Martedí, 22 May 12

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Apre lo sportello per i migranti

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Una mano tesa per gli immigrati, un patto stretto per la solidarietà sociale che vede in campo tanti soggetti in rete per fornire servizi come assistenza personale e fiscale o servizi di vario genere. Nasce così il nuovo sportello di servizi agli immigrati ubicato presso la sede dell’Arci in piazza Federico II, 4.

Uno spazio per integrare la rete di servizi già esistente, che si avvale della convenzione nazionale tra Arci e Inac, un patronato promosso dalla Confederazione Italiana Agricoltori (Cia) in base alla quale gli iscritti all’associazione possono rivolgersi alle sedi Inac per avvalersi dei servizi di patronato e svolgere tutte le pratiche necessarie ad ottenere prestazioni sociali e previdenziali.
Ora il comitato Arci di Jesi e Fabriano insieme all’Inac di Ancona qualificano a livello territoriale e locale questa collaborazione con un impegno più diretto e organizzato: dalla prossima settimana una mediatrice culturale con una vasta esperienza nel settore, la dottoressa Irena Xhani, responsabile del Centro assistenza immigrati, sarà a disposizione degli immigrati che ne avranno bisogno per il disbrigo delle pratiche relative al rinnovo dei permessi di soggiorno, i visti d’ingresso, la consulenza legale, l’assistenza e consulenza fiscale, la regolarizzazione del rapporto di lavoro per colf e badanti.
I servizi offerti dallo sportello si avvalgono della collaborazione del Cai-Centro assistenza immigrati, che svolge da diverso tempo questi servizi presso le sedi distaccate dell’Inac in tutta la provincia di Ancona. “E’ fondamentale mettere in rete tutti i soggetti del terzo settore - spiega l’assessore all’integrazione Gilberto Maiolatesi - anche perché l’amministrazione, da sola, non riuscirebbe a fungere da coordinamento. Questo tipo di servizio da una grande mano al Comune per costituire una rete sempre più forte e radicata a fronte delle tante domande che il soggetto migrante ci pone. Purtroppo, quando ci si trova a dover contrastare una crisi economica così forte gli anelli deboli sono i primi a saltare. Eppure, venerdì scorso presso i locali del Centro per l’Integrazione, abbiamo visto nascere il primo focus group finanziato dall’Erap e dall’Università per avere per sei mesi una mediatrice culturale all’interno dei quartieri dove è più difficile la convivenza tra etnie diverse. Avremo la possibilità della mediatrice per le due torri, i condomini da 52 appartamenti all’ex Smia, nel quartiere nuovo, dove si soffre di una pessima convivenza tra immigrati”.
“Questo nuovo sportello - aggiunge Tullio Bugari, presidente Arci - è l’incontro di due percorsi: uno a livello locale con i suoi servizi già in piedi (scuola gratuita di italiano per stranieri, sportello immigrati e badanti; invio elettronico delle pratiche) e uno nazionale di collaborazione con il patronato Inac”.

(Fonte: Corriereadriatico.it)

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