Meno pressione impositiva, più efficienza nei servizi e nella cura della città e sopratttutto candidati capaci, al di là degli orientamenti politici, di impegnarsi per il bene di Jesi.
Luca Gastreghini, imprenditore della gastronomia e vicepresidente di Confindustria Ancona, sintetizza lo stato d’animo di una categoria mentre la politica cittadina si prepara al rush finale delle alleanze in vista delle amministrative di primavera.
Cosa si aspettano gli imprenditori di Jesi dalle prossime elezioni comunali?
“Noi ci aspettiamo il meglio, vorremmo che la nuova guida della città facesse qualcosa di utile per il distretto industrale di Jesi, perché il sistema imprenditoriale della Vallesina in questo momento sta vivendo il periodo più più brutto della sua storia”.
Concretamente...
“Ci aspettiamo un’amministrazione capace di fare la sua parte condividendo progetti di sviluppo industriale di lungo termine con le parti sociali. E poi ci aspettiamo una riduzione della tassazione di competenza degli enti locali, a partire dalla Tarsu. Abbiamo una tassa sui rifiuti tra le più alte del territorio altro, abbiamo una Tarsu tra le più alte del territorio. Ci aspettiamo una visione complessiva di sostegno delle imprese, perché stare vicino alle imprese significa stare vicino ai lavoratori, altrimenti il territorio si impoverisce”.
Parliamo di formule, senza svelare scelte di campo: per una realtà come Jesi la lista civica è una taglia adatta o servono comunque i partiti?
“Per me non è importante la formula, politicamente non sono schierato, ci aspettiamo persone valide e appassionate, che hanno a cuore la città di Jesi. Soprattutto in questa fase molto difficile, non so dire quale formula sia più adatta, se la lista civica o quella tradizionale dei partiti, dipende tutto dalle persone che si applicano a un determinato progetto”.
Lei si candiderebbe?
“No, non ci penso proprio”
Perché?
“Faccio l’imprenditore, già mi richiede molto tempo”.
Allora non resta che l’immaginazione: se anziché un industriale fosse il nuovo sindaco, le prime delibere da portare in giunta?
“Qualcosa che riesca a migliorare l’efficienza della macchina comunale. Con 600 dipendenti il Comune, dopo la Fiat, è la principale azienda cittadina. Non dico certo di mandare a casa gente, in un momento drammatico come questo non è il caso di acuire i problemi sociali, ma mi aspetto che la città sia più curata ed efficiente, che le risorse umane dell’amministrazione civica vengano impiegate meglio per rendere l’istituzione locale più vicina alle imprese e al cittadino. E’ riduttivo parlare solo di buche nelle strade, ma penso alla viabilità da migliorare, a una cura più attenta del territorio e dei parchi pubblici. Con 600 dipendenti credo che si possa fare di più”.
Il Comitato locale di Confindustria recentemente è stato molto critico con il Consorzio Zipa, di cui il Comune di Jesi fa parte. Funziona?
“La Zipa potrebbe funzionare meglio ponendosi degli obiettivi diversi da quello della semplice lottizzazione delle aree. In questo momento si comprende francamente poco il suo ruolo e bisogna capire se sarà utile in futuro. Finora ha lottizzato le aree industriali, ma per fare questo può bastare il Comune, non serve una società terza come il consorzio. Il modulo Zipa così com’è ora è superato, va rivisto e cambiato”.
Come? Per fare cosa?
“Penso che si debba occupare di più di servizi per le imprese, consorziare le varie aziende per abbattere i costi, penso ad esempio all’approvvigionamento di energia. Il suo ruolo legato alla semplice lottizzazione sembra esaurito, ormai le aree sono in eccedenza, purtroppo non ci sono nuove aziende che aprono, semmai chiudono”.
Il presidente del comitato Vallesina di Confindustria Andrea Pieralisi sostiene che il nuovo sindaco dovrebbe cercare di restituire a Jesi la dignità politica che ha perso in ambito provinciale. La vede anche lei così marginalizzata questa città?
“Sicuramente Jesi ha perso molto del suo appeal politico, è stata città una città industriale e operaia che ha dato lustro al teritorio, adesso è poco salvaguardata nei tavoli della politica provinciale”.
(Fonte: Corriereadriatico.it)

















