Martedí, 22 May 12

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“Le domeniche non risolvono”

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jesi70

Con l’autunno dei primi cappotti subito dopo la t-shirt e il freddo pungente che repentino si è sostituito alla coda d’estate, non arrivano solo le influenze ma anche le domeniche da trascorrere per negozi o nei centri commerciali. Al calduccio. E c’è chi già precorre i tempi approfittando dei prezzi non ancora lievitati dalle festività, per scegliere i primi regali di Natale. Sembra presto per le spese delle feste, ma in realtà i tempi sono maturi. E in questo ci sono d’aiuto le domeniche in deroga, quelle giornate cioè che il Comune concede per le aperture straordinarie degli esercizi commerciali. Basta una passeggiata lungo corso Matteotti, quel centro commerciale naturale dalle molteplici sfaccettature e attrattive, o per il viale della Vittoria dove insistono nuovi e bei negozi, per rendersi conto come l’opportunità del commercio anche nei giorni festivi si stia pian piano radicando. Questo weekend altri negozianti terranno le serrande alzate per favorire lo shopping abbinato al tradizionale struscio, alla ‘vasca’ in centro. Per ora sono almeno il 30-40 per cento, ma è un numero destinato a crescere specie con l’avvicinarsi delle festività. E intanto in Comune si ragiona già sulle domeniche in deroga del prossimo anno, con un calendario stilato mettendo a confronto le direttive dell’amministrazione comunale, la posizione di Confcommercio e le esigenze dei rappresentanti sindacali dei lavoratori dipendenti del commercio. Risultato? Il Comune di Jesi, in controtendenza rispetto alle altre municipalità marchigiane e d’Italia, sceglie 22 festività di apertura (contro le 26 o 28 possibili concesse dalla Regione), per favorire sì il commercio ma d’altra parte, non ledere i diritti dei lavoratori dipendenti. Di questi due aspetti del commercio jesino abbiamo discusso con il presidente di Confcommercio Jesi Paolo Bifani.
“Tutte le domeniche da ottobre a dicembre i negozianti potranno scegliere liberamente se restare aperti o meno - ci spiega - lungo corso Matteotti e al centro storico per il momento almeno il 30-40 per cento degli esercenti (per lo più catene o negozi in franchising) ha aderito e anche questo weekend gli avventori del corso potranno approfittare dello shopping. Ancora a rilento la situazione lungo via Pergolesi, ma con l’avvicinarsi delle festività natalizie il numero crescerà”. Le domeniche sono un’opportunità per l’esercente e per il cliente, ma non sono la chiave di volta per risollevare l’economia locale, già messa in ginocchio dalla crisi. “Purtroppo non basta restare aperti di domenica - ammette ancora Bifani - la crisi è forte e si sente. Per questo insieme all’amministrazione comunale nella riunione dell’altra mattina nella sala consiliare si è deciso di puntare su 22 festività in deroga per il prossimo anno (così come abbiamo fatto per il 2011), con una concentrazione nei mesi invernali e la prima domenica di luglio per i saldi. Jesi è l’unico Comune ad aver deciso per un numero così basso che va in controtendenza rispetto ad altre municipalità che optano per le 26 o 28 giornate di apertura. Ma è una scelta ponderata, non è restando aperti che si risolve la crisi, anzi aumentano i costi. Vediamo se il nostro esempio verrà seguito”.

(Fonte: Corriereadriatico.it)

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