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Test d'ingresso truccati: 32 imputati chiedono il patteggiamento

studente1Hanno chiesto il patteggiamento 32 imputati del processo sui presunti test d'ingresso truccati nel 2007 nelle facoltà a numero chiuso di Medicina e Odontoiatria delle Università di Bari, Foggia, Ancona e Chieti.

Altri 14 hanno avanzato l'istanza per il rito abbreviato.
Secondo l'accusa, dai partecipanti ai test partivano gli sms con le domande, e nelle centrali, allestite 'ad hoc', si elaboravano le risposte da spedire sui telefonini degli studenti durante le prove. I genitori sarebbero stati direttamente coinvolti nella truffa come intermediari.
Anche Marcantonio Pollice, biologo ed ex docente di liceo in pensione, considerato dalla pm titolare del fascicolo la ‘mente’ dell’organizzazione, ha chiesto di patteggiare. Il professore è accusato (con la moglie Paola Favaretto, il figlio odontoiatra Giulio, il ginecologo e consigliere comunale di An Giuseppe Varcaccio, il professor Maurizio Procaccini, direttore della cattedra di odontoiatria di Ancona, il tecnico informatico Francesco Avellis ed Emanuele Valenzano, padre di uno dei candidati) di aver messo in piedi per i test del 4 e 5 settembre 2007 due centrali operative da cui partivano via sms le risposte ai quesiti ministeriali.
Il primo settembre 2008 il docente era persino finito ai domiciliari (revocati dopo una settimana) con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa pluriaggravata.
Per la pm titolare del fascicolo, Francesca Romana Pirrelli, in caso di esito positivo, Pollice avrebbe 'guadagnato' fino a 50mila euro. La prossima udienza è fissata per il 15 luglio: sono previste le conclusioni dell'accusa, le discussioni dei difensori e la decisione del giudice.
La richiesta di patteggiamento è stata avanzata da tutti coloro che hanno raggiunto l’accordo risarcitorio con l’Università, firmato dal consiglio di amministrazione lo scorso 5 luglio.

(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

Manovra, il ticket si pagher

palazzo_madama1La manovra domani arriva a Palazzo Madama, per il primo passaggio dell’approvazione lampo così da assicurare stabilita ai mercati alla riapertura di lunedì prossimo. La commissione bilancio del Senato continua a lavorare “in notturna” per gli emendamenti e in aula domani sarà presentato un maxiemendamento. E’ certo che il governo porrà la fiducia, mentre rimane in forse l’intervento del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Ma nelle pieghe delle modifiche sono diversi i cambiamenti apportati al testo iniziale del Dl. A cominciare dalla reintroduzione del ticket sanitario.
Già lunedì infatti chi andrà al pronto soccorso dovrà pagare 10 euro di ticket sanitario sulle ricette mediche e di 25 euro per gli interventi del pronto soccorso in codice bianco. La copertura finanziaria che doveva garantire la sospensione del ticket fino al 31 dicembre 2011 è stata ridotta da 486,5 milioni di euro a 105 milioni. E non è l’unico cambiamento apportato alla manovra finanziaria. Altri emendamenti riguardano privatizzazioni e liberalizzazioni, accise della benzina, patto di stabilità interno, l’asta delle frequenze, pensioni, gli ammortamenti per i concessionari e il taglio delle agevolazioni fiscali.
Rimodulazione imposta bollo. Arriva la rimodulazione dell’imposta di bollo sui depositi titoli. In base alla proposta di modifica l’imposta con periodicità annuale sarà di 34,20 euro per gli importi inferiori ai 50mila euro, di 70 euro per quelli pari o superiori ai 50mila euro e inferiori ai 150mila euro; di 240 euro per importi pari o superiori ai 150mila euro e inferiori ai 500mila euro; di 680 euro per importi pari o superiori a 500mila euro. Inoltre dal 2013 l’imposta con periodicità annuale sarà di 230 euro per gli importi pari o superiori ai 50mila euro e inferiori a 150 mila; di 780 euro per importi pari o superiori a 150mila euro e inferiori a 500mila euro e di 1.100 euro per importi pari o superiori a 500mila euro. Nella relazione tecnica si spiega che sulla base dei dati forniti recentemente dalla Banca d’Italia risulta un numero complessivo di conti titoli di circa 22 milioni. Pertanto gli incrementi di imposta di bollo previsti determinano un recupero di gettito su base annua di circa 97 milioni di euro annui per i primi due anni e di circa 2.525 milioni di euro per gli anni a partire dal 2013.
Pensioni. Anche il cosiddetto “aggancio” delle pensioni alle aspettative di vita è anticipato di un anno, al primo gennaio 2013 anzichè  il 2014. L’incremento sarà di 3 mesi perché verrà assorbito l’incremento della speranza di vita già registrato nel triennio precedente risultante superiore (4 mesi). Per gli anni successivi (dal 2016) la stima degli adeguamenti triennali è pari a 4 mesi fino a circa il 2030 con successivi adeguamenti inferiori (3 mesi) i fino al 2050 circa. L’adeguamento cumulato al 2050 è pari a circa 3 anni e 10 mesi. Sempre sulle pensioni è stato introdotto il contributo di solidarietà del 5-10% su quelle d’oro. Il testo stabilisce che dal 1 agosto 2011 al 31 dicembre 2014 i trattamenti pensionistici superiori ai 90mila euro lordi annui siano assoggettati a un contributo di solidarietà pari al 5% della parte eccedente il suddetto importo fino a 150mila euro e al 10% per la parte eccedente l’importo di 150 mila euro.
Comuni. Cambiano i criteri di virtuosità dei comuni per l’applicazione del patto di stabilità interno. Un emendamento del relatore alla manovra, depositato in commissione bilancio del Senato, prevede che il primo di tali criteri vi sia la “convergenza tra spesa storica e costi e fabbisogni standard”. Un altro criterio sarà “l’aver operato dismissioni di partecipazioni societarie”. Inoltre, i Comuni dovranno associarsi già dal 2011 per esercitare quattro funzioni fondamentali ed entro il 2013 tutte e sei le funzioni fondamentali loro spettanti.
Privatizzazioni. Via libera entro il 2013 a uno o più piano di privatizzazioni. Lo prevede un emendamento alla manovra del relatore. “Entro il 31 dicembre del 2013 il ministro dell’Economia, previo parere del Comitato di consulenza globale e di garanzia per le privatizzazioni, approva, su conforme deliberazione del consiglio dei ministri, uno o piu’ programmi per la dismissione di partecipazioni azionarie dello Stato e di enti pubblici non territoriali; i programmi di dismissione, dopo l’approvazione, sono immediatamente trasmessi al Parlamento”. Le modalità di dismissione saranno stabilite con uno o più decreti del Mef, “nel rispetto del principio di trasparenza e non discriminazione” e il ministro riferirà al Parlamento entro il 30 giugno di ogni anno sullo stato di attuazione del piano.
Dismissioni partecipazioni di Stato. Scatta dal 2013 il programma per la dismissione di partecipazioni azionarie dello Stato e di enti pubblici non territoriali. Le modalità di alienazione saranno stabilite con decreti del ministero dell’Economia. Il ministro riferirà al Parlamento entro il 30 giugno di ogni anno. Il governo inoltre formulerà alle categorie interessate proposte di riforma in materia di liberalizzazioni delle attività economiche. Ma se così non fosse, trascorsi 8 mesi dalla data di entrata in vigore della manovra, “ciò che non sarà espressamente regolamentato sarà libero”.

(Fonte: Ilfattoquotidiano.it)

I 120 giovani talenti della JuniOrchestra Young dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia in concerto a Loreto

JuniOrchestra_Santa_Cecilia_1La Delegazione Pontificia è lieta di comunicare che la piazza della Basilica della Santa Casa di Loreto ospiterà sabato 16 luglio 2011, alle ore 21,30, un Concerto Sinfonico di Gala della JuniOrchestra Young, l’orchestra dei ragazzi dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con 120 giovani strumentisti dai 14 ai 18 anni. Il concerto è promosso dalla Delegazione Pontificia per il Santuario della Santa Casa di Loreto, dal Centro Studi Lauretani, e dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, con il patrocinio della Regione Marche e la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Loreto ed è organizzato dalla Fondazione Pergolesi Spontini. Sostengono il concerto la Fondazione Carilo e le Opere Laiche Lauretane, gli sponsor ufficiali Euromets s.r.l. di Loreto e Claudio Cipolletti di Cipolletti Maria. Si ringrazia per il contributo la Tecno-casa Climatizzazioni di Loreto e la Cassa di Risparmio di Loreto.
Diretta da Simone Genuini, la giovane compagine orchestrale di Santa Cecilia proporrà un’emozionante antologia di brani sinfonici: l’Ouverture dell’Egmont e la V Sinfonia di Ludwig van Beethoven, l’Ouverture del Nabucco di Giuseppe Verdi, il primo tempo della Sinfonia n. 4 di Robert Schumann, il Kaiser Walzer di Johann Strauss jr, l’intermezzo della Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, l’Adagio di Samuel Barber, l’Ouverture del Candide di Leonard Bernstein . L’ingresso al concerto è gratuito.

Gli operatori delle tlc Ue vogliono chiedere un pedaggio a Google & C per portare la fibra ottica nelle case

soldi_googleAgli operatori europei sia permesso chiedere un pedaggio alle aziende over the top, come Google, che distribuiscono servizi e contenuti agli utenti. Altrimenti le reti di nuova generazione a 100 Megabit (fibra ottica nelle case) non riusciranno a diffondersi in Europa.

E' la tesi di un rapporto che sarà presentato domani al commissario UE per l'Agenda digitale, Neelie Kroes, durante un summit ufficiale con i principali operatori e aziende web del mondo. Il rapporto- che possiamo pubblicare in anticipo- è firmato dai ceo di Deutsche Telekom, Vivendi e Alcatel-Lucent, a cui la stessa Kroes aveva dato a marzo il compito di trovare una ricetta per sviluppare le nuove reti in Europa. Impresa ciclopica: secondo l'osservatorio McKinsey si tratta di investire 300 miliardi di euro. Non a caso a marzo Kroes aveva sollevato il problema: la copertura delle nuove reti risulta in ritardo e c'è il forte rischio che non si riesca a raggiungere l'obiettivo fissato dall'Agenda Digitale, cioè raggiungere almeno il 50 per cento della popolazione europea entro il 2020. Chi dovrà fare gli investimenti e con quale modello di business?- si chiedeva la Commissione. La risposta del rapporto non piacerà a Google e altri over the top, che da anni stanno scongiurando il pericolo di dover pagare gli operatori per utilizzarne le reti con cui raggiungono i propri utenti.
documenti.
«Gli obiettivi dell'agenda digitale 2020 saranno raggiunti solo attraverso modelli di business sostenibili e un uso più efficiente delle risorse scarse (Ndr, la banda)», esordisce il rapporto. Si ricorda un problema di fondo: la competizione sul trasporto, sulle applicazioni e i contenuti è globale, mentre quella sulle reti d'accesso è locale. Il che può essere un ostacolo a investire nelle reti. Secondo i firmatari, agli operatori deve essere dato il permesso di costruire modelli di business che comprendano il contributo degli over the top. Si suggerisce quindi una differenziazione delle qualità di servizio. Gli operatori dovrebbero chiedere un dazio a Google & C per dare loro velocità garantita fino all'utente. In questo modo potrebbero contare su una nuova fonte di ricavi, per rientrare negli investimenti per le reti in fibra ottica. Il rapporto non descrive questi servizi a qualità garantita, ma di solito si tratta di video conferenze ad alta definizione, e-learning 3D, telemedicina e altro.
L'argomento è ricco di polemiche. I sostenitori dei principi della neutralità della rete temono che un sistema con qualità garantita minaccerà la libera e aperta concorrenza su internet e quindi l'innovazione, perché solo le aziende più ricche potranno permettersi di sviluppare i servizi per i quali devono pagare gli operatori. Il rapporto propone però, probabilmente per rispondere alle previste polemiche, che gli operatori comunque offrano serve un livello best effort (internet come la conosciamo ora, senza qualità garantita dal fornitore del servizio fino all'utente). I tre ceo scrivono inoltre che gli accordi tra operatori e over the top devono essere su base commerciale e rispettare i principi di apertura e non discriminazione. Qualsiasi azienda, quindi, potrà ottenere questo vantaggio dall'operatore (purché riesca a pagarlo). Il rapporto prevede che quindi si promuoverà l'innovazione, l'efficienza e un più rapido sviluppo delle reti di nuova generazione, "a beneficio dei consumatori e delle industrie creative".
Il rapporto suggerisce anche altre misure, a corollario: standard aperti e interoperabili per interconnessioni con qualità del servizio garantita; regole uniche tra tutti i Paesi europei per rimuovere le barriere all'investimento in nuove reti.
Il dubbio è come la Commissione accoglierà questo rapporto e se questo in qualche modo sposterà la battaglia a favore degli operatori, contro gli interessi degli over the top. Non lo cresce Innocenzo Genna, esperto di tlc a Bruxelles, "il rapporto si limita a riportare delle petizioni di principio, non soluzioni commerciali, peraltro senza un unanime consenso da parte di tutti gli attori", dice al Sole24Ore.
La Commissione finora non ha vietato espressamente accordi come quelli suggeriti dal rapporto, ma sta monitorando con attenzione il mercato per evitare che gli operatori minaccino innovazione e concorrenza con le loro pratiche di gestione traffico. Al momento, le stanno utilizzando non per dare maggiore velocità ad aziende come Google ma solo per rallentare i servizi che occupano più banda (come la condivisione di musica e film via tecnologie peer to peer). Resta di contro aperta il tema di come trovare fondi per accelerare lo sviluppo delle reti di nuova generazione, visto che in Europa gli Stati le stanno finanziando poco o niente. Il governo australiano, invece, oggi stesso ha annunciato che emetterà bond da 2,7 miliardi di dollari per questo scopo (il nuovo network costerà 27 miliardi). Il ministero allo Sviluppo economico italiano ha formalizzato a fine giugno agli operatori telefonici la proposta sulla società mista per la rete di nuova generazione. Telecom Italia ha dichiarato oggi di aver già mandato le sue osservazioni e che al momento non sono previste altri incontri con il ministero.

(Fonte: Ilsole24ore.it)

Il tablet secondo Sony: design, contenuti e servizi per essere diversi dall'iPad

S1-Sony-Tablet-258La disponibilità effettiva sul mercato è prevista per l'autunno, e per la precisione in ottobre. E di conseguenza di prezzi, al momento, è inutile parlarne perché in Sony fanno fronte comune sul non dare alcuna indicazione al riguardo.

Ieri, però, nonostante abbia glissato ancora su alcune caratteristiche di base (vedi il processore, che dovrebbe essere il Tegra 2 di Nvidia), la casa giapponese ha fatto un passo in avanti nel progetto di portare i suoi tablet sul mercato italiano e metterli in competizione con quelli di Apple mostrando fisicamente i suoi modelli S1 e S2, annunciati ufficialmente lo scorso aprile.
Differenziarsi dall'iPad: molto probabilmente è questo uno dei "must" a cui sono stati chiamati in sede di sviluppo gli ingegneri di Sony. Detto che, e la conferma arriva da alcuni rappresentanti della multinazionale nipponica, il lavoro di affinamento del tablet in chiave software con Google (il sistema operativo è infatti Android 3.0 Honeycomb) non è ancora finito, qualche elemento di diversità rispetto alla tavoletta della Mela in effetti c'è.
A cominciare dall'estetica, concepita per favorire l'utilizzo del prodotto in un caso, il modello S1 dotato di schermo full touchscreen da 9,4 pollici e baricentro spostato su un lato, e migliorarne ulteriormente la portabilità nel secondo, il modello S2 con doppio display touch da 5,5 pollici (che possono essere utilizzati o separatamente per due diverse applicazioni oppure insieme come un unico ampio display) e chiusura a conchiglia.
Ma è alla voce funzionalità che Sony cercherà di fare la vera differenza rispetto a Samsung, Research in Motion, Hp e ovviamente la stessa Apple. Funzionalità che, come del resto noto, possono essere lecitamente definite "esclusive" e che riguardano per esempio la capacità dei due tablet di trasformarsi in vere e proprie console di gioco portatili e di accedere ai titoli dell'offerta PlayStation tramite apposita (ed omonima) suite software.
L'idea di Sony è quella di buttarsi in un mercato assai promettente ma anche molto competitivo con una soluzione che sposi perfettamente il concetto di ecosistema in grado di coniugare dispositivo hardware, contenuti digitali e social network. Approccio che ha ribadito del resto anche Salvatore Paparelli, Managing Director di Sony Italia, parlando della volontà di "offrire un'esperienza di intrattenimento esclusiva per accedere a servizi "cloud based", ovunque e in ogni momento, come quelli disponibili (musica e video on demand, ndr) nella piattaforma Qriocity".
Più degli altri tablet arrivati sul mercato fino a oggi, quelli di Sony - l'S1, confermano i diretti interessati, ha una vocazione più multimediale, l'S2 è un prodotto pensato per la comunicazione e l'intrattenimento mobile – puntano quindi al fattore "gioco", del resto una delle attività preferite dagli utenti delle tavolette. Senza disdegnare naturalmente la possibilità, per entrambi i dispositivi, di scaricare libri in formato elettronico dallo store dedicato.
Infine l'interazione con le Tv e i prodotti di home entertainment. Una peculiarità del modello S1 è infatti quella – già vista però in altre tavolette, vedi il Galaxy Tab di Samsung tanto per fare un nome - di poter operare da telecomando universale a infrarossi per i numerosi prodotti audio e video presenti in casa, televisori Bravia ovviamente in primis, e di poter trasferire contenuti sullo schermo di questi ultimi attraverso funzionalità Dlna (Digital Living Network Alliance), tecnologia di cui i due tablet sono dotati.
Sulla carta, le credenziali per dire la propria in questo settore Sony le ha tutte. Quanto sarà la fetta di mercato che la casa giapponese, che stima un venduto globale per quest'anno di 35 milioni di tavolette (di cui 1,6 milioni in Italia) e di 49 milioni per il 2012, saprà portarsi a casa è ovviamente un dato oggi impossibile da determinare. Alcuni osservano che la marcata personalizzazione della piattaforma Android potrebbe rivelarsi per la casa di Tokyo una carta vincente. Il fattore prezzo, però, giocherà come sempre un ruolo importante. E Sony, notoriamente, non è un'azienda da prodotti "low cost".

 

(Fonte: Ilsole24ore.it)

Congresso di Fli Eletto Morbidoni

morbidoniChiaravalle Si è svolto nei giorni scorsi il primo congresso di Futuro e libertà per l'Italia a Chiaravalle, primo anche a livello regionale. L'assemblea è stata presieduta dal capogruppo in Consiglio regionale e coordinatore provinciale del partito Daniele Silvetti e sono intervenuti per un saluto il sindaco di Chiaravalle Daniela Montali, il vicesindaco Antonio Moscatelli e l'on. Claudio Maderloni (Sinistra ecologia e libertà). Hanno partecipato ai lavori Giorgio Bitti (segretario particolare del sen. Mario Baldassarri) e Veronica Fortuna (del comitato promotore di Generazione futuro, movimento giovanile del Fli). Sono seguiti gli interventi di Mattia Morbidoni, Giorgio Sassi (membro dell'Assemblea Nazionale del FLI) e di Daniele Silvetti, e si è aperta un'ampia fase di dibattito.
A seguito, gli iscritti hanno eletto Mattia Morbidoni coordinatore di Futuro e libertà – Chiaravalle.
“Questo - dice Morbidoni - è un grande motivo di orgoglio per tutti gli iscritti futuristi chiaravallesi, che hanno lavorato duramente per ottenere questi risultati, e che sono riusciti nel primo obiettivo di costituire sia un circolo di Futuro e libertà, che un di Generazione Futuro in una terra storicamente di sinistra”.

(Fonte: Corriereadriatico.it)

Giovedi` debutta la rotatoria di via King

rotatoria_martin_luter_kingSarà aperta al traffico giovedì mattina la nuova rotatoria di via M.L.King e contestualmente saranno apportate sostanziali modifiche in viale Aldo Moro che diventa così l'asse principale della viabilità per il nuovo ospedale “Carlo Urbani”.

In particolare - si legge in una nota dell’assessore Tonelli - sarà invertito l'obbligo di arresto all'incrocio tra viale Moro e via La Malfa. Trattandosi di un incrocio particolarmente pericoloso, sarà rafforzata in maniera significativa la segnaletica con l'introduzione di new jersey nei due tratti di via La Malfa in prossimità dell'incrocio, così da segnalare in maniera evidente, con due distinti segnali di stop sia a destra che al centro della carreggiata l'obbligo di fermarsi prima di attraversare viale Moro. Anche chi proviene da via De Nicola avrà l'obbligo dello stop giunto in prossimità dell'incrocio con viale Moro, essendo aperto quest'ultimo viale fino all'ospedale (attualmente viale Aldo Moro si immette automaticamente in via De Nicola e viceversa).
Sempre in viale Moro, ma stavolta più a valle, all'incrocio con viale Verdi, il transito fino all'incrocio con la nuova rotatoria sarà consentito solo ai residenti. L'apertura della rotatoria segnerà ovviamente il ripristino della normale circolazione in via M.L.King a salire, con possibilità di proseguire diritti sulla medesima strada o voltare a destra per immettersi in viale Aldo Moro con diritto di precedenza. Benché sia stato completato dal Comune anche l'ultimo tratto di viale Moro - dall'incrocio con via De Nicola al nuovo ospedale - l'accesso al “Carlo Urbani” da questa nuova strada sarà possibile solo tra qualche giorno, dovendo la zona territoriale dell'Asur terminare i lavori all'interno dell'area del nosocomio per organizzare al meglio l'accesso, la viabilità e la segnaletica verso l'ampio parcheggio presente.

(Fonte: Corriereadriatico.it)

Approvata la legge sulla caccia, inutile la protesta dei 100 agricoltori: "Siamo stati presi in giro"

cinghialeE' stata approvata con un 'sì' trasversale la nuova legge regionale sulla caccia. A favore del testo, che riforma la precedente legge n. 7 del 1995 (la quale a sua volta recepiva la normativa nazionale) hanno votato Pd, Udc e Pdl, con non pochi disagi in maggioranza.

Astenuti i dipietristi Paolo Eusebi e Luca Acacia Scarpetti, il verde Adriano Cardogna e il Pd Gino Traversini. Divisioni anche nel centro destra con il voto contrario di Giancarlo D’Anna (Pdl) (‘’non si puo’ cercare di ‘vendere’ il nostro entroterra come un’oasi di traqnquillita’ e di pace quando si permette di sparare a 100 metri da agriturismi e country house, è un legge per la lobby dei cacciatori’’) e dell’ex leghista Enzo Marangoni (ora Liberta’ e Autonomia). Ha votato contro anche Massimo Binci (Sel), che si e’ visto bocciare vari emendamenti.
Per i relatori di maggioranza Fabio badiali (Pd) e dell’opposozione Elisabetta Foschi (Pdl) si tratta di ‘’una legge equilibrata’’ che tiene contro delle esigenze del mondo agricolo, dei cacciatori e degli ambientalisti. Su 200 emendamenti arrivati in aula ne sono stati approvati alcuni (un paio presentati da Mirco Carloni del Pdl), mentre altri sono stati trasformati in ordini del giorno come uno presentato dai pd Enzo Giancarli e Gianluca Busilacchi per l’eradicazione totale dei cinghiali dal Parco del Conero. Altre proposte di modifica riguardano la disciplina per la restituzione dei tesserini di caccia.
"Per due anni la politica ha preso in giro gli agricoltori che continueranno a subire danni dai cinghiali e oggi il consiglio regionale delle Marche ha votato una legge scandalosa". Questa l’accusa lanciata dal presidente di Coldiretti Marche Giannalberto Luzi, il quale stamattina assieme ad un centinaio di agricoltori ha manifestato davanti alla sede della Regione Marche ad Ancona con sirene, cartelli e fischietti.
“Dove finisce la carne dei cinghiali abbattuti?”. “I nostri diritti calpestati dai cinghiali e dalla politica”, “Cinghiali? Prevenire è meglio che pagare!”, sono alcuni degli slogan sui cartelli esposti dai manifestanti, parte dei quali ha partecipato ai lavori del consiglio.
E' stato chiesto ed ottenuto anche un incontro con il presidente del consiglio regionale Vittoriano Solazzi e con l'assessore alla Caccia Paolo Petrini, per esprimere la ragioni della protesta, determinata soprattutto dall'”assenza di un freno” per il fenomeno dei danni causati dai cinghiali.
Pure gli agricoltori della Cia si sono schierati contro la nuove legge regionale sulla caccia. Infatti, una loro delegazione è stata presente nell’aula dell’Assemblea legislativa delle Marche (dove si trovava anche un gruppo di rappresentanti della Copagri). Identici i motivi della contrarietà. Alcuni esponenti dell'associazione di categoria hanno chiesto addirittura l'eradicazione dei cinghiali, considerata razza non autoctona. "Quest’anno - ha raccontato uno di loro - io e la mia famiglia siamo stati razziati di circa 1.500 quintali di prodotti tra grano duro, piselli, girasoli e mais". Nel mirino anche i risarcimenti, troppo bassi e in ritardo: "Nel frattempo i costi di produzione sono schizzati in alto".
“Ascoltare e laddove possibile accogliere le istanze degli agricoltori, salvaguardando i principi di una legge regionale, il cui iter è in corso da tempo e, allo stesso tempo, prevenire e risarcire gli stessi agricoltori dei danni provocati dagli animali selvatici, in particolare i cinghiali” è stato il commento di Solazzi, che ha invitato all’incontro con la Coldiretti anche l’assessore Paolo Petrini.
Il rappresentante della Giunta ha spiegato la necessità dell’approvazione della riforma della legge regionale n. 7 del 1995, “che porta concreti benefici agli stessi agricoltori nella lotta contro i danni provocati dai cinghiali e da altri animali selvatici”.
Danni - ha ricordato Giannalberto Luzi, presidente di Coldiretti Marche - che “ammontano a circa due milioni di euro l’anno, per questo chiediamo la predisposizione immediata di un regolamento sulla caccia al cinghiale, l’affidamento ad un unico soggetto della gestione dei risarcimenti, la costituzione di un fondo regionale aperto, la prevenzione dei danni attraverso incentivi alle imprese per il recupero degli habitat naturali e, infine, la revisione della legge regionale n. 15 del 1994 sulla gestione delle aree protette”. Infine, Solazzi ha garantito da subito “l’agevolazione del confronto tra l’istituzione regionale e gli agricoltori”.

(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

Manovra, accelerate le privatizzazioni premi ai Comuni che vendono

bersani_tremontiSvolta del governo sulla politica delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni. La manovra, rivista e rafforzata dopo l'attacco speculativo ai titoli di Stato italiani, promettere di imprimere una forte accelerazione alla politica delle privatizzazioni

(vendita di aziende di stato e municipalizzate) e delle liberalizzazioni (aumento del tasso di concorrenza sui mercati). Le due norme, rivoluzionarie rispetto alla politica "prudente" seguita dal centrodestra negli ultimi anni, portano la firma del ministro dell'Economia Tremonti che ieri ne ha fatto cenno durante le riunioni tenute con la maggioranza e con le opposizioni. Per le privatizzazioni, in ristagno da anni, non è escluso che "on the market" vengano collocate nuove quote dei colossi di Stato come l'Eni, l'Enel e la Finmeccanica dai quali fino ad oggi lo stato ha raccolto ricchi dividendi. La norma tecnicamente dovrebbe essere una deroga al Dpcm del 10 giugno del 2004 che sostanzialmente ricalcava lo schema delle privatizzazioni degli Anni Novanta con tutte le sue difficoltà.
Ma la nuova politica di privatizzazioni annunciata laconicamente ieri dal capogruppo del Pdl al Senato con un "daremo un segnale ai mercati" riguarderà soprattutto le municipalizzate. Senza toccare le aziende dell'acqua, per rispetto dell'esito del referendum, la manovra prevederà una clausola speciale all'interno del patto di stabilità in grado di spingere i Comuni ad agire. I Municipi che venderanno avranno premi, quelli che invece resisteranno saranno penalizzati. Le norme inserite nell'ultima versione della manovra, post-attacco speculativo, agiscono con forza anche su tema delle liberalizzazioni di tutti i servizi e delle professioni. L'idea è quella di imporre una griglia di misure volte ad abbassare le soglie di ingresso e ad introdurre maggiore concorrenza. Il governo dovrà indicare i settori che restano regolati e quelli che vengono liberalizzati. Se non lo farà entro sei mesi, scatteranno per tutti automaticamente le liberalizzazioni.
Novità giungono anche sul regime fiscale delle stock option che, secondo quanto risulta nella nuova versione della manovra, dovrebbero abbandonare il regime di tassazione speciale garantito fino ad oggi e rientrare nelle normali aliquote Irpef.  Lo tsunami sulla manovra porterà anche un paio di intese bipartisan piuttosto rilevanti. Il centrosinistra si è impegnato a proporre un ordine giorno alla manovra in base al quale chiunque vincerà le elezioni garantirà l'attuazione delle norme e delle deleghe volte al raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2014. Sul fronte opposto il governo presenterà contemporaneamente un disegno di legge costituzionale per introdurre la cosiddetta golden rule ed emendare l'articolo 81 della carta fondamentale, la norma che impone per legge i pareggio di bilancio e consente il deficit solo per gli investimenti.

(Fonte: Repubblica.it)

La restauratrice innamorata del Lotto

trafQuando si prendono delle cotte, fare attenzione. Maneggiare con cura il sentimento, non esporsi più di tanto altrimenti la cosiddetta “controparte” pretende troppo, farsi vedere così, un po’ svolazzanti, interessati senza affondo.

Scommettiamo che poi qualcosa anche dall’altra parte nasce? Dovrebbe essere stato lo stesso per Francesca Pappagallo, restauratrice jesina, una delle maggiori esperte di Lorenzo Lotto, per il quale ha avuto la cosiddetta “cotta giovanile”, che ancora dura.
La troviamo nel suo straordinario studio, guardato a vista dalle telecamere, insieme ad una sua ex allieva, ora diventata socia, Antonella Celli, mentre lavorano ed appoggiano le mani esperte su di un antico crocifisso di legno, accarezzandolo, quasi con “il timore di fare troppo forte”.
Alle pareti alcuni dipinti, seicenteschi, sui quali Francesca poggia ogni tanto lo sguardo ansioso di scoprirne i messaggi più o meno celati. Lei insegna “restauro” all’Accademia di belle arti di Macerata da quando aveva ventisei anni. Chissà se è questione di stile, se invece prevale il mestiere o, forse, è la vocazione a spingere una mente a sposare, per il futuro, il passato. Francesca Pappagallo non ha dubbi e se li avesse ce li toglie subito, perché considera la vocazione una cosa sacra. “Solo così puoi far bene questo straordinario lavoro”.
Allora la immaginiamo mentre assiste alla metamorfosi, che necessita mesi e mesi fra studio e pratica applicazione, del dipinto che ha sotto mano. Facciamo l’esempio del più recente, quello che ha fatto dare segni di stupore a Roma, alle Scuderie del Quirinale, inserito nella mostra dedicata a Lorenzo Lotto che si è chiusa qualche settimana fa. E’ la Trasfigurazione di Gesù, proveniente da Recanati. “Appena l’ho visto la prima volta, alcuni anni fa, mi ha commosso. Quando l’ho ripreso per il restauro definitivo, è diventato, per almeno cinque mesi, il mio amico più caro. Ho lavorato sul dipinto centimetro per centimetro, sempre a Recanati e come potevo portarmelo a Jesi?, tutte le mattine partivo per affrontare uno dei restauri più interessanti della mia carriera. Ed abbiamo fatto in tempo per la mostra di Roma. Oggi è uno splendore”. Il primo intervento era iniziato nel 1993 poi, si sa, fine dei soldi e amen. Ma la mostra di Roma ha rimesso in moto il meccanismo e Francesca ha realizzato il suo desiderio, quello di terminare il restauro. Dice di essere emozionata davanti a qualunque artista, c’è la stessa partecipazione emotiva, la stessa passione, intensione ed impegno. Certo, confessa alla fine quasi sotto tortura, che con Lotto ha un approccio più intenso, lo ama ricambiata, ne capisce ormai i segreti e i messaggi. Le sue sono tutte opere importanti per la storia dell’arte e lei ne ha restaurate addirittura sei, fino ad oggi. “Per motivi di età e di applicazione credo di essere una della maggiori esperte di Lotto. Ho restaurato “La Madonna delle rose”, la “Deposizione” , “L’annunciazione”, ho effettuato interventi di pronto soccorso vari, così si chiamano, anche sulla “Pala di Santa Lucia”, ho restaurato la pala “San Giacomo Maggiore” a Recanati e la “Trasfigurazione” che è in mostra a Roma”. Francesca ha un carattere calmo, ascolta tutti, assembla, chiacchiera e dice la sua. Dovrebbe aver fatto così anche con Lotto, perché, dice, ha capito presto la chiave di lettura del Maestro. Una chiave “razionale”, ovvio, ma neppure troppo.

(Fonte: Corriereadriatico.it)

Industria: Ariston Thermo compra maggioranza Cipag e Domotec

814473-paolo_merloniIl 68% della Cipag Sa è stato acquisito dalla multinazionale Ariston Thermo, attraverso la società controllata Elcotherm AG.
I due sodalizi economici, insieme, detengono il 100% della Domotec Sa. Cipag e Domotec sono aziende leader nel mercato svizzero della produzione, distribuzione e manutenzione di sistemi per il riscaldamento dell'acqua, con un fatturato complessivo di oltre 53 milioni di franchi svizzeri ed un Ebitda di circa 4 milioni nel 2010. Le società hanno 200 dipendenti.
Questo il commento all'importante operazione finanziaria dell'ad di Ariston Thermo Paolo Merloni: “L’acquisizione rientra nella strategia di sviluppo del gruppo, che punta a crescere sia nei mercati maturi, con prodotti e sistemi ad alto tasso tecnologico, sia nei mercati emergenti. Con questa operazione Ariston Thermo mette a frutto le sinergie commerciali con Cipag e Domotec, e consolida ulteriormente la sua posizione di leadership del mercato svizzero, rafforzandola nel settore del riscaldamento dell’ambiente ed aggiungendovi la leadership nel riscaldamento dell’acqua”.

(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

'Anni azzurri', allarme pidocchi Contagiati almeno 10 pazienti

815170-pidoREPARTO Alzheimer chiuso alla residenza Anni Azzurri di Collemarino dopo la scoperta di un focolaio di pidocchi. Nessuna responsabilità da parte della direzione della casa di riposo dopo l’avvio degli accertamenti.

In pratica l’epidemia si è originata casualmente dopo che il bacillo è stato portato in maniera del tutto involontaria. Secondo una prima ricostruzione dei fatti sarebbe stato un dipendente della Casa di riposo a portare inconsapevolmente i piccoli insetti al lavoro. Sempre secondo le informazioni ricevute, il lavoratore di Anni Azzurri sarebbe stato contagiato dal figlio piccolo che frequenterebbe i centri estivi.
Nulla di grave, ormai le epidemie di pidocchi possono essere affrontate e risolte in pochissimo tempo e con cure farmacologiche specifiche, ma nel momento in cui parte il contagio i disagi possono essere molteplici e fastidiosi.
È accaduto così tra sabato e domenica scorsi quando i pidocchi hanno fatto il loro ingresso nella casa di riposo. I sintomi sono stati subito evidenti e hanno riguardato in particolare un settore specifico della residenza, il settore Alzheimer che ospita i pazienti più delicati, quelli che devono maggiormente essere seguiti. Nello specifico sarebbero stati contagiati una decina di pazienti e domenica si è reso necessario chiudere e sigillare il reparto consentendo l’ingresso nelle stanze solo a personale debitamente protetto. Divieto di visita invece per i parenti dei pazienti in attesa che il focolaio sia del tutto scomparso.
Allo stesso tempo la maggior parte del personale che ha orbitato all’interno dei reparti di Anni Azzurri tra sabato e domenica ha pensato bene di rivolgersi o ai medici di famiglia o al servizio igiene dell’Asur all’ex Crass per assumere la profilassi specifica. Ieri la situazione stava tornando lentamente alla normalità, come detto non si tratta di un morbo pericoloso che poteva mettere a rischio la vita delle persone, così come è stato accertato che l’epidemia non si sia diffusa a causa di carenze igieniche interne.
Dai vertici della casa di riposo di via Flaminia nessun commento. Abbiamo contattato il direttore, Andrea Landini, che ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione sull’accaduto. Ricordiamo che da qualche tempo la residenza è gestita da una società milanese, in passato lo stesso edificio aveva ospitato la clinica Villa Adria e poi uno dei centri dell’istituto Santo Stefano specializzato nella riabilitazione dei pazienti affetti da varie patologie.

(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

"Vendono perché non ci credono" e torna lo spauracchio del '92

borsaIn coda per il rientro in città, molti operatori di Piazza Affari temevano un lunedì ispido. Quel che hanno visto ha superato le attese. "Una sberla così ci rovina l'annata, ma non solo - sintetizza un vecchio operatore

- si rischia un ballo di San Vito tipo quello di due anni fa, quando l'indice Ftse Mib da 20mila scese a 12mila in breve. Qui non esistono più i compratori, e non si vede chi abbia ricette per cambiare le cose".
I prezzi di Borsa sono solo un riflesso, minore, dell'affanno di un Paese, riassunto meglio dal differenziale dei titoli decennali sul Bund tedesco: +56 punti base ieri a 301, fino al rendimento del 5,7%. Chi fa calcoli ne stima maggiori oneri governativi per una decina di miliardi di euro l'anno (una bella fetta di manovra, perpetua), un 20-25% di utili in meno per le banche italiane che si sveneranno per finanziarsi, e caricheranno su aziende e cittadini prestiti a tasso doppio rispetto ai francesi e tedeschi, con cui si sognerebbero di competere. Verso le dieci, nelle Sim, qualcuno ha acceso un cero. L'indice, aperto a meno 1%, ha avuto un sussulto. Solo qualche decimo, poi ancora giù a puntare il vuoto. Idem la forbice dei tassi. Alle 16,30 Intesa Sanpaolo e Unicredit sono state sospese al ribasso, l'indice ha puntato il 5% e tanti hanno avuto paura. "Get me out of this shit!", ha urlato un grande cliente al capo di una Sim. Poi, come spesso in simili sedute, il rimbalzino finale opera dei più arditi: perché tanti prezzi sono davvero stracciati ormai.
"Raramente, dal '92, ho visto una situazione di questo tipo - dice Francesco Perilli, ad di Equita Sim - con l'aggravante che allora facevi una manovra o svalutavi la lira e ne uscivi, oggi l'Europa si muove con tempi biblici, i gestori italiani sono poco reattivi, e i tempi politici del governo per approntare una manovra di ben altro spessore e contrastare l'euroscetticismo non sono compatibili con quelli dei mercati". Di qui il timore di aver davanti una lunga estate.
Neanche l'alibi della "speculazione" di breve termine regge: da giorni tutto il mondo vende Italia, non solo gli avventurieri. Lo sancisce la Consob, che alla vigilia ha tentato senza fortuna di frenare le vendite speculative: "A una prima analisi - ha detto un portavoce - risulta che l'andamento odierno non sia riconducibile alle vendite allo scoperto. Le vendite sembrano essere effettive".
Tra i grandi istituti, che hanno la crisi in casa per essere i primi prenditori del debito pubblico (e i primi a pagarla in Borsa), si inizia a smaniare. Giuseppe Mussari, presidente dell'Abi e di Mps, ha detto: "La manovra va approvata nel più breve tempo possibile. Il decreto va bene, rispetta gli impegni, non c'è da fare di più, c'è da fare presto". E il collega Corrado Passera, ad di Intesa Sanpaolo: "Per evitare di trovarsi in difficoltà l'Italia deve fare con decisione la sua parte in termini di rigore: la manovra va approvata subito, se fosse possibile oggi stesso. Non c'è tempo per discutere e introdurre miglioramenti. Bisognerà farlo subito dopo riavviando la crescita con investimenti e interventi fiscali mirati". C'è anche chi, dietro le quinte, depreca una manovra "tutta tagli e tasse, che non fa crescita, salva i privilegi dei politici e prende i soldi ai risparmiatori".
Tra tante voci, nessuno che dica "compra". Il più costruttivo, e forse non è un caso, è ex finanziere passato da un decennio ad aggiustare imprese. "In Borsa c'è un clima isterico, sembra perdersi ogni riferimento alla sostanza e al valore - dice Enzo Manes, vice presidente esecutivo e primo socio di Kme, l'ex azienda degli Orlando che ha rilanciato nella trasformazione del rame. "Se l'Italia fosse un'azienda - continua l'imprenditore - ora le servirebbe un aumento di capitale. Tradotto in termini pubblici, per me significa una legge patrimoniale, con annesse privatizzazioni e riforme per la competitività e la crescita, guardando non a chi sarà eletto tra due anni, ma come staranno i nostri figli tra 10". Uno scatto d'orgoglio, con cui affidare 3-400 miliardi a un governo che ripristini il futuro del Paese. Quale popolo non darebbe il 3-4% della propria ricchezza privata per riappropriarsi del futuro? "Qui serve uno scarto, per l'interesse comune degli italiani: è anche un problema di orgoglio, siamo stanchi di girare il mondo e prendere schiaffi da questi analisti che ci paragonano alla Grecia".

(Fonte: Repubblica.it)

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