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Italia master 1982 contro Ancona 1992: un calcio alla sete

803383-ancona8Sabato 9 luglio alle ore 20.45 allo stadio Del Conero di Ancona si affronteranno la nazionale italiana master 1982 e le Glorie Ancona Calcio 1992 in una partita di beneficenza il cui ricavato andrà a favore del progetto Yowa Yoli (Your Water is Life) dell’associazione Colibrì per L’Africa.

Scenderanno in campo alcuni dei campioni della nazionale italiana di calcio che ha vinto i mondiali di Spagna del 1982, fra cui Dossena, Galli, Antognoni, Graziani, Causio, Altobelli e altri giocatori che hanno vestito la maglia della nazionale e che hanno giocato a lungo in serie A, come Schillaci, Vierchwood, Apolloni, Annoni, Amoroso, Tarantino, Mannini, Galia, Bianchi, Venturin, Silenzi, Rizzitelli, Mareggini, Evani e Mussi.
Ad affrontarli saranno le glorie dell’Ancona Calcio, fra cui molti che hanno vinto nel 1992 il campionato di serie B: Micillo, De Angelis, Lorenzini, Pecoraro, Mazzarano, Bruniera, Lupo, Gadda, Tovalieri, Ermini, Bertarelli, Ganz, Maini, Deogratias, Agostini, Vecchiola, Centofanti, Pesaresi, Mastronunzio, Russo, Malavenda, Guerini, Simoni e Fontana.

(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

Lo Space Shuttle va in pensione, ma il sogno dello spazio non muore

Space-Shuttle_OrbitaDa venerdì prossimo, per dodici giorni, potrete sintonizzarvi su Twitter con @Astro_Ferg per avere notizie dalla termosfera, a 320-380 chilometri dalla Terra. È Christopher Ferguson che parla, comandante dell'ultima missione dello Space Shuttle epilogo di un'epopea spaziale durata trent'anni che, però, non sarà un epitaffio sull'eplorazione cosmica.
«Quelli che dicono che quest'ultimo lancio rappresenta la fine dell'eplorazione spaziale americana – ha sentenziato due giorni fa Charles Bolden, l'amministratore della Nasa – credo vivano su un altro pianeta».
Viaggiando a una velocità di 28mila chilometri all'ora, i quattro astronauti dello shuttle Atlantis – l'equipaggio più ridotto della storia – avranno l'onore di vedere un'alba o un tramonto ogni 45 minuti e l'onere di consegnare alla Stazione spaziale internazionale (Iss) una delle più massicce spedizioni di materiale scientifico di tutti i tempi. Del resto, era l'ultima opportunità: la prossima volta, l'America dovrà chiedere un passaggio a qualcuno. O alla Soyuz russa, o alle compagnie private che dovrebbero inaugurare fra breve – forse già l'anno prossimo – l'era del turismo spaziale.
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L'ha detto Barack Obama in persona, quando nel febbraio dell'anno scorso ha sentenziato la fine del Constellation Program voluto da George W. Bush, da lui stesso indirettamente azzoppato con le due grandi operazioni militari che tengono tutt'oggi sotto scacco il budget federale. Che la Soyuz imbarchi da oggi astronauti della Nasa (un biglietto costa 63 milioni di dollari) è un segno dei tempi: la Corsa allo spazio lanciata da John Kennedy, era figlia di una Guerra Fredda che non c'è più. Che invece ci sia un vasto numero di concorrenti, per il nascente mercato del cosmoturismo, è il segno inequivocabile che l'era dello spazio è solo cominciata.
A 200mila dollari a biglietto, la Virgin Galactic di Richard Branson ha già in tasca 410 prenotazioni per salire (con solo sei passeggeri alla volta) a 110 chilometri d'altezza, sperimentare l'assenza di gravità per qualche minuto e poi ridiscendere. Il viaggio inaugurale era fissato per quest'anno: è stato forse rimandato, ma non si sa a quando. In compenso, Branson ha già firmato una lettera d'intenti con la Nasa «per studiare future collaborazioni». Ma il bello è che Virgin non è da sola.
C'è la SpaceX di Elon Musk (diventato ricco come cofondatore di PayPal) che l'anno prossimo comincerà a fare consegne alla Iss per conto della Nasa e, se tutto andrà bene, farà anche da "shuttle" per gli astronauti. C'è la Space Adventures di Eric Anderson che ha già venduto sette viaggi a bordo della Soyuz con destinazione Iss ad altrettanti milionari, ma che ha annunciato di voler offrire – in ordine di tempo – viaggi atmosferici a gravità zero, crociere orbitali con passeggiata all'esterno e viaggi intorno alla Luna.

(Fonte: Ilsole24ore.it)

Google+ e Chrome: Big G all'assalto di Facebook e Microsoft

facebook_vs_googleAndroid, il sistema operativo per smartphone e tablet, è oggi la punta di diamante di Google, servizi di web e search advertising naturalmente esclusi? Guardando ai dati di mercato attuali e di prospettiva la risposta è abbastanza scontata.

A Mountain View sono riusciti nell'impresa di imporre il proprio software in un mercato che forse più competitivo non si può: un mercato che ha messo in serie difficoltà niente meno che Nokia e fatto precipitare ai margini un colosso come Microsoft.
Eppure Google è oggi, e lo sarà ancora di più nell'immediato futuro, "market leader" nelle piattaforme operative per telefonini (nei tablet a dominare la scena è al momento Apple con il suo iOs dell'iPad).
Un altro fronte caldo per la casa californiana, unitamente a quello delle applicazioni per l'ufficio (dove Microsoft può oggi mettere sul tavolo l'offerta cloud di Office 365) e dei software per pc (i Chromebook sono però al momento una vera e propria scommessa tutta da vincere), magari meno dibattuto dai media ma dal punto di vista strategico non meno importante, è quello dei browser.
E quello dei software di navigazione online è un campo che sta dando risposte molto incoraggianti a Google. Stando infatti ai dati elaborati dalla società specializzata Net Applications e relativi al mese di giugno, Chrome è arrivato a una quota di mercato globale superiore al 13,1%, rispetto al 7,2% di un anno fa e al 12,5% il maggio scorso. Che il browser di Google sia oggi una reale alternativa a Internet Explorer, sceso in termini di utilizzo al 53,7% (nonostante il gradimento riservato al nuovo IE9), e a Firefox, che consolidata una fetta di utenza nell'ordine del 21%.
Un altro parametro interessante che misura le ambizioni del colosso di Mountain View, in chiave browser e non solo, arriva sempre da Net Applications e riguarda l'utilizzo dei browser da device mobile: smartphone e tablet hanno superato globalmente la soglia del 5% (la percentuale negli Usa sale all'8,2%) e se oggi gli iPhone si fanno "preferire" (seppur di pochissimo) per navigare in Rete è pressoché certo che nei prossimi mesi la percentuali di "Web surfing" dei telefonini Android andrà drasticamente a crescere. Con tutti i possibili vantaggi potenziali (per Google) per ciò che concerne i servizi di mobile advertising.
L'idea di giocare il jolly Google+, e cioè un social network altamente personalizzabile e in grado di restringere il cerchio delle amicizie in modo mirato e renderlo completo attraverso un ricco set di strumenti di interazione, è di fatto una dichiarazione di guerra che Google ha lanciato in direzione di Facebook. Si tratta ora di capire come e quanto questa novità social, pensata ovviamente anche in chiave mobile per i milioni di utenti di telefonini Android, troverà credito presso l'utenza.
Il servizio è agli albori – e accessibile solo a una ristretta cerchia di invitati – e quindi è impossibile sbilanciarsi in un giudizio di merito. Va rilevato comunque come vari esperti in materia abbiano profuso pareri contrastanti. C'è chi si è espresso in tono scettico, citando gli altri progetti nati e poi subito venuti meno in quel di Mountain View (Buzz, Wave e altri) e chi ritiene poco interessante la possibilità di trasformare l'interfaccia di Google+ in un clone di quella Facebook, nel senso che così facendo molti rimarranno fedeli al social network oggi più popolare del mondo.
C'è però un partito di analisti e addetti ai lavori che ha messo Facebook nel mirino, rimarcando per esempio per la creatura di Mark Zuckerberg – che, da quanto si legge in Rete in queste ore, ha attivato un account su Google+ ed è pure la persona più seguita in assoluto - l'aumento del livello di disaffezione pur senza poterlo quantificare. Altri ne evidenziando i limiti di usabilità e di funzionalità, vedi per esempio la mancanza di un aggregatore di "feed", attributo, guarda caso, di cui invece Google+ si è invece dotato con Sparks, che permette di personalizzare la propria bacheca in base ai propri interessi e renderla visibile a una definita cerchia di amici. Il jolly che ha estratto dal mazzo la casa di Mountain View è per i critici di Facebook (e i sostenitori di Google) un qualcosa che potrebbe seriamente cambiare le carte in tavola nel panorama dei social media, e non solo perché può permettersi di offrire strumenti di video chat sia di gruppo che in modalità mobile.
Un autorevole testata hi-tech americana come PcWord ha messo in fila nove ragioni nove per abbandonare Facebook e utilizzare il nuovo servizio social di Google e vanno dall'integrazione con i più diffusi servizi di BigG (Gmail, Google Docs, Google Search, YouTube, Picasa..) alla natura anche mobile dell'applicazione, dalla presenza delle Cerchie per favorire la condivisione di contenuti con una seleziona lista di contatti al fatto di poter importare (con Sparks) i dati del motore di ricerca, dalla possibilità di salvare od eliminare facilmente determinati dati a un sistema di "tagging" delle foto che avvisa l'utente dell'accessibilità alla tal immagine.
E poi la questione della privacy. Google+ nasce privo di impostazioni generali circa la riservatezza dei dati per ciò che si condivide, ma in funzione di quello che si vuole pubblicare è possibile scegliere chi sono i destinatari del contenuto caricato in Rete. In poche parole l'estrema possibilità di personalizzare il servizio è una sorta di "certificazione" per garantire a chi opera nel social network di non essere troppo esposto. Così come avvenuto a suo tempo con Facebook.

(Fonte: Ilsole24ore.it)

Vodafone: ecco il canale per Android

android-googleC'è un nuovo canale nel Market di Android: è dedicato a Vodafone e contiene tutti i servizi dedicati agli smartphone sviluppati dall'operatore. A conti fatti, è il primo canale di questo genere che è attivato in Europa e i servizi ai clienti sono aggiornati con regolarità.

Si trovano app per notizie, sport, informazioni e giochi. I contenuti che si trovano nel canale dello store sono frutto di partnership siglate a livello globale e locale.
"Con Google, Vodafone mette a disposizione un modo facile e immediato per trovare le applicazioni essenziali di cui hanno bisogno", dice Lee Epting, Direttore Content Services del gestore, spiegando che le applicazioni sono destinati ai quasi 75 milioni di loro clienti che già usano gli smartphone.

(Fonte: Ilsole24ore.it)

Merendoni ad alta fiducia: “Chateau d’Ax pio` forte”

urbino_volleySotto la rete ducale è rivoluzione allo stato puro. Non certo di obiettivi e strategie che ogni anno diventano più ambiziosi. Però non può che colpire il fatto che della Chateau d’Ax Robur Tiboni vincitrice della Coppa Cev 2010-2011 sia rimasta solo Ilaria Garzaro. “Scelte contingenti, non certo figlie di una trama predefinita - rileva il direttore sportivo Gianluca Merendoni -. Abbiamo cambiato quasi tutto ma, pensiamo, in meglio. Le giocatrici ufficializzate sono quasi tutte più dotate. Vogliamo fare meglio della stagione scorsa, ripetendoci in Cev nonostante la presenza di formazioni come Busto, Galatasaray, Krasnodar e Uralochka che non sfigurerebbero nemmeno in Champions, e cercando di migliorarci in campionato. Dobbiamo vedere come le nuove giocatrici si integrano tra di loro. L’anno scorso non brillavamo per individualità, ma avevamo elementi che si incastravano bene”.
E allora vediamole le nuove giocatrici, arrivate al posto di Petrauskaite (emigrata a Krasnodar), Wilson (andata a Villa Cortese), Leonardi (a Busto Arsizio), Renatinha (partita per Baku), Di Iulio (sta definendo con Bergamo) e Dalia (forse a Parma). Merendoni e gli altri uomini mercato hanno preso le alzatrici Katarzyna Skorupa e Candace McNamee. “La prima è una nazionale polacca di assoluto valore - fa sapere il diesse -. La seconda è un’americana che, da avversaria, con la francese Istres Ouest Provence, ci ha impressionato molto. Due ottime giocatrici che partono quasi alla pari. Contiamo che si inneschi tra loro una competizione sana”.
Hanno firmato per Urbino anche la schiacciatrice Jelena Blagojevic, “capitana della Stella Rossa Belgrado da noi affrontata in Cev”, e l’americana Juliann Faucette, atleta giovane e pure lei nel giro della nazionale. Al centro, confermata con grande soddisfazione Ilaria Garzaro, giocherà nella Robur Tiboni Lucia Crisanti, 25enne umbra nelle ultime due stagioni a Busto Arsizio. “Abbiamo preso la nazionale juniores Francesca Gentili, centrale titolare di Verona in A2, e il libero del ’90 Imma Siressi, proveniente da Castellana Grotte, oltre all’opposto belga Lise Van Hecke, 19enne prospetto della pallavolo internazionale, e all’imolese classe ’93 Sofia Devetag”.
Ma non è finita qua. “Stiamo trattando due schiacciatrici, una italiana e una straniera, di assoluto valore. L’allenatore? Manca la firma, ma sarà ancora Francois Salvagni”.
Inizio della stagione italiana l’8 ottobre. La Cev comincerà a fine novembre-inizi di dicembre: prime avversarie le svizzere del Vfm Frances-Montagnes.

(Fonte: Corriereadriatico.it)

Iom, una tradizione sempre pio` forte

AnnaQuaglieriIomQuindici anni di speranza. Da quando la Asur5 e la città possono contare sul coraggio dell’istituto oncologico marchigiano di Jesi, ci sentiamo tutti meno soli e più forti nella lotta alla malattia. Ieri, nella cornice dell’ Essentia Relais, la presidente Iom Anna Quaglieri assieme a 270 tra autorità consiglieri regionali, medici ospedalieri, amici e sostenitori dello Iom

ha festeggiato il quindicesimo compleanno di questa istituzione benefica. C’erano i fondatori, il dottor Giorgio Rossi e le consigliere, non è voluto mancare il direttore sanitario della Asur5 Bevilacqua alla presenza del quale Anna Quaglieri ha annunciato la realizzazione dell’Ospice R.o.s.a., “una residenza ospedaliera sanitaria assistita che accoglierà i malati nella fase peggiore della malattia”. L’istituto jesino ha voluto regalare ai tanti presenti lo spettacolo “Romanacci tua”, tratto dal libro di Stefano Vigilante edito da Sbc. A portare in scena le maschere caratteristiche dal ricordo di un Vigilante bambino cresciuto nel quartiere romano del Pigneto, anche Saverio Raimondo e la bravissima Federica Quaglieri.

(Fonte: Corriereadriatico.it)

Alcol, droga e una difficile integrazione: viaggio al Piano

ugobassiALCOL E SPACCIO di droga, di sera piazza Ugo Bassi e zone limitrofe diventano un ghetto impenetrabile. Decine di persone si ritrovano nei luoghi più nascosti a consumare birra o superalcolici e l’atmosfera cambia.

Membri di tantissime comunità straniere che si ritrovano fianco a fianco, un’integrazione che fatica ad essere realizzata, nonostante i tentativi messi in campo dalla circoscrizione: “Notizie come quella della rissa davanti al bar Centrale — ammette il presidente, Stefano Foresi — sono un colpo al cuore. Stiamo facendo il massimo per rendere migliore questo quartiere con le poche risorse a nostra disposizione e un singolo fatto di cronaca fa crollare tutto il castello che poi va ricostruito”.
Il tema dell’immigrazione va affrontato sia sotto il profilo sociale che quello repressivo. Le forze dell’ordine fanno il possibile: vigili urbani, polizia e carabinieri pattugliano la zona. Il bar Centrale, dove si è verificata la rissa dell’altra sera, a maggio è stato di nuovo chiuso per due settimane, il motivo la massiccia frequentazione di pregiudicati: “Il Comune deve dare il via libera all’installazione delle telecamere — denuncia Foresi — almeno due per piazza Ugo Bassi. Se ne parla da anni, ma ancora non si è visto nulla, speriamo che il Congresso Eucaristico porti buone notizie. Le telecamere potrebbero svolgere un importante ruolo deterrente integrando i controlli delle forze dell’ordine. Per togliere quest’atmosfera di ghetto dal mio territorio sarebbe importante riuscire a far rispettare poche, ma importanti regole: gli orari di apertura dei locali, l’igiene pubblica, le licenze per vendere alcol e un occhio a chi lo vende ai minorenni, un’attenta vigilanza sui contratti di affitto. Noi facciamo il possibile attraverso l’integrazione, la scuola, iniziative culturali come il prossimo evento teatrale in corso Carlo Alberto. Abbiamo rimesso in sesto il decoro, il verde, l’illuminazione, hanno messo l’asfalto nuovo in via Giordano Bruno e presto arriverà pure per piazza Ugo Bassi. Infine il centro commerciale di piazza d’Armi, la cui bozza del progetto andrà presto in consiglio, per rilanciare il commercio del Piano”.
UN NERVO SCOPERTO quello del commercio. Almeno il 30-35% delle attività commerciali del Piano è gestito da stranieri, specie nel settore dei phone center, abbigliamento, alimentari, ristorazione. Tra Piano, Archi e stazione ci sono almeno venti kebab. Gli anconetani restano ancora diffidenti e l’integrazione anche sotto questo profilo fatica a partire. Anzi piovono petizioni per chiedere un intervento immediato. Una è arrivata da piazzale Loreto, alle spalle del Piano, dove i residenti sono preoccupati per lo spaccio di droga che avviene nella zona. C’è poi il problema dell’alcol, ogni sera dalle 20 in avanti i negozi multi-licenza sfornano birre e alcolici a prezzi stracciati.

(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

'Arancia meccanica' nella Vallesina: rapinata e picchiata una famiglia

rapinapistoiaHanno fatto irruzione nella sua villa verso le 2 di notte, lo hanno malmenato e minacciato; poi, presi i 3mila euro e vari oggetti d'oro trovati nell'abitazione, sono fuggiti a bordo del fuoristrada dell'imprenditore rapinato.

E' la disavventura capitata a Daniele Donzelli, titolare dell'autocarrozzeria 'Donzelli group service' della Vallesina. I banditi, dall'accento straniero, armati, hanno terrorizzato anche la moglie e il figlio, entrambi presenti nella dimora unifamiliare di via Le ville 3, una zona isolata tra i Comuni di Mergo e Rosora.
Volto coperto e pistole in pugno, hanno sorpreso i Donzelli nel sonno. Poi le botte ed un colpo di pistola sparato in aria per spingere i tre verso i mobili. Per fortuna nessuno è rimasto ferito. Ma ciò è bastato per farsi aprire la cassaforte, svuotata dei soldi e dei gioielli (in parte assicurati). Infine, la fuga sul Suv, che era parcheggiato in giardino.
Le indagini sono condotte dai carabinieri di Jesi, Castelplanio e dal Reparto operativo provinciale di Ancona.

(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

L'ultimo trucco "ad aziendam" di Berlusconi il 'padrone' del paese corrompe la democrazia

berlusconigiovaneDopo alcuni pezzi del processo breve comparsi nella bozza della finanziaria e poi scomparsi nel testo licenziato dal Cdm, il governo ci riprova. E lo fa infilando nel documento della manovra una norma che salva il Cavaliere e la Fininvest dal salasso economico derivato dalla possibile condanna in appello (prevista il 9 luglio) per il lodo Mondadori. Tradotto in cifre (da capogiro): 750 milioni da versare alla Cir di Carlo De Benedetti. In sostanza aggiungendo un comma all’articolo 283 e modificando, in parte, l’articolo 373, si sospende l’esecutività del risarcimento quando la cifra supera i 20 milioni. Sospensione rimandata alla decisione finale della Cassazione.
In primo grado la Fininvest viene condannata al risarcimento. E’ il 3 ottobre 2009. A firmare la sentenza sarà il giudice Raimondo Mesiano poi finito nel tritacarne del fango mediatico. Quel giudizio prende spunto dalla condanna penale, passata anche in Cassazione (2007), nella quale viene condannato il giudice Vittorio Metta con l’accusa di aver ricevuto denaro da uomini Fininvest per aggiustare la controversia tra Berlusconi e la Cir di De Bendetti (rimasto solo dopo l’abbandono del gruppo Formenton). Il processo penale inizia in seguito alle dichiarazioni di Stefania Ariosto.
Insomma, dalle spigolature della finanziaria, che ora dovrà passare il giudizio del Colle, emerge l’ennesima norma ad aziendam pensata dagli uomini di Berlusconi. L’articolo 283 prevede, infatti, che “il giudice d’appello, su istanza di parte, proposta con l’impugnazione principale o con quella incidentale, quando sussistono gravi e fondanti motivi, anche in relazione alla possibilità di insolvenza di una delle parti, sospende in tutto o in parte l’efficacia esecutiva o l’esecuzione della sentenza impugnata, con o senza cauzione”. Viene aggiunto un ulteriore comma che stabilisce che la sospensione “è in ogni caso concessa per condanne di ammontare superiore a 10 milioni di euro se la parte istante presta idonea cauzione”.
L’articolo 373 del codice prevede invece che “il ricorso per Cassazione non sospende l’esecuzione della sentenza. Tuttavia il giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata può, su istanza di parte, qualora dall’esecuzione possa derivare grave e irreparabile danno, disporre con ordinanza non impugnabile che l’esecuzione sia sospesa o che sia prestata congrua cauzione”. A tale comma viene aggiunto un periodo che stabilisce che “la sospensione prevista è in ogni caso concessa per condanne di ammontare superiore a 20 milioni di euro se la parte istante presta idonea cauzione”.
E’ in questa norma che  potrebbe rientrare la sentenza di appello nella causa sul Lodo Mondadori attesa in questi giorni. In primo grado Fininvest era stata condannata a risarcire al gruppo De Benedetti 750 milioni di euro a titolo di risarcimento del danno subito per la corruzione nella vicenda giudiziaria.
Immediata, scoppia la polemica politica. Secondo il segretario del Pd Pier Luigi Bersani se la misura non venisse cancellata dal testo sarebbe “un insulto al Parlamento”. Mentre per il leader dell’Idv Antonio Di Pietro si tratta di una norma “incostituzionale e criminogena”.
Pochi giorni prima che la Corte d’Appello di Milano si pronunci sulla vicenda (la sentenza di secondo grado è prevista per il fine settimana), il governo introduce all’ultimo momento una norma che modifica due articoli del codice di procedura civile (il 283 e il 373) con un unico obiettivo: obbligare il giudice d’appello a sospendere l’esecuzione di una sentenza se la condanna supera i 20 milioni di euro (10 se è in primo grado) e se la parte che deve pagare presta “idonea” cauzione. Il magistrato dovrà prendere tale decisione se la parte interessata ne farà richiesta.
Le opposizioni attaccano a testa bassa e si rivolgono ad Angelino Alfano, stavolta non solo in veste di Guardasigilli, ma anche di neo-segretario del Pdl. A lui chiedono di cancellare quella che i più battezzano “l’ennesima legge ad personam”. E se non lo farà, avverte il vicesegretario del Pd Enrico Letta, il ‘nuovo cors ipotizzato per il Pdl di “partito degli onesti” di cui ha parlato Alfano nel suo discorso di insediamento, non sarebbe credibile.
Ma c’è anche chi ironizza, come Vincenzo Vita (Pd): “Come mai oggi Alfano ha disdetto all’ultimo momento la sua partecipazione al workshop organizzato alla Bocconi dalla fondazione Rodolfo De Benedetti?”.
Alfano, è invece la domanda che rivolge il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione, avrà “il coraggio e la forza di rompere questa protezione sfacciata di interessi privati tramite il potere dello Stato?”. Il finiano Italo Bocchino e il Democratico Andrea Orlando si rivolgono direttamente a Giulio Tremonti. Il ministro dell’ Economia, è l’appello del primo, dovrebbe cancellare la misura salva-Fininvest anche per non “scalfire la sua immagine internazionale”. Tremonti cancelli questa “vergognosa e inaccettabile norma”, interviene il responsabile Giustizia del Pd Andrea Orlando.
Il fatto, interviene il capogruppo Pd in commissione Giustizia della Camera Donatella Ferranti, è che la maggioranza continua, come se nulla fosse, con le sue “leggi ad personam”. A prescindere da ciò che si dice e da ciò che si promette. E questo, nello stesso provvedimento in cui si chiedono “lacrime e sangue agli italiani” e si “salvano ancora una volta i produttori che non hanno pagato le quote latte”.
Più che di ‘leggi ad personam’, afferma il Verde Angelo Bonelli, forse sarebbe meglio parlare in questo caso di ‘manovra ad personam…”. E’ un “provvedimento da furbetti”, taglia corto il presidente dei senatori Pd Anna Finocchiaro. Un “inaccettabile abuso di potere”, osserva il presidente del Pd Rosy Bindi.
Ma il capogruppo del Pdl in commissione Giustizia della Camera Enrico Costa rispedisce le critiche al mittente e tenta di fornire una giustificazione ‘tecnica’. La maggioranza, spiega, “in un momento di congiuntura economica particolarmente sfavorevole” ha deciso semplicemente di “contemperare il diritto del creditore con le ragioni del debitore” quando le somme di denaro da corrispondere “hanno dimensioni di rilevante entità”. La polemica però non si spegne: questa manovra, insiste il leader di Sel Nichi Vendola è tutto “fumo, arrosto e dessert (“da 750 milioni di euro”)”

(Fonte: Ilfattoquotidiano.it)

“Momenti Cosmici" quattro serate di astronomia in piazza a San Paolo di Jesi

sanpaoloLunedi’ 4 luglio prenderà avvio “Momenti Cosmici” con la prima delle quattro serate dedicate all’astronomia. Momenti cosmici, iniziativa permessa grazie al prezioso contributo dell’Associazione Vaghe Stelle dell’Orsa  ed in particolare di Andrea Boldrini prevede  due incontri teorici (Lunedì 4 e Lunedì 18 Luglio) di due ore ciascuno in cui si terranno lezioni sul Sistema solare e sugli oggetti del cielo profondo con video proiezioni su schermo. Questi incontri verranno tenuti presso Piazza della Comune, all’interno della mura castellane di San Paolo di Jesi, una piazza, raccolta e accogliente, che manifesta una naturale predisposizione per eventi di questo tipo.
Altri due incontri (Sabato 9  e sabato 23 luglio) saranno invece pratici, durante i quali verranno eseguite osservazioni telescopiche con lezioni guidate del cielo. Nel primo sabato verranno osservati la luna e saturno, nel secondo sabato il “cielo profondo”. Le osservazioni verranno eseguite con il grande telescopio Meade Ritchey-Chretien e si terranno presso il campo sportivo di San Paolo di Jesi.
Oltre a “Momenti Cosmici” all’interno delle manifestazioni estive in programma nel Comune di San Paolo di Jesi, sono previsti anche due concerti che si terranno sempre in Piazza del Comune nel centro storico: il “Concerto di Fisarmoniche”, realizzato in collaborazione con l’Associazione Organistica della Vallesina previsto per mercoledì 6 luglio alle ore 21; il tradizionale “Concerto di Fine Estate” della Banda musicale di San Paolo di Jesi, realizzato in collaborazione con l’Associazione “Amici della Musica l’altro, che si terrà giovedì 18 agosto,”.
Tutte le manifestazioni sono completamente gratuite e aperte alla partecipazione di tutti gli interessati.

“Caserma della polizia altra gaffe della giunta”

92141_polizia_ralf“Questa giunta colleziona una gaffe dietro l’altra. Quasi non c’è più soddisfazione a criticarla”. Claudio Biondi (Dc per le autonomie-Pdl) si riferisce alla questione della realizzazione della nuova caserma della polizia di Stato. “E’ l’ennesima dimostrazione, direi la più eclatante – osserva Biondi – della superficialità con cui l’amministrazione civica affronta i problemi. Nel piano triennale delle opere pubbliche 2011-2013, è stata programmata per quest’anno la costruzione della caserma della polizia in via Dante, precisamente nella zona occupata da più di trent’anni dalla pista di pattinaggio. Se per realizzare la caserma si vuole smantellare la pista, si sarebbe già dovuto individuare e realizzare la nuova pista di pattinaggio, ma purtroppo, incredibile a dirsi, non è così. Addirittura la nuova pista non è stata nemmeno programmata”.
Ma c’è dell’altro. “Inoltre – prosegue Biondi – la giunta prevede di costruire la caserma con i soldi dei privati, come se a Fabriano in questo momento ci fossero le migliori condizioni economiche possibili e gli imprenditori non sapessero come investire i loro ricchi ricavi”. Per la nuova sede della polizia sarebbero praticabili diverse soluzioni, senza spendere un euro. “I locali di palazzo Chiavelli e del palazzo del Podestà – aggiunge l’esponente di centrodestra – sono ora tutti liberi, per cui potrebbero fare al caso. E ci sarebbe pure il vantaggio di avere le forze dell’ordine nel centro storico”

(Fonte: Corriereadriatico.it)

“Il Movimento ha finito il suo percorso”

marcopolita“Difendo la scelta di uscire dal Movimento democratico poiché, a mio avviso, ha concluso il suo percorso. Non entrerò in maggioranza, valuterò di volta in volta l’espressione di voto”. Ha destato clamore la decisione dell’ex sindaco Marco Polita di abbandonare le fila di Jesi è Jesi.

Continuerà il suo mandato di rappresentante dell’assemblea degli eletti ma sganciato dal movimento che aveva sostenuto la candidatura a sindaco di Melappioni, dimessosi fra l’altro da consigliere qualche settimana fa, come pure dalla maggioranza, non escludendo tuttavia di poter votare con questa in caso di iniziative che giudicherà valide. Polita ribadisce la sua posizione all’indomani dei commenti sulla sua scelta di uscire da Jesi è Jesi da parte di alcuni consiglieri e del capogruppo del Movimento democratico Matteo Marasca. Dichiarazioni che non gli sono andate giù, tanto che ribatte con toni secchi e lapidari. “A Marasca, che mi risulta iscritto ai giovani del Pd – osserva Polita – e che ha partecipato attivamente al congresso dello stesso partito, rammento che ha già fatto una scelta chiara”. Un’osservazione, quella su un movimento di opposizione composto da iscritti allo stesso partito della maggioranza, diventata anche motivo di attacco da parte del centrodestra, che ha accusato più volte il Movimento democratico di aver fatto un’opposizione fittizia. Polita risponde anche al capogruppo del Pd: “Gli rammento - rivolgendosi a Binci – che la divisione del centrosinistra fu motivata dal tentativo di contrastare spese inutili per consulenze, negative relazioni con il personale e scelte ambientali opinabili”.
Sul fronte politico, da segnalare l’elezione di Andrea Dignani, geologo e già presidente del Wwf Marche, coordinatore cittadino di Sel.

(Fonte: Corriereadriatico.it)

Anche il Dalai Lama `vedr

dalai_lama_01Il catalogo della mostra ‘La terra dalle ombre lunghe’, inaugurata ieri a Palazzo del Duca a Senigallia, nell’ambito del progetto ‘M’arcord Mario. I luoghi, i volti e le parole di Mario Giacomelli’, sarà consegnato a fine mese al Dalai Lama.

L'evento avverrà in Francia, a Tolosa, dove la massima autorità spirituale del buddismo tibetano sarà in visita. Le foto sono quelle che Enea Discepoli, allora giovanissimo esploratore dei luoghi d’Oriente, scattò nel 1976 a Ladakh, in Tibet, inviato da Mario Giacomelli. Racconta Discepoli: “l Dalai Lama é venuto a conoscenza della mostra grazie ad Adriana Romitelli del Centro Studi Cenresig di Bologna, mia grande amica, che lo segue spesso durante le sue visite in Italia. Quando il Dalai Lama a fine mese sarà a Tolosa, Adriana lo incontrerà, e gli consegnerà il catalogo. Il Dalai Lama potrebbe anche firmarne una copia che resterebbe a noi’’.
La Romitelli ha anche regalato a Discepoli un braccialetto che ha ricevuto la benedizione dello stesso Dalai Lama. ‘’E’ un cordino in seta che dà protezione in quanto vi é stata trasferita energia’’, spiega Discepoli.
Quanto alla mostra, “in passato - continua - si é detto tutto e il contrario di tutto su queste foto: che Giacomelli le aveva ripudiate, cosa non vera; che era stato lui a farle in Tibet, luogo dove non mise mai piede”.
La storia dietro le immagini de ‘La terra dalle ombre lunghe’, invece, e’ molto semplice. Ricorda Discepoli: “Nel 1976 ero in missione per conto di Giacomelli a Ladakh, in Tibet. Lui mi aveva consigliato di immortalare i volti della gente, le rughe, i segni della sofferenza della vita in alta quota. Per questo non fotografai il Dalai Lama, che vidi, e toccai per la prima volta, durante una meditazione collettiva. Quelle foto le diedi poi a Giacomelli, che le trasformò completamente, tanto che io gli dissi: ora sono tue. Io le ho scattate per te, quasi in trance. In effetti Giacomelli le allargò, le tagliò, le elaborò con il bianco e nero, sino a farne qualcosa di completamente suo”.

(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

Emergenza sfratti in regione Ad Ancona aumentati quasi del 30%

SFRATTINelle Marche, nell’anno 2010, sono stati emessi 1.600 provvedimenti di sfratto dei quali più di 1400 per morosità facendo registrare un aumento, rispetto all’anno precedente, del 18,52%. Un dato che segnala una crescita preoccupante rispetto all’incremento nazionale del 6,51%.

Questo ci pone al 5° posto in Italia dopo la Campania (207,98%), la Calabria (58,89%), la Sardegna (56,82%) e la Lombardia (48,07%). Sul territorio regionale il primato del totale degli sfratti, non solo per morosità, lo detiene la provincia di Ancona con un incremento del 29,69%, seguita da quella di Macerata con il 29,52%, di Ascoli Piceno e Fermo con il 21,90% .
Solo la provincia di Pesaro-Urbino registra un decremento dello 0,48%. Un’ inversione di tendenza emerge dai dati relativi agli sfratti eseguiti con l’intervento dell’Ufficiale Giudiziario: gli incrementi percentuali diminuiscono nelle province di Ancona del 4,09%, di Ascoli Piceno-Fermo del 9,52% e a Macerata addirittura del 14,63%. Solo nella provincia di Pesaro-Urbino, dove il numero complessivo degli sfratti è sceso, sono aumentati del 30,56%,quelli coatti. “In realtà, questi dati ufficiali non tengono conto di tutti quegli inquilini, in morosità da mesi -sostiene Caludio Omicccioli, Segretario regionale del sindacato inquilini Sicet Cisl-Marche- per i quali i locatori non hanno ancora avviato l’azione legale.
In positivo dobbiamo segnalare,comunque, che in questi anni di crisi molti proprietari oltre a non avviare azioni legali, stanno abbassando gli affitti per andare incontro alle nuove situazioni di difficoltà economiche .”In sostanza i dati rappresentano chiaramente che la crisi sta colpendo ancora le famiglie marchigiane più vulnerabili, quelle che hanno avuto una riduzione del proprio reddito a seguito della cassa integrazione o della perdita del posto di lavoro e non sono proprietarie della abitazione o assegnatarie di alloggio pubblico.
“Occorre – secondo Mario Canale, Segretario della CISL Marche – maggiore tutela per queste famiglie, che sono lasciate da sole , con le fatiche quotidiane per riuscire ad arrivare alla fine del mese. Il Governo Nazionale deve smettere di tagliare risorse al welfare abitativo è necessario che intervenga concretamente nel settore della casa pubblica, per favorire anche lo sviluppo economico e la coesione sociale del paese. E’ necessario invertire il sistema di tagli e riduzioni alle politiche abitative che oltre all’ assenza di finanziamenti e all’offerta di edilizia pubblica vede anche la riduzione (da 360 milioni del 2001 a 33 del 2011) ai minimi termini del Fondo di sostegno all’affitto destinato proprio all’emergenza morosità".
"Anche la Regione Marche – prosegue Canale – deve fare la sua parte dando sollecita attuazione all’accordo per l’adozione di misure anticrisi nel settore delle politiche abitative” sottoscritto con il Sindacato e Associazioni Inquilini il 5 maggio 2011, che certamente può aiutare quelle famiglie che, oggi, si trovano in condizione di fragilità e difficoltà economica anche a causa della perdita del lavoro. ”

(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

No Tav, nella guerriglia pio` di 200 feriti Colle: “lntervenire contro violenza eversiva”

scontriIn Val Susa è durata circa sei ore la guerriglia tra manifestanti NoTav e forze dell’ordine. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha parlato di “violenza eversiva” contro le forze dell’ordine e di necessità per lo Stato di intervenire con la “massima fermezza”.

I primi scontri si sono verificati intorno a mezzogiorno, soprattutto nell’area del cantiere della Torino-Lione e nel perimetro della centrale idroelettrica. Tutto questo mentre sfilavano i due cortei: quello “ufficiale” composto da oltre 50mila persone, partito da Exilles, e aperto dai bambini e dai 23 sindaci della Valle. E il secondo: quello partito da Giaglione a cui partecipavano anche appartenenti degli autonomi e dei centri sociali, che hanno puntato decisi verso la “zona rossa”. Passando per i sentieri di montagna. I tafferugli si sono registrati in diversi punti della Valle. Le Forze dell’ordine hanno sparato decine e decine di lacrimogeni. Alla fine il conto – difficile da stimare perché c’è stata un vera e propria ‘guerriglia anche delle informazioni’ – è stato di più di cento feriti tra agenti e attivisti. La Questura parla di 188 feriti solo tra la polizia, i carabinieri e la Gdf. Il movimento dei NoTav denuncia, invece, che gli agenti avrebbero lanciato molti lacrimogeni ad alzo zero. Un ragazzo veneto sarebbe stato colpito sul volto in modo serio e trasportato di urgenza in ospedale. A Chiomonte nel primo pomeriggio è arrivato anche il leader del Movimento 5 stelle, Beppe Grillo, che in un discorso improvvisato al popolo NoTav ha dichiarato: “Stanno facendo le prove tecniche di dittatura”. Intanto il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, ha affermato: “Il governo va avanti con i lavori della Tav”.

(Fonte: Ilfattoquotidiano.it)

Varchi elettronici Operativi da lunedi`

varchi_elettronici_jesiDa lunedì i varchi elettronici posizionati nelle vie di accesso alle tre zone a traffico limitato del centro storico saranno definitivamente operativi. Terminata la fase di sperimentazione con il presidio dei vigili urbani - così come disposto dal ministero - il controllo telematico dei veicoli che oltrepassano Porta Bersaglieri, via Andrea da Jesi e Corso Matteotti diventa dunque totalmente automatizzato e collegato alla centrale operativa presso il Comando di polizia municipale.
Il particolare software - collaudato in questo pre-esercizio di un mese - scarterà i numeri di targa dei veicoli per i quali è stato autorizzato il transito (dei residenti, dei diversamente abili, di chi effettua operazioni di carico e scarico ecc.) e tratterrà in memoria quelli non inclusi nella cosiddetta “white list”. Sarà poi la polizia municipale ad effettuare un ulteriore controllo incrociato e, qualora dovesse essere confermata la mancata autorizzazione, scatterà la relativa sanzione di 76 euro oltre alle spese di notifica.

(Fonte: Corriereadriatico.it)

Chiese asilo politico in Tunisia Ora imprenditore di Fabriano fa lo sciopero della fame

giudice-magistrato-leggeAd aprile, mentre migliaia di nordafricani scappavano verso l’Italia, aveva polemicamente chiesto asilo politico alla Tunisia, dichiarandosi ‘’vittima delle banche italiane in quanto imprenditore onesto’’.

Tornato in patria, da qualche giorno fa lo sciopero della fame a casa sua, a Fabriano (Ancona). Il Costruttore Luciano Stopponi e’ al centro di una nuova clamorosa forma di protesta, per difendere - spiega - i propri beni e quelli della famiglia da una presunta ‘’truffa’’, sulla quale un anno fa ha presentato un esposto alla procura di Ancona, finora rimasto senza seguito.
La vicenda riguarda la costruzione, interrotta, di un albergo a Matelica (Macerata), l’Hotel Agora’. Un’impresa nella quale l’uomo aveva investito tutti i risparmi, ma che poi, fra ricorsi al Tar, mancati permessi edilizi, e da ultimo il blocco di un mutuo edilizio da parte della Cassa di risparmio di Fabriano e Cupramontana l’ha condotto al fallimento. Gli operai erano saliti per protesta sul tetto dell’albergo, il 29 luglio 2009 Stopponi si era incatenato davanti alla sede della Regione Marche, ma nonostante l’impegno delle istituzioni, la situazione non si e’ sbloccata. Tutto per un mutuo di 2,5 milioni di euro, che, afferma Stopponi, era ampiamente garantito dai beni personali e familiari dell’imprenditore. Dopo una prima tranche di 1,1 mln di euro, la Cassa di risparmio avrebbe interrotto i finanziamenti, e i lavori dell’hotel si sono arenati.
Ma le procedure fallimentari e giudiziarie sono andate avanti, con varie confische: lunedi’ il curatore fallimentare dovrebbe confiscare a Stopponi l’ultimo bene che ha, l’abitazione della famiglia. Una delegazione comunale fabrianese, composta dal sindaco Roberto Sorci e da consiglieri di vari partiti, e’ andata a fargli visita, e a Stopponi rinnova solidarieta’ e vicinanza umana il suo partito, il Pri, che attraverso il segretario regionale Giuseppe Gambioli invita la magistratura a fare chiarezza.

 

(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

Il primo ponte che scavalca la Flaminia diventa realt

collemarino.gRIPRENDERANNO a settembre, e saranno completati entro l’anno, i lavori per la realizzazione del ponte sulla Flaminia davanti all’ex Fiat di Collemarino, struttura che dovrà collegare l’abitato alla spiaggia mettendo a disposizione due ascensori (uno lato mare, l’altro lato monte) per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Si tratta del primo ponte che scavalca la Flaminia per raggiungere il mare (su modello di quello del Santa Cristiana a Marcelli, che scavalca la via Litoranea) e la realizzazione dei piloni ha monopolizzato l’attenzione dei tanti automobilisti che transitano lungo la Statale.
I lavori si sono fermati a giugno, perché durante la stagione balneare la Capitaneria non autorizza interventi in spiaggia, ma in molti si sono chiesti se non fossero stati bloccati per il grande impatto paesaggistico della struttura, soprattutto sul litorale.
“L’IMPATTO non c’entra nulla – spiega il presidente della II circoscrizione Stefano Foresi – perché il progetto, redatto dall’ingegner Muti, è stato approvato dall’ufficio urbanistica del Comune che nel 2007 ha rilasciato il permesso di costruzione, nell’ambito delle opere di urbanizzazione comprese nei piani di recupero della ex Fiat. La struttura sarà realizzata con pannelli in legno e lamellare a vetro appoggiati su pilastri in cemento armato con fondazioni su pali, ci saranno due ascensori e due scalinate”.
“CERTO, il ponte avrà un forte impatto – commentano i concessionari della spiaggia di Collemarino – ma in questa zona mancava una struttura che permettesse l’accesso ai disabili. L’importante è che il Comune, una volta completato il ponte, realizzi un vialetto di collegamento con il resto del litorale”.
Attualmente il pilone del ponte, lato mare, confina con un rimessaggio, che interrompe il vialetto realizzato lungo la recinzione ferroviaria. Per completare il collegamento l’amministrazione comunale dovrà valutare se spostare la rimessa delle barche.
INTANTO è allo studio dei tecnici comunali anche la realizzazione di un sottopasso carrabile tra Torrette e Collemarino, un’opera da 900mila euro (finanziata per oltre il 50% dall’Autorità Portuale) che dovrà consentire l’accesso in spiaggia dei mezzi di soccorso, ora costretti ad arrivare fino a Falconara, in via Goito.
“Lo studio di fattibilità – spiega ancora Foresi – prevedeva l’area ex Sidercomit, soluzione poi scartata perché c’è troppo poco spazio lato mare e le pendenze delle rampe di raccordo sarebbero troppo elevate dovendo scavare in profondità, per circa 6 metri. I tecnici stanno individuando nuove soluzioni”.

(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

Alberto e Charlene sposi

castello2Finalmente sposi, anche per la Chiesa cattolica: Alberto di Monaco e Charlene Wittstock, davanti a 800 ospiti illustri riuniti nella Courtyard di Palazzo Grimaldi, si sono detti per la seconda volta "sì", dopo il rito civile di ieri. Lui allegro fin dall'arrivo, lei tesa per la gran parte della cerimonia religiosa: solo dopo aver pronunciato il fatidico "oui" si scioglie in un sorriso più spontaneo, dopo mezz'ora passata a occhi bassi e con uno sguardo quasi preoccupato. Ma la commozione vera e propria arriva solo più tardi, quando si reca col marito nella chiesa di Santa Devota, per lasciare il suo bouquet: qui la tensione si scioglie, le lacrime le scendono sul volto.
L'abito di Charlene. Ma come accade in ogni matrimonio che si rispetti, il momento clou è stato l'arrivo della sposa: la Wittstock ha strappato un mare di applausi, col suo abito bianco Armani attillato, con sobrio velo e strascico di venti metri, e senza gioielli (solo un fermaglio di brillanti a tenere i capelli e il velo, sopra la nuca). Il vestito è stato disegnato personalmente dallo stilista italiano (presente anche lui alla cerimonia), realizzato con 2.500 ore di lavoro, abbellito da 40.000 cristalli di Swarowsky e 30.000 perle dorate. Ad accompagnare colei che lo indossava, due damigelle d'onore: la stilista di origine danese Isabelle Kristensen e Donatella Knecht de Massy, cugina di Alberto (lui in uniforme bianca).
Gli ospiti. Prima, a partire più o meno dalle 16, c'era stato invece l'arrivo degli ottocento ospiti: tante le celebrità, come Karl Lagerfeld (che ha vestito Charlene ieri, nella cerimonia civile), Naomi Campbell bellissima in verde acqua, Jean Michel Jarre, Umberto Tozzi, Emanuele Filiberto con Clotilde Courau, Jean Todt con la compagna attrice Michelle Yeoh, Roger Moore.  tanding ovation per Bernadette Chirac, ex first lady di Francia, in total blu.Tra i più emozionati, come ovvio, i familiari: riflettori puntati su Charlotte Casiraghi, figlia di Carolina, bellissima e sempre più somigliante a sua madre; sui suoi fratelli Andrea e Pierre (con la fidanzata Beatrice Borromeo); e poi, appunto, sulle sorelle dello sposo, Carolina con cappello a falda larga, Stephanie con abito scollato plissettato. Completano il quadro tante teste coronate (i sovrani di Belgio e di Svezia con l'erede al trono Victoria, i principi ereditari di Danimarca e Olanda, il conte Edoardo d'Inghilterra con la contessa di Wessex) e il presidente Nicolas Sarkozy. Per l'Italia il ministro Angelino Alfano.
Dopo la cerimonia. Al termine del rito religioso - chiusa dall'Ave Maria cantata da Andrea Bocelli - Alberto e Charlene lasciano Palazzo Grimaldi per recarsi in visita alla chiesa di S.Devota dove la sposa lascia il suo bouquet, come già fatto 55 anni fa dalla madre di Alberto, Grace Kelly, in occasione del suo matrimonio con il principe Ranieri III. Il tragitto viene percorso con un'auto decappottabile aperta ecologica per salutare la folla: un vero e proprio bagno di folla, per i neo-sposi. All'interno della Chiesa, Charlene finalmente si scioglie: e piange di commozione.
La serata. Cinquecento sono gli ospiti invitati al banchetto nuziale, preparato dai celebri chef Alain Ducasse e Franck Cerutti: l'appuntamento è alle 21. Poi si danza fino all'alba, nella sala dell'Opera di Garnier trasformata per l'occasione in pista da ballo.
I gossip. La cerimonia di oggi, però, non riesce a tenere a freno i gossip sempre più inistenti sulla crisi di Charlene della vigilia: ora anche fonti dell'entourage matrimoniale confermano che il problema c'è stato, eccome. Mentre dalla Francia giunge l'indiscrezione che i "nuovi" figli illegittimi sarebbero due: un bimbo di 18 mesi avuto da una donna italiana; e di un secondo figlio nato da Nicole Costa, un piccolo che ha ormai tre anni e mezzo ed è dunque un fratellino di Alexandre (già riconosciuto dal principe). Sul sito Vogue.com è stata pubblicata una smentita per bocca della stessa Charlene: "Solo gossip e voci prive di contenuto". Ma non è bastato a mettere tutto a tacere.

(Fonte: Repubblica.it)

Il giorno pio` lungo della Valle di Susa Cortei a Chiomonte e verso la “zona rossa”

no.tav.pp.266L’hanno chiamata manifestazione “nazionale”, per sottolineare che il movimento No Tav non difende il proprio cortile, ma lotta per una causa comune. Alla fiaccolata di Chiomonte del 26 giugno, poche ore prima dello sgombero della “libera repubblica della Maddalena” erano in diecimila e oggi saranno molti di più.

Gli organizzatori attendono almeno 30 mila persone, da tutta la Valle, da Torino, dalle altre regioni d’Italia e da mezza Europa (francesi, spagnoli, tedeschi e austriaci, molti dei quali già ospitati in un libero campeggio a Venaus).
La tensione – e non potrebbe essere altrimenti – è molto alta. L’area del cantiere della Maddalena di Chiomonte, operativo da sei giorni, è tuttora presidiato da 600 tra poliziotti e carabinieri.
La zona è off limits per tutti, compresi i proprietari delle vigne dell’Avanà che, ironia della sorte, furono impiantate grazie ai soldi dell’Unione europea elargiti vent’anni fa in compensazione per i lavori dell’autostrada Torino-Bardonecchia; gli stessi finanziamenti che – a rischio scadenza – hanno imposto lo sgombero dell’area e l’avvio del primo cantiere della futuribile Tav Torino-Lione.
Riprendersi l’area, come accadde nel 2005 a Venaus, non è possibile e la strategia No Tav, dunque, punta al logoramento: “L’assedio – proclama il leader Alberto Perino – continuerà fino a quando se ne saranno andati. Il nostro obiettivo è difendere la nostra terra. È stato facile con duemila agenti e altrettanti lacrimogeni occupare i terreni, un po’ più difficile sarà restarci e gestire il cantiere”.
Sarà un “assedio pacifico” giurano gli organizzatori, ma il timore di azioni violente purtroppo c’è. E in parte lo dimostra il fatto che i cortei saranno (almeno) due, oltre al presidio della zona di Chiomonte: da est il primo (appuntamento alle nove a Giaglione) organizzato dai comitati No Tav; da ovest il secondo (alla stessa ora a Exilles) promosso da 23 sindaci dell’Alta e della Bassa Valle e dalla Comunità Montana. Entrambi punteranno verso Chiomonte, ma il corteo degli amministratori terminerà al campo sportivo (“partecipiamo – dichiara il presidente della Comunità Montana Sandro Plano – per protestare contro il progetto della nuova linea ferroviaria, contribuire al mantenimento della legalità e del carattere non violento della manifestazione e per tutelare la pubblica incolumità”) mentre il corteo dei comitati (sicuramente il più numeroso) punterà verso la “zona rossa” che inizia alla centrale elettrica, là dove c’erano le barricate, all’imbocco della strada dell’Avanà, unica via d’accesso alla zona di cantiere.
Da lì, sicuramente, non si passa. I problemi, semmai, potrebbero arrivare dai boschi e dai sentieri intorno al viadotto della Ramat, dove le trivelle dovrebbero cominciare a scavare. “C’è un percorso ufficiale – raccontano dalla Questura di Torino – ma sappiamo che ci saranno almeno quattro concentramenti intorno alla zona della Maddalena, studiati apposta per raggiungere la zona del cantiere. Siamo pronti a fronteggiare qualsiasi tipo di incursione”. In tutta l’area le forze dell’ordine schiereranno più di mille uomini.
“Metteremo in campo intelligenza e creatività – garantiscono i comitati – vogliamo costruire un assedio, che significa circondare il territorio e ripetere quest’esperienza tutte le volte che sarà necessario, per dimostrare tutta che tutta la Val Susa, e non solo, non vuole quest’opera. Dal punto di vista del consenso il movimento No Tav ha già vinto. Si può dire che la nostra lotta sia il quinto referendum”.
Oggi a Chiomonte ci saranno anche il coordinatore regionale di Sel Monica Cerutti e il capogruppo al comune di Torino Michele Curto (in maggioranza con il Pd, da sempre favorevole all’opera): “La discussione va riaperta – dichiara Monica Cerutti – non sposiamo nessuna tesi preconcetta, ma dopo i risultati del referendum sarebbe utile un supplemento di confronto”.

(Fonte: Ilfattoquotidiano.it)

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