Martedí, 22 May 12

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Lo spread non si ferma Il Colle chiama Passera

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Giorgio Napolitano con il premier Mario Monti

Oggi primo Consiglio dei ministri dedicato alla Fase 2 del governo.
Il Prof è dietro la scrivania, ieri ha fatto rientro a Roma e oggi riunisce il governo. Intorno al tavolo i ministri parleranno di «fase due», e l’ordine del giorno annuncia (senza altro specificare) che ci saranno «indicazioni del presidente del Consiglio sul programma di lavoro delle prossime riunioni»; preso alla lettera, ciò significa che tutti quanti discuteranno di che cosa discutere in futuro, sembra uno scioglilingua ma sperabilmente non è così


Il Prof è dietro la scrivania, ieri ha fatto rientro a Roma e oggi riunisce il governo. Intorno al tavolo i ministri parleranno di «fase due», e l’ordine del giorno annuncia (senza altro specificare) che ci saranno «indicazioni del presidente del Consiglio sul programma di lavoro delle prossime riunioni»; preso alla lettera, ciò significa che tutti quanti discuteranno di che cosa discutere in futuro, sembra uno scioglilingua ma sperabilmente non è così. La verità illustrata sottovoce, banale come tutte le cose autentiche, suona in parte diversa: c’erano già alcuni adempimenti di routine per cui il governo doveva riunirsi. Sarebbe avvenuto comunque, e senza squilli di tromba com’è nello stile «sobrio» del premier. Però con tutto quello che sta accadendo sui mercati, lo spread ieri schizzato di nuovo sopra i 500 punti (520 verso metà giornata), il costo del debito pubblico al 7 per cento annuo, un’asta di Bot che si terrà oggi e un’altra di Btp che incombe domani, sarebbe apparso troppo minimalista limitare il menù del Consiglio a qualche piatto freddo sull’acquacoltura o sui distretti marittimi della Puglia. Sarebbero divampate polemiche poco costruttive, specie in questo momento. Per cui Monti ha alzato il tono della riunione; profitterà del Consiglio per fare il punto con la sua squadra ministeriale.

Verifica collettiva
Sarà, spiegano a Palazzo Chigi, l’occasione per mostrare che il lavoro sta procedendo senza indugi (sebbene «nulla dobbiamo attenderci a breve, la crescita dell’economia non si dispone certo per decreto, serviranno settimane per varare i nuovi provvedimenti, la seconda parte della manovra punta a colmare lacune storiche del nostro Paese, chi mette fretta non ha ben chiara la portata della sfida»). E’ un modo per far sapere che Monti vigila sui mercati, pronto a sintonizzarsi con le altre capitali europee casomai le circostanze lo richiedessero, che tra Natale e Capodanno i suoi ministri sono tutti al chiodo. Proprio ieri Passera (collettore delle proposte sullo sviluppo) si è recato in udienza dal Presidente della Repubblica. «Dagospia» ipotizza un aumento delle tariffe autostradali che, ufficialmente, ieri sera non risultava: oggi sapremo.

Barometro dei partiti
Tolta la Lega che con Calderoli invoca «i tribunali del popolo», il clima è stabile sul sereno. Il Pd lascia lavorare Monti: ieri nemmeno una dichiarazione dei suoi leader. Dal Pdl promemoria di Cicchitto: servono liberalizzazioni «non punitive verso questa o quella categoria», Monti non si accodi alla coppia Sarkozy-Merkel, infine metta il bavaglio a quei ministri che si sbilanciano sui temi politici. A via dell’Umiltà ce l’hanno con Riccardi, titolare della Coesione sociale, che sul «Corsera» ha ipotizzato transumanze cattoliche verso un nuovo ovile centrista. Ringhiano nel Pdl: questo governo non è nato per fare rivoluzioni, un attimo prima che ciò accada noi lo mandiamo a casa...

Pentola di fagioli
Il maldipancia tormenta i «berluscones». Tiene banco tra loro l’ipotesi di un partito «nordista» alleato con la Lega e un altro «sudista» a braccetto dell’Udc. Casini si defila, definisce tutto ciò «surreale, sembra che scampato il pericolo molti siano pronti a riprendere le vecchie abitudini». Ci scherza su con gli amici il segretario Alfano, la polemica «nasce dal clima di vacanze e dal fatto che, avendo io lanciato già tutto (tesseramento, congressi, primarie), devono inventarsi qualcosa di nuovo...». Il Cavaliere ha la testa altrove. Conta le telefonate di auguri e si compiace che quest’anno sono numerose. Dice di avere pochi soldi da spendere. Per risparmiare ha tagliato le gratifiche alla servitù; e invece di trasferirsi nella villa di Antigua, si limiterà a un cenone per San Silvestro in Sardegna.

 

(Fonte: Lastampa.it)

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