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Inaugurata la mostra di sculture “Cavalcando”, di Romano Ronchi

Mentre la maggior parte dell’attenzione e della suspence era dedicata alle Elezioni europee ed Amministrative, le attività culturali della comunità di organizzatori, scrittori, espositori, lettori e curiosi di Eventisette a Matelica non si sono fermate, intercettando anche quei rilassati cittadini che erano in giro per le degustazioni di “Cantine Aperte 2014”.

 

È stata inaugurata nel pomeriggio di domenica 25 maggio, insieme alla presentazione di Libri DiVini di In 3 D di Francesca Omaggi, la mostra di sculture “Cavalcando”, del bolognese Romano Ronchi, che sarà aperta nei pomeriggi fino domenica 1 giugno 2014. A presentarla il figlio, ormai naturalizzato marchigiano, Graziano, che ha raccontato i trascorsi dell’artista, la fama in quel dell’Emilia, il suo lavoro, il rapporto personale.

Vero “genio e sregolatezza” Romano ha esposto soprattutto nella sua regione, ma nel 2001 all’ EXPO NEW YORK, JAVIZ CENTER; ha ricevuto critiche di Daniele Rubboli, Romeo Forni, Gian Ilario Guicciardi, Cleto Tomba, Alessandro Cervellati, Giorgio Ruggeri, Giovan Battista Ricci,

Otello Martinelli, Gregorio Scalise, oltre che recensioni su molti quotidiani e riviste specialistiche come “Futurismo oggi” e “Eco d’arte”. Le sculture di Romano Ronchi presenti in mostra hanno un’anima di metallo, ricoperta di gesso e materiali di recupero e smaltate; sono tutte degli anni Novanta e sono naturalmente solo una parte di quelle conservate dal figlio.

La baraccarda, metà baracca e metà mansarda, era il suo studio. Di lei hanno parlato in molti Giulio Maiani giornalista e presentatore in TV locali la citava spesso nella sua rubrica televisiva “Cara Bologna”; Alessandro Cervellati (1892\1974), disegnatore scrittore e pittore umorista la definiva “un luogo da sogno”; Cleto Tomba (1898\1987) scultore e docente d’arte diceva che era adatta per i suoi personaggi; le signore che vi transitavano dicevano che dopo essersene andate, dopo le feste, le pellicce odoravano di crescentine. “E’ forse stata la sua più grande opera d’arte”, ha detto Graziano al pubblico, “poiché l’ha costruita insieme a mio nonno, fuori Bologna, con le sue mani e i materiali che trovava. Quello era il suo studio e il luogo dove viveva, dove amici e critici d’arte lo andavano a trovare”.

Perché il titolo “Cavalcando”? Perché il cavallo è bello esteticamente, sempre ammirato e riprodotto dagli artisti, e così da Romano Ronchi, che usava i vuoti e le strutture metalliche per dare dinamismo e forza. Perché il figlio Graziano lavora come veterinario, e può parlare a ragione di questo simbolo che lo lega al padre. Perché il cavallo è da sempre compagno di lavoro, forte ed “ecologista”, soggetto di avventure, poemi cavallereschi, fiabe e leggende, protagonista di quadri di battaglie storiche e di statue di generali nelle piazze di tutto il mondo.

Molto interessante e seguita anche la presentazione del romanzo al femminile In 3 D di Francesca Omaggi, presente con l’editrice e l’organizzatore della rassegna Leonardo Animali. Tre storie di donne diverse che hanno coronato questo pomeriggio.

Il prossimo appuntamento di Eventisette è il 30 maggio alle 18.30 in libreria Mondadori, con la seconda prova dei giovani fumettisti di “Da una lapide”: il libro è tratto da un racconto di Lorenzo Ramadoro, ha la supervisione artistica di Federica Giulietti, e sarà presentato ai lettori grazie ai disegni live di Fabio Cioffi.

da Organizzatori

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