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Auto contro un palo: feriti tre bimbi e la madre

incidente_paloTragedia evitata, poteva finire in un disastro. Una distrazione, un malore, un guasto meccanico o forse un colpo di sonno le ragioni che hanno provocato ieri pomeriggio intorno alle 14,20 un incidente che ha fatto temere il peggio.
Tre bambini di nazionalità macedone e la loro mamma (il conducente dell’autovettura non ha riportato conseguenze) sono rimasti feriti in un incidente stradale avvenuto all’interno dell’area di servizio Coppetella, sulla Strada Statale 76, nel Comune di Jesi in direzione mare.
La famiglia che risiede a Terni era a bordo di una Renault Megane; alla guida, il papà dei bambini, B.B. di 37 anni, che ha improvvisamente perso il controllo dell’auto ed è andato a sbattere contro un palo.
La vettura in un primo momento è finita sul cordolo dell’aiuola che delimita l’impianto del carburante e quindi - quasi impazzita - ha demolito la struttura nei quali sono indicati i prezzi che vengono praticati nel distributore, collisione questa che ha per fortuna cancellato il rischio che la corsa della Renault Megane finisse contro le colonnine del distributore con conseguenze che sarebbero state molto serie.
Sono scattati in maniera tempestiva i soccorsi: il conducente è uscito dall’auto senza problemi, sanguinante alla bocca uno dei tre figli mentre per estrarre la signora (Z.B.) i vigili del fuoco di Jesi hanno dovuto tagliere le lamiere dell’auto.
Sul posto la Polizia Stradale di Fabriano e quindi l’eliambulanza che ha condotto due bambini (uno di sei anni e l’altro di quattro) all’ospedale pediatrico Salesi di Ancona, mentre il terzo (dieci anni, con ferite alla bocca) e la mamma sono stati portati in quello regionale di Torrette.
Le condizioni dei feriti non sarebbero gravi, nessuno di loro è in pericolo di vita.
Per fare in modo che le operazioni di soccorso si potessero svolgere in maniera snella e veloce la Strada Statale 76 è stata chiusa al traffico per alcuni minuti senza alcuna ripercussione sul traffico che in quel momento era molto tranquillo.

(Fonte: Corriereadriatico.it)

“Un uomo complesso, un enigmista”

lorenzo_lotto“Ho definito Lotto un enigmista, e per capirlo bisogna avere la stessa identità di vedute, entrare nella sua mente e, con un tempo dell’osservazione tranquillo, riesci a scoprire un mondo vastissimo e allora ti rendi conto che ce ne sono pochi grandi come lui

che ha vissuto sulla propria pelle le sue idee, le sue sensazioni, i suoi principi”. Perché Lotto era un pittore che non ha mai seguito l’onda, l’interesse, il denaro. Tanto è vero che è morto in povertà a Loreto, alla Santa Casa. A Roma aveva capito che, a livello di potere, si seguivano strade e scelte che lui non apprezzava. Non si piegò mai alle lusinghe e se ne andò. E la Pappagallo ci conferma che le Stanze Vaticane di Raffaello sono, per il trenta per cento almeno, opera di Lorenzo Lotto. E ci racconta le scoperte che si fanno quando si ha davanti un dipinto, della misteriosità dei segni, degli enigmi, dei messaggi che il quadro ti vuole mandare. Il restauro sull’arte moderna fa parte del suo bagaglio, ovviamente, ma afferma che “E’ più semplice restaurare un quadro antico che uno moderno. Sembra strano, anticamente i pigmenti erano sempre gli stessi, naturali, prevedibili e conosciuti. Uno strappo di Fontana? Lo rimetterei a posto perfettamente, con il punto a croce...”.

(Fonte: Corriereadriatico.it)

Rigassificatore Api: il dado

Raffineria-8Sottoscritto questa mattina a Palazzo Raffaello l’accordo tra Regione e gruppo Api quale presupposto per l’intesa nel procedimento di autorizzazione relativo al terminale off-shore di rigassificazione Gnl di Falconara Marittima.
La firma fa seguito alla risoluzione approvata mercoledì scorso in Consiglio regionale con cui, valutata positivamente l’ipotesi di accordo Regione-Api, si dà mandato alla Giunta regionale di autorizzare il presidente della Giunta a sottoscrivere l’accordo stesso ed esprimere conseguentemente l’intesa prevista dall’art.8 della legge 340/2000 nel procedimento di autorizzazione del terminale di rigassificazione Gnl Api di Falconara Marittima.
Il rispetto rigoroso dell’accordo costituisce condizione imprescindibile per il rilascio dell’intesa da parte della Regione al fine dell’autorizzazione ministeriale.

(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

Piazza Affari, profondo rosso Lo spread a livelli record

borsaincaloDopo il venerdì nero - con l'attacco speculativo all'Italia alla Borsa italiana che aveva ceduto oltre il 3, 24% - e la stretta alle vendite allo scoperto deciso dalla Consob, Piazza Affari prosegue la seduta in calo, maglia nera in Europa.

Apertura negativa anche per Wall Street. La Commissione di controllo ha spiegato la sua decisione sostenendo di seguire una procedura già in vigore in altri paesi europei: a partire da oggi fino al 9 settembre gli investitori che detengano posizioni ribassiste rilevanti sui titoli azionari negoziati sui mercati regolamentati italiani saranno tenuti a darne comunicazione alla stessa Consob. Intanto il differenziale tra i titoli italiani e quelli tedeschi ha raggiunto un livello mai eguagliato dall'introduzione dell'euro: 280 punti

(Fonte: Repubblica.it)

Fronte unico sulla Sadam

sadam1L’accordo per la riconversione dell’ex Sadam continua a tenere banco nel mondo politico ed economico. Nei giorni scorsi le dichiarazioni di soddisfazione alla notizia della firma da parte del sindaco di Jesi , Belcecchi: “è positivo - aveva riferito il primo cittadino

- l’aver trovato un accordo che salvaguarda l’occupazione e dà prospettive dal punto di vista industriale” a cui ha fatto eco il segretario del Pd Lorenzo Fiordelmondo, che ha rivendicato il merito della politica di aver negoziato per “un piano migliore e meno commerciale di quello inizialmente proposto dal Gruppo Maccaferri”. Ma anche dei sindacati: “Il giudizio è assolutamente positivo – aveva fatto sapere Giorgio Catacchio, della Cgil – anche perché senza questa firma non avremmo potuto avere un futuro, ma considereremo concluso il nostro compito quando tutti i dipendenti torneranno a lavorare”.
Timori invece quelli manifestati dalla Confcommercio jesina che per voce del presidente Paolo Bifani ha parlato di forti perplessità dovute al fatto che “ci troviamo di fronte a un’operazione immobiliare e commerciale, dove la parte industriale è minimale”.
Dice la sua sul piano appena siglato anche il consigliere regionale dell’Api, Dino Latini, secondo il quale se invece si punterà “soprattutto sull'innovazione e sulla ricerca, potrebbe nascere una sorta di polo tecnologico che sarebbe davvero importante per l’intera vallata e per l’asse aeroporto-interporto”.
Torna ancora sulla firma il Movimento democratico per la difesa del commercio che fa appello a tutte le forze sindacali del commercio a fare fronte unico di fronte all’accordo Sadam che prevede la riconversione commerciale in un’area industriale. “Tutti i sindacati del commercio e noi del movimento democratico per la difesa del commercio si legge nella nota - siamo consapevoli del rischio che comporta per il comparto del commercio della Vallesina l’inserimento di 3 megastore in un’area già satura di centri commerciali. Così come siamo convinti che la salvaguardia dell’occupazione degli operai della Sadam avviene attraverso una riconversione industriale e non commerciale. Altresì siamo consapevoli che l’accordo non risolve il problema occupazionale, ma tutti siamo fortemente preoccupati perché può creare disoccupazione nel commercio in un momento di forte crisi economica, con lo sbilanciamento dell’offerta data da centri commerciali che si riavvisa ormai la troppa presenza sia in provincia e sia in regione.

(Fonte: Corriereadriatico.it)

"L’area libera

mezzavalleAltre grane in arrivo per Portonovo che nonostante la seconda bandiera blu da poco conquistata continua a essere al centro di polemiche e scontri. Era stata appena archiviata la questione ripascimento, mai digerito dal comitato ‘Mezzavalle Libera’ dagli ambientalisti e da tante associazioni tra cui Italia Nostra e Legambiente, che adesso i problemi si spostano sul tratto di spiaggia libera lato Molo.
Paolo Aureli, dirigente di ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità, ha infatti presentato un esposto al sindaco Fiorello Gramillano, al direttore sanitario dell’Asur di Ancona e al Prefetto Paolo Orrei, corredato da 154 firme di persone aderenti alla protesta, "perché vengano presi adeguati e urgenti provvedimenti per l’area della spiaggia libera di Portonovo, dove scarseggia la pulizia della stessa, dove mancano i servizi igienici e dove è stata chiusa l’unica doccia per tutto quel tratto di spiaggia, molto frequentato da famiglie con bambini, da anziani e dalle colonie estive che ospitano anche bambini portatori di handicap".
L’esposto denuncia l’incuria del tratto di spiaggia che dal bar di Ramona prosegue fino alla scogliera della zona a nord e sollecita i provvedimenti che merita un sito a cui è stata assegnata la bandiera blu. Al centro dell’esposto anche la mancanza di un presidio per il primo soccorso o una guardia medica turistica, più volte sollecitato dagli stessi operatori che in caso di emergenza devono invece arrangiarsi come capita. Eppure la baia, frequentata da tanti turisti oltre che dagli anconetani, subisce una fortissima pressione antropica durante i mesi estivi, in particolare nel fine settimana, tanto da richiedere maggiori controlli e tutele. Altro elemento che preoccupa i bagnanti, la mancanza di un servizio di salvataggio proprio in quel tratto di spiaggia libera, servizio che il Comune attraverso la Portonovo srl ha invece attivato nella spiaggia di Mezzavalle.
A completare l’opera di affossamento della baia da parte dell’amministrazione, la rimozione di tutti i tavoli e le panche da pic-nic nell’area delle Terrazze, che ha fatto infuriare i bagnanti, abituati a sostare lì per la pausa pranzo al fresco e in compagnia.

(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

I varchi mettono alla porta il carro funebre

811388-182990-eluanaCarro funebre, messo alla porta dall’isola pedonale, blocca via XV Settembre: volano gli insulti degli automobilisti. La scena tragicomica ieri alle 16,20, a pochi minuti dal rito funebre previsto nella chiesa di San Filippo, lungo corso Matteotti.

Il personale delle onoranze funebri è stato costretto a parcheggiare alla meglio tra la stretta via XV Settembre e via Mazzini (tra i bidoni della spazzatura e la fermata dell’autobus) e portare a spalla la salma per circa cento metri fino al corso.
L’isola pedonale che fuori dalle finestre di carico e scarico (dalle 24 alle 9,30 e dalle 14 alle 16) consente l’accesso solo ai mezzi delle forze di polizia e di soccorso non smette di far discutere. Sono state oltre cento le sanzioni in quattro giorni, in 24 ore si è sfiorata anche quota 30 multe. Sono i furbetti che i varchi hanno stanato da lunedì, giorno di attivazione dei tre occhi elettronici che sorvegliano l’accesso al centro storico, senza la presenza dei vigili urbani, a giovedì. "Nei mesi precedenti — evidenzia l’assessore ai progetti speciali e alla polizia municipale Daniele Olivi — durante la fase di sperimentazione dei varchi con i vari presidi della polizia municipale, non si erano mai segnalate problematiche del genere, essendo evidentemente la figura del vigile urbano un efficace deterrente. A conferma di ciò nella stragrande maggioranza dei casi le violazioni sono commesse dai veicoli non appartenenti a persone che vivono o lavorano in centro".
A questo punto le multe che presto arriveranno a destinazione vanno pagate. Sono circa duemila euro al giorno, ottomila nei primi quattro giorni di divieto senza la presenza degli agenti, che andranno a beneficio delle magre casse comunali. Ma ora dal Palazzo raccomandano la massima attenzione agli automobilisti: "Non si può certo sgarrare — evidenzia l’assessore Olivi — la cartellonistica è presente e per chi accede alle tre zone a traffico limitato senza il permesso la sanzione dal 4 luglio scatta in automatico, fatti gli opportuni controlli della polizia municipale".
I varchi elettronici in centro, a lungo attesi, sono finalmente attivi, oltre che a porta Bersaglieri, di fianco al monumento dell’imperatore Federico II anche in via Andrea da Jesi (la strada laterale che entra in centro da piazza Baccio Pontelli) e corso Matteotti (nei pressi del liceo classico). Le maggiori infrazioni si sono registrate in via Bersaglieri, sia in pieno giorno che di notte, forse anche perché l’occhio elettronico è stato installato dietro la curva del Montirozzo e parzialmente nascosto dagli alberi. Non certo una giustificazione perché, come evidenziano dalla municipale, il cartello che avvisa della presenza del varco è ben visibile e preceduto da un preavviso. Ma serve più informazione per non gravare sui bilanci già difficili delle famiglie jesine: "La municipale e lo Sportello Unico Servizi (info: 800 580084) restano a completa disposizione per fornire informazioni ed eventuali permessi".

(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

Lodo Mondadori con sconto Berlusconi pagher

berlusconigiovaneSentenza con maxi-sconto. Poco meno di 200 milioni. Di tanto è stato abbassato il conto (comunque salatissimo) che Silvio Berlusconi dovrà pagare al suo storico avversario Carlo De Benedetti. La sentenza d’Appello, le cui motivazioni sono state depositate questa mattina, è immediatamente esecutiva. Si conclude così la vicenda del cosiddetto lodo Mondadori. In primo grado la Fininvest del Cavaliere era stato condannata a pagare 750 milioni di risarcimento. L’intera vicenda in sede civile prende spunto dall’iter penale che ha visto le condanne di Previti, Metta, Pacificio e Acampora per corruzione dello stesso giudice Metta che, fu provato dall’accusa, ricevette denaro per modellare a favore del Cavaliere la disputa con Formenton prima e con la Cir di De Benedetti poi per la conquista della maggiore casa editrice italiana.
“La sentenza Metta fu ingiusta”. Questo scrivono oggi i giudici. Per i quali “con Metta non corrotto il lodo sarebbe stato confermato”. Il riferimento è alla decisione del 24 gennaio del 1981 della Corte d’Appello di Roma che stabili’ invece nulli gli accordi intervenuti in precedenza tra la famiglia Formenton e la stessa Cir riconsegnando così la Mondadori a Berlusconi. Inoltre, nelle 300 pagine del documento si sostiene che la Cir subì un danno immediato e diretto dalla sentenza  Metta. Si tratta di una tesi diversa da quella prospettata dal giudice di primo grado, Raimondo Mesiano, il quale invece parlò di “perdita di chance”, nel senso che la sentenza frutto della corruzione indebolì la posizione negoziale di Cir nei confronti di Fininvest.
L’inchiesta penale è iniziata nel 1996 dopo le dichiarazioni di Stefania Ariosto. Il processo, arrivato in Cassazione nel 2007, ha stabilito che Cesare Previti fece arrivare a Metta 400 milioni di lire. Un bel tesoretto veicolato grazie alla collaborazione degli avvocati Attilio Pacifico e Giovanni Acampora. Il pagamento, ricostruiscono i giudici, è servito a pagare il verdetto con il quale lo stesso Metta annullò il lodo Mondadori di allora. In primo grado, infatti, la contesa per la casa editrice, inizialmente nelle mani della famiglia Formenton, era andata a De Benedetti. E solo in secondo grado, e grazie alla corruzione, la partita è girata a favore del presidente del Consiglio. Che, trovatosi in una posizione di forza, ha potuto condurre la mediazione con Cir. E lo ha fatto grazie all’intervento dell’allora andreottiano e oggi deputato Pdl Giuseppe Ciarrapico. La spartizione conclusiva ha visto il Cavaliere incassare il gruppo editoriale con i libri, il settimanale Panorama e 365 miliardi in contanti. A De Bendetti invece sono andati l’Espresso, Repubblica e i quotidiani locali Finegil.
La somma fissata oggi dai magistrati prevede il risarcimento in 540 milioni. Quindi gli interessi legali pari al 2,5% e contabilizzati a partire dall’emissione della sentenza di primo grado, vale a dire dall’ottobre 2009. Quindi le spese legali fissata a 8 milioni. Alla base, poi, del maxi-sconto ci sono le conclusioni della consulenza tecnica. Obiettivo capire “se fra giugno 1990 e aprile 1991 siano intervenute variazioni dei valori delle società e delle aziende oggetto di scambio tra le parti”. Risultato: i periti hanno calcolato una riduzione del 18,8%.
La questione ora è capire quali saranno i tempi del risarcimento. Nella giustizia civile le sentenze diventano subito esecutive. In questo caso, però, le due parti, il giorno dopo la sentenza di primo grado, raggiunsero un accordo per congelare il pagamento in cambio di una fidejussione da 800 milioni prestati da quattro banche alla Fininvest in favore della Cir. Ottenuto questo, la corte si impegnò a concludere l’Appello (iniziato nel febbraio 2010) in tempi brevi. A questo punto, ancora pochi giorni utili a ritirare la sentenza e la Cir di De Bendetti potrà andare all’incasso dei 560 milioni di euro. Ed è proprio questo passaggio che il Cavaliere voleva evitare. E per farlo ha infilato un codicillo (poi ritirato) nella manovra per bloccare il pagamento in attesa del giudizio della Cassazione.

(Fonte: Ilfattoquotidiano.it)

Una band marchigiana sul palco di Bon Jovi

jon_bon_jovi"Ogni ragazzo che abbia preso in mano una chitarra sogna di suonare su un grande palco di fronte ad una folla immensa. Io ero quel ragazzo 25 anni fa", dice Jon Bon Jovi.
Il 17 luglio a Udine questo sogno diventa realtà per una band italiana emergente: i vincitori del Contest per emergenti di Edison-Change the Music apriranno proprio l’unico concerto in Italia dei Bon Jovi davanti a oltre 40.000 persone attese.
I Flamt, gruppo glam rock di Senigallia, sono tra i cinque finalisti selezionati su oltre 500 gruppi che hanno inviato la propria demo su edisonchangethemusic.it e si sono esibiti live nei diversi appuntamenti del progetto nelle università italiane nei mesi scorsi.
Le band finaliste sono Telestar di Empoli, Good Wines di Milano, Flemt di Senigallia (Ancona), Big Ones di Latina e VOV di Cuneo e si sfideranno dal vivo domani 8 luglio a Vigevano al "Festival 10 Giorni suonati". A decretare i vincitori il management dei Bon Jovi.
Grazie a Edison, il concerto dei Bon Jovi sarà emissioni zero. La società elettrica fornirà all’organizzazione del concerto l’energia rinnovabile derivante dalle proprie centrali idroelettriche attraverso il sistema dei certificati di produzione rinnovabile (RECS). I consumi elettrici del concerto dove sono attese oltre 40.000 persone ammontano a 1.100 chilowattora (kWh) equivalenti ai consumi di una famiglia media italiana in 6 mesi.
Edison-Change the Music è il primo progetto italiano per sviluppare la sostenibilità ambientale nella musica. L’obiettivo di Edison è quello di ottenere risultati concreti e misurabili in termini di risparmio energetico e riduzione dell’impatto ambientale attraverso la musica e tutte le sue manifestazioni. Sostenuto da Legambiente, il progetto coinvolge tutti gli ambiti di attività nel settore musicale: dall’organizzazione degli eventi, alla logistica e mobilità nei luoghi di esibizione, fino alla gestione dei rifiuti.
Scheda band
I Flemt nascono “virtualmente” nel 2006,a far nascere l’idea fu il “nuovo” incontro tra Frank Lapini e Michele Trillini, che per lungo tempo, nel corso degli anni ’80, realizzarono un sodalizio dal nome di Ixion’s Wheel, una delle prime band heavy metal marchigiane, senz’altro la prima ad affinare i suoi strumenti a Falconara Marittima. I suoni che uscivano dalla loro sala prove di via Leopardi erano quelli classici del metal di quegli anni: echi delle cavalcate epiche degli Iron Maiden, virtuosismi “alla” AC/DC, linee melodiche e un po’ ruffiane in odor di Scorpions. Dalle ceneri di quell’esperienza, nasce Flemt che, pur non trovando una traduzione letterale nella lingua inglese, ha tuttavia un significato che, per ora, si ritiene opportuno mantenere misterioso.
Flemt trae spunto dal materiale degli Ixion’s Wheel (tredici storiche tracce!) per proporre una miscela musicale assolutamente nuova, liberata dai canoni metal delle origini, e con una sonorità legata alla grande tradizione rock americana. Per avviare il lavoro chirurgico sulle vecchie composizioni Frank Lapini e Michele Trillini hanno iniziato a contattare musicisti ai quali affidare gli altri suoni dei Flemt. Nasce così il loro nuovo sodalizio con Daniele Bianchelli, cantante (Live Killers), Diego Romagnolii, batterista(Live Killers) e Ivano Zoppi, tastiere (Live Killer).

(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

Anfiteatro romano, sogno che si realizza

anfiteatroUn sogno che si realizza. Non può che essere definita così la riapertura dell’Anfiteatro Romano di Ancona alla sua funzione originaria: ospitare spettacoli e rappresentazioni teatrali. Ieri pomeriggio i ragazzi del Centro Teatrale Rinaldini sono stati i protagonisti di un evento a suo modo storico.

Il prezioso sito archeologico dorico, quasi nascosto dal resto della città e inaccessibile a tutti, salvo qualche sporadica occasione, è stato finalmente restituito agli anconetani in modo ufficiale, e soprattutto definitivo. Il palcoscenico su cui ieri sono saliti i giovani studenti attori continuerà ad essere calcato non solo negli altri tre spettacoli di questo primo cartellone estivo (tra l’altro inserito nel progetto regionale Tau - Teatri Antichi Uniti), ma anche in futuro.
Un futuro non lontano: due eventi del prossimo Festival Adriatico Mediterraneo si terranno qui. La strada segnata è questa: teatro antico, ma non solo. Anche concerti. Ieri l’emozione per le centinaia di persone giunte all’anfiteatro è iniziata con il passaggio sotto l’arco Bonarelli, il ‘tunnel’ poco oltre piazza del Senato che da sempre gli anconetani sono abituati ad osservare da lontano. E’ l’ingresso all’anfiteatro, dove si sbuca dopo essere saliti su una scalinata di metallo. Ancora un dislivello, ed ecco il palco, i circa 750 posti a sedere, e soprattutto il fascino di un luogo unico, celebrato anche dai versi del sommo Franco Scataglini.
“Un anno fa questa giornata sembrava un sogno”, dice il sindaco Gramillano, che chiede un applauso per Adriana Stecconi, colei che più di ogni altro si è battuta perché il sogno diventasse realtà. L’altro grazie più sentito il sindaco lo rivolge all’assessore Andrea Nobili, tra i principali artefici della ‘rinascita’ dell’anfiteatro, il quale parla di ‘un bel dono alla città’ e di “primo passo del progetto complessivo di recupero del centro storico monumentale”.
In tanti hanno contribuito all’evento: la Soprintendenza per i beni archeologici, la Regione, la Provincia, la Fondazione Cariverona. Senza dimenticare l’Amat, il cui direttore Gilberto Santini si fa interprete del pensiero di tutti parlando di ‘grande emozione’, di ‘luogo magico, unico’ e di uno spazio “rivificato, recuperato”. Insomma, bentornato anfiteatro.

(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

E ora parte la crociata anti-scambisti

scambistiDA TEMPO i residenti della frazione Aspio avevano segnalato all’Amministrazione comunale un traffico di auto in orario notturno nella zona industriale compresa tra le vie Grandi, Volta ed Edison. Ma oltre alla sosta di numerosi camion e tir, c’è di più.

In queste strade malamente illuminate piuttosto pericolose si danno appuntamento scambisti di buona parte del centro Italia. Il fenomeno è risaputo: su Internet e sulle riviste specializzate c’è la riprova di quanto stiamo dicendo.
"Da oltre un anno e mezzo stiamo tenendo questa zona sotto costante controllo", ha esordito il sindaco Simoncini al quale abbiamo chiesto quali provvedimenti siano stati pressi dal momento che questa zona è punto d’incontro di coppie scambiste provenienti dall’Emilia Romagna e dall’Abruzzo.
"ABBIAMO concordato con le forze di polizia, carabinieri e agenti del commissariato, controlli molto ravvicinati – ha proseguito il sindaco - tanto che sono stati effettuati da parte loro anche alcuni raid. E quanto prima in questa area posizioneremo alcune videocamere di sorveglianza proprio per monitorare questo traffico notturno di auto. In verità non ci sono state proteste da parte dei residenti, ma hanno ritenuto giusto segnalare la situazione piuttosto imbarazzante, così come abbiamo invitato spesso a fare per tutelare la loro sicurezza e quella del territorio, quindi un importante segnale di senso civico da parte loro".
Tra l’altro una telecamera girevole sarà posizionata anche nella vicina Via Terme per tutelare il bar Alex con annessa tabaccheria, preso di mira da ladri che durante la notte avevano praticato un buco nel muro del retro dell’edificio, e di giorno da un paio di rapinatori che avevano fatto razzia dei soldi dell’incasso e delle sigarette e dei grattini. Dunque una zona che oltre essere luogo d’incontri clandestini è anche nel mirino della criminalità.
Anche il comandante della polizia municipale, Graziano Galassi, è dell’avviso di controllare questa zona: "In coordinamento con i carabinieri della Compagnia di Osimo, a seguito di accordi presi da tempo, effettuiamo un accurato controllo soprattutto nel fine settimana. E dunque anche in questa. Per sicurezza facciamo in modo che la nostra pattuglia non sia in servizio da sola, dal momento che la zona si estende nella campagna, dove si appostano alcune coppie in auto in cerca di intimità e discrezione. Occorre, comunque, prudenza perché queste strade di notte sono deserte, tranne nei punti dove si raccolgono i camion in sosta, ma anche in questo caso bisogna stare all’erta, perché le reazioni ai controlli da parte di alcuni camionisti specie se stranieri possono essere le più diverse, e anche violente".

(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

Gip: “Tra Milanese e Tremonti stretto e attuale rapporto fiduciario”

tremontiCorruzione, rivelazione di segreto d’ufficio e associazione per delinquere: sono i capi d’accusa contestati al deputato del Pdl, Marco Mario Milanese, nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei suoi confronti e trasmessa oggi alla Camera dei Deputati per l’autorizzazione all’arresto.
Nelle 73 pagine è ricostruita la rete di favori e ricatti che Milanese ha imbastito dal 2004 sfruttando, scrivono gli inquirenti, la sua “posizione privilegiata” di “consulente del ministro Giulio Tremonti e alto ufficiale della Guardia di Finanza”. Milanese ha un ampio raggio di azione proprio grazie al suo legame con il titolare di via XX Settembre. Secondo il Gip, Milanese riesce a pilotare persino delle nomine, come quella di Fabrizio Testa, già componente del Cda di Enav, a presidente di Tecnosky. Mentre la compagna di Milanese, Manuela Bravi, al ruolo di portavoce affianca l’incarico di consigliere per l’informazione politica di Tremonti. Scrive il Gip: “Nella sua qualità di consigliere politico del ministro dell’Economia, abbia promesso prima, ed assicurato poi, l’attribuzione di nomine ed incarichi in diverse società controllate dal ministero, ricevendo come corrispettivo somme di denaro e altre utilità”.
Le indagini hanno consentito di accertare, “al dì fuori di ogni dubbio” che Milanese abbia effettivamente assicurato la nomina di Guido Marchese a componente del collegio sindacale nelle società a partecipazione pubblica Ansaldo Breda spa, Oto Melara spa, Ansaldo Energia spa, Sogin spa e Sace spa, ricevendo dallo stesso la somma di centomila euro”. Ancora: ”Con lo stesso modus operandi risulta che abbia imposto la nomina di Carlo Barbieri a consigliere di amministrazione di Federservizi spa, società controllata dalle Ferrovie dello Stato”.
La sfera d’azione di Milanese è vasta. Forte del suo ruolo riesce con facilità a coinvolgere Massimo Ponzellini, presidente di Banca Popolare di Milano, come “soggetto finanziatore” nella vendita della Eig all’imprenditore campano Gianni Lettieri, nonché candidato sindaco di Napoli per il Pdl. Come confermato dallo stesso Ponzellini, sentito dai Pm il 13 gennaio 2011. E’ Milanese a organizzare gli incontri in cambio di una provvigione per l’intermediazione. Mentre quando si trova a dover vendere una barca, tramite Viscione, la fa acquistare a Fabrizio Testa in cambio di una nomina.
Milanese agisce su diversi piani. Sempre sfruttando il potere che gli deriva dalla vicinanza con il ministero dell’economia e con la Guardia di Finanza. In via XX Settembre ha l’incarico di sconfiggere l’evasione fiscale e ha quindi accesso a informazioni e notizie riservate sulle aziende che potrebbero finire nel mirino delle Fiamme Gialle. E quando i controlli si concentrano sull’imprenditore irpino, Paolo Viscione, “l’amico” Milanese corre ad avvisarlo promettendogli che “avrebbe sistemato tutto” in cambio di 600mila euro in contanti e altri regali, ricostruiscono gli inquirenti. Che trovano riscontri su versamenti per 450mila euro, auto di lusso (Bentley e Ferrari), orologi (di cui almeno uno destinato, a dire di Viscione, a Tremonti), gioielli, viaggi. Per una somma complessiva di “oltre un milione di euro”. In nero. La vicenda della Ferrari Scaglietti è emblematica. Ricostruiscono gli inquirenti: l’auto è acquistata a leasing da Milanese, ma è Viscione che versa al concessionario 218 mila euro come rata iniziale e poi consegna periodicamente i soldi in contante a Milanese. Così, l’uomo “preposto alla repressione dell’evasione fiscale, pagando grosse somme in contanti, asseconda un prassi dichiaramene evasiva”, scrive il Gip.
Il legame con Giulio Tremonti. Determinante è dunque il ruolo che Milanese svolge in via XX Settembre. E soprattutto il rapporto che lo lega al ministro dell’Economia. Gli inquirenti si dicono convinti del fatto “le dimissioni presentate il 28.6.2011 dal Milanese non facciano venir meno il pericolo, tuttora concerto ed attuale, di inquinamento probatorio, in considerazione del fatto che, nonostante la cessazione dall’incarico, permane una situazione di oggettiva vicinanza tra l’odierno indagato ed il Ministro Tremonti, al quale il primo è legato da un rapporto di stretta fiducia che prescinde dall’incarico formale rivestito dal parlamentare e sopravvive alle dimissioni rassegnate”. Emblematica “dell’attualità del rapporto fiduciario esistente tra i due uomini politici è la vicenda relativa all’immobile sito in Roma, in via (…), di proprietà del Pio Sodalizio dei Piceni. Detto immobile, infatti, è stato concesso in locazione a Milanese Marco per un canone mensile di 8.500 euro, ma viene di fatto utilizzato dal Ministro Tremonti, il quale, a sua volta, risulta aver emesso, nel febbraio 2008, un assegno di 8 mila euro in favore del Milanese”.
Del resto, prosegue il Gip: ”I rapporti finanziari tra Tremonti e Milanese sono assolutamente poco chiari”. Milanese paga l’affitto dell’abitazione in uso al ministro a Roma. Si legge a pagina 70: “Milanese paga mensilmente un canone molto alto il cui complessivo ammontare rispetto alle rate già pagate risulta di oltre centomila euro; le fonti di rimborso da parte del beneficiario Tremonti non risultano dall’esame dei conti esplorati dal Ctu, il quale, riferisce di non aver rinvenuto assegni o bonifici provenienti da Tremonti;  un assegno del febbraio 2008 attiene evidentemente ad altra partita economica tra i due”. Dopo una serie di accertamenti e grazie ad altri elementi acquisiti, si “evince l’esistenza di uno stretto ed attuale rapporto fiduciario tra i due esponenti politici che prescinde, evidentemente, dal ruolo istituzionale rivestito dal Milanese”.
Milanese aveva lasciato l’incarico a fine giugno, spiegando le sue ragioni in un comunicato che faceva riferimento al caso Adinolfi, il generale della Finanza accusato dallo stesso Milanese di avere rivelato segreti sulle indagini che riguardano Luigi Bisignani: “Le ultime vicende che vedono coinvolti altissimi ufficiali della Guardia di Finanza in un’indagine della Procura della Repubblica di Napoli mi vedono interessato quale persona informata sui fatti. Ritengo opportuno rassegnare le dimissioni da consigliere politico del ministro dell’Economia e delle Finanze al fine di salvaguardare l’importante ufficio dalle polemiche sollevate da una doverosa testimonianza”, aveva detto.

(Fonte: Ilfattoquotidiano.it)

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