Martedí, 22 May 12

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Una band marchigiana sul palco di Bon Jovi

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"Ogni ragazzo che abbia preso in mano una chitarra sogna di suonare su un grande palco di fronte ad una folla immensa. Io ero quel ragazzo 25 anni fa", dice Jon Bon Jovi.
Il 17 luglio a Udine questo sogno diventa realtà per una band italiana emergente: i vincitori del Contest per emergenti di Edison-Change the Music apriranno proprio l’unico concerto in Italia dei Bon Jovi davanti a oltre 40.000 persone attese.
I Flamt, gruppo glam rock di Senigallia, sono tra i cinque finalisti selezionati su oltre 500 gruppi che hanno inviato la propria demo su edisonchangethemusic.it e si sono esibiti live nei diversi appuntamenti del progetto nelle università italiane nei mesi scorsi.
Le band finaliste sono Telestar di Empoli, Good Wines di Milano, Flemt di Senigallia (Ancona), Big Ones di Latina e VOV di Cuneo e si sfideranno dal vivo domani 8 luglio a Vigevano al "Festival 10 Giorni suonati". A decretare i vincitori il management dei Bon Jovi.
Grazie a Edison, il concerto dei Bon Jovi sarà emissioni zero. La società elettrica fornirà all’organizzazione del concerto l’energia rinnovabile derivante dalle proprie centrali idroelettriche attraverso il sistema dei certificati di produzione rinnovabile (RECS). I consumi elettrici del concerto dove sono attese oltre 40.000 persone ammontano a 1.100 chilowattora (kWh) equivalenti ai consumi di una famiglia media italiana in 6 mesi.
Edison-Change the Music è il primo progetto italiano per sviluppare la sostenibilità ambientale nella musica. L’obiettivo di Edison è quello di ottenere risultati concreti e misurabili in termini di risparmio energetico e riduzione dell’impatto ambientale attraverso la musica e tutte le sue manifestazioni. Sostenuto da Legambiente, il progetto coinvolge tutti gli ambiti di attività nel settore musicale: dall’organizzazione degli eventi, alla logistica e mobilità nei luoghi di esibizione, fino alla gestione dei rifiuti.
Scheda band
I Flemt nascono “virtualmente” nel 2006,a far nascere l’idea fu il “nuovo” incontro tra Frank Lapini e Michele Trillini, che per lungo tempo, nel corso degli anni ’80, realizzarono un sodalizio dal nome di Ixion’s Wheel, una delle prime band heavy metal marchigiane, senz’altro la prima ad affinare i suoi strumenti a Falconara Marittima. I suoni che uscivano dalla loro sala prove di via Leopardi erano quelli classici del metal di quegli anni: echi delle cavalcate epiche degli Iron Maiden, virtuosismi “alla” AC/DC, linee melodiche e un po’ ruffiane in odor di Scorpions. Dalle ceneri di quell’esperienza, nasce Flemt che, pur non trovando una traduzione letterale nella lingua inglese, ha tuttavia un significato che, per ora, si ritiene opportuno mantenere misterioso.
Flemt trae spunto dal materiale degli Ixion’s Wheel (tredici storiche tracce!) per proporre una miscela musicale assolutamente nuova, liberata dai canoni metal delle origini, e con una sonorità legata alla grande tradizione rock americana. Per avviare il lavoro chirurgico sulle vecchie composizioni Frank Lapini e Michele Trillini hanno iniziato a contattare musicisti ai quali affidare gli altri suoni dei Flemt. Nasce così il loro nuovo sodalizio con Daniele Bianchelli, cantante (Live Killers), Diego Romagnolii, batterista(Live Killers) e Ivano Zoppi, tastiere (Live Killer).

(Fonte: Ilrestodelcarlino.it)

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