: Corrirereadriatico.it)

Coro di no ai tralicci di Terna in Vallesina

energia-elettrica-tralicciE’ un corso ai tralicci di Terna in Vallesina. In tanti hanno partecipato nei giorni ai lavori della riunione della competente commissione per un confronto sul maxi elettrodotto da Teramo a Fano lungo un tracciato che non risparmia la Vallesina e le zone di Mazzangrugno e Coppetella a Jesi.

Proprio nelle frazioni sono sorti due comitati fino alla raccolta di centinaia di firme contro il progetto. Alla riunione della commissione organizzata dal presidente Andrea Binci c’erano David Piccinini della Regione, Roberto Renzi e Massimo Orciani della Provincia, Mirti Lombardi dell’Arpam di Ancona, Andrea Crocioni e Simone Messersì del settore Urbanistica del Comune di Jesi.
All’incontro hanno partecipato anche gli assessori Daniele Olivi, Simona Romagnoli e Gilberto Maiolatesi, oltre al presidente della terza circoscrizione, Giuseppe Di Lucchio. Non c’era nessuno della Terna. L’ingegner Ferreli ha assicurato la partecipazione della società alla prosecuzione dei lavori previsti per mercoledì prossimo. La costruzione della nuova linea elettrica nasce dal fatto che la Regione Marche è carente dal punto di vista della disponibilità di energia elettrica e di conseguenza oltre che aumentare la capacità produttiva ha la necessità di rafforzare la rete elettrica di trasmissione, considerando che la linea attuale, che sarà per buona parte smaltellata, è ormai obsoleta. Il Comune ha stabilito che se sarà obbligato a far passare il nuovo elettrodotto sul proprio territorio, questo dovrà essere interrato. Di quei la fase di concertazione con la società Terna. Perplessità sono state espresse dall’ingegnere Crocioni del Comune di Jesi, in quanto il passaggio del nuovo elettrodotto - specie in zona Coppetella - riguarderebbe un’area in cui sono presenti l’Interporto, la Turbogas ed il futuro scalo merci ferroviario.

(Fonte: Corriereadriatico.it)

Crocifisso ai seggi e lui non vota "E' un condizionamento psicologico"

crocefisso-scuolaSingolare astensione dal voto in una sede elettorale di Falconara Marittima. Un elettore si è rifiutato di  entrare nella cabina elettorale, pur essendo arrivato lì appositamente per votare, perché su una parete c'era un crocifisso. ‘’Non si tratta di astensione - spiega Fiorenzo Nacciariti, che ha fatto verbalizzare la protesta - ma di un fatto conseguente alla mancata garanzia di condizioni di voto accettabili da parte mia’’.
Già in passato l'uomo aveva inviato comunicazioni, diffide e raccomandate al Prefetto, al Ministero dell’Interno e al presidente della Repubblica, ma stavolta non ha accettato neppure la rimozione temporanea ‘’o l’assenza occasionale’’ del simbolo: ‘’non si tratta di un fatto personale relativo alla discriminazione religiosa (o culturale) da me percepita, ma anche e principalmente del rispetto del Supremo Principio della laicita’ dello Stato’’.
Per lui (che chiede la rimozione preventiva e permanente del crocifisso dalle sale delle votazioni o in subordine l’esposizione anche del simbolo dell’Unione Atei Agnostici Razionalisti), c’e’ anche ‘’il condizionamento psicologico del voto per mezzo di simboli subliminali di parte’’.

(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

Referendum, il quorum

referendumObiettivo: superare il quorum. E le urne chiudono al primo giorno a un soffio dall’obiettivo. Tutti i quattro questiti alle 22 superano il 41% dei 47,1 milioni di italiani aventi diritto. Il dato non tiene conto dei 3,3 milioni di italiani residenti all’estero. Per il quesito numero uno (servizi pubblici locali) ha votato il 41,14%; per il quesito numero due (tariffa servizio idrico) il 41,14%; per il quesito numero tre (nucleare) il 41,11%; per il quesito numero quattro (legittimo impedimento) il 41,10%. Il quorum e’ vicino. Nel 2003 per i referendum alle 22 votò il 17,5% ed il dato finale in Italia fu del 25,9%. Nel 2005 alle 22 votò il 18,7% ed il dato finale in Italia fu del 26%. Nel 2006 alle 22 voto’ il 35% ed il dato finale in Italia fu del 53,8%. Nel 2009 alle 22 votò il 16,7% e il dato finale in Italia fu del 24,2%. Se, per ipotesi, nessun italiano all’estero avesse votato, il quorum sarebbe raggiunto con un’affluenza in Italia del 53,5%. Le urne per i referendum 2011 sono chiuse dalle ore 22.
Hanno riaperto oggi (ultimo giorno disponibile) dalle ore 7 alle 15. Il ministero dell’Interno ricorda che gli elettori residenti in Italia, per poter esercitare il diritto di voto presso gli uffici di sezione nelle cui liste risultano iscritti, dovranno esibire un documento di riconoscimento e la tessera elettorale personale. Chi avesse smarrito la propria tessera elettorale personale, potrà chiederne un duplicato agli uffici comunali anche domani per tutta la durata delle operazioni di voto.
Prosegue dunque il trend positivo. E come riporta il sito del Viminale, il dato rimane particolarmente significativo. Perché? Dalle serie storiche ripescate in archivio dalla Direzione centrale dei servizi elettorali del Viminale emergono due costanti: dal 1974, il quorum alle 15 del lunedì è scattato solo quando l’affluenza dei votanti aveva superato il 10% alle 12 della domenica (con tre eccezioni nell’87, nel ’91 e nel ’93) e aveva scavallato la soglia di sicurezza del 45% la domenica sera. Il quorum dunque è possibile, almeno stando ai calcoli degli esperti di statistica.
Sul sito del Viminale è possibile anche rivedere i dati di affluenza di tutti i passati referendum popolari dal 1974 al 1993 nonché i risultati complessivi di tutte le consultazioni dal 1946.

(Fonte: Ilfattoquotidiano.it)

Calcio scommesse, il Gip non firma Pirani resta ancora in carcere

piraniIl gip di Cremona Guido Salvini ha scarcerato alcune delle persone arrestate nell’ambito della vicenda delle partite truccate.

Per Giancarlo Parlato, Francesco Giannone e Giorgio Buffone, che si trovavano in carcere, sono stati disposti gli arresti domiciliari.
Per il commercialista Manlio Bruni l’obbligo di firma, mentre per Mauro Bressan è stata revocata ogni tipo di custodia cautelare ed è di conseguenza libero. Il gip deciderà domani sulla richiesta di scarcerazione di Massimo Erodiani e Marco Pirani.

(Fonte: Corriereadriatico.it)

In un anno seicento disoccupati in pio`

disoccupazione-1Seicento disoccupati in più in un anno. La crisi infinita brucia ancora tanti posti di lavoro con le assunzioni che registrano un autentico crollo.

E’ impietosa la fotografia scattata dal Centro per l’impiego di viale del Lavoro sulla situazione occupazionale a Jesi e in Vallesina. La congiuntura economica negativa penalizza in particolare le donne, mentre le aziende continuano a far ricorso a contratti atipici piuttosto che assumere a tempo determinato o senza scadenza. Fotografa una situazione ancora incerta e resa difficile dalla congiuntura economica negativa il rapporto consuntivo del 2010 redatto dal Ciof diretto da Moreno Menotti per conto della Provincia.
Proprio negli sportelli di viale del Lavoro in tanti si mettono in fila per cercare un posto di lavoro, ma spesso le offerte di lavoro settimanali risultano vuote. Aumenta il numero dei disoccupati. Gli iscritti alle liste di disoccupazione sono stati 8806 nel 2010 con un incremento del 7 per cento rispetto al 2009: dato di gran lunga inferiore a confronto del 17,2% in più del 2009 e del 21,9% in più del 2008. Ad essere colpite maggiormente sono in particolare le donne (430 unità in più). Gli iscritti alle liste di mobilità che passano dagli 897 nel 2009 ai 963 nel 2010 (7,4 per cento in più). Cresce del 7 per cento il numero degli avviamenti al lavoro: 18090 rispetto ai 16886 del 2009, anche se continua a destare preoccupazione la diminuzione dei contratti a tempo e a quelli indeterminati.
Il tutto si traduce in un aumento dei contratti di somministrazione (28% in più ) e intermittenti (crescita del 41%), sintomo di una timida, ma ancora fragile ripresa economica. Stabili risultano i contratti di apprendistato (895 nel 2010), così come le risoluzioni dei rapporti di lavoro (17910 nel 2010 contro le 17635 del 2009). Cessa il ricorso alla cassa integrazione ma solo perchè le aziende hanno esaurito le ore a disposizione. “Ecco il ricorso alla cassa integrazione straordinaria - è l’analisi di Domenico Sarti, segretario della Cgil cittadina - e l’aumento dei lavoratori collocati in mobilità”.
La crisi non concede pause, a sentire Sarti dal suo osservatorio speciale, e colpisce tutti i settori dalla meccanica al terziario, all’agricoltura. “Aumentano i contratti atipici - incalza Sarti - e anche questo è un fenomeno preoccupante. Siamo convinti che una eventuale ripresa non servirà a creare occupazione poichè le commesse saranno evase con il personale a disposizione. Si prospettano tempi difficili tenuto conto del disagio sociale legato all’impennata degli sfratti e all’aumento delle insolvenze. A pagare il costo della crisi sono le donne e gli immigrati”.
Funziona il progetto anti-crisi messo in campo dal Ciof per erogare servizi ai lavoratori in cassa integrazione straordinaria o in mobilità in deroga attraverso l’impiego delle risorse del fondo sociale europeo, che quest’anno ha coinvolto 855 lavoratori di 210 aziende. Assunti 88 lavoratori (33 in più rispetto al 2009). Un dato incoraggiante, che dimostra come nonostante le difficoltà (sono passate da 14 a 17 le aziende che hanno dichiarato lo stato di crisi), resistono i vincoli di solidarietà e sensibilità alla base della coesione sociale.

(Fonte: Corriereadriatico.it)

Confcommercio boccia i megastore all’ex Sadam

sadamE’ lunedì il vertice deciso in Regione sul piano di riconversione dell’ex zuccherificio che da tempo tiene sotto scacco 136 famiglie.

Ma il progetto della Gruppo Maccaferri che prevede insediamenti commerciali e industriali nell’area di via della Barchetta è bocciato pure dalla Confcommercio dopo aver sollevato dubbi e perplessità in consiglio comunale, specie tra le forze di opposizione.
La Confcommercio provinciale torna a ribadire la propria contrarietà al progetto commerciale, con previsione di ampissimi spazi “con questa destinazione d’uso, che dovrebbe coinvolgere l’area dell’ex Sadam alle porte di Jesi”. La posizione della Confcommercio viene ribadita con forza anche in vista del vertice in Regione, tra le parti, che si terrà lunedì a Palazzo Raffaello. La Confcommercio di Ancona cercherà in tutti i modi, così come ha fatto sinora, di fare pressione affinchè nel prossimo tavolo si valutino attentamente le intenzioni sin qui emerse sul piano di riconversione di un'area strategica che, “se trasformata in una grande area commerciale, andrebbe ad impattare molto negativamente, e drammaticamente, sulle realtà commerciali al dettaglio, e non solo, della Vallesina, delle aree circostanti e sull'area commerciale naturale del centro storico di Jesi”. La morsa della crisi sta già attanagliando il piccolo commercio locale ed una previsione a forte vocazione commerciale dell'ex Sadam: “Le cifre di cui si parla sono mostruose se si pensa ai 7.500 metri quadrati di commerciale iniziale cui potrebbero aggiungersi altri 30 mila metri quadrati sempre di commerciale, sarebbe una mazzata mortale per tutto il commercio delle aree circostanti. I dati emersi dall’Osservatorio regionale del commercio, cui la Confcommercio ha dato un contributo decisivo così come allo stop temporaneo all’apertura delle grandi strutture, parlano chiaro e non lasciano margine ad altre operazioni di apertura nel nostro territorio di medie o grandi strutture commerciali. La situazione è già satura, ulteriori previsioni di strutture commerciali importanti rischiano di creare un effetto distruttivo nei confronti del precario equilibrio commerciale”.

(Fonte: Corriereadriatico.it)

Marche, i contributi vanno 'in porto'

viventiLa Regione Marche ha assegnato 2 milioni e 177 mila euro ai cinque porti di rilievo regionale Fano, Senigallia, Numana, Civitanova Marche, Porto San Giorgio. I fondi sono destinati a garantire l’operatività degli scali, attraverso la manutenzione delle opere portuali e l’escavazione dei fondali.
Le risorse sono relative all’annualità 2011 e provengono dal bilancio regionale. La ripartizione assegna a Fano 776 mila euro, a Senigallia 514 mila euro, a Numana 236 mila euro, a Civitanova Marche 605 mila euro, a Porto San Giorgio 46 mila euro.
“La Regione intende favorire la fruibilità degli scali di competenza regionale e agevolare la realizzazione degli interventi da parte dei Comuni – sottolinea l’assessore ai Porti, Luigi Viventi – I numerosi problemi di gestione di questi impianti trovano una Regione attenta alle istanze locali per consentire a tali infrastrutture di rispondere al meglio alle esigenze delle comunità e renderle pienamente integrate con le attività economiche che vi ruotano attorno”.
Le risorse regionali finanzieranno, sulla base delle diverse esigenze segnalate dai Comune, a seconda dei problemi localmente esistenti, gli interventi di manutenzione classificati come “obbligatori”: impianti di illuminazione, pulizia delle aree, recupero della funzionalità delle opere portuali, escavazione di fondali con recupero del materiale o smaltimento.

(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

Dal processo breve al legittimo impedimento storia di una legge ad personam

processo_breveIn principio fu il “processo breve”, stravagante disegno di legge proposto da Maurizio Gasparri che potrebbe stroncare migliaia di processi in corso: tutti quelli che non arrivano a sentenza definitiva sei anni dopo la richiesta di rinvio a giudizio, eccetto i dibattimenti per alcuni reati gravi, decisi preventivamente da Gasparri medesimo.

Il processo breve ha suscitato polemiche di fuoco e, tra emendamenti e correzioni varie, giace tuttora in Parlamento dopo essere stato approvato al Senato il 20 gennaio di quest’anno e, con modifiche, alla Camera il 13 aprile, tra le proteste delle vittime di importanti casi giudiziari, come il rogo della Thyssen o il crac Parmalat.
Ma, come spesso è accaduto nella decennale storia delle leggi ad personam in favore di Silvio Berlusconi, il fantasma del processo breve ha aperto la strada a una proposta alternativa meno devastante, portata avanti in parallelo dalla maggioranza di centrodestra: il “legittimo impedimento”, la norma sottoposta a uno dei referendum del 12 e 13 giugno, che avrebbe permesso di salvare il presidente del Consiglio dai suoi processi senza affossarne altri.
Non è un caso che il relativo disegno di legge sia stato presentato dall’ex parlamentare di opposizione, l’Udc Michele Vietti, attuale vicepresidente del Csm, proprio con l’ottica della “riduzione del danno”, come spiega Marco Travaglio nella dettagliatissima ricostruzione contenuta in Ad personam (edizioni Chiarelettere, 2011).
Il legittimo impedimento esiste già nel codice di procedura penale, e vale per tutti i cittadini. Se per esempio un imputato è immobilizzato a letto da una grave malattia, il giudice ne prende atto e rinvia l’udienza del processo. Allora perché “ad personam”? Perché a norma presentata da Vietti riguardava soltanto “le prerogative del presidente del Consiglio”: i suoi impegni di governo, in pratica, avrebbero costituito automaticamente un “legittimo impedimento” a presentarsi in aula.
L’intento di preservare Berlusconi dai processi in corso (tra cui il temuto caso Mills) è dichiarato esplicitamente dal leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini e messo nero su bianco nel decreto Vietti, un provvedimento transitorio “nelle more della definitiva promulgazione” di una legge che regoli il rapporto della alte cariche dello Stato con la giustizia. In sostanza il cosiddetto Lodo Alfano, che avrebbe messo il premier al riparo da qualunque processo per tutta la permanenza in carica. Il Lodo era già stato bocciato dalla Corte costituzionale, ma il Pdl stava lavorando a una nuova formulazione.
Dopo un’altra girandola di discussioni ed emendamenti, il 2 febbraio 2010 il testo viene approvato alla Camera. La differenza fondamentale rispetto alla norma che vale per tutti è questa: il presidente del Consiglio stabilisce da sé se i suoi impegni istituzionali sono tali da far saltare l’udienza, mentre i normali cittadini possono soltanto presentare una richiesta al giudice, che si riserva di decidere. Il 10 marzo, con una celerità sorprendente e ben due voti di fiducia posti dalla maggioranza, il legittimo impedimento è approvato anche al Senato. Diventa legge il 7 aprile, con la firma del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Mentre parte la raccolte firme per il referendum contro la nuova legge, messa in moto dall’Italia dei Valori, si rivolge alla Corte costituzionale la Procura di Milano, titolare di tre processi contro Silvio Berlusconi (Mills, diritti Mediatrade e presunta frode fiscale Mediaset, mentre i caso Ruby in quel momento è di là da venire). Il 13 gennaio di quest’anno, la Corte definisce incostitituzionali alcune parti della norma sul legittimo impedimento, in particolare proprio quella che sottrae al giudice il potere di decidere, cioè il punto chiave che sta più a cuore a Berlusconi e ai suoi. I processi di Milano continuano, senza alcuna possibilità di “autocertificare” impegni irrinunciabili, tant’è che in diversi casi il presidente del Consiglio si presenta in aula.
Il referendum voluto dall’Idv viene comunque ritenuto ammissibile, con il quesito riformulato.
Il 12 e il 13 giugno, l’elettorato è chiamato a votare sì per abrogare la norma sul legittimo impedimento o no per conservarla. Una norma che è ancora in vigore, anche se depotenziata nei suoi effetti dalla decisione della Corte costituzionale. La sua bocciatura popolare eliminerebbe qualunque possibilità di utlizzarla, magari giocando su cavilli e interpretazioni, da parte dei legali del presidente del Consiglio. E, sottolineano i promotori, sarebbe un forte segnale politico contro di lui e contro la pratica delle leggi ad personam.

(Fonte: Ilfattoquotidiano.it)

"Ho lavorato una vita nel nucleare vi spiego perché votero` si` al referendum"

nucleare-fungoDopo essere stato allibito per l'incoscienza delle dichiarazioni di uno scienziato, il professor Battaglia (la pubblicazione di una sua opera scientifica con la prefazione di Silvio Berlusconi parla da sé), su un tema così importante per la sorte dell'umanità mi sento costretto ad intervenire avendo dedicato tutta la mia vita professionale alla ricerca e sviluppo del nucleare ed essendo stato per lungo tempo "abbastanza" a favore dell'energia nucleare.
Dopo una laurea in Radiochimica presso l'Università di Roma e successivo Corso di Perfezionamento in Fisica e Chimica Nucleare, ho lavorato presso i laboratori di ricerca del plutonio di Fontenay-aux-Roses (Francia) nelle ricerche e tecniche del plutonio per l'impianto di riprocessamento del combustibile nucleare di La Hague. Ritornato in Italia ho partecipato, nei laboratori di ricerca della Casaccia (CNEN, ora ENEA), alla messa a punto degli impianti di separazione del plutonio di Saluggia e successivamente allo studio dei siti nucleari in vista della costruzione di centrali di energia nucleare. Dal 1982 sono stato distaccato dal CNEN presso l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) di Vienna dove mi sono occupato prevalentemente di salvaguardie nucleari, in particolare per i reattori nucleari di potenza e di ricerca nel mondo. Per 22 anni ho avuto la possibilità di visitare ed ispezionare una sessantina di reattori in tre continenti, in particolare in Giappone ed in particolare proprio Fukushima.
Durante l'intera attività ero giunto alla conclusione che le precauzioni utilizzate negli impianti nucleari fossero tali da rendere praticamente impossibile un grosso incidente nucleare. Proprio  il Giappone si presentava ai miei occhi come il modello per eccellenza di organizzazione, di perfezione, di attenzione al più piccolo dettaglio: l'energia nucleare o doveva essere realizzata così o non doveva esistere. Ed invece... Three Miles Island, Chernobyl, Fukushima... tre catastrofi in meno di 30 anni.
Oggi sono completamente convinto che i rischi dell'energia nucleari siano tali da consigliarne l'utilizzo solo se non ci fossero sulla Terra altre fonti di energia o dopo una guerra nucleare. Voterò quindi SI al referendum per le seguenti ragioni:
a) la progettazione di una centrale nucleare avviene sulla base di dati statistici puri, cioè su una probabilità estremamente bassa di un grosso incidente, anziché basarsi sul fatto che un incidente anche imprevedibile possa avvenire (per esempio: chi avrebbe mai potuto calcolare statisticamente che otto montanari dell'Afghanistan si potessero impadronire contemporaneamente di quattro jet di linea facendoli convergere sulle Torri di New York, sul Pentagono e sulla Casa Bianca? Chi potrebbe calcolare statisticamente la possibilità dell'impatto di un meteorite?) e quindi progettando nello stesso tempo le soluzioni e le difese: naturalmente questo però aumenterebbe enormemente i costi ed allora bisogna ricordarsi che l'energia nucleare è un'industria come tutte le altre, cioè che vuole fare profitti;
b) gli effetti di un grosso incidente non sono come gli altri: terremoti, inondazioni, incendi fanno un certo numero di vittime e danni incalcolabili, ma tutto questo ha un termine. L'energia nucleare no: gli effetti si propagano per decenni se non secoli, con un disastro anche economico per il Paese colpito. I discendenti delle bombe di Hiroshima e Nagasaki ancora subiscono danni. Altrimenti perché il deterrente di una guerra nucleare funziona talmente? Anche i bombardamenti "classici" causano morti molto elevate, ma non portano a danni simili per generazioni...
c) il blocco dell'energia nucleare in Italia del 1987 ha avuto il torto di fermare di botto non solo le quattro centrali in funzione (Trino Vercellese, Caorso, Latina, Garigliano) e la costruzione di Montalto con spese immani per un pazzesco riadattamento dell'impianto nucleare ad una centrale di tipo classico, ma altresì ogni tipo di ricerca nucleare, anche di eventuali impianti innovativi, creando un pericolo, dato l'impauperamento di una cultura "nucleare": non esistevano più corsi di scienze nucleari, né tecnici, né possibilità di tecnologie di difesa da eventuali incidenti in altre nazioni. E questo non è richiesto dalla rinuncia all'uso di centrali atomiche: la ricerca e lo sviluppo del nucleare dovrebbe poter continuare;
d) la presenza di impianti di produzione di energia nucleare porta ad una militarizzazione delle zone in questione: non c'è trasparenza, ogni dato viene negato all'opinione pubblica. Anche agli ispettori dell'AIEA viene proibito di comunicare con la stampa. Lo dimostra anche quello che è successo a Fukushima: il gestore ha tenuto nascosto per lungo tempo la gravità dell'accaduto. E in un territorio come il Giappone, sottoposto non solo a terremoti ma a tsunami, il costo di una maggiore precauzione per gli impianti di raffreddamento è stato tenuto il più basso possibile senza tenere conto dei rischi solamente per fare più profitto!
e) in tutto il mondo non è stato mai risolto il problema dello smaltimento delle scorie mucleari. Nell'immenso deposito scavato in una montagna di Yucca Mountain in USA si sono dovuti fermare i lavori, il maggiore deposito in miniere di sale della Germania si è dimostrato contaminato con pericoli per le falde acquifere, ecc. Il combustibile nucleare delle nostre centrali fermate è in gran parte ancora lì dopo 25 anni. D'altra parte un Paese come il nostro che non riesce a risolvere il problema dei rifiuti può dare garanzie sui rifiuti nucleari?
f) l'Italia è un paese sismico, dove l'ospedale e la casa dello studente dell'Aquila sono crollate perché al posto del cemento è stata usata sabbia. Può dare garanzie sugli impianti nucleari? E la presenza di criminalità organizzata a livelli preoccupanti può liberarci da particolari preoccupazioni nella scelta e costruzione di centrali atomiche?
g) ultima osservazione: anche se molti minimizzano gli effetti delle radiazioni nucleari, una cosa si può dire con certezza: gli effetti delle radiazioni a bassi livelli ma per tempi estremamente lunghi sugli esseri viventi non sono stati mai chiariti. Non deve essere solo il fumo a preoccupare l'opinione pubblica!
Per tutte queste ragioni penso che in Italia l'uso dell'energia nucleare non sia raccomandabile, perlomeno in questa fase della nostra storia, ed invece un miscuglio di diverse fonti di energia (eolica, solare, idrica, gas, geotermica) potrà sopperire ai nostri bisogni, accompagnato da una maggiore ricerca scientifica ed un diverso modello di vita con maggiore eliminazione degli sprechi. Io voto sì.

(Fonte: Repubblica.it)

In calo le donazioni di organi

donazioneIl sistema trapianti italiano ha raggiunto livelli di eccellenza record negli ultimi anni sia

per qualità dei trapianti effettuati (superiore ai livelli europei) che per condizioni dei pazienti trapiantati, variabili strettamente legate. Eppure c’è anche scetticismo, diffidenza, scarsa conoscenza della donazione. Tanto che a fronte dei 1.600 iscritti all’Aido di Jesi, dal 2000 ad oggi nella Asur zona territoriale 5 sono stati effettuati 12 prelievi multi organo (per lo più cuore, fegato, reni, polmoni e pancreas) e 163 cornee. Il tasso di opposizione alla donazione nel 2010 è del 36% a fronte di un 25,8% dell’anno prima. Solo 200 dichiarazioni cartacee sulla donazione degli organi sono pervenute alla Asur.
I dati sono stati forniti ieri nel corso di una conferenza stampa alla presenza del coordinatore regionale del Centro trapianti Duilio Testasecca, della direttrice sanitaria dell’ospedale Virginia Fedele, della coordinatrice locale prelievo organi e tessuti Cecilia Sardellini. Sono intervenuti anche il presidente Aido Claudio Stronati e il web designer Gianmarco Ferro che ha realizzato un efficace clip sulla donazione, presto diffuso in tutti gli schermi delle farmacie, degli uffici postali e dei luoghi di aggregazione. “Una vita può spegnersi all’improvviso, ma fortunatamente non tutto muore: un’altra vita può rinascere, basta semplicemente dire sì alla donazione degli organi”. Con questo slogan semplice, ma di forte impatto emotivo, la Asur e il Centro trapianti intendono raggiungere la popolazione e diffondere la cultura della donazione come responsabilità verso di sé e verso gli altri. “Non c’è donazione senza una vera cultura di essa - spiega la dottoressa Fedele - questo cd rom intende proprio raggiungere la consapevolezza delle persone nel momento di lucidità e riflessione”.
E se da gennaio 2011 l’ospedale jesino può anche sostenere la donazione del cordone ombelicale a scopo ontologo (fiore all’occhiello per la sanità jesina), i dati vengono forniti proprio dal coordinatore del Centro trapianti di Ancona dottor Testasecca. “L’aumento di opposizione alla donazione - spiega - è un elemento negativo su cui dobbiamo lavorare. Cercheremo di raggiungere il maggior numero di persone attraverso il cd rom e dei volantini esplicativi, distribuiti agli utenti dagli uffici anagrafe dei Comuni dell’Anci.

(Fonte: Corriereadriatico.it)

Il comitato boccia il piano della Stu

campo_boario1“No alla costruzione di nuovi appartamenti all’interno del Campo Boario, sì al recupero di quello che c’è già”. E’ la proposta del presidente del comitato San Giuseppe Marco Giampaoletti. L’annuncio dell’amministrazione comunale del bando per l’ingesso dei privati nel progetto di riqualificazione del più popoloso quartiere cittadino fa storcere il naso al comitato. Accusa la giunta di lentezza rispetto ai tempi annunciati e giudica inadeguati i contenuti del piano di fronte alle reali esigenze del rione.
“Abbiamo aspettato quattro anni - si lamenta il presidente del comitato, Giampaoletti - per vedere la nascita di questa società di servizio per trasformazione urbana del Campus Boario, con un capitale di 120 mila euro, per riqualificare San Giuseppe. Adesso la maggioranza dopo due anni decide di aprire ai privati. Questo perché in due anni solamente sogni e altri due anni solamente chiacchiere per presentare in campagna elettorale che il quartiere poteva rinascere con questo progetto”. Ma secondo Giampaoletti “il fatidico Campus Boario alla fine non è altro che nuove costruzioni di appartamenti, chiamate residenze popolari, con prezzi di 2.000 euro al metro quadro”.
Il comitato San Giuseppe non vuole nuovo cemento “perché questo serve solamente a finanziarie marciapiedi, lingue di erba, anfiteatri. L’obiettivo del comitato è di recuperare quello che è già presente”. Un risultato che sarebbe possibile “con il progetto casa – incalza ancora Giampoletti – e con il recupero degli immobili del rione. Solo così si potrebbe avere una rinascita della città. Abbiamo nel nostro quartiere un polmone verde con un campo da calcio, uno da bocce, giardini attrezzati, la scuola Federico II con uno spazio esterno, però qui il Comune ha deciso di costruire alloggi. Il comitato chiede di ampliare questo polmone verde con la costruzione di una piscina o una palestra. I privati potranno prima fare un piano di recupero dei borghi”.
La società di trasformazione urbana, che fa capo al Comune, secondo il comitato del quartiere, dovrebbe “fare da supervisore e pensare alla costruzione dell’Asse Nord. Su questo siamo sempre disponibili a un incontro”.

(Fonte: Corriereadriatico.it)

Furto acrobatico: salta da 5 metri per fuggire, ma perde il bottino

palazzo1Un successo 'sportivo', ma un fiasco come ladro. Si potrebbe riassumere così l'avventura capitata oggi ad un topo d'appartamento. L'uomo, svaligiata un'abitazione in via Santo Stefano, ad Ancona, ha dovuto lanciarsi da un muro alto cinque metri per sfuggire alle mani della giustizia.
Un balzo indubbiamente notevole. Che non gli ha consentito, però, di conservare il bottino. La polizia lo braccava, e il ladro ha dovuto lasciare il borsone del colpo, sfuggitogli nel salto. Gli agenti, intervenuti sulla scena del misfatto dopo una segnalazione, hanno così recuperato la refurtiva: diversi oggetti d’oro, magliette firmate, una macchina fotografica e un lettore digitale. Tutto è stato restituito al legittimo proprietario. Ma il balordo è riuscito a svignarsela.

(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

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