Martedí, 22 May 12

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Manovra, rissa Fini-Lega alla camera

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E' bagarre alla Camera. Nel giorno in cui il governo chiede la fiducia sul decreto salva-Italia a Montecitorio va in scena una "rissa" Fini-Lega. Monti incontra le Regioni del Sud che partecipano al Piano d'Azione Coesione (Puglia, Basilicata, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna) e commenta: «Non mi fanno alcun effetto».

Mentre sulle liberalizzazioni dice: supereremo le resistenze.
Bagarre alla Camera. Stamani, nel corso della discussione sul processo verbale, i lavori alla Camera sono stati intervallati da rumorose proteste dai banchi della Lega. Cartelli, fischi e un battibecco con il presidente dell'Aula Gianfranco Fini che è sbottato: «Sono i pecorai che fischiano, non i deputati». La seduta è stata sospesa e i leghisti Fabio Rainieri e Gianluca Bonanno sono stati espulsi dall'Emiciclo.
Botta e risposta Fini-Pini (Lega). Lo scontro tra Fini e i deputati del Carroccio è stato caratterizzato da un acceso botta e risposta con il leghista Gianluca Pini che rivolgendosi al capo della Camera ha detto: «Lei è un cialtrone. La sua arroganza non ha veramente limiti» Pronta la replica: «Non le consento di insultare la presidenza... è proprio vero che ogni botte dà il vino che ha». Il presidente della Camera è stato attaccato anche da una Alessandra Mussolini furiosa (video) per le riprese "clandestine" fatte in Aula da Franco Barbato (Idv) e poi trasmesse in televisione, su La7. Una «palese violazione» delle regole, ha poi preso posizione Fini. I lavori a Montecitorio erano ripresi dopo una seduta fiume conclusasi all'alba. L'obiettivo è arrivare venerdì sera al voto finale.
Monti: non mi fanno alcun effetto. Sui disordini a Montecitorio il presidente del Consiglio Mario Monti preferisce non commentare. Parlando al termine dell'incontro con le Regioni del Sud ha detto: «Ci sono cose che non devono farmi alcun effetto, altrimenti non sarei in grado di adempiere alla temporanea funzione che mi è stata attribuita. Inviterò i miei ministri e sottosegretari - avverte Monti - a essere freddi e non empatici come sono io. Non spetta a un membro del Governo esprimere un giudizio sui comportamenti del Parlamento».
Monti: sulle liberalizzazioni lavoro non finito. Il Premier è tornato a parlare anche della manovra salva-Italia e in particolare del capitolo liberalizzazioni praticamente svuotato dopo la marcia indietro sui taxi e, seppur parziale, sulle farmacie: «Le resistenze che si incontrano, e per me non sono una novità, in Italia e in Europa, vengono superate non al primo colpo, ma con la determinazione tenace vengono superate. È molto importante e ciò che avremo nel testo che diventerà legge è un contributo importante per sciogliere i nodi che creano rendite e privilegi. Ma non sarà la fine del processo».
Passera: su liberalizzazioni resistenze pazzesche. Anche il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera ha fatto un accenno al freno delle lobby: «Sulle liberalizzazioni le resistenze sono pazzesche, ma andremo fino in fondo».
Monti: Non pagano soliti noti. «Si capisce - ha aggiunto Monti - che nel decreto legge, del trittico sviluppo-equità-crescita» abbia inciso «più duramente l'aspetto rigore rispetto a equità e crescita. Ma vorrei osservare che ci sono vari provvedimenti che vanno nella direzione della crescita ad esempio in materia di cuneo fiscale tra lavoratori e imprese. È falso che pagano i soliti noti (video). Ci sono dei nuovi noti che sono invitati a pagare e lo faranno».
Monti: senza manovra sacrifici più grandi. «Non voglio spaventare troppo gli italiani, ma senza questa manovra ci sarebbero state discontinuità nella capacità dello Stato di fare fronte ai propri impegni. Ho l'impressione che gli italiani, pur avendo come tutti scarsissima simpatia verso i sacrifici, stiano capendo che l'alternativa non è la vita senza quei sacrifici ma la vita con sacrifici molto più grandi».
Monti: impegnati per ridare fierezza all'Italia. «Siamo tutti impegnati a dare al paese in tempi brevi un rinnovato senso di dignità e modesta fierezza nell'essere italiani», ha poi detto Monti nel suo intervento alla conferenza degli ambasciatori alla Farnesina. «Una variabile che conta più dello spread» è «il valore dell'aggettivo "italiano"» ha aggiunto il Premier. «La molla del rilancio è anche un sobrio e sano orgoglio nazionale».
Monti: integrazione europea non si trasformi in disintegrazione. Un accenno anche alla situazione europea: «La crisi sta mettendo alla prova non l'euro come moneta ma la Zona euro e rischia di avere come conseguenza le divisioni tra i Paesi più virtuosi di quello che sono e quelli più viziosi di quanto non siano», ha detto Monti. «Sarebbe paradossale che l'euro diventasse fattore di conflitto invece che di integrazione: l'integrazione non si trasformi in disintegrazione».
Bersani: «Votiamo sì ma non molliamo». «Domani diremo ciò che ci piace ma anche che resta del lavoro da fare. Ciò che non abbiamo ottenuto fin qui, ci impegneremo insieme per ottenerlo in futuro», ha commentato il leader del Partito democratico Pierluigi Bersani.
«Affrontare tema ammortizzatori sociali». «Con la riforma delle pensioni si è andato a toccare il meccanismo degli ammortizzatori sociali. Chiediamo che a seguito della riforma delle pensioni e con i risparmi ottenuti si affronti immediatamente il tema degli ammortizzatori sociali. A chi a 55 anni si trova senza lavoro che diciamo? Non ho dubbi che per la riforma del mercato del lavoro non si sta parlando di articolo 18 ma di ammortizzatori sociali all'europea per i giovani e per le fasce che non arrivano alla pensione. Sono sicuro che il governo e il ministro Fornero hanno perfettamente presente questo aspetto e ho gli elementi per dirlo». «Non mi si venga a dire che il problema è l'articolo 18... Confindustria annuncia 800mila posti di lavoro in meno per il 2013. Non credo serva maggiore flessibilità in uscita», ha aggiunto.
«Sulle liberalizzazioni aspettiamo il governo al prossimo appuntamento. Il cambiamento è necessario e vorrei far presente che le liberalizzazioni non sono solo il mercato del lavoro e questo prima o poi si capirà», ha detto ancora Bersani.

(Fonte: Corriereadriatico.it)

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