Mario Monti ha raggiunto il Quirinale pochi minuti prima delle undici a consegnare la lista dei ministri del suo esecutivo, stilata dopo le consultazioni degli ultimi due giorni.
Secondo indiscrezioni Passera e Catricalà sarebbero in pole per un dicastero, mentre Gianni Letta e Giuliano Amato potrebbero essere sostituiti da Maurizio Lupi e Franco Bassanini. Mentre Ornaghi, rettore dell’università Cattolica, stamani avrebbe annunciato ai suoi studenti di essere stato nominato ministro.
Intanto cresce l’attesa internazionale. Mentre Barack Obama si dice “estremamente preoccupato per la crisi dell’euro“, il Financial Times scrive che Mario Monti e Lucas Papademos “sono, quasi certamente, l’ultima speranza per riforme e miglioramenti nei loro Paesi. E se un fallimento in Grecia sarebbe un semplice fastidio, in Italia sarebbe devastante. Quello che dovrà fare Monti sarà estremamente difficile” e gli servirà anche “una grossa dose di fortuna”. Perché, “se l’Italia dovesse fallire, potrebbe venire eletto un governo populista deciso ad uscire dall’euro. E allora nessuno sarebbe al sicuro, nemmeno la Francia”. Secondo il quotidiano della City, “l’Austerity non basta” e l’Italia avrà bisogno “di una crescita legata all’export. Ma per riguadagnare la competitività persa negli anni 2000 ci vorrà del tempo”.
(Fonte: Ilfattoquotidiano.it)

















