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"Spiriti Pagani" Roberto Pagani e Pio Spiriti in concerto a Maiolati Spontini

Spiriti-PaganiL'Associazione culturale "Sogno del Pentagramma" di Chiaravalle (AN) e l'Associazione Filarmonica di Maiolati con il patrocino del comune di Maiolati Spontini Presentano SPIRITI PAGANI.

Domenica 12 Giugno 2011, ore 18 al Parco Colle Celeste di Maiolati Spontini si esibiranno in conecrto Roberto Pagani e Pio Spiriti. Dal 2004 sono tastierista e violinista ufficiali di Claudio Baglioni che ha saputo valorizzare al meglio la loro poliedricità strumentale e vocale ( pianoforte, tastiere, organo Hammond, fisarmonica, chitarra, clarinetto, sax, vibrafono, percussioni e cori per Roberto e violino, organo Hammond, fisarmonica, tastiere, chitarra e cori per Pio).

 

In particolare nel 2007 il tour invernale "Tutti qui" definito il tour dei record per i numerosi concerti e per l'enorme partecipazione di pubblico con relativa uscita di Cd e Dvd live. Terminato il 31 dicembre 2010 il tour mondiale di Baglioni "ONE WORLD TOUR".

Ogni anno accompagnano Claudio Baglioni nel festival O'scià che si svolge a Lampedusa per sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema dell'immigrazione clandestina. Hanno inoltre collaborato e suonato occasionalmente con artisti come Gianni Morandi, Laura Pausini, Riccardo Cocciante, Enrico Ruggeri, Antonello Venditti, Gianluca Grignani, Biagio Antonacci, Francesco Baccini, Michele Zarrillo, Francesco Renga, Paola Cortellesi.

Il suo si esibisce in brani di musica classica, colonne sonore di film, brani di repertorio e le più belle canzoni di Claudio Baglioni.

 

Nucleare, via libera della Consulta "Ammissibile nuovo quesito"

referendum_nucleare_siCon una decisione unanime la Corte Costituzionale ha stabilito di considerare ammissibile il nuovo quesito referendario sul nucleare, così come riformulato dalla Cassazione 1, lo scorso 30 maggio, dopo le modifiche contenute nel dl omnibus.

Secondo la Consulta l'attuale quesito sull'energia atomica è "connotato da una matrice
razionalmente unitaria e possiede i necessari requisiti di chiarezza, omogeneità ed univocita". Dalle motivazioni dell'Alta corte emerge poi ancor più chiaramente l'inganno tentato dal governo con la pesudo moratoria. Secondo la Corte Costituzionale, le norme contenute nel decreto omnibus sono "unite da una medesima finalità: quella di essere strumentali a consentire, sia pure all'esito di ulteriori evidenze scientifiche su profili relativi alla sicurezza nucleare e tenendo conto dello sviluppo tecnologico in tale settore, di adottare una strategia energetica nazionale che non escluda espressamente l'utilizzazione di energia nucleare, ciò in contraddizione con l'intento perseguito dall'originaria richiesta referendaria, in particolare attraverso l'abrogazione dell'articolo 5 del decreto legislativo numero 31 del 2010".
Immediata la reazione dei Comitati per il Sì: "E' l'ennesimo e definitivo stop alle pretese di un governo che con una mano lascia libertà di voto e con l'altra cerca con ogni mezzo di sabotare il referendum. Ora la parola passa ai cittadini. Dopo i dubbi strumentali avanzati dai nuclearisti sul nuovo quesito - si legge in una nota del Comitato - oggi si compie un altro decisivo passo verso il quorum: adesso pretendiamo che l'informazione pubblica e quella privata facciano sapere ai cittadini che domenica e lunedì, coi quesiti 3 su acqua e nucleare, si decide della loro sicurezza e del loro futuro".
Ieri, era stato lo stesso neo eletto presidente della Consulta, Alfonso Quaranta, a mandare un segnale ben preciso 4: "Personalmente ritengo di no", il referendum non può essere cancellato, aveva risposto ai cronisti, pochi minuti dopo la sua elezione. Parole per certi versi irrituali ("la Corte deciderà comunque domani dopo aver ascoltato tutte le parti interessate", si era affrettato a precisare Quaranta), ma che avevano acceso la speranza fra i comitati promotori.
L'Avvocatura generale dello Stato, per conto della presidenza del Consiglio, aveva chiesto che il referendum venisse dichiarato inammissibile 5 perché - aveva scritto il viceavvocato generale dello Stato Maurizio Fiorilli - le nuove norme "non parlano di nucleare" e la natura del referendum stesso, col quesito così riformulato, "non avrebbe più carattere abrogativo ma piuttosto consultivo se non propositivo". Di parere contrario Idv, Pd e comitati referendari.
Nel rendere note le motivazioni della sua decisione presa a maggioranza mercoledì scorso, la Cassazione aveva spiegato che il dl omnibus convertito in legge il mese scorso non solo non metterebbe fine alla produzione di energia nucleare in Italia, ma attraverso l'articolo 5 (commi 1 e 8) di fatto si aprirebbe "nell'immediato al nucleare", con una nuova disciplina che "conserva e anzi amplia le prospettive e i modi di ricorso alle fonti nucleari di produzione energetica". Per questo, hanno sostenuto i giudici della Cassazione - con una motivazione che il giudice relatore della causa, Antonio Agrò, si è rifiutato di scrivere perché in dissenso con la decisione - con le nuove norme "non si espunge il nucleare dalle scelte energetiche nuovamente disciplinate, che era e resta obiettivo della richiesta di referendum".
Oggi la Consulta ha ascoltato in camera di consiglio i legali delle parti che hanno presentato memorie in merito al trasferimento del quesito sul nucleare e poi ha espresso il suo verdetto. Nessuna pronuncia, invece, sui tre conflitti tra poteri sollevati dall'Idv per chiedere l'annullamento dell'emendamento al decreto omnibus, poi convertito in legge, e l'annullamento della delibera della Commissione di vigilanza Rai approvata lo scorso 4 maggio con disposizioni ritenute limitative degli spazi temporali in favore dei promotori e dei sottoscrittori dei quattro referendum. Il partito di Antonio Di Pietro ha infatti rinunciato ai conflitti di attribuzione perché - spiega il legale dell'Idv, il costituzionalista Alessandro Pace - "si ritiene soddisfatto del successo davanti alla Corte di Cassazione". Il verde Bonelli segnala invece che con la sentenza di oggi è stato fermato l'ultimo tentativo del governo di sabotare il referendum".
In realtà, come ricorda il parlamentare del Pd Ermete Realacci, resta ancora un punto da risolvere. "Sul referendum - dice - è bene che il governo chiarisca subito e senza possibilità di contese postume come intende comportarsi con il voto degli italiani all'estero. Non ci risulta, infatti, che il Ministero dell'Interno abbia reso nota la sua posizione ufficiale a questo proposito". Dal 25 maggio sino alla sentenza della Cassazione per gli italiani all'estero è stato possibile infatti votare per corrispondenza sulle schede con il vecchio quesito.
Altro grave ostacolo al raggiungimento del quorum è poi la mancanza di informazione, in particolare in televisione. Anche oggi dall'Autorità garante per le comunicazioni è arrivato l'ennesimo richiamo alla Rai - e in particolare al Tg2 - per un un'attenzione ai referendum che è sì migliorata, ma è ancora del tutto insufficiente.
Nonostante il "significativo incremento degli spazi di comunicazione politica e di informazione" della Rai sul voto del 12 e 13 giugno, lamenta l'Agcom, "persistono ancora carenze", in particolare "da parte del Tg2". Viale Mazzini, sottolinea il Garante, "dovrà incrementare l'informazione sul Tg2" e "trasmettere le tribune referendarie e i messaggi autogestiti, per ognuno degli ultimi tre giorni di campagna (8, 9 e 10 giugno), su tutte le reti generaliste", assicurando a rotazione per ciascuna giornata la collocazione nella fascia di maggior ascolto. L'Autorità si riserva inoltre l'adozione di eventuali sanzioni dopo una valutazione conclusiva.

(Fonte: Repubblica.it)

Sadam, slitta a lunedi` il vertice in Regione

sadam_jesiSlitta a lunedì prossimo, alle 11 a palazzo Raffaello, il vertice in Regione sul piano di riconversione con cui il Gruppo Maccaferri intende fare dell’ex zuccherificio un’area per l’insediamento di impianti industriali e commerciali. Sono giorni cruciali per il futuro dell’ex zuccherificio e, soprattutto, per i dipendenti che dopo il ricorso alla cassa integrazione attendono di saperne di più sulla loro ricollocazione. E’ una fase decisiva per le sorti dell’area che un tempo occupava la storico zuccherificio di via della Barchetta. Sono 136 i dipendenti da ricollocare, circa 30 gli impiegati ancora rimasti al lavoro. E per questo cresce l’attesa per il vertice slittato a lunedì prossimo, dopo che era stato convocato per venerdì, in Regione quando il Gruppo Maccaferri passerà all’esame degli aspetti tecnici così come richiesto da Regione, Provincia e Comune. A fine mese scade la cassa integrazione che era già stata prorogata dall’azienda con la formula in deroga. Ma il sindaco Fabiano Belcecchi lo ha messo in chiaro nell’ultimo consiglio comunale. Non intende ripercorrere il percorso seguito in occasione del primo progetto di riconversione. Per cui prima di apporre la sua firma al piano sottoporrà la pratica al voto del parlamentino cittadino. La Sadam-Eridana ha più volte garantito che nessun posto di lavoro verrà perso.(Fonte: Corriereadriatico.it)

A tappe forzate verso l’azienda consortile

20110201_cultura_osservatorioA tappe forza verso l’azienda consortile chiamata a gestire la geografia dei servizi sociali in tutta la Vallesina allo scopo di ottimizzare i costi.

E’ atteso a giorni il parere di un legale per verificare la possibilità di adottare pure nel nostro territorio la formula scelta in Toscana per il trasferimento del personale dipendente dai Comuni alla società partecipata controllata interamente dal pubblico.
L’Asp, azienda servizi alla persona, stenta a decollare proprio per il nodo del personale. Vanno superate le resistenze dei sindacati decisamente contrari ad un trasferimento forzato nel nuovo organismo per quanto concerne le ricadute a livello di contrattazione. Ultima chiamata per sottoscrivere l’accordo e partire con l’azienda consortile che stenta a partire. Colpa della mancata intesa sul trasferimento del personale - 51 dipendenti tra Casa di riposo, Comune di Jesi e Ambito sociale - all’azienda dei servizi alla persona chiamata a gestire la rete dei servizi sociali nel comprensorio (assistenza domiciliare, disagio, minori a rischio e portatori di handicap). A fine maggio era stata concessa una proroga per individuare una via d’uscita. Specie ora che in Comune hanno individuato un percorso già sperimentato in Toscana e che a quanto pare si adatta alla perfezione al modello dell’Asp. Proprio in Toscana è stata consentita la figura del trasferimento temporaneo, ossia quanto chiedono i sindacati per firmare l’accordo. L’ultimo incontro si era concluso con la richiesta di chiarimenti alla Regione e ad altre istituzioni per scegliere il nodo del personale.
"Come sindacato - fa sapere Domenico Sarti, segretario della Cgil di Jesi - siamo in attesa di una risposta. Non siamo per il trasferimento, ma per il comando, ossia per lasciare il rapporto di lavoro in capo al Comune”. La via d’uscita arriva dalla Toscana. “Da tempo - fa sapere Bruna Aguzzi, assessore ai Servizi sociali - abbiamo chiesto ulteriori approfondimenti e lo stesso sindaco si è attivato per sollecitare gli uffici ad esprimere un parere al riguardo ed ecco la novità arrivata nelle scorse settimane dalla Toscana”. Chiusa la vertenza con le organizzazioni sindacali si parte immediatamente.
“Le condizioni ci sono - chiarisce la Aguzzi - per ottenere un accordo. Non si può perdere altro tempo e del resto sono previsti incentivi per le forme associate, così come auspicato dalla Regione allo scopo di ottimizzare i costi. E in tempi di ristrettezze economiche e di tagli come quello attuale non si può perdere una simile occasione”. Il via libera all’azienda consortile per la gestione associata dei servizi era arrivato da 21 Comuni per un bacino di utenza pari a 108 mila abitanti.
D’accordo le amministrazioni governate dal centrosinistra e dal centrodestra. “Nessun carrozzone politico - aveva detto l’assessore in Consiglio - le cariche sono tutte a titolo gratuito”. Jesi è il Comune capofila e i costi superano i 7 milioni di euro. Ci si è avvalsi di uno studio commissionato all’università per il via libera all’azienda consortile la cui piena funzionalità è garanzia di efficienza oltre che di ottimizzazione dei costi, secondo l’assessore, che dell’Asp è presidente. Il ruolo di vice all’assessore ai Servizi sociali di Cingoli.

(Fonte: Corriereadriatico.it)

Sequestrati 36 chili di 'bionde', un arresto

Sigarette-di-contrabbandoI funzionari della Dogana e i militari della Guardia di Finanza hanno scoperto e sequestrato oltre 36 chilogrammi di sigarette (di marca Marlboro e Davidoff) di contrabbando, per un valore commerciale di 7740 euro. I finanzieri, durante un controllo sulle automobili appena sbarcate nel porto di Ancona da un traghetto proveniente dalla Grecia, si sono insospettiti per un forte odore di gas. Così, hanno deciso di rimuovere la bombola di carburante di una Ford Focus ed hanno trovato un vano artificiale. Altri doppi fondi sono stati scoperti lungo tutto il pianale dell’auto.
Il conducente del veicolo, un cittadino bulgaro residente nel Livornese, è finito in manette.

(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

Scommesse, spunta il nome di Totti "Sar

calcioscommesseChiacchierano di tutto, per ore. E a ogni ora del giorno e della notte. Dal "Capitano della Giallorossa" alla Europa League. Dal Milan al Chievo. Leggendo le duemila pagine di conversazioni telefoniche intercettate tra Marco Pirani, Massimo Erodiani, Marco Paoloni e Antonio Bellavista sembra che la banda avesse in mano il calcio italiano. Il "dentista" fa anche dello spirito su se stesso: "Aho, manco fossi Moggi".
Epperò, è così che stavano davvero le cose, o si tratta di millanterie accomodate tra bugiardi? Abbiamo a che fare con gli architetti di un'associazione a delinquere o con una manica di cialtroni alla canna del gas? È dalla risposta a questa domanda cruciale che si capirà cosa ne sarà della nuova fase dell'indagine della procura di Cremona, cominciata ieri con l'interrogatorio di Marco Pirani. Quella che fruga nel campionato di serie A.
IL CAPITANO DELLA GIALLOROSSA - A Firenze è di scena la Roma di Montella. La partita finisce 2-2, quindi "over" per gli scommettitori. La partita è una di quelle indicate da Pirani davanti agli investigatori come "sicure" per l'organizzazione. Hanno puntato forte sull'over e hanno vinto. La conferma arriva da una telefonata tra Gianfranco Parlato e Massimo Erodiani. I due sono felici perché dopo tante scommesse sulle serie minori, sono arrivati alla A. "Stiamo lavorando bene. Non devono essere ingordi però come Antonio (Bellavista ndr.), che dice: "Ma con una partita di serie A facciamo solo 20 mila euro?"". "Eh certo - risponde Erodiani - Antonio non può pensare che con una partita ci mettiamo 100 mila euro in tasca, perché sennò non faremo mai niente così, ma che volete? Con novanta minuti vi mettete in tasca 20 mila euro!".
Ma chi aveva dato l'imbeccata? E davvero qualcuno l'aveva data? Erodiani da chi ha saputo? È qui che viene fuori il nome di Francesco Totti, indicato solo come "il Capitano della Giallorossa" che in quella partita segnerà due volte, superando i 200 gol in carriera. "Erodiani - annota la polizia - dice a Pirani che giovedì va a Bologna a portare i soldi della giocate. Erodiani commenta con Pirani la partita dell'Inter e dice che l'attaccante del Lecce Daniele Corvia avrebbe pronosticato anche tanti gol in Fiorentina-Roma, avendolo saputo dal Capitano della Giallorossa".
CESENA-CHIEVO - È il 18 febbraio quando Massimo Erodiani chiama l'ex giocatore Gianfranco Parlato. Parlano della possibilità di truccare Cesena-Chievo e fanno il nome di Marco Bernacci, ex centravati del Cesena, ritiratosi pochi mesi prima dal calcio dopo aver firmato un ricco contratto con il Torino, "perché depresso". E soprattutto parlano delle società dicendo: "Si mettono d'accordo loro, noi non dobbiamo entrare".
Erodiani: "Dal tono non è che mi fai tranquillizzare".
Parlato: "No, no dal tono mi gira il ca... Allora, il discorso è questo.. Ha detto che lui ha dato un foglio da 20 (un assegno da ventimila euro, ndr.) A lui gli hanno dato l'ok e settimana prossima mi dà i contanti. Lui ha detto ok... Ho visto adesso Berna (Marco Bernacci, ndr.). Lunedì mattina mi da 4000 euro in contanti... Ha detto: "Non ci sono problemi anche se hanno perso qualcosina perché han giocato pure 1-1".
E.: "Non me ne frega un cazzo. Mo lui stava andando via perché stanotte si è fermato lì. Andava a parlare tra l'altro con quelli del Chievo per domenica prossima e sembra che la cosa si possa fare (Cesena-Chievo del 27 febbraio)".
P.: "Eh a.. a Cesena"
E.: "Ok".
P.: "E non ci costerebbe un cazzo a noi, perché interagiscono loro. Parlano direttamente di persona. Quindi noi andiamo solamente a rimorchio e possiamo (incomprensibile) quello che cazzo vogliamo".
CHIEVO-SAMP - Anche Chievo-Sampdoria, terminata a reti inviolate e con un punto per parte, è motivo di chiacchiera tra Erodiani e Pirani. Il 26 marzo di quest'anno, alle 10 e 36, gli scommettitori cercano di capire come fare per avere la certezza del pareggio. Così la polizia riassume la conversazione: "Pirani chiama Erodiani e dice che la prossima settimana c'è Chievo-Sampdoria.  Gli hanno detto che la stanno già massacrando sull'X e suggerisce a Erodiani di chiedere a Bellavista, perché lui ci può arrivare".
MILAN-BARI - La partita finisce 1-1, ma l'associazione ha puntato sull'over. Il Bari passa in vantaggio e si difende strenuamente fino alla fine. Antonio Cassano si arrabbierà molto con i suoi ex compagni di squadra. Qualcuno dice che ha chiesto loro di fargli fare il secondo gol. Scrivono gli investigatori: "Antonio Bellavista parla con un uomo palesemente inserito nel mondo del calcio. I due si confrontano in merito alla loro attività già effettuata avente ad oggetto l'aver contattato giocatori del Bari per pilotare il risultato finale della partita Milan Bari. L'interlocutore evidenzia che la colpa è imputabile maggiormente a loro (da intendersi i giocatori ndr) piuttosto che al Direttore il quale si trova in una situazione particolarmente delicata in virtù dell'ultimo posto in classifica ricoperto dalla squadra". Il riferimento è al "presidente Matarrese il quale potrebbe reagire male".
INTER-LECCE "LI ABBIAMO QUASI TUTTI" - Il 19 marzo Francesco Giannone del gruppo dei bolognesi è al telefono con Massimo Erodiani. Si parla di Inter-Lecce dell'indomani.
Giannone: "Senti una cosa, ma quanti ce ne abbiamo là? (inteso quanti giocatori sono dalla loro parte ndr.)
Erodiani: "Eh, praticamente quasi tutti".
Peccato che il risultato della gara sarà diverso dal previsto. E che da qui comincia la fine della banda. Con Erodiani che incolpa il portiere del Benevento Marco Paoloni, il suo "contatto" con gli uomini del Lecce.
"AL TORINO CI ARRIVO BENE" - Pirani e Parlato, a un certo punto, cercano di mettere le mani anche sul Torino "perché con quelli lì del Livorno abbiamo un po' perso l'aggancio". La banda ha bisogno di recuperare del grano. Investe su una nobile decaduta come la squadra di Urbano Cairo. Il 12 febbraio, Parlato chiede all'amico dentista: "Ma noi a Torino siamo completamente scoperti o abbiamo modo di arrivare?". Per essere sicuro che non punti alla Juve, Pirani gli risponde: "Torino serie B? Non proprio non siamo scoperti".
Cercano di capire come influire sulle prossime due partite, ovvero Torino-Portogruaro e Pescara-Torino, puntando su non meglio precisati amici del Pescara. E verso la fine della telefonata, Parlato torna alla carica sulla possibilità di arrivare ai giocatori granata, protagonisti di una stagione sciagurata: "Ma perché loro sono molto attivi da questo punto di vista e in questo momento qui che hanno preso la scoppola ieri (Novara-Torino 1-0, ndr)... figurati al cento per cento... solo che il canale...". A quel punto Pirani si espone un po' di più: "No no, ci arrivo bene e il canale ce l'ho".
"L'ARBITRO E' UN BANDITO" - Si gioca Pescara-Albinoleffe il 26 febbraio del 2011. I padroni di casa vinceranno 2-0. La banda collega il risultato all'arbitro. Al telefono ci sono Massimo Erodiani e Gianfranco Parlato.
Parlato: "Perche m'ha telefonato coso oggi. .. Quello che arbitra oggi".
Erodiani: "Quello che?".
P.: "Abitra oggi lì da te. E' un bandito. Lo conosco bene. E' di qua vicino, di Fermo ed è un puttaniere della Madonna. Veramente, va a night, sai quante volte I'ho visto in discoteca... è amico amico amico amico si vedono sempre si vedono con quello lì che sta lì a Pescara il direttore... Sono amici fraterni... Se vai a vedere l'andata. .. Albinoleffe-Pescara, 1-2, l'albitro era lui. . Te lo metto per iscritto che oggi non perdono. ... E' un bandito vero".
ATALANTA-ASCOLI - L'11 marzo di quest'anno, Marco Pirani chiama il difensore dell'Ascoli Vittorio Micolucci. C'è da accomodare l'incontro con l'Atalanta, che l'Ascoli deve perdere. Per Micolucci, il prezzo è 15 mila euro.
Pirani: "Nei termini che puoi, damme una mano".
Micolucci: "Certo, certo. Senti.. e quanto verrebbe all'incirca?"
P: "Ventuno, ventidue"
M: "Per me?"
P: "No, per te quello che mi hai detto ieri: una quindicina"
M: "Per me va benissimo... D'accordo".
I due si risentono dopo qualche ora. Pirani comunica a Micolucci l'accordo che avrebbe raggiunto, o che vuole far credere di aver raggiunto, con i calciatori dell'Atalanta.
P: "Io sono un ultra preciso e ti volevo dare le ultime. Da lassù, al 99 per cento non vi chiedono niente. Io lassù (nell'Atalanta ndr.) ne conosco due che ci parlo come con te. Uno è Doni e uno è Marilungo, che ha giocato qui"
M: "Va bene, meglio"
P: "Se si fanno vivi con qualcuno a te lo devono chiedere per forza".
M: "Se mi dicono qualcosa, te lo dico subito".
P: "Si perché ci può stare a partita in corso, questo non me l'hanno escluso. Però, a partita in corso, sappi che vengono da te e qui9ndi tu sai come rispondergli".
M: "No, io dico di no, sti cazzi"
P: "Loro, l'input è che non devono parlare con nessuno a partita in corso, all'in fuori di te. Tanto lì chi comanda è Cristiano (Doni ndr.). Lì si pende tutti dalle labbra sue".
M: "Si, ho capito".
P: "L'uncia cosa che può succedere, all'uno per mille è che prima della partita tutti (i giocatori dell'Atalanta ndr.) dicono: "Domandiamogli il pari". Se voi (i giocatori dell'Ascoli ndr.) glielo date, bisogna che trovi il modo di farmelo sapere, perché io in un attimo recupero, hai capito?".
M: "Va bene, perfetto"
P: "Oh, non me li stroppiare".
La partita che l'Atalanta doveva vincere, finisce 1-1. E la sera del 12 marzo, Micolucci chiama Pirani, mortificato per come sono andate le cose. Anche perché, il difensore dell'Ascoli non si capacita di come nulla, ma proprio nulla di quello che Pirani aveva previsto (il contatto con Doni e il segnale che con lui avrebbe dovuto scambiare per aggiustare il risultato) è avvenuto.
M: "E' andata male. Hai visto la partita?"
P: "Lo so, Tiribocchi (centravanti dell'Atalanta che ha sbagliato un gol facile facile ndr.)... "
M: "Cioè, allucinante. Gesù proprio mi vuole punire.... Mi dispiace. Io ho anche fatto un paio di cazzate".
P: "Era nell'ordine delle cose".
M: "Sai che mi dispiace? Che Cristiano (Doni ndr.) non è neanche entrato. Cioè è entrato dopo, ma niente... hai capito?".
P: "Ti ha portato i miei saluti?"
M: "No. Non ci siamo parlati per niente. Ed è meglio così. Perché io comunque non ho contatti e non lo conosco. Il fatto che non mi ha detto niente è meglio per me, capisci?".
UN MILIONE PER BRESCIA-LECCE - Scrivono gli investigatori: "Parlato chiama Erodiani. Inizialmente si lamenta e gli dice che glielo fa solo perché gli danno un assegno da 300mila euro. Erodiani gli racconta della conversazione avuta con Antonio Bellavista in merito al gruppo di Bologna e alle modalità di pagamenti e giocate degli stessi (...). Entrambi sperano che la scommessa vada bene. Erodiani dice che si sente sicuro da una parte perché questi di Bologna si intascheranno almeno "una cucuzza" per il tutto... E si lamenta che il loro guadagno lo devono dare e i soldi del suo guadagno li deve aspettare a fine mese... "Dice che devono apettare il 28... mi sa... Devi vedere la data di Brescia-Lecce... A un mese da quella data possono ritirare l'altro milione di euro". Parlato: "Bene perché hanno fatto Brescia-Lecce".
TREOSSI E CESENA-CHIEVO - Gianfranco Parlato è al telefono con Massimiliano Erodiani. Parlano di Cesena-Chievo (la partita finì 1-0, non come previsto).
Parlato: "Fuori un punto se lo prendono in ogni caso (il riferimento è al Chievo ndr.)".
E.: "Si, si (...)".
P.: "Infatti, io gli ho detto: guarda tu cominciaci a parlare tanto qui c'è proprio (...) vanno direttamente dal director. Ok? Dall'art director".
P.: "Con chi?".
E.: "Ma con chi? Con uno che conta?".
P.: "Si il coso, il Tre... L'osso, ossi (ndr, Il riferimento è a Fiorenzo Treossi, ex arbitro, ora team manager del Cesena)".
IL TENTATO AGGANCIO A CONTE - Bellavista contatta un giornalista sportivo barese chiedendogli di avvicinare l'allenatore del Siena, Antonio Conte "in vista di Siena-Sassuolo per sapere se è avvicinabile  -  annota la Polizia  -  Il giornalista lo informa di non essere riuscito a contattare Conte e di avergli inviato un messaggio. Bellavista chiede di provare con Giorgio (ndr, Perinetti) ma il giornalista dice di no e consiglia di provare con Faggiano".
BOBO VIERI INDAGATO - L'ex giocatore dell'Inter è indagato perché chiamato in causa da Ivan Tisci in una telefonata con Antonio Bellavista. E' il 21 marzo 2011, giorno dopo Inter-Lecce. Scrivono gli investigatori: "Tisci dice a Bellavista che a Milano ha incontrato Bobo Vieri, il quale gli ha detto che non ha vinto molto". Tisci - concludono i poliziotti - dice di averlo imbeccato e Vieri "sapeva dell'over 3,5 dell'Inter".

(Fonte: Repubblica.it)

Scherma, un’altra vittoria per il “Dream Team”. Nella CdM di fioretto le azzurre conquistano il primo posto

scherma-squadra-fÈ stata l’Italia l’assoluta protagonista della Coppa del Mondo di Fioretto di scena a San Pietroburgo. Le prime gioie sono arrivate dall’individuale maschile, grazie al primo posto di Andrea Baldini, che ha avuto la meglio su Andrea Cassarà, e dalla tripletta nel fioretto femminile grazie a Vezzali, Errigo e Di Francisca. Ieri, l’ultimo atto di questa vera e propria marcia trionfale.
Nella prova a squadre femminile, in programma ieri, è stato ancora il “Dream Team”, che tante emozioni ci ha già regalato, ad aggiudicarsi la vittoria. Valentina Vezzali, Elisa Di Francisca, Arianna Errigo ed Ilaria Salvatori hanno infatti battuto in finale le avversarie coreane con il punteggio di 45-36. Prima della sfida finale, le campionesse azzurre avevano già sconfitto le rivali di Hong Kong, dell’Ungheria e della Polonia.
“Sono state giornate fantastiche che, fortunatamente, ultimamente si ripetono – ha commentato il ct Stefano Cerioni -. Quando parlo di un successo del gruppo, intendo non solo gli atleti ma anche tutti quanti lavorano per permettere ai ragazzi di esprimere al meglio tutto il loro valore. Grazie quindi ai preparatori atletici ed ai maestri perché siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo prefissatoci che era quello di arrivare nel migliore stato di forma in questo periodo”.

Ascoli: Coldiretti contro la psicosi da batterio il farmers market apre anche il pomeriggio con frutta e verdura sicure

Batterio-Killer-Germania-allarmeContro le psicosi da batterio killer il Mercato di Campagna Amica Ascoli Piceno apre anche il pomeriggio per consentire ai cittadini di portare in tavola frutta e verdura sicure, sane e di qualità, rigorosamente made in Piceno. I produttori del farmers market di via Terenzio Mamiani, zona Monteverde, a Porta Romana, hanno deciso di effettuare un’apertura pomeridiana tutti i mercoledì, a partire da domani, 8 giugno. L’orario andrà dalle ore 15 alle ore 20. Un’occasione, sottolinea Coldiretti Ascoli, per assicurarsi prodotti sicuri e al giusto prezzo, specie in un momento in cui la psicosi da batterio killer rischia di privare i cittadini di alimenti fondamentali per la propria salute, peraltro senza alcuna motivazione, visto che i prodotti italiani sono garantiti al cento per cento. Oltre a frutta e verdura, nel farmers market promosso da Coldiretti si possono trovare anche carne bovina e di agnello certificata marchigiana, conserve e confetture, formaggi, salumi, olio extravergine di oliva, vini Doc Rosso Piceno, Offida Pecorino. Otto i produttori presenti: Marco Ranelli di Ascoli, La Vergara di Castel di Lama, I Sapori dei Monti di Massignano, Antonio Ricciotti di Ascoli, Azienda Agricola Le Casette di Rotella, Pasquale Cappella di Monteprandone, Piero Geminiani di Montalto e Mauro Stoppo, sempre di Montalto. Nel 2010 sono stati 190mila i cittadini marchigiani che hanno fatto la spesa in uno dei 29 mercati degli agricoltori attivati dalla Coldiretti in regione, per un giro d’affari stimato in 1,4 milioni di euro.

Santoro, la Rai dice no salta la conferenza stampa

michele-santoroNiente conferenza stampa per Michele Santoro. L'appuntamento, all'indomani dell'ufficializzazione del "divorzio" fra il giornalista e viale Mazzini 1, era per questa mattina presso la sede Rai di via Teulada ma l'azienda ha deciso di annullare l'incontro con i giornalisti. "Considerata la decisione - spiega il giornalista - saluterò il pubblico e i colleghi nell'anteprima dell'ultima puntata di Annozero di giovedì prossimo". Intanto Telecom Italia Media - la società che controlla il pacchetto di maggioranza di La7 - registra un rialzo a Piazza Affari, in vista dell'arrivo del giornalista e sulle scommesse di un riassetto nell'azionariato: le azioni segnano la performance migliore del mercato.
A quanto pare, viale Mazzini non voleva che il conduttore di Annozero tenesse la sua conferenza nei locali della Rai, tanto più insieme al direttore di Raidue Massimo Liofredi, che si preparava probabilmente a esaltare
il bilancio di una stagione record per il programma. Santoro sarà anche in piazza a Bologna 5 per i 110 anni della Fiom - titolo della manifestazione, "Signori, entra il lavoro!" - venerdì 17 giugno in una serata da lui organizzata per i diritti dei lavoratori e in solidarietà con Current-Tv.
La Rai e Michele Santoro si leggeva ieri in una nota di viale Mazzini "hanno convenuto di risolvere il rapporto di lavoro, riservandosi di valutare in futuro altre e diverse forme di collaborazione. Rai e Michele Santoro - proseguiva la nota - hanno inteso definire transattivamente il complesso contenzioso da troppo tempo pendente altrimenti demandato alla sede giudiziaria. Si è ritenuto infatti di far cessare gli effetti della sentenza del Tribunale di Roma, confermate in appello, in materia di modalità di impiego di Michele Santoro, recuperando così la piena reciproca autonomia decisionale".
Con ogni probabilità, il giornalista, come si andava da tempo vociferando, dalla prossima stagione sarà impegnato con La7. A quanto s'apprende, la trattativa sarebbe a un livello tale da essere definita 'seria'.

Poste, ancora disagi in molte citt

Poste-Italiane_imagelargeSono stati giorni da dimenticare per i servizi di Poste Italiane: in tilt da mercoledì, a causa di un problema a un software, hanno ricominciato timidamente a funzionare da stamattina. Ma ancora con molte  difficoltà, come hanno dovuto scoprire i tanti in coda allo sportello. Una situazione che provoca una durissima reazione dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. "Non è accettabile il perdurare dell'incredibile disservizio che sta ancora paralizzando gran parte del sistema informatico di Poste Italiane", tuona il commissario Agcom Gianluigi Magri. "Non è accettabile - prosegue Magri - che tali problemi perdurino e non è accettabile che non vi sia una chiara disanima degli avvenimenti individuando le specifiche responsabilità. Nell'era della tecnologia e della comunicazione simili incredibili episodi minano non solo la capacità di garantire un pubblico servizio, ma anche la credibilità di chi dovrebbe garantirlo". Una presa di posizione durissima alla quale, però, non potranno seguire istruttorie, visto che, come spiega lo stesso Magri a Repubblica.it, "il governo, a differenza di altri Paesi europei, non ha dato all'Autorità garante delle comunicazioni il compito di vigilare sulle Poste".
Da Poste Italiane, intanto, fanno sapere che dalle 13 circa di oggi il problema sembra risolto, "anche se ci possono essere rallentamenti a causa della mole di arretrati accumulati durante il disservizio".
Quel che è certo è che ancora alle 10,30 in alcuni uffici postali di Roma 1 e Firenze, tra gli altri, i servizi andavano a singhiozzo. Nel capoluogo toscano 2, solo cinque uffici hanno funzionato regolarmente e i pensionati, in attesa da quattro giorni di poter ritirare la pensione, sono ormai al limite della sopportazione. Ma le zone più colpite da quello che Poste ha definito "un guasto al sistema informatico" sembrano essere state Roma e le Marche. Uffici postali in tilt sono stati segnalati anche in Friuli Venezia Giulia.
I responsabili di Poste Italiane spiegano a Repubblica.it che la causa è stato un cambio della piattaforma software Sdp (Software delivery platform) che fa da interfaccia ai servizi postali. Il problema ha riguardato quindi solo gli uffici che stavano passando al nuovo software. L'Slp-Cgil delle Marche denuncia "maschere che appaiono e scompaiono dai monitor, operazioni non contabilizzate, postazioni che non si riavviano dopo l'ennesimo crash".
"Alle intuibili criticità tecniche che pesano sul personale in servizio - rileva il sindacato - si sommano le comprensibili lamentele della clientela: dal giorno 1 è stato possibile pagare solo una minima parte delle pensioni ed accettare solo pochi bollettini di versamento per le utenze in scadenza".
Lunghe code si segnalano a Roma: "Stamattina c'erano centinaia di persone - è la testimonianza di una signora - poi sono andate via una volta resesi conto che i terminali continuavano a non funzionare e che era probabilmente inutile attendere". Il responsabile dell'ufficio postale di via Arenula, nella Capitale, ha confermato alle agenzie di stampa che i terminali funzionano a singhiozzo e che è stato loro comunicato che i problemi dovrebbero essere risolti a breve. Stessa scena nell'ufficio postale di via Monterone, dove i dipendenti confermano la presenza di lunghe code questa mattina, al momento invece ufficio quasi deserto proprio data l'impossibilità di effettuare operazioni.
Nel frattempo, le associazioni dei consumatori esprimono soddisfazione dopo aver ottenuto da Poste Italiane l'apertura di un tavolo di conciliazione finalizzato a risarcire gli utenti danneggiati dai disagi informatici dei giorni scorsi. "Invitiamo i cittadini che nei giorni scorsi hanno avuto problemi con i servizi postali a conservare tutte le prove dei disagi subiti, come ad esempio bollette, fatture, e contravvenzioni scadute - spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi - documenti utili per dimostrare i danni materiali legati al disservizio. A seguito della decisione di Poste Italiane, abbiamo deciso di bloccare le citazioni dinanzi al Giudice di Pace che il nostro ufficio legale stava ultimando, e stiamo per pubblicare sul blog www.carlorienzi.it un modulo che i cittadini possono utilizzare per ottenere l'indennizzo dall'azienda.

(Fonte: Repubblica.it)

Celiachia: al bar o al ristorante, non

celiachiaUno spuntino al bar, un pranzo o una cena al ristorante, possono troppo spesso essere preclusi ai celiaci. Chi soffre di questa patologia, deve stare particolarmente attento a non ingerire alimenti che contengono glutine, e diventa pericolosa anche la posata che ha precedentemente toccato tali alimenti.
Con alcuni accorgimenti però, anche bar, ristoranti, pizzerie possono diventare abituale luogo di frequentazione anche per i celiaci.
La CNA di Jesi in collaborazione con Cna Alimentare e Cna Tecnoquality organizzano un incontro formativo gratuito per le attività alimentari (bar, ristoranti, pasticcerie, forni, pizzerie, etc.) che vogliano adattare la loro attività al servizio dei clienti celiaci.
L’incontro si svolgerà sabato 18 giugno alle ore 14.30 a Jesi nell’ambito della  manifestazione “Antologia dei sapori”.
“La collaborazione con gli organizzatori della manifestazione jesina, - dichiara Elisabetta Grilli segretario di CNA Jesi e Vallesina - ha portato la Cna a proporre questo interessante incontro rivolto a tutti gli imprenditori del settore per far loro conoscere ed approfondire questa nuova frontiera del consumo alimentare. La celiachia, infatti, è una delle intolleranze alimentari più diffuse, per tale ragione questa problematica necessita di una risposta che permetta di migliorare la vita di migliaia di consumatori e che permetta, al contempo, agli imprenditori del settore di potersi rivolgere anche a questa tipologia di clientela.”
L’incontro sarà tenuto dal dott. Marco Morbidoni (Tecnoquality) e si incentrerà sugli aspetti medico–nutrizionali e sugli elementi organizzativi e normativi per una corretta somministrazione o produzione di alimenti.
“L’incontro che abbiamo programmato ha lo scopo di informare le attività su questa delicata tematica e trasformarla in opportunità – commenta Andrea Cantori, referente della Cna Alimentare della provincia di Ancona – I dati confermano che il trend è in aumento: nelle nostra regione vi sono, secondo l’ultima relazione del Parlamento italiano del 2008, 1.796 celiaci mentre in Italia gli affetti da questo disturbo sono 81.923. La distribuzione della malattia celiaca a livello mondiale è ormai considerata omogenea, anche se la frequenza può variare in maniera consistente. I programmi di screening sierologici e la maggior conoscenza e consapevolezza da parte degli operatori sanitari hanno permesso di capire che la malattia celiaca presenta una prevalenza elevata in Europa e nei Paesi con popolazioni di origine europea”.
Necessaria l’iscrizione al corso entro e non oltre il 15 giugno 2011.
Per info e richiesta modulo di iscrizione: CNA Jesi 0731-239411

Funziona la formula dei varchi con la presenza fissa dei vigili

varchi_elettronici_jesiFunziona la formula dei varchi elettronici presidiati dai vigili urbani. Meno auto nelle tre zone a traffico limitato

dopo l’attivazione delle telecamere. E’ entrata nel vivo la fase sperimentale di un mese concordata con il ministero dei Trasporti per poi far scattare le multe. Pare che la presenza fissa dei vigili scoraggi l’accesso indiscriminato in centro di quanti non sono autorizzati o possono contare sul regolare permesso.
Occhi ai furbetti della Ztl. Da qualche giorno sono attivi, dopo un’attesa durata alcuni mesi, i tre varchi elettronici. Il grande fratello vigila in centro. E presto scatteranno le multe per quanti entrano in auto nelle zone a traffico limitato senza autorizzazione o permesso. Varchi elettronici attivi a tutti gli effetti a Porta Bersaglieri, via Andrea da Jesi e corso Matteotti per il controllo dell'accesso dei veicoli nelle zone a traffico limitato. I tre accessi vengono presidiati nella prima fase dai vigili urbani, nel rispetto delle prescrizioni del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che, nell’autorizzare l’installazione e l’esercizio degli impianti, ha previsto un pre-esercizio di almeno trenta giorni con la presenza di un addetto alla polizia municipale per ciascun varco a cui spetterà il compito di rilevare le eventuali infrazioni. Allo stesso tempo, fa sapere l’amministrazione comunale, è stata avviata anche la sperimentazione della centrale operativa di controllo presso il comando di polizia municipale.
La fase sperimentale durerà fino al 3 luglio e dal giorno successivo i varchi elettronici saranno pienamente operativi, senza più bisogno della presenza dei vigili. Il via libera all’attivazione dei varchi è stato dato dalla giunta dopo che il Comune ha assolto anche ad una seconda prescrizione del ministero, “quella di un corso di formazione inerente le procedure di rilevamento dei transiti e delle infrazioni reso necessario dalla particolarità e dalla complessità delle disposizioni di legge”. Al corso hanno preso parte dieci vigili ed altri dipendenti dell'Ufficio di innovazione tecnologica, dello Sportello unico servizi e della rete civica che sono a vario titolo coinvolti. L’attivazione dei varchi ha comportato un lavoro di squadra come più volte evidenziato dall’assessore Daniele Olivi.

(Fonte: Corriereadriatico)

Giorni cruciali per gli operai della Sadam

sadamSono giorni cruciali per il futuro dell’ex zuccherificio e, soprattutto, per i dipendenti che dopo il ricorso alla cassa integrazione attendono di saperne di più sulla loro ricollocazione. Si apre una settimana decisiva per le sorti dell’area che un tempo occupava la storico zuccherificio di via della Barchetta. Sono 136 i dipendenti da ricollocare, circa 30 gli impiegati ancora rimasti al lavoro. E per questo cresce l’attesa per il vertice di venerdì prossimo in Regione quando il Gruppo Maccaferri passerà all’esame degli aspetti tecnici così come richiesto da Regione, Provincia e Comune. A fine mese scade la cassa integrazione che era già stata prorogata dall’azienda con la formula in deroga. Ma il sindaco Fabiano Belcecchi lo ha messo in chiaro nell’ultimo consiglio comunale. Non intende ripercorrere il percorso seguito in occasione del primo progetto di riconversione. Per cui prima di apporre la sua firma al piano sottoporrà la pratica al voto del parlamentino cittadino.
La Sadam-Eridana ha più volte garantito che nessun posto di lavoro verrà perso e che anzi dalla riconversione scaturiranno nuove possibilità. L’azienda ha stanziato cinque milioni per il parco tecnologico. Non solo centri commerciali (sono tre quelli già progettati) al posto dell’ex zuccherificio, ma spazio anche alle attività industriali, a cominciare dalla componentistica. “Vengono così recuperate - aveva detto l’assessore regionale Paolo Petrini a conclusione del vertice dello scorso 18 maggio - le indicazioni avanzate dalle istituzioni interessate”.
Ma il piano di riconversione continua a non convincere le forze di maggioranza e opposizione. Cresce l’attesa per il vertice decisivo in programma il 10 maggio in Regione per chiarire gli aspetti tecnici del piano che prevede insediamenti commerciali e industriali nell’area di via della Barchetta. Il sindaco Belcecchi ha assicurato il passaggio in aula prima del sì al progetto di riconversione. Il piano ha assorbito parte della discussione dell’ultimo consiglio comunale. Marcello Pentericci (Udc), Mario Sardella (Re) e Siro Rossetti (Jesi è Jesi) evidenziano la “totale assenza della proprietà, per la terza volta consecutiva, della volontà di una riconversione industriale seria e concreta”. I tre esponenti dell’opposizione sottolineano le caratteristiche del progetto “prevalentemente commerciale e non industriale”.
La loro mozione è stata ritirata dopo gli emendamenti proposti dal Pd. Il Gruppo Maccaferri chiede sostegno al territorio, specie ora che è disposto ad investire 67,3 milioni di euro. Perplesso il sindaco che chiama Regione e Provincia per una riconversione il cui impatto travalica i confini comunali. Dall’opposizione è un coro di no, mentre il comitato lancia bordate ai sindacati per poi bocciare l’ipotesi della centrale che la Sadam intende costruire per ricavare biogas e componenti speciali dalle vinacce. Cresce l’attesa per il summit in Regione quando il Gruppo Maccaferri fornirà ulteriori dettagli tecnici. Del piano di riconversione dell’ex zuccherificio si era già parlato in Consiglio in occasione della commissione politica presieduta da Polo Cingolani, insediata per seguire la lunga vertenza. “Non intendo ripercorrere la situazione precedente - aveva detto il sindaco - servono risposte immediate per garantire i lavoratori”.

(Fonte: Corriereadriatico.it)

Fincantieri, assemblea straordinaria in Regione "Rilancio del lavoro"

fincantieri_regioneLa Regione Marche continuerà nella sua stretegia di "difesa, consolidamento e rilancio del lavoro"

dello stabilimento Fincantieri di Ancona. E' quanto stabilito da una risoluzione approvata all’unanimita’ dall’Assemblea legislativa, dopo una seduta straordinaria e aperta dell'Assemblea legislativa che ha avuto ad oggetto proprio il futuro del gruppo cantieristico.
Il documento rilancia alcune delle richieste già avanzate dalla Regione, come il trasferimento della vertenza alla Presidenza del Consiglio dei ministri dal ministero per lo Sviluppo economico, "per la sua portata nazionale" e la definizione di una "autentica politica industriale di settore da parte del Governo nazionale".
L'asseblea ha chiesto, inoltre, che vengano mantenuti gli impegni aziendali per assegnare nuove commesse ad Ancona e "l’immediato coinvolgimento del sistema del credito locale per sostenere il perfezionamento di eventuali nuove commesse". Tra le novità "l’apertura di un tavolo che coinvolga azienda, istituzioni, parti sociali e istituzioni religiose".
Gli operai della Fincantieri, insomma, continuano la loro lotta. Stamattina, prima che cominciassero i lavori, hanno organizzato un presidio davanti alla sede della Regione Marche.
Esposto il solito striscione, divenuto ormai una bandiera dei lavoratori dello stabilimento anconetano: “Difendere l’arsenale, mai domi!”. Poco dopo gli operai, circa 200, qualcuno dei quali accompagnato dai figli, hanno fatto ingresso nel palazzo dove ha sede la Regione.
Stando alla cifre fornite dai rappresentanti della Rsu, circa 400 dipendenti sono in cassa integrazione, una sessantina di essi (in gran parte impiegati) è a lavoro, mentre un'altra settantina è in trasferta.
Tutti i parlamentari delle Marche sono stati invitati alla seduta, alla quale hanno parteciapto anche il sindaco di Ancona Fiorello Gramillano, il vice presidente della Provincia Giancarlo Sagramola e il segretario della Cgil regionale Gianni Venturi.
La scaletta ha previsto dapprima l'intervento di rappresentanti sindacali e dei vertici delle istituzioni. Poi, si è aperto il dibattito dei consiglieri regionali. Le conclusioni sono state affidate al Governatore Gian Mario Spacca.
In aula c'è stato un momento di tensione quando il presidente del Consiglio regionale Vittoriano Solazzi, seguendo il regolamento, ha chiesto di rimuovere lo striscione-simbolo della protesta, che era stato appeso sugli spalti. Immediatamente si è scatenata la protesta dei lavoratori.
A quel punto Solazzi ha minacciato di non aprire la seduta, attirandosi le ire degli operai: "Buffone", "casta privilegiata con i nostri soldi", gli insulti piovutigli addosso insieme ad una bordata di fischi. Peraltro, assiste ai lavori anche una scolaresca. Spacca ha provato a placare gli animi bollenti, chiedendo ai manifestati di non sventolare la bandiera, ma permettendo loro di tenere lo striscione "che e’ il simbolo stesso della vostra identità, dell’anima che cui state conducendo la vostra lotta". "L’impegno della Giunta a seguire la vostra vicenda - ha aggiunto - non si è mai interrotto. Il primo elemento di confronto è il nuovo piano industriale, su cui noi non abbassiamo la guardia"
Inoltre, il presidente della Regione ha parlato stamattina al telefono con l'amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono. "Il contatto con l’azienda che era stato sollecitato dai lavoratori durante la manifestazione in autostrada - ha spiegato il Governatore durante il suo intervento nella prima parte della seduta aperta dell’Assemblea legislativa - non si è mai interrotto neanche nei particolarissimi momenti seguiti al ritiro del piano industriale".
Sul nuovo piano industriale "non abbassiamo la guardia", ma il presidente ha espresso preoccupazione "rispetto alle evoluzioni future, perchè il piano ritirato aveva comunque una chiarezza di mission che riqualificava il cantiere di Ancona, per il quale erano previste le produzioni a maggior valore aggiunto, navi crociere e traghetti di alta qualità. Una mission - ha proseguito - che ci piaceva molto perché incastrava lo stabilimento marchigiano nella logica dei nostri distretti industriali, in particolare per le integrazioni con il legno, la pelletteria".
Adesso "continueremo a seguire questa vicenda, ci auguriamo che attraverso la civiltà dei vostri atteggiamenti e in nome di quella professionalità che il cantiere ha sempre dimostrato, ci possa essere anche nel nuovo piano industriale un ruolo qualificante per Ancona. Noi non faremo venire meno la pressione nei confronti di Governo e Ministeri".
Restano comunque attive le iniziative pensate da Regione e sindacati: formazione, progetto di centro di centro della navalmeccanica in sinergia con il Friuli, autonomia energetica dello stabilimento. "Ma con Bono stamattina abbiamo parlato anche della possibilità di dare comunque lavoro al cantiere anconetano - ha aggiunto Spacca -, in modo che sia ancora ‘vivo’ quando arriverà il Papa l’11 settembre".
Esiste una possibilità di avere nuove commesse, "legata alla costruzione di meccanismi di finanziamento e garanzie da parte delle banche locali". Pertanto, il Governatore ha interessato di persona Banca Marche e Banca Popolare di Ancona per la copertura a garanzia del 30% di questa commessa, "accanto agli istituti di credito nazionali (Banca intesa e UniCredit) che coprono il 70%".
Una stretegia "contingente e sicuramente parziale", ma che punta a "riprendere il lavoro sia pure a rotazione a dare una prospettiva per il sito dorico nella strategia complessiva del gruppo". Spacca ha elogiato "la determinazione e capacità di mobilitazione dei lavoratori", che devono essere espresse "in maniera vibrante, ma sempre senza interrompere il confronto con l’azienda". Un confronto che dovrebbe portare ad un nuovo piano industriale "in linea con quello precedente nel riconoscere un ruolo strategico ad Ancona". Oggi "si sentirà soprattutto l’urlo della vostra voce - ha proseguito - Da parte delle istituzioni c’e’ la disponibilità a seguire la vertenza con atti propositivi e concreti", non solo "per voi e le vostre famiglie ma anche per l’economia delle Marche". "Capiamo il vostro dramma - ha concluso tra gli applausi -, siamo dalla stessa parte. E saremo insieme a voi a protestare, se sarà necessario".
L'intervento del vice coordinatore regionale del Popolo della Libertà Carlo Ciccioli ha riacceso la tensione in aula. Quando il consigliere ha preso la parola i lavoratori presenti hanno alzato la voce: "Dov'è la destra? Dov'è il Governo?". "Presente", la replica di Ciccioli, interrotto in diverse occasioni da contestazioni e fischi, sebbene gli operai gli abbiano riconosciuto il 'coraggio' di "averci messo la faccia". A scatenare l'ira dei dipendenti Fincantieri il passaggio del discorso in cui l'azzurro attribuiva la responsabilità della situazione al Governo Prodi e allo stop all'ingresso in Borsa del gruppo cantieristico: "Che avrebbe rastrellato così nuove risorse". L'esecutivo attuale, invece, avrebbe potuto fare poco, secondo Ciccioli: perché la crisi "è generale".
"Mi sono occupato della questione come consigliere comunale e nella scorsa legislatura, quando ero nella Commissione Trasporti della Camera" ha aggiuntoCiccioli. "La crisi della cantieristica è mondiale - ha spiegato - gli armatori non fanno commesse e anche gli Stati in crisi di gettito finanziario ordinano navi militari. Sembra però - ha aggiunto - che siamo all’ultima fase del periodo più brutto e qualche commessa, a partire della Carnival, ricomincia a girare. Per affrontare questa fase transitoria, che ci auguriamo sia il più breve possibile, non c’è altra via d’uscita degli ammortizzatori sociali"
Il segretario della Fiom Cgil Giuseppe Ciarrocchi ha proposto una "cabina di regia" composta da Regione, Provincia, Comune, ma pure da vescovo e prefetto" per due scopi: partecipare al confronto tra azienda a Governo da un lato; sollecitare gli istituti di credito a concedere le garanzie necessarie ad ottenere nuove commesse.
"Il cantiere è pressoché deserto dal 2 maggio - ha detto -, I lavoratori hanno perso la loro missione produttiva, che vuol dire perdere la loro identita". Secondo Ciarrocchi "non è normale che un’azienda a pieno controllo pubblico presenti piano industriale già anticipato a colpi di fughe di notizie e scoop e poi dopo dieci giorni di rivolta lo ritiri per evitare tensioni".
I dipendenti dello stabilimento di Ancona chiedono ai politici "atti di onestà, di chiarezza e trasparenza, non promesse che non possono o non vogliono essere mantenute. Perché conducono alla ‘collera dei poveri’". Questa non è "una vertenza localistica - ha insistito - non vogliamo salvare solo Ancona. Il piano presentato dall’ad Bono e poi ritirato non era il modo per salvare e rilanciare Fincantieri. Il ritiro è un atto di sanità industriale, che rimette tutti nella possibilità di riaprire il confronto senza la mannaia di condizioni draconiane".
Poi, Ciarrocchi ha citato Menichelli, vescovo di Ancona, il quale aveva paragonato il cantiere "ad una cattedrale del lavoro, quello che il duomo di San Ciriaco è per la fede", in sostanza "un pezzo di comunità, di territorio, della città". Dalla vicenda Fincantieri e dai disordini di Castellammare di Stabia e Sestri Levante, "non bisogna imparare la cattiva lezione che per risolvere i problemi bisogna andare a saccheggiare i municipi e assaltare le prefetture".
Tuttavia, quando i tempi si allungano e le soluzioni mancano "si scende in un terreno molto difficile, dalla collera controllata si passa alla rabbia e alla disperazione". Degli otto siti Fincantieri, quello di Ancona "è quello più scarico e senza prospettive. Non è così per quello di Castellammare (che deve realizzare dei pattugliatori) nè per Sestri (che ha lavoro fino al 2012)". "Noi lanciamo allarmi da un anno - ha concluso Ciarrocchi -, intanto sono arrivate nuove commesse (una nave militare algerina a Riva Trigoso, una nave da crociera a Monfalcone). Per Ancona si potrebbe pensare ad un’altra Silver Sea". Però se non cambia qualcosa prima dell’arrivo del Papa, "il livello delle tensioni esorcizzate con il ritiro del piano si riproporrà in sede locale".

GRAMILLANO: "SUBITO CABINA DI REGIA"

Per il sindaco di Ancona "è vero che c’e’ una crisi internazionale della cantieristica come dice Ciccioli, ma è anche vero che il Governo ha dato risposte tardive sulla vicenda Fincantieri". Accolto dagli applausi dei circa 200 lavoratori del sito anconetano, durante la seduta aperta dell’Assemblea legislativa delle Marche, Gramillano ha invitato a "riparlare con l’azienda in tempi, brevi, brevissimi" per poi dare vita alla cabina di regia tra istituzioni locali, chiesta dalla Fiom.
"I nostri lavoratori - ha aggiunto - hanno dato prova di dignità eccezionale, ma hanno bisogno di risposte in tempi rapidi da istituzioni locali, Governo e Fincantieri". Il Governatore Spacca "ha ribadito quattro punti su cui siamo tutti d’accordo: formazione, navalmeccanica, autonomia energetica e il quarto che è fondamentale, cioè le commesse". Tra le prospettive, anche la possibilità di un piano europeo di rottamazione dei vecchi traghetti.
Se le istituzioni locali "finora hanno agito in modo non unito (io ad esempio ho parlato con Banca Marche e Unicredit per un progetto dell’armatore Lefebvre), con una cabina di regia potremo avere risposte diverse. Massima disponibilità da parte mia".
Piena disponibilità a lavorare insieme "a cominciare da subito dopo pranzo" anche da parte del vice presidente della Provincia di Ancona Giancarlo Sagramola. L’amministrazione provinciale è pronta a fare la sua parte per quello che riguarda la formazione. Ma in generale "serve una strategia unitaria - ha detto - perchè il patrimonio del porto non è solo di Ancona, ma della provincia e anche delle aree interne. E Fincantieri è la più grande azienda metalmeccanica del Paese".

(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

Acqua, in borsa il tesoro vale 300 milioni di euro per i sindaci

acquaOltre 300 milioni di euro. È questa la cifra che, alla vigilia del referendum, le utilities quotate in Borsa

con attività nell’acqua distribuiscono ai loro soci sotto forma di dividendi. Naturalmente dopo aver pagato 8,6 milioni di compensi ad amministratori e sindaci. Le municipalizzate quotate a Piazza Affari che oltre all’acqua gestiscono servizi di energia l’anno scorso hanno realizzato utili per complessivi 443 milioni e dichiarato investimenti per 1,4 miliardi. La più generosa è Iren. Terzo operatore italiano dei servizi idrici integrati nato nel 2010 dalla fusione tra Iride (a sua volta frutto delle nozze tra Aem Torino e Amga Genova) ed Enia (Agac Reggio Emilia e Amps Parma e Tesa Piacenza), l’azienda, che vanta tra i soci i comuni di Torino, Genova, Parma e Reggio Emilia, oltre a un folto gruppo di piccoli comuni delle province di Reggio, Parma e Piacenza, ha guadagnato 178 milioni, un centinaio dei quali torneranno agli azionisti.
Nel dettaglio nelle casse degli enti pubblici andranno complessivamente 52,6 milioni, ben 30 dei quali ai comuni di Torino e Genova. Il resto è per Intesa San Paolo (3 milioni) e la Fondazione Crt (2,5 milioni) di Fabrizio Palenzona. Per Iride, che tra i partner più rilevanti conta il fondo F2I di Vito Gamberale, suo socio in Mediterranea delle Acque e che dà lavoro a 4.572 persone, il business dell’acqua è però solo una piccola fetta del totale, pari a circa un quinto dei margini.
Decisamente più importante è invece per la romana Acea, 6.700 dipendenti e già campo di battaglia tra il comune di Roma, i francesi di Gdf e il costruttore-editore Francesco Gaetano Caltagirone. Quest’ultimo infatti è molto interessato proprio all’oro blu e non è disposto a cedere ai francesi, che pure in Italia hanno diverse alleanze con enti pubblici per la gestione del servizio idrico. Il punto è che il business dell’acqua fa gola ai privati perchè nei prossimi trent’anni servono 64 miliardi di investimenti, 14 per cento dei quali dovrebbe arrivare dalle casse pubbliche. Di qui l’interesse per Acea, che gestisce il servizio idrico negli ambiti ottimali territoriali (Ato) di Roma, Frosinone e province, oltre a significative presenze in Toscana, Umbria, Campania e altre aree del Lazio, per un totale di 8,5 milioni di abitanti.
Il gruppo, che nel 2010 ha speso in pubblicità e sponsorizzazioni oltre 8 milioni, deve infatti quasi il 43 per cento dei suoi 666,5 milioni di margini all’acqua, nella quale dichiara di aver investito, nello scorso esercizio, 202,8 milioni. E dopo aver chiuso il bilancio con utili per 92,1 milioni, investimenti in calo di quasi 45 milioni a 473 milioni per “l’esigenza di calmierare l’espansione dell’indebitamento” che al 31 dicembre ammontava a 2,2 miliardi, si appresta a distribuire 95 milioni agli azionisti: poco più della metà, 48 milioni, al comune di Roma, mentre a Caltagirone sono destinati 14 milioni e ai francesi quasi 11. Ad amministratori e sindaci, invece, è già andato più di 1 milione e mezzo, 72mila euro dei quali al consigliere indipendente in quota Campidoglio Luigi Pelaggi, già noto per il suo contemporaneo ruolo di capo della segreteria tecnica del ministro dell’Ambiente.
Conflitti d’interesse a parte, gli organi di amministrazione e controllo meglio retribuiti, però, sono quelli della bolognese Hera (oltre 6.400 dipendenti), che nel 2010 hanno percepito in totale ben 2,56 milioni. Del resto il secondo operatore italiano dell’acqua – l’anno scorso gli ha portato il 23 per cento dei 607 milioni di margine – ha chiuso l’esercizio con utili per 142 milioni e debiti per 1,86 miliardi, dopo investimenti per 341,9 milioni, il 27 per cento dei quali nel servizio idrico integrato che copre sette province dell’Emilia Romagna e del nord delle Marche. Ai soci andranno un centinaio di milioni in cedole, il 12,5 per cento in più del 2009. Quindi una quindicina di milioni al comune di Bologna, poco più di una dozzina a Modena, 7 a Ravenna, 5 a Imola, mentre a Rimini, Cesena e Ferrara andranno quote comprese tra 2 e 2,7 milioni, somme simili a quelle destinate agli investitori di Lazard e a Carimonte Holding.
Cifre lontane anni luce dalle piccole Acegas-Aps e Acsm-Agam, che però quanto a debito e stipendi degli amministratori, fatte le dovute proporzioni, non hanno nulla da invidiare alle grandi. Soprattutto la prima, che distribuisce l’acqua nelle aree di Trieste e Padova e ha chiuso il 2010 con 22 milioni di utili, 96,7 milioni di investimenti e ben 439 milioni di indebitamento. In attesa di trovare una soluzione al debito generato negli anni da una serie di operazioni finanziarie che hanno coinvolto i due comuni azionisti, con l’incombente rata da 250 milioni verso Intesa Sanpaolo che scadrà nel 2012, la municipalizzata del nord-est (1.700 dipendenti e il 35% dei margini generati dall’acqua) quest’anno ha stanziato per le cedole poco meno della metà dei profitti: 9,89 milioni. Il 62,84%, cioè 6,17 milioni, sono per Acegas-Aps holding, che a sua volta è controllata dai comuni di Padova e Trieste. A seguire, la Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste con circa 500mila euro e il socio-creditore Intesa con 360mila euro. É andata meglio agli amministratori e ai sindaci che hanno incassato quasi 1,4 milioni. Circa il doppio dei colleghi brianzoli di Acsm-Agam, 423 dipendenti, poco più di 8 milioni di utili nel 2010 dopo investimenti per 7,7 milioni e margini per quasi 40 milioni (solo 4 riferibili all’acqua) e un debito di 115 milioni. A spartirsi 4,6 milioni di cedola sono stati i comuni di Monza (29%), Como (25%) e la collega di Milano e Brescia A2A (22%). Pochi ma buoni, commenterebbero da Torino, dopo che Acque Potabili, affossata dalle attività siciliane, ha lasciato i soci a secco. Perché l’oro non luccica per tutti, anche se è un’indubbia fonte di cupidigia.

(Fonte: Ilfattoquotidiano.it)

Ricerca automatica

robots-kill-human-sex-chicksStefano Carabelli, docente del Politecnico di Torino e imprenditore, ha una concezione non proprio ortodossa della protezione della proprietà intellettuale.

«All'Actua, azienda di ricerca e progetti nella meccatronica che abbiamo fondato nel 2006 ci siamo accorti di aver sviluppato, negli anni, una tecnologia per il controllo computerizzato di motori e altri sistemi elettrici non proprio banale. E abbiamo deciso di difendere questo patrimonio. Mettendolo gratuitamente in open source».
Un'operazione controintuitiva, ma che Carabelli spiega in modo convincente: «Chi fa prototipi, meccatronici o di veicoli elettrici, vuole disporre di strumenti di sviluppo e di documentazione immediatamente, senza passare da contratti o avvocati. Noi mettiamo in rete sia i nostri strumenti software che gli schemi del nostro hardware, delle schedine di controllo computerizzato e di elettronica di potenza, compreso un sistema operativo. Questo sistema è in teoria riproducibile dall'utente, è aperto, ma questo avviene raramente, come insegnano le esperienze di Arduino e di Open Robotics. In pratica saremo noi a fornire il sistema di sviluppo completo».
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Un progetto, quindi, che mira a replicare nella meccatronica dei controlli e azionamenti lo stesso successo di Arduino, la schedina "aperta" per i designer di prodotti intelligenti, oggi cresciuta a centinaia di migliaia di utenti e a sistema complesso. «Su questo progetto non ci stiamo lavorando da soli – continua Carabelli – ma con altre aziende e con un consorzio in partenza dentro al Mesap di Torino», il polo sulla meccatronica avviato dalla Regione Piemonte e gestito dall'associazione industriali di Torino.
Questo dell'Actua è solo un esempio di un trend in corso, ormai da qualche anno (e anche per necessità) nella galassia delle piccole e medie imprese meccatroniche italiane. «Aggregare per innovare - lo definisce Mirano Sancin, direttore del parco tecnologico Kilometro Rosso di Bergamo». Nei principali distretti dell'automazione le aziende si consorziano sulla ricerca e sviluppo. Oltre al Mesap, l'IntelliMech di Bergamo, il Musp di Piacenza, il Crit Research di Modena, il Crf interno al gruppo Scm s di Rimini (che coordina 23 aziende imprenditoriali) . Strutture consortili autofinanziate, agili e prevalentemente dedicate a tecnologie orizzontali, di interesse per la maggioranza dei soci. «Come la sensoristica avanzata, la simulazione cinetico-fluidodinamica, l'uso delle reti mobili a larga banda per la gestione remota dei sistemi, la lavorazione di nuovi materiali – continua Sancin – e poi, sull'onda di queste competenze orizzontali, partono i progetti specifici richiesti dalle aziende».
«Ci stiamo costruendo in casa, e prevalentemente con le nostre risorse, una rete di ricerca che in qualche modo riempie il buco italiano nella catena tra università e imprese. In Germania hanno i Fraunhofer, istituti puntati alla ricerca applicata – osserva Marco Livelli, amministratore delegato della Jobs di Piacenza – e noi, con il Musp e i suoi 25 ricercatori cerchiamo, per una decina di aziende, di ottenere gli stessi risultati».
Di necessità. Nel primo trimestre di quest'anno, rileva l'Ucimu, gli ordini di macchine utensili sono cresciuti del 19%, riportando al 12% sopra i livelli, pre crisi, del 2005. Ma il dato della ripresa è eloquente anche per un altro aspetto: mentre il mercato italiano appare ancora in calo dell'1,3%, l'export viaggia al 32,7%, vicino alle punte del 2007. E il 14% è fatto da macchine esportate in Cina.
«La meccatronica italiana è ormai un'industria globale - osserva Luigi Galdabini, presidente della Galdabini - andare in Cina significa competere direttamente con i più qualificati produttori tedeschi. Se il tuo prodotto non è allo stato dell'arte e anche oltre, semplicemente non vendi».
Ma l'innovazione meccatronica non è solo incrementale, innestata su linee di prodotto magari con decenni di tradizione. Può essere anche rivoluzionaria, come è il caso dei prototipi di veicoli ibridi dell'Actua (auto elettriche a quattro motori indipendenti capaci di sterzare su se stesse) o dell'Health robotics di Bolzano, azienda nata da ingegneri ospedalieri che ha sviluppato un sistema robotico per il dosaggio in ospedale delle infusioni di farmaci tossici (chemioterapie) che ora si sta diffondendo in tutto il mondo. Un "laboratorio automatico protetto", attentamente progettato dai tecnologi di Bolzano e Trieste che ha dimostrato una precisione nei dosaggi di questi farmaci critici di gran lunga superiore alle preparazioni umane. E che ora l'azienda sta replicando, in forma più semplice, per tutte le infusioni, quasi sempre affidate a singoli infermieri in ambienti non sterili.
La disponibilità di ambienti di sviluppo meccatronici aperti aiuterà nella ricerca di nuovi spazi innovativi come questi? «Di sicuro oggi, quantomeno sulle macchine ibride e elettriche, molti sono al lavoro – osserva Carabelli». «E l'open innovation - conclude Sancin – ormai si fa strada anche nelle imprese tradizionali».

(Fonte: Ilsole24ore.it)

La banda dei quattro all'attacco di Internet

rivoluzione_internetLa controrivoluzione, la reazione possibile di tappi e regole dei Governi adombrata da Nicolas Sarkozy contro la rete, preoccupa Eric Schmidt, presidente di Google, che incontriamo a Ranchos Palos Verde, poco a sud di Los Angeles. Ma internet ha già la contromossa, per evitare il pericolo di una «balcanizzazione» dice Schimdt, ci sarà una «banda dei quattro», che manterrà vivo lo spirito di libertà.
La «banda dei quattro» di Schmidt include Apple, Amazon, Facebook e ovviamente Google. Saranno loro a formare il nuovo drappello avanzato dell'infotech, per rapidità nel potenziale di crescita («per noi è relativamente semplice sviluppare un nuovo business da un miliardo di dollari» dice) che potrà ostacolare l'intrusione dei «governi». Intrusione per molti versi legittima: la tutela della privacy è centrale al modello di sviluppo del settore e troppo spesso ci siamo accorti che le leggerezza prevale. È su questo che Nicolas Sarkozy ha voluto dare un avvertimento al G8 su Internet organizzato a Parigi nei giorni scorsi. Ma Schmidt è lo stesso preoccupato: «Sarkozy era molto insistente. Mi ha colpito perché nei nostri incontri a porte chiuse lo ha ripetuto più volte, almeno tre volte: sapete, c'è la rivoluzione, ma poi davanti agli eccessi la storia ci dice che alla rivoluzione segue la controrivoluzione. Il problema è che i governi non capiscono i nostri modelli. E questo potrebbe significare limiti alla diffusione, regole per un veicolo per sua natura globale e il pericolo di una balcanizzazione della Rete su livelli nazionali. E se capiterà davvero c'è da preoccuparsi».
Incontriamo Schmidt ai margini del convegno «All Things Digital 9», una passerella dei più infulenti protagonisti del settore organizzata da Walt Mossberg e Kara Swisher, del Wall Street Journal alla quale il nostro giornale è l'unico media italiano invitato. Schmidt, fra i consiglieri esterni di Barack Obama, ha lasciato il ruolo operativo a Google a Larry Page e sempre più si occupa della fenomenologia di Internet: «Oggi sono soprattutto su un aereo, seguo le tendenze, parlo con i governi... e scrivo: sto preparando un nuovo libro». Il nuovo libro è una evoluzione dell'articolo che ha scritto in dicembre su Foreign Affairs con Jared Cohen, un ex giovane funzionario del dipartimento di Stato, «L'impatto Digitale, Connessione e Diffusione di Potere», in cui anticipava con piglio profetico l'impatto di Internet sulle rivoluzioni arabe. Il titolo del nuovo libro è evocativo: «L'Impero della Mente: L'Alba dell'Era Tecno-Politica». «In 100 anni – dice ancora - siamo passati dalla possibilità per l'uomo medio di non avere alcun controllo sull'informazione a un controllo quasi completo sull'informazione globale. Le sfide che si aprono sono immense... dalla trasformazione delle nostre democrazie alle minacce dei terroristi».È in questo contesto allargato dunque, che la «Banda dei Quattro» avanzerà nei territori inesplorati dell'economia digitale. Ci sono ragioni specifiche che giustificano l'identificazione di Apple, Google, Facebook e Amazon fra i Quattro. Per il loro valore, 500 miliardi di dollari di valutazione aggregata. Per la forza innovativa, per le moltitudini che riescono ad afferrare. Ma, soprattutto, perché sono state le uniche ad aver capito – Google in ritardo ammette Schimdt – l'importanza di una piattaforma integrata, con una forte identità, che consente, se necessario, una diversificazione snella. E fa un «mea culpa» per non aver capito subito l'importanza dell'identità: «Mandavo messaggi interni sull'identità, ma poi non ho dato seguito perché ero preso da altre cose e Facebook ha occupato lo spazio facendo cose egregie... L'identità, è straordinariamente importante perché sulla Rete hai bisogno di sapere con chi hai a che fare».
Il messaggio dirompente che deriva dall'identificazione della Banda dei Quattro? Microsoft, che 20 anni fa era l'unico grande protagonista del settore, è secondo Schimdt chiaramente fuori. Una provocazione? Di sicuro, perché nel proiettare una visione articolata e lucida per il futuro da qui ai prossimi cinque dieci anni, Schmidt mette al quinto e sesto posto PayPal e Twitter. «La It come la conosciamo oggi è vicina alla morte» dice a un certo punto. Si riferisce al fatto che sistemi complessi di computerizzazione e di gestione dell'informazione, sia in termini di hardware che di software, saranno rimpiazzati dalla "nuvola", il gestore remoto, il guardiano privato e discreto delle tecnologie per la gestione dell'informazione. E rende omaggio al sistema S3 di Amazon per immagazzinare dati in remoto.
Ma è chiaro che su questo terreno avanza anche Google, con il suo "magazzino remoto", con prodotti che vanno nella direzione di Facebook; o con la "nuvola" per immagazzinare e distribuire musica. Google Music vuole fare concorrenza alla Apple, ma partendo in ritardo è difficile. Anche se osserva Schmidt gli Android, la tecnologia Google per i telefonini diventa il punto di vantaggio e di snodo chiave: «Abbiamo 400.000 nuove attivazioni di Android al giorno» dice Schmidt. Non solo, Google ha presentato proprio qui a Rancho Verde il suo nuovo «Google Wallet» un progetto di vendite scontate a buoni e di pagamenti via telefono che potrebbe disturbare sia Groupon che Square: «Continuiamo a migliorare ogni giorno e resteremo un sistema aperto».
Tutti fanno tutto dunque, con il consumatore al centro di questa battaglia per la crescita e per il dominio del settore. Riferendosi alle dinamiche che regolamenteranno il modello competitivo per la «Banda dei Quattro», Schimidt dice: «Siamo in concorrenza, ma lavoriamo anche insieme e credo che fusioni fra alcuni del gruppo saranno impossibili per problemi antitrust». Questa visione – e questa graduatoria di Schimdt che esclude Microsoft - trova una reazione caustica da parte di Steven Sinofsky, presidente di Windows: «Sappiamo bene come finiscono le bande dei quattro...».
In effetti retrocedere Microsoft è forse prematuro. Sinofsky è anche anche lui al D9 di Rancho Verdes per presentare Windows 8, una evoluzione rivoluzionaria di Windows che introduce elementi tattili molto simili all'esperienza IPad ma con alcuni arricchimenti. Mossberg ad esempio, un esperto di prim'ordine in materia di nuovi prodotti ha giudicato l'innovazione «la più importante per Windows in molti anni». Ma Schmidt non demorde: «Hanno fatto un ottimo lavoro per garantirsi una posizione di predominio nel settore corporate...ma il problema per Microsoft è quello di non aver guidato la rivoluzione del mercato al consumo». Vero. Basta che non ci sia davvero una controrivoluzione. Non dei governi, attenzione, ma dei consumatori stessi, pronti a sfruttare la «diffusione di potere senza precedenti» di cui ha parlato Schmidt, se si sentiranno irrimediabilmente violati nella loro privacy.

(Fonte: Ilsole24ore.it)

Vasco debutta in tour ad Ancona:

Vasco_rossiIl tour di Vasco Rossi inizia ad Ancona, con uno stadio gremito di fan pronti a cantare e ad acclamare un cantante che da trent'anni regala emozioni.

Questa volta però oltre alle canzoni anche effetti speciali di luci, prodotte da otto macchine laser che rimbalzano su trenta specchi, e lingue di fuoco su un palco alto ben 52 metri.
Vasco arriva con con una maglietta, un giaccone di pelle nera e l'immancabile berretto. Viene accolto da un boato. Attacca con "Sei pazza di me", per proseguire con "Non sei quella che eri".Due canzoni del nuovo album di 12 "Vivere o niente", uscito il 29 marzo scorso. Il suo messaggio nel segno della tecnologia: "Siamo soli" e "Manifesto futurista della nuova umanità", mentre sui megaschermi (uno da 640 mq e due da 50) corrono treni e girano vorticosamente lancette di orologi. Durante il concerto non risparmia commenti: "La libertà non è una conquista acquisita, ma va sempre difesa, milioni di persone sono morte per questo".
Prossime tappe l'11 giugno a Venezia, poi il 16, 17, 21 e 22 allo stadio San Siro di Milano, il 26 al San Filippo di Messina e il primo e il 2 luglio  all'Olimpico di Roma.

(Fonte: Iltempo.it)

Le scuole vanno in scena con ''Binario 5... Da qui infinito''

teatro_pergolesiTutti i ragazzi e le ragazze delle classi quinte della scuola primaria “Conti” dell'Istituto comprensivo Lorenzo Lotto saranno i protagonisti dello spettacolo “Binario 5...da qui all’infinito” che andrà in scena mercoledì sera (inizio alle ore 21) al teatro Pergolesi. Il tema del viaggio è stato il fulcro delle attività di laboratorio condotte per gruppi misti di alunni delle tre sezioni: giochi con la voce e con il corpo, attività di ascolto e narrazione, improvvisazione, produzione di disegni e testi di vario genere.
I ragazzi hanno sperimentato il piacere di tradurre quello che ciascuno di loro ha nel profondo, un sentimento dinamico e trascinante, capace di dare forma ai loro pensieri e voce alle loro emozioni.?“Il teatro – spiegano gli insegnanti - è soprattutto un lavoro di gruppo che necessita di unità, di più persone che si impegnano per un obiettivo comune. È proprio questa forte valenza educativa che ci motiva, da quattordici anni, a riproporre con passione l’esperienza teatrale, che vede interagire positivamente scuola, famiglia ed enti locali”.

L`Ambito Territoriale Sociale IX assegana contributi per la maternit

mamma_e_figlioL'Ambito Territoriale Sociale IX assegna contributi finalizzati al sostegno della maternità e dell'infanzia. Beneficiari del contributo sono i minori riconosciuti da un solo genitore in stato di bisogno, i minori figli di ignoti esposti all’abbandono, i minori riconosciuti da madri girovaghe, madri o gestanti in stato di bisogno e di abbandono. Possono essere ammessi al contributo coloro che, residenti nei Comuni dell'Ambito Sociale IX (Jesi e la Vallesina), abbiano un reddito Isee non superiore a 7.500 euro.
Il contributo viene erogato a seguito della valutazione dello stato di bisogno o della valutazione dello stato di abbandono definito da un certificato anagrafico che attesti la condizione di solitudine abitativa della persona che presenta domanda, e da indagini sociali, economiche ed ambientali effettuate da parte delle assistenti sociali competenti per territorio da cui si evinca la situazione di abbandono morale e materiale. Il contributo economico, calcolato su base mensile, prevede 200 euro per i minori, 130 euro per le madri o le gestanti. Tali importi verranno erogati, fino ad esaurimento del fondo, a seguito di un graduatoria sulla base dell’Isee in ordine progressivo, dal più basso al più alto.
Le domande di contributo, sottoscritta dal genitore o tutore che esercita la potestà genitoriale o dalla madre o dalla gestante in stato di bisogno o abbandono vanno redatte esclusivamente sugli appositi moduli forniti gratuitamente dai Comuni dell’Ambito presso gli Uffici Servizi Sociali presenti in ciascuna sede comunale. Il termine ultimo per la presentazione delle domande è il 30 giugno.
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