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“Caserma della polizia altra gaffe della giunta”

92141_polizia_ralf“Questa giunta colleziona una gaffe dietro l’altra. Quasi non c’è più soddisfazione a criticarla”. Claudio Biondi (Dc per le autonomie-Pdl) si riferisce alla questione della realizzazione della nuova caserma della polizia di Stato. “E’ l’ennesima dimostrazione, direi la più eclatante – osserva Biondi – della superficialità con cui l’amministrazione civica affronta i problemi. Nel piano triennale delle opere pubbliche 2011-2013, è stata programmata per quest’anno la costruzione della caserma della polizia in via Dante, precisamente nella zona occupata da più di trent’anni dalla pista di pattinaggio. Se per realizzare la caserma si vuole smantellare la pista, si sarebbe già dovuto individuare e realizzare la nuova pista di pattinaggio, ma purtroppo, incredibile a dirsi, non è così. Addirittura la nuova pista non è stata nemmeno programmata”.
Ma c’è dell’altro. “Inoltre – prosegue Biondi – la giunta prevede di costruire la caserma con i soldi dei privati, come se a Fabriano in questo momento ci fossero le migliori condizioni economiche possibili e gli imprenditori non sapessero come investire i loro ricchi ricavi”. Per la nuova sede della polizia sarebbero praticabili diverse soluzioni, senza spendere un euro. “I locali di palazzo Chiavelli e del palazzo del Podestà – aggiunge l’esponente di centrodestra – sono ora tutti liberi, per cui potrebbero fare al caso. E ci sarebbe pure il vantaggio di avere le forze dell’ordine nel centro storico”

(Fonte: Corriereadriatico.it)

“Il Movimento ha finito il suo percorso”

marcopolita“Difendo la scelta di uscire dal Movimento democratico poiché, a mio avviso, ha concluso il suo percorso. Non entrerò in maggioranza, valuterò di volta in volta l’espressione di voto”. Ha destato clamore la decisione dell’ex sindaco Marco Polita di abbandonare le fila di Jesi è Jesi.

Continuerà il suo mandato di rappresentante dell’assemblea degli eletti ma sganciato dal movimento che aveva sostenuto la candidatura a sindaco di Melappioni, dimessosi fra l’altro da consigliere qualche settimana fa, come pure dalla maggioranza, non escludendo tuttavia di poter votare con questa in caso di iniziative che giudicherà valide. Polita ribadisce la sua posizione all’indomani dei commenti sulla sua scelta di uscire da Jesi è Jesi da parte di alcuni consiglieri e del capogruppo del Movimento democratico Matteo Marasca. Dichiarazioni che non gli sono andate giù, tanto che ribatte con toni secchi e lapidari. “A Marasca, che mi risulta iscritto ai giovani del Pd – osserva Polita – e che ha partecipato attivamente al congresso dello stesso partito, rammento che ha già fatto una scelta chiara”. Un’osservazione, quella su un movimento di opposizione composto da iscritti allo stesso partito della maggioranza, diventata anche motivo di attacco da parte del centrodestra, che ha accusato più volte il Movimento democratico di aver fatto un’opposizione fittizia. Polita risponde anche al capogruppo del Pd: “Gli rammento - rivolgendosi a Binci – che la divisione del centrosinistra fu motivata dal tentativo di contrastare spese inutili per consulenze, negative relazioni con il personale e scelte ambientali opinabili”.
Sul fronte politico, da segnalare l’elezione di Andrea Dignani, geologo e già presidente del Wwf Marche, coordinatore cittadino di Sel.

(Fonte: Corriereadriatico.it)

Anche il Dalai Lama `vedr

dalai_lama_01Il catalogo della mostra ‘La terra dalle ombre lunghe’, inaugurata ieri a Palazzo del Duca a Senigallia, nell’ambito del progetto ‘M’arcord Mario. I luoghi, i volti e le parole di Mario Giacomelli’, sarà consegnato a fine mese al Dalai Lama.

L'evento avverrà in Francia, a Tolosa, dove la massima autorità spirituale del buddismo tibetano sarà in visita. Le foto sono quelle che Enea Discepoli, allora giovanissimo esploratore dei luoghi d’Oriente, scattò nel 1976 a Ladakh, in Tibet, inviato da Mario Giacomelli. Racconta Discepoli: “l Dalai Lama é venuto a conoscenza della mostra grazie ad Adriana Romitelli del Centro Studi Cenresig di Bologna, mia grande amica, che lo segue spesso durante le sue visite in Italia. Quando il Dalai Lama a fine mese sarà a Tolosa, Adriana lo incontrerà, e gli consegnerà il catalogo. Il Dalai Lama potrebbe anche firmarne una copia che resterebbe a noi’’.
La Romitelli ha anche regalato a Discepoli un braccialetto che ha ricevuto la benedizione dello stesso Dalai Lama. ‘’E’ un cordino in seta che dà protezione in quanto vi é stata trasferita energia’’, spiega Discepoli.
Quanto alla mostra, “in passato - continua - si é detto tutto e il contrario di tutto su queste foto: che Giacomelli le aveva ripudiate, cosa non vera; che era stato lui a farle in Tibet, luogo dove non mise mai piede”.
La storia dietro le immagini de ‘La terra dalle ombre lunghe’, invece, e’ molto semplice. Ricorda Discepoli: “Nel 1976 ero in missione per conto di Giacomelli a Ladakh, in Tibet. Lui mi aveva consigliato di immortalare i volti della gente, le rughe, i segni della sofferenza della vita in alta quota. Per questo non fotografai il Dalai Lama, che vidi, e toccai per la prima volta, durante una meditazione collettiva. Quelle foto le diedi poi a Giacomelli, che le trasformò completamente, tanto che io gli dissi: ora sono tue. Io le ho scattate per te, quasi in trance. In effetti Giacomelli le allargò, le tagliò, le elaborò con il bianco e nero, sino a farne qualcosa di completamente suo”.

(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

Emergenza sfratti in regione Ad Ancona aumentati quasi del 30%

SFRATTINelle Marche, nell’anno 2010, sono stati emessi 1.600 provvedimenti di sfratto dei quali più di 1400 per morosità facendo registrare un aumento, rispetto all’anno precedente, del 18,52%. Un dato che segnala una crescita preoccupante rispetto all’incremento nazionale del 6,51%.

Questo ci pone al 5° posto in Italia dopo la Campania (207,98%), la Calabria (58,89%), la Sardegna (56,82%) e la Lombardia (48,07%). Sul territorio regionale il primato del totale degli sfratti, non solo per morosità, lo detiene la provincia di Ancona con un incremento del 29,69%, seguita da quella di Macerata con il 29,52%, di Ascoli Piceno e Fermo con il 21,90% .
Solo la provincia di Pesaro-Urbino registra un decremento dello 0,48%. Un’ inversione di tendenza emerge dai dati relativi agli sfratti eseguiti con l’intervento dell’Ufficiale Giudiziario: gli incrementi percentuali diminuiscono nelle province di Ancona del 4,09%, di Ascoli Piceno-Fermo del 9,52% e a Macerata addirittura del 14,63%. Solo nella provincia di Pesaro-Urbino, dove il numero complessivo degli sfratti è sceso, sono aumentati del 30,56%,quelli coatti. “In realtà, questi dati ufficiali non tengono conto di tutti quegli inquilini, in morosità da mesi -sostiene Caludio Omicccioli, Segretario regionale del sindacato inquilini Sicet Cisl-Marche- per i quali i locatori non hanno ancora avviato l’azione legale.
In positivo dobbiamo segnalare,comunque, che in questi anni di crisi molti proprietari oltre a non avviare azioni legali, stanno abbassando gli affitti per andare incontro alle nuove situazioni di difficoltà economiche .”In sostanza i dati rappresentano chiaramente che la crisi sta colpendo ancora le famiglie marchigiane più vulnerabili, quelle che hanno avuto una riduzione del proprio reddito a seguito della cassa integrazione o della perdita del posto di lavoro e non sono proprietarie della abitazione o assegnatarie di alloggio pubblico.
“Occorre – secondo Mario Canale, Segretario della CISL Marche – maggiore tutela per queste famiglie, che sono lasciate da sole , con le fatiche quotidiane per riuscire ad arrivare alla fine del mese. Il Governo Nazionale deve smettere di tagliare risorse al welfare abitativo è necessario che intervenga concretamente nel settore della casa pubblica, per favorire anche lo sviluppo economico e la coesione sociale del paese. E’ necessario invertire il sistema di tagli e riduzioni alle politiche abitative che oltre all’ assenza di finanziamenti e all’offerta di edilizia pubblica vede anche la riduzione (da 360 milioni del 2001 a 33 del 2011) ai minimi termini del Fondo di sostegno all’affitto destinato proprio all’emergenza morosità".
"Anche la Regione Marche – prosegue Canale – deve fare la sua parte dando sollecita attuazione all’accordo per l’adozione di misure anticrisi nel settore delle politiche abitative” sottoscritto con il Sindacato e Associazioni Inquilini il 5 maggio 2011, che certamente può aiutare quelle famiglie che, oggi, si trovano in condizione di fragilità e difficoltà economica anche a causa della perdita del lavoro. ”

(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

No Tav, nella guerriglia pio` di 200 feriti Colle: “lntervenire contro violenza eversiva”

scontriIn Val Susa è durata circa sei ore la guerriglia tra manifestanti NoTav e forze dell’ordine. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha parlato di “violenza eversiva” contro le forze dell’ordine e di necessità per lo Stato di intervenire con la “massima fermezza”.

I primi scontri si sono verificati intorno a mezzogiorno, soprattutto nell’area del cantiere della Torino-Lione e nel perimetro della centrale idroelettrica. Tutto questo mentre sfilavano i due cortei: quello “ufficiale” composto da oltre 50mila persone, partito da Exilles, e aperto dai bambini e dai 23 sindaci della Valle. E il secondo: quello partito da Giaglione a cui partecipavano anche appartenenti degli autonomi e dei centri sociali, che hanno puntato decisi verso la “zona rossa”. Passando per i sentieri di montagna. I tafferugli si sono registrati in diversi punti della Valle. Le Forze dell’ordine hanno sparato decine e decine di lacrimogeni. Alla fine il conto – difficile da stimare perché c’è stata un vera e propria ‘guerriglia anche delle informazioni’ – è stato di più di cento feriti tra agenti e attivisti. La Questura parla di 188 feriti solo tra la polizia, i carabinieri e la Gdf. Il movimento dei NoTav denuncia, invece, che gli agenti avrebbero lanciato molti lacrimogeni ad alzo zero. Un ragazzo veneto sarebbe stato colpito sul volto in modo serio e trasportato di urgenza in ospedale. A Chiomonte nel primo pomeriggio è arrivato anche il leader del Movimento 5 stelle, Beppe Grillo, che in un discorso improvvisato al popolo NoTav ha dichiarato: “Stanno facendo le prove tecniche di dittatura”. Intanto il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, ha affermato: “Il governo va avanti con i lavori della Tav”.

(Fonte: Ilfattoquotidiano.it)

Varchi elettronici Operativi da lunedi`

varchi_elettronici_jesiDa lunedì i varchi elettronici posizionati nelle vie di accesso alle tre zone a traffico limitato del centro storico saranno definitivamente operativi. Terminata la fase di sperimentazione con il presidio dei vigili urbani - così come disposto dal ministero - il controllo telematico dei veicoli che oltrepassano Porta Bersaglieri, via Andrea da Jesi e Corso Matteotti diventa dunque totalmente automatizzato e collegato alla centrale operativa presso il Comando di polizia municipale.
Il particolare software - collaudato in questo pre-esercizio di un mese - scarterà i numeri di targa dei veicoli per i quali è stato autorizzato il transito (dei residenti, dei diversamente abili, di chi effettua operazioni di carico e scarico ecc.) e tratterrà in memoria quelli non inclusi nella cosiddetta “white list”. Sarà poi la polizia municipale ad effettuare un ulteriore controllo incrociato e, qualora dovesse essere confermata la mancata autorizzazione, scatterà la relativa sanzione di 76 euro oltre alle spese di notifica.

(Fonte: Corriereadriatico.it)

Chiese asilo politico in Tunisia Ora imprenditore di Fabriano fa lo sciopero della fame

giudice-magistrato-leggeAd aprile, mentre migliaia di nordafricani scappavano verso l’Italia, aveva polemicamente chiesto asilo politico alla Tunisia, dichiarandosi ‘’vittima delle banche italiane in quanto imprenditore onesto’’.

Tornato in patria, da qualche giorno fa lo sciopero della fame a casa sua, a Fabriano (Ancona). Il Costruttore Luciano Stopponi e’ al centro di una nuova clamorosa forma di protesta, per difendere - spiega - i propri beni e quelli della famiglia da una presunta ‘’truffa’’, sulla quale un anno fa ha presentato un esposto alla procura di Ancona, finora rimasto senza seguito.
La vicenda riguarda la costruzione, interrotta, di un albergo a Matelica (Macerata), l’Hotel Agora’. Un’impresa nella quale l’uomo aveva investito tutti i risparmi, ma che poi, fra ricorsi al Tar, mancati permessi edilizi, e da ultimo il blocco di un mutuo edilizio da parte della Cassa di risparmio di Fabriano e Cupramontana l’ha condotto al fallimento. Gli operai erano saliti per protesta sul tetto dell’albergo, il 29 luglio 2009 Stopponi si era incatenato davanti alla sede della Regione Marche, ma nonostante l’impegno delle istituzioni, la situazione non si e’ sbloccata. Tutto per un mutuo di 2,5 milioni di euro, che, afferma Stopponi, era ampiamente garantito dai beni personali e familiari dell’imprenditore. Dopo una prima tranche di 1,1 mln di euro, la Cassa di risparmio avrebbe interrotto i finanziamenti, e i lavori dell’hotel si sono arenati.
Ma le procedure fallimentari e giudiziarie sono andate avanti, con varie confische: lunedi’ il curatore fallimentare dovrebbe confiscare a Stopponi l’ultimo bene che ha, l’abitazione della famiglia. Una delegazione comunale fabrianese, composta dal sindaco Roberto Sorci e da consiglieri di vari partiti, e’ andata a fargli visita, e a Stopponi rinnova solidarieta’ e vicinanza umana il suo partito, il Pri, che attraverso il segretario regionale Giuseppe Gambioli invita la magistratura a fare chiarezza.

 

(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

Il primo ponte che scavalca la Flaminia diventa realt

collemarino.gRIPRENDERANNO a settembre, e saranno completati entro l’anno, i lavori per la realizzazione del ponte sulla Flaminia davanti all’ex Fiat di Collemarino, struttura che dovrà collegare l’abitato alla spiaggia mettendo a disposizione due ascensori (uno lato mare, l’altro lato monte) per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Si tratta del primo ponte che scavalca la Flaminia per raggiungere il mare (su modello di quello del Santa Cristiana a Marcelli, che scavalca la via Litoranea) e la realizzazione dei piloni ha monopolizzato l’attenzione dei tanti automobilisti che transitano lungo la Statale.
I lavori si sono fermati a giugno, perché durante la stagione balneare la Capitaneria non autorizza interventi in spiaggia, ma in molti si sono chiesti se non fossero stati bloccati per il grande impatto paesaggistico della struttura, soprattutto sul litorale.
“L’IMPATTO non c’entra nulla – spiega il presidente della II circoscrizione Stefano Foresi – perché il progetto, redatto dall’ingegner Muti, è stato approvato dall’ufficio urbanistica del Comune che nel 2007 ha rilasciato il permesso di costruzione, nell’ambito delle opere di urbanizzazione comprese nei piani di recupero della ex Fiat. La struttura sarà realizzata con pannelli in legno e lamellare a vetro appoggiati su pilastri in cemento armato con fondazioni su pali, ci saranno due ascensori e due scalinate”.
“CERTO, il ponte avrà un forte impatto – commentano i concessionari della spiaggia di Collemarino – ma in questa zona mancava una struttura che permettesse l’accesso ai disabili. L’importante è che il Comune, una volta completato il ponte, realizzi un vialetto di collegamento con il resto del litorale”.
Attualmente il pilone del ponte, lato mare, confina con un rimessaggio, che interrompe il vialetto realizzato lungo la recinzione ferroviaria. Per completare il collegamento l’amministrazione comunale dovrà valutare se spostare la rimessa delle barche.
INTANTO è allo studio dei tecnici comunali anche la realizzazione di un sottopasso carrabile tra Torrette e Collemarino, un’opera da 900mila euro (finanziata per oltre il 50% dall’Autorità Portuale) che dovrà consentire l’accesso in spiaggia dei mezzi di soccorso, ora costretti ad arrivare fino a Falconara, in via Goito.
“Lo studio di fattibilità – spiega ancora Foresi – prevedeva l’area ex Sidercomit, soluzione poi scartata perché c’è troppo poco spazio lato mare e le pendenze delle rampe di raccordo sarebbero troppo elevate dovendo scavare in profondità, per circa 6 metri. I tecnici stanno individuando nuove soluzioni”.

(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

Alberto e Charlene sposi

castello2Finalmente sposi, anche per la Chiesa cattolica: Alberto di Monaco e Charlene Wittstock, davanti a 800 ospiti illustri riuniti nella Courtyard di Palazzo Grimaldi, si sono detti per la seconda volta "sì", dopo il rito civile di ieri. Lui allegro fin dall'arrivo, lei tesa per la gran parte della cerimonia religiosa: solo dopo aver pronunciato il fatidico "oui" si scioglie in un sorriso più spontaneo, dopo mezz'ora passata a occhi bassi e con uno sguardo quasi preoccupato. Ma la commozione vera e propria arriva solo più tardi, quando si reca col marito nella chiesa di Santa Devota, per lasciare il suo bouquet: qui la tensione si scioglie, le lacrime le scendono sul volto.
L'abito di Charlene. Ma come accade in ogni matrimonio che si rispetti, il momento clou è stato l'arrivo della sposa: la Wittstock ha strappato un mare di applausi, col suo abito bianco Armani attillato, con sobrio velo e strascico di venti metri, e senza gioielli (solo un fermaglio di brillanti a tenere i capelli e il velo, sopra la nuca). Il vestito è stato disegnato personalmente dallo stilista italiano (presente anche lui alla cerimonia), realizzato con 2.500 ore di lavoro, abbellito da 40.000 cristalli di Swarowsky e 30.000 perle dorate. Ad accompagnare colei che lo indossava, due damigelle d'onore: la stilista di origine danese Isabelle Kristensen e Donatella Knecht de Massy, cugina di Alberto (lui in uniforme bianca).
Gli ospiti. Prima, a partire più o meno dalle 16, c'era stato invece l'arrivo degli ottocento ospiti: tante le celebrità, come Karl Lagerfeld (che ha vestito Charlene ieri, nella cerimonia civile), Naomi Campbell bellissima in verde acqua, Jean Michel Jarre, Umberto Tozzi, Emanuele Filiberto con Clotilde Courau, Jean Todt con la compagna attrice Michelle Yeoh, Roger Moore.  tanding ovation per Bernadette Chirac, ex first lady di Francia, in total blu.Tra i più emozionati, come ovvio, i familiari: riflettori puntati su Charlotte Casiraghi, figlia di Carolina, bellissima e sempre più somigliante a sua madre; sui suoi fratelli Andrea e Pierre (con la fidanzata Beatrice Borromeo); e poi, appunto, sulle sorelle dello sposo, Carolina con cappello a falda larga, Stephanie con abito scollato plissettato. Completano il quadro tante teste coronate (i sovrani di Belgio e di Svezia con l'erede al trono Victoria, i principi ereditari di Danimarca e Olanda, il conte Edoardo d'Inghilterra con la contessa di Wessex) e il presidente Nicolas Sarkozy. Per l'Italia il ministro Angelino Alfano.
Dopo la cerimonia. Al termine del rito religioso - chiusa dall'Ave Maria cantata da Andrea Bocelli - Alberto e Charlene lasciano Palazzo Grimaldi per recarsi in visita alla chiesa di S.Devota dove la sposa lascia il suo bouquet, come già fatto 55 anni fa dalla madre di Alberto, Grace Kelly, in occasione del suo matrimonio con il principe Ranieri III. Il tragitto viene percorso con un'auto decappottabile aperta ecologica per salutare la folla: un vero e proprio bagno di folla, per i neo-sposi. All'interno della Chiesa, Charlene finalmente si scioglie: e piange di commozione.
La serata. Cinquecento sono gli ospiti invitati al banchetto nuziale, preparato dai celebri chef Alain Ducasse e Franck Cerutti: l'appuntamento è alle 21. Poi si danza fino all'alba, nella sala dell'Opera di Garnier trasformata per l'occasione in pista da ballo.
I gossip. La cerimonia di oggi, però, non riesce a tenere a freno i gossip sempre più inistenti sulla crisi di Charlene della vigilia: ora anche fonti dell'entourage matrimoniale confermano che il problema c'è stato, eccome. Mentre dalla Francia giunge l'indiscrezione che i "nuovi" figli illegittimi sarebbero due: un bimbo di 18 mesi avuto da una donna italiana; e di un secondo figlio nato da Nicole Costa, un piccolo che ha ormai tre anni e mezzo ed è dunque un fratellino di Alexandre (già riconosciuto dal principe). Sul sito Vogue.com è stata pubblicata una smentita per bocca della stessa Charlene: "Solo gossip e voci prive di contenuto". Ma non è bastato a mettere tutto a tacere.

(Fonte: Repubblica.it)

Il giorno pio` lungo della Valle di Susa Cortei a Chiomonte e verso la “zona rossa”

no.tav.pp.266L’hanno chiamata manifestazione “nazionale”, per sottolineare che il movimento No Tav non difende il proprio cortile, ma lotta per una causa comune. Alla fiaccolata di Chiomonte del 26 giugno, poche ore prima dello sgombero della “libera repubblica della Maddalena” erano in diecimila e oggi saranno molti di più.

Gli organizzatori attendono almeno 30 mila persone, da tutta la Valle, da Torino, dalle altre regioni d’Italia e da mezza Europa (francesi, spagnoli, tedeschi e austriaci, molti dei quali già ospitati in un libero campeggio a Venaus).
La tensione – e non potrebbe essere altrimenti – è molto alta. L’area del cantiere della Maddalena di Chiomonte, operativo da sei giorni, è tuttora presidiato da 600 tra poliziotti e carabinieri.
La zona è off limits per tutti, compresi i proprietari delle vigne dell’Avanà che, ironia della sorte, furono impiantate grazie ai soldi dell’Unione europea elargiti vent’anni fa in compensazione per i lavori dell’autostrada Torino-Bardonecchia; gli stessi finanziamenti che – a rischio scadenza – hanno imposto lo sgombero dell’area e l’avvio del primo cantiere della futuribile Tav Torino-Lione.
Riprendersi l’area, come accadde nel 2005 a Venaus, non è possibile e la strategia No Tav, dunque, punta al logoramento: “L’assedio – proclama il leader Alberto Perino – continuerà fino a quando se ne saranno andati. Il nostro obiettivo è difendere la nostra terra. È stato facile con duemila agenti e altrettanti lacrimogeni occupare i terreni, un po’ più difficile sarà restarci e gestire il cantiere”.
Sarà un “assedio pacifico” giurano gli organizzatori, ma il timore di azioni violente purtroppo c’è. E in parte lo dimostra il fatto che i cortei saranno (almeno) due, oltre al presidio della zona di Chiomonte: da est il primo (appuntamento alle nove a Giaglione) organizzato dai comitati No Tav; da ovest il secondo (alla stessa ora a Exilles) promosso da 23 sindaci dell’Alta e della Bassa Valle e dalla Comunità Montana. Entrambi punteranno verso Chiomonte, ma il corteo degli amministratori terminerà al campo sportivo (“partecipiamo – dichiara il presidente della Comunità Montana Sandro Plano – per protestare contro il progetto della nuova linea ferroviaria, contribuire al mantenimento della legalità e del carattere non violento della manifestazione e per tutelare la pubblica incolumità”) mentre il corteo dei comitati (sicuramente il più numeroso) punterà verso la “zona rossa” che inizia alla centrale elettrica, là dove c’erano le barricate, all’imbocco della strada dell’Avanà, unica via d’accesso alla zona di cantiere.
Da lì, sicuramente, non si passa. I problemi, semmai, potrebbero arrivare dai boschi e dai sentieri intorno al viadotto della Ramat, dove le trivelle dovrebbero cominciare a scavare. “C’è un percorso ufficiale – raccontano dalla Questura di Torino – ma sappiamo che ci saranno almeno quattro concentramenti intorno alla zona della Maddalena, studiati apposta per raggiungere la zona del cantiere. Siamo pronti a fronteggiare qualsiasi tipo di incursione”. In tutta l’area le forze dell’ordine schiereranno più di mille uomini.
“Metteremo in campo intelligenza e creatività – garantiscono i comitati – vogliamo costruire un assedio, che significa circondare il territorio e ripetere quest’esperienza tutte le volte che sarà necessario, per dimostrare tutta che tutta la Val Susa, e non solo, non vuole quest’opera. Dal punto di vista del consenso il movimento No Tav ha già vinto. Si può dire che la nostra lotta sia il quinto referendum”.
Oggi a Chiomonte ci saranno anche il coordinatore regionale di Sel Monica Cerutti e il capogruppo al comune di Torino Michele Curto (in maggioranza con il Pd, da sempre favorevole all’opera): “La discussione va riaperta – dichiara Monica Cerutti – non sposiamo nessuna tesi preconcetta, ma dopo i risultati del referendum sarebbe utile un supplemento di confronto”.

(Fonte: Ilfattoquotidiano.it)

Arriva Tdl-4, la balena bianca del cybercrimine che ha infettato 4,5 milioni di computer

tdl-4È l'ultima balena bianca del crimine su internet, invisibile e capillare: la rete Tdl-4 ha infettato almeno 4,5 milioni di computer nel mondo e il 3% sono in Italia. Non causa danni alla normale attività degli utenti, ma apre varchi per inviare spam, pubblicità e software malevoli, utilizzabili per truffe.

È come aprire una rete di autostrade su internet in grado di veicolare dati nei computer colpiti, senza che nessuno se ne accorga. E può attaccare anche i sistemi operativi Windows a 64 bit, come Windows 7.
Secondo gli analisti del Kaspersky Lab è «praticamente indistruttibile». I pirati informatici hanno progettato Tdl-4 per evitare che sia annientata, come è accaduto in precedenza a tanti altri network simili che hanno infettato milioni di macchine. Può connettersi con una rete per la condivisione di file, Kad network, impiegata per inviare su eMule video e musica: in questo modo diventa gestibile a distanza attraverso un canale sicuro per i cybercriminali.
Le comunicazioni avvengono con pacchetti di dati cifrati: non sono intercettabili da chi sorveglia internet per monitorare la diffusione di «epidemie» informatiche. Per i software antivirus spesso è invisibile: diventa attiva prima dell'avvio del sistema operativo.
Ma i pirati elettronici sono andati oltre la tecnologia. Hanno pianificato uno schema di incentivi per coinvolgere i talenti del software nel contagio con Tdl-4: pagano tra 20 e 200 dollari ogni mille computer infettati. Il valore della ricompensa dipende dal luogo: nelle aree ricche possono possono guadagnare di più. Secondo le prime stime hanno ricavato almeno 250mila dollari negli Stati Uniti.

(Fonte: Ilsole24ore.it)

Tecnologie > Computing Hp lancia il suo tablet e offre WebOs in licenza sfidando Apple e Google

hp-slate-webosPiù che la disponibilità nei negozi, tanto attesa e finalmente concretizzatasi oggi negli Stati Uniti, ciò che fa più rumore del lancio del tablet a piattaforma WebOs di Hewlett Packard è la volontà della casa californiana di offrire in licenza a produttori terzi il sistema operativo open source ereditato da Palm.

A rendere reale questa ipotesi è stato lo stesso Ceo Leo Apotheker, che stando a quanto riportato da Bloomberg ha confermato per l'appunto le discussioni in atto con un certo numero di produttori che, ha detto il manager, «hanno manifestato un reale interesse». Fra i possibili candidati, ma qui entriamo nel campo delle indiscrezioni, il nome più importante è quello di Samsung, che sì ha sposato in toto la causa di Google (Android equipaggia sia i nuovi smartphone che il Galaxy Tab, della casa coreana) ma che vedrebbe anche di buon occhio la possibilità di poter personalizzare più liberamente i propri dispositivi evitando le limitazioni imposte dalla società di Mountain View.
L'annuncio di Hp è quindi importante e non solo perché dalle licenze del sistema operativo potrebbero arrivare entrate che controbilancerebbero il calo delle vendite dei pc, calo che ha costretto la compagnia a rivedere al ribasso le stime dei ricavi per il terzo trimestre dell'esercizio in corso. Se si dovesse dunque concretizzare qualcuno dei deal a cui il colosso di Palo Alto sta lavorando, potrebbe nascere una valida alternativa a Google Android e ad Apple iOS, le due piattaforme mobili al momento più popolari in campo smartphone e tablet, in attesa della "rinascita" di Windows, la cui versione ottimizzata per i computer a tavoletta non vedrà il mercato prima della primavera del 2012.
La stessa Hp, del resto, non ha smentito i rumors che la vedrebbero impegnata a sviluppare un tablet con a bordoWindows 8, dando continuità al sodalizio che ha dato vita allo Slate 500 basato su Windows 7, la prima tavoletta della compagnia destinata al mondo business. Per contro, offrendo WebOs sul mercato, il rischio che Hp faccia concorrenza ai suoi stessi prodotti è concreto e minerebbe l'obiettivo di produrre a regime (fra smartphone e tablet) circa 100 milioni di dispositivi l'anno.
Tornando all'apertura di cui sopra, c'è anche da dire come Apotheker non abbia definito una scadenza temporale entro la quale designare i possibili partner di Hp.
Fra i punti di discussione con le Samsung della situazione c'è sicuramente quello delle apps: il TouchPad arriva sul mercato con circa 300/400 applicazioni precaricate e nel marketplace di WebOs ve ne sono al momento poco più di 6mila, l'80% delle quali destinate anche al tablet. Numeri ancora irrisori rispetto alle 425mila apps che Apple mette a disposizione per iPhone e le 100mila già accessibili per l'iPad e le oltre 200mila che gli utenti Android possono scaricare dal negozio digitale di Google. In Hp non sembrano comunque preoccupati per questo gap e fanno invece leva sul numero degli sviluppatori, circa 50mila, rimasti fedeli al sistema operativo che fu di Palm.
Quanto al prodotto in vendita da oggi negli Usa, fra le caratteristiche che balzano subito all'occhio del TouchPad, accolto con benevolenza dalle principali testate hi-tech e non (vedi il Wall Street Journal) a stelle e strisce c'è sicuramente il prezzo di listimo, praticamente identico a quello dell'iPad. E cioè 500 dollari per la versione solo Wi-Fi -con 16 Gbyte di memoria e 600 per quella con una spazio di storage da 32 Gbyte. Il modello con l'accesso integrato ai servizi di traffico dati forniti da AT&T arriverà invece solo verso fine anno.

(Fonte: Ilsole24ore.it)

Ratti e rifiuti in centro L’allarme di Massaccesi

massaccesiRatti a spasso per i vicoli del centro storico, fra sampietrini sconnessi e selciato in dissesto, erbacce ed escrementi di piccioni. E’ l’allarme lanciato da un residente del quartiere San Pietro e raccolto dal capogruppo del Pdl Daniele Massaccesi, che ne fa subito motivo di attacco politico nei confronti del’Amministrazione.

“E’ una protesta reale e la situazione, purtroppo - commenta l’esponente del centrodestra - lo è ancora di più. Non è più accettabile il silenzio degli amministratori e la trascuratezza con la quale si affrontano i problemi quotidiani dei cittadini, forse perché a Palazzo si è troppo impegnati in progetti strategici, molto lontani e molto poco sentiti e percepiti come di utilità”.
L’occasione per l’ennesimo affondo di Massaccesi nasce da una lettera aperta di uno jesino, che ha preso carta e penna per raccontare al sindaco come “nei giorni scorsi per poco non mi prende un grosso spavento quando, scendendo per vicolo Fiasconi, un ratto enorme mi è passata quasi fra i piedi. Sindaco, le capita mai di passare dentro il rione di San Pietro? Quasi due mesi fa sono stato al Servizio manutenzione per segnalare lo stato di degrado dei vicoli Fiasconi, costa Pastorina, via del Forno, via Valle, via Roccabella. A parte il selciato dissestato e le erbacce, ho fatto presente la situazione dei tombini delle fogne che, oltre ad essere maleodoranti per i detriti e l’acqua stagnante, spesso hanno la vasca sfondata e rappresentano per i ratti una facile via di uscita. A Jesi Servizi mi hanno detto che la pulizia dei tombini spetta al netturbino addetto alla zona. Ma si rende conto? Da solo dovrebbe star dietro alla manutenzione di decine di pozzetti”. Il residente, del quale Massaccesi si è fatto portavoce, segnalava anche l’immondizia abbandonata in piazza Baccio Pontelli.

(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

'Carrambata' a Monsano: classe elementare si ritrova dopo 60 anni

giovannifileniNe hanno fatta di strada i bambini che nell'anno scolastico 1950-1951 hanno ottenuto la licenza elementare a Mosano. Uno, Giovanni Fileni, è divenuto un imprenditore leader nel settore agricolo; un altro, padre Lodovico Albanesi, già missionario in India

ora dirige il Collegio Gentile a Fabriano; un altro ancora, Romano Zenobi, è stato un ex dirigente politico di Alleanza Nazionale. Poi, un astronomo, un ex direttore di banca e diversi docenti in pensione.
In tutto 31 ex alunni, che domenica, dopo 60 anni, si ritroveranno per celebrare la ricorrenza. Si sono dati appuntamento nella Chiesa dell’Acquasanta di San Marcello, e poi a Villa Fileni, per festeggiare. Agli inviti è allegata una foto del ‘come eravamo’: calzette corte, grembiule nero, colletto bianco e fiocco d’ordinanza.

(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

Cassiera rubava i punti spesa: licenziata

auchanIL GIOCHINO era molto semplice e redditizio. La cassiera, approfittando di un attimo di distrazione del cliente, sostituiva la tessera raccolta punti con una vuota. Quello, indaffarato a mettere nelle buste la merce, neanche ci faceva caso. Ma a lei lo scherzetto rendeva parecchio. Perchè caricava i punti su una tessera in suo possesso. Poi, finito il turno, consegnava la card sulla quale ogni giorno faceva confluire dai 7 ai 9mila punti, al proprio compagno che, con molta disinvoltura, dopo aver fatto la spesa nello stesso ipermercato, una volta alla cassa pagava la merce con la tessera.
I punti, da regolamento, venivano tramutati in danaro: ogni mille, dieci euro di spesa gratis e un regalo, come da catalogo. La truffa è andata avanti fino a quando i clienti dell’Auchan si sono accorti di essere stati raggirati e si sono rivolti ai carabinieri di Brecce Bianche.
In totale, una ventina di persone ha sporto denuncia spingendo i carabinieri ad indagare e a risolvere in breve tempo il curioso caso. L’artefice della truffa, una cassiera di 40 anni, con esperienza alle spalle e da tempo dipendente dell’Auchan, è stata praticamente colta con le mani nel sacco mentre tentava l’ennesimo travaso di punti ai danni di un cliente. Quando ha visto arrivare i carabinieri ha fatto finta di niente.
La donna è stata denunciata per truffa in concorso con il compagno, un 45enne di Ancona. La cassiera è stata già licenziata e la notizia, pur se tenuta nascosta per diverso tempo, ha fatto parecchio rumore. Il giro vizioso delle tessere raccolta punti, secondo gli investigatori avrebbe fruttato alla coppia, in nemmeno un mese, una spesa 'a scrocco' di circa 1500 euro. La cassiera è stata agevolata nel raggiro anche dal fatto che le tessere non sono nominative. Recano solo il numero identificativo e non le generalità del proprietario.
E’ stato lo stesso ipermercato a fornire ai carabinieri tutto il supporto necessario a far emergere la truffa, a tutela di quei clienti che giustamente si erano sentiti depredati di un loro diritto. L’Auchan ha restituito alle vittime tutti i punti presdenti nelle loro tessere al momento del raggiro. Molti di essi hanno poi apposto a penna sulla propria tessera, nome e cognome, onde evitare in futuro altre spiacevoli sorprese.

(Fonte:Ilrestodelcarlino.it)

L`Aurora Basket Jesi si

auroraL’Aurora Basket Jesi comunica con soddisfazione di aver presentato entro i termini stabiliti tutta la documentazione necessaria per l’inscrizione al campionato nazionale di Legadue 2011/2012.
Un grande risultato per la Società, se si considera l’intervento sul capitale sociale resosi necessario per favorire l’ingresso di nuovi soci. Un importante successo, quello del mantenimento della Legaude a Jesi, avvenuto grazie alla sensibilità dei vecchi soci che hanno mantenuto le quote (Fileni Simar, Livio Grilli, Gianfranco Fiordelmondo, Giuliano Gabbarrini, Lamberto Candelari, Altero Lardinelli, Massimo Stronati, Studio Pierella e Associati, Carlo Barchiesi, Brunello Felicaldi, Giuseppe Ceccarelli, Federico Manzotti, Gianluca Zenobi, Alberto Coppa, Roberto Pacini, Carlo Audino) ed alla disponibilità dei nuovi soci: Roberto Buratti, Paolo Crognaletti, Mediacred s.r.l., PMS s.n.c., Sandro Paradisi, Rossano Ristè e Mario Talacchia. L’operazione effettuata sul capitale permetterà l’ingresso di ulteriori forze nuove che volessero entrare nella Società arancio-blu.
L’Aurora ringrazia sentitamente tutti i soci che hanno lasciato la compagine sociale, per il prezioso ed appassionato contributo fornito negli anni, decisivo per il mantenimento del basket professionistico nella nostra città.

AFGHANISTAN: Militare italiano ucciso da bomba

afghanistanUn militare italiano, probabilmente napoletano della Brigata Ariete di Pordenone, ha perso la vita per l'esplosione di un ordigno nel distretto di Bakwa nella provincia di Farah, in Afghanistan occidentale. L'attentato è avvenuto nei pressi del villaggio di Caghaz, 16 chilometri a ovest di Bakwa. La bomba che era stata posizionata lungo la strada, è esplosa al passaggio del mezzo su cui viaggiavano i soldati.
Un secondo militare è stato colpito a una gamba, le sue condizioni non dovrebbero essere gravi, dallo Stato maggiore della Difesa precisano infatti che "nell'esplosione è rimasto ucciso un militare italiano ed un altro è rimasto ferito ad una gamba, ma non risulta essere in pericolo di vita".
Oggi undici persone, tutte civili, sono invece rimaste uccise nell'esplosione di un ordigno artigianale sul
ciglio della strada, al passaggio del veicolo sul quale stavano viaggiando. L'esplosione è avvenuta nella provincia meridionale di Zabul nel sud dell'Afghanistan. Lo riferiscono fonti ufficiali. Le vittime, cinque uomini, quattro donne e due bambini che erano a bordo del minibus, erano tutti membri della stessa famiglia. Il mezzo era in viaggio dalla provincia di Ghazni al Pakistan.
"Undici civili sono rimasti uccisi nell'esplosione di un ordigno artigianale
che ha colpito il veicolo su cui viaggiavano", ha detto Mohammed Jaan Rasulyar, funzionario della provincia di Zabul. Sempre più spesso gli attacchi dei talebani fanno vittime tra i civili. L'Onu ha stimato che lo scorso anno ne sono stati uccisi 2.777, il numero più alto dall'inizio della guerra nel 2001.
Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha espresso "profondo cordoglio per la morte del militare italiano. Il ministro "viene tenuto costantemente aggiornato dal capo di Stato maggiore della Difesa circa l'evolversi della situazione e sulle condizioni di salute dell'altro militare rimasto ferito nell'evento, per il quale ha auspicato un pronto recupero".

(Fonte: Repubblica.it)

Imesa, chiude il bilancio 2011 con un utile di 5,9 milioni

imseaImesa spa, società del Gruppo Schiavoni che opera dal 1972 nel campo delle costruzioni Elettromeccaniche, ha chiuso il bilancio 2010 con un valore della produzione operativa pari a 30,1 milioni di euro, con una crescita del 28%, mentre si attesta a 5,9 milioni di euro l’utile netto. “Risorse che saranno impiegate in azienda - commenta Giampiero Schiavoni, presidente di Imesa – per renderla ulteriormente competitiva con investimenti in ricerca, formazione e miglioramento della produzione. E’ un grande risultato che esprime ancora una volta la nostra capacità di produrre reddito. Numeri resi possibili grazie all’incremento dell’acquisizione di commesse all’estero ‘main contractor’, alla formazione e alla preparazione del personale in ambito marketing, commerciale, finanziario; agli investimenti per l’ottimizzazione dell’organizzazione produttiva e del sistema gestionale. Inoltre, all’estero, è sensibilmente aumentata la fornitura di stazioni elettriche in container e l’attività di service sulle navi che conferma la nostra efficienza e la capacità di interventi qualificati, oltreché immediati. Da sottolineare, infine, l’acquisizione di una commessa importante per Terna, in consorzio con altre società del settore, per un importo complessivo di circa 75 milioni di euro”.
Un capitolo a parte merita il fotovoltaico, dove Imesa si è distinta costruendo impianti chiavi
in mano, fornendo quadri di media tensione di tipo secondario e partecipando alla costituzione di “Marche energia srl”, società che si occupa della progettazione e installazione di impianti di energia solare chiavi in mano, con una quota del 75%. “Abbiamo inoltre progettato, costruito e
collaudato - conclude Schiavoni - un impianto di proprietà per vendere energia all’Enel, usufruendo dei contributi Gse del 2°conto energia”.
Imesa spa, basata a Jesi (An), con sedi a Roma, Milano e Dubai, è tra i leader europei nella produzione di quadri elettrici di media e bassa tensione, sezionatori isolati in sf6 per la media tensione da interno e da esterno, sistemi di supervisione e controllo e impianti elettrici chiavi in mano. Conta 250 dipendenti e vanta collaborazioni con importanti aziende italiane ed estere come: Enel, Saipem, Terna, Snam Progetti, Technimont, Converteam, Fincantieri, Eni, Enipower, Ansaldo S.I., Technip Italy e Lukoil.

La solidariet

Elisa.Di.Francisca_650x435La solidarietà viaggia in autobus e ha il volto solare della campionessa del mondo di fioretto Elisa Di Francisca. La schermitrice jesina infatti ha prestato la sua immagine come testimonial dell’ultima bellissima iniziativa dedicata all’Iom di Jesi e Vallesina.

Un pullman che collegherà Jesi ad Ancona rosso della solidarietà e acceso dall’icona del fiammifero della speranza. L’idea è della famiglia Crognaletti titolare dell’azienda di trasporto pubblico e pullman gran turismo, da sempre vicina allo Iom tanto che il titolare, Paolo Crognaletti, a breve farà il suo ingresso nel direttivo della onlus jesina.
“Ciò che mi rincuora e commuove di più in questa emozionante iniziativa - ci racconta la presidente Iom Anna Quaglieri - è che sia venuto tutto dai giovani, in cui credo moltissimo. L’idea è nata a Daniele Crognaletti, il figlio di Paolo, ed è stata abbracciata dalla giovane campionessa Elisa Di Francisca, che si è prestata con disponibilità e dolcezza a farci da testimonial. Che la famiglia Crognaletti avesse un dna speciale di generosità lo sapevo già, ma questo regalo allo Iom mi ha veramente emozionata. E poi il pullman è bellissimo!”. E vedendo passare per strada quell’autobus rosso con il fiammifero acceso della speranza, simbolo da sempre dello Iom di Jesi, non possiamo non pensare che questa associazione benefica impegnata nell’assistenza domiciliare dei malati oncologici, quest’anno compie 15 anni. Un traguardo importante raggiunto grazie alla vicinanza della Asur5, ma anche e soprattutto grazie alle energie e al cuore di quanti ci lavorano e ci credono come i medici, gli infermieri, i volontari, le famiglie degli stessi pazienti con cui si instaura un legame duraturo, anche dopo la malattia.
Lo Iom festeggia questo compleanno speciale sabato 2 luglio all’Essentia Relais di Marina di Montemarciano, nel corso di una serata in cui dire ‘grazie’ a tutti e condividere obiettivi e traguardi raggiunti. Il regalo per i tanti presenti sarà lo spettacolo teatrale “Romanacci tua!” dell’attore-cabarettista Stefano Vigilante, affiancato dall’attrice Federica Quaglieri. Una piéce tratta dall’omonimo libro scritto da Vigilante e che ha già riscosso notevoli consensi al suo debutto romano. (Info e prenotazioni: 0731-4200).

(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

Prima schiamazzi, poi insulti e botte agli agenti: arrestato

polizia_stradale_incidenteUn gruppo di giovani di Jesi stava passando una nottata allegra e rumorosa. Così i vicini, disturbati dagli schiamazzi, hanno chiamato il 113.
Gli agenti, giunti sul posto, hanno dovuto subire la reazione di uno dei ragazzi, T.G., un operaio 30enne. Prima gli insulti e poi l'aggressione a due poliziotti. Il giovane è stato dunque arrestato per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. L’arresto è stato convalidato e l’uomo scarcerato in attesa del processo.

(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

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