Probabilmente non sarà “Il più grande spettacolo dopo il week end” ma loro, gli organizzatori, ci provano. Lunedì prossimo, dalle 16.30 alle 18.30 circa, il Pergolesi di Jesi ospiterà l’evento conclusivo delle celebrazioni dei 150 anni del Liceo classico della città.
E ieri, nell’aula magna dell’Istituto jesino, l’hanno presentato, orgogliosamente, perché dietro c’è un gran mucchio di lavoro. Erano presenti le cosiddette “maestranze”, vale a dire tutti gli insegnanti che si sono rimboccati le maniche e dall’inizio dell’anno hanno dato via non solo al famoso Comitato organizzatore ma anche agli eventi che avranno, appunto, lunedì, la logica conclusione.
Il preside Marco Vitangeli ha aperto la chiacchierata, con la consapevolezza di aver portato a termine quello che il “Liceo”, inteso nell’accezione di porta verso la cultura, l’innovazione, l’apertura mentale, ha nella sua mission, per usare un termine caro al marketing del terzo millennio, creare la “cultura generalista classica”, affiancata alle nuove esigenze di generazioni sempre più inclini alle moderne tecnologie.
La chiusura del 12 dicembre è la conclusione di un cammino che ha fatto sì che il Liceo jesino si distinguesse come “un laboratorio permanente”, dove saprai pure legger di greco e di latino ma non potrai mai lasciare da una parte le nuove vie della comunicazione, anch’esse radicate nella tradizione. “Sarà un clima di festa, ha detto il dirigente scolastico, che mette insieme enti, istituzioni, semplici cittadini, ex alunni che rivendicano, senza colpo ferire, la propria appartenenza al Classico. Non possiamo non ringraziare quanti, soprattutto a livello comunale, provinciale, regionale e la Prefettura di Ancona, ci hanno permesso di svolgere un programma di notevole impegno”. In effetti sui volti dei professori intervenuti, non fa nulla se in mezzo c’erano anche alcuni ex prof, ora in pensione ma richiamati alle armi per l’evento, c’era la soddisfazione di aver creato anche il gran finale che, fra le altre cose, avrà il crisma dell’annullo fitalelico. “E poi - ha concluso Vitangeli - la presenza della signora Clio Bittoni Napolitano, è emblematica”. Infatti la signora Clio sarà presente perché si sente sempre, ancora oggi, una ex alunna, smettendo, per un pomeriggio, i panni di consorte del presidente della Repubblica per ritornare ad essere una giovane che, anni fa, qui compì i suoi studi liceali e che qui conobbe altri studenti coi quali probabilmente potrebbe essere bello ritrovarsi e parlare e ricordare.
Il professor Attilio Coltorti ha presentato in anteprima la mostra che il 10 dicembre sarà inaugurata presso i locali del Liceo, e che avrà come tema “Il palazzo dell’Appannaggio e la sua corte”, Mostra del materiale documentario e fotografico. Abbiamo visto lo straordinario catalogo, semplicemente accattivante, in cui scorrono le immagini di un edificio che è, davvero, uno dei luoghi della memoria della Città, dalle origini seicentesche al secolo ventesimo. La professoressa Patrizia Taglianini ha evidenziato il laboratorio teatrale nato nel Liceo, che deve “Trasmettere i valori della cultura classica”. Patricia Zampini, docente e giornalista, ha ripercorso le tappe della creazione dell’ultimo numero de “L’ippogrifo”, una cavalcata sulla storia del Liceo.
Infine il professor Antonio Ramini,dopo aver ringraziato la Fondazione Pergolesi Spontini e la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, da ex studente e docente, ha dato appuntamento al duecentesimo anniversario. E ci ha guardato tutti, sorridendo sornione.
(Fonte: Corriereadriatico)
















