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Confartigianato: la Vallesina che non molla, tutti i dati del 2013

La Vallesina non molla. Le imprese fanno quadrato contro la crisi. Il 2013 si è caratterizzato per un recupero dei comparti tradizionali, mentre i servizi hanno subìto una flessione. Il bilancio operato dall’Ufficio Studi Confartigianato tra dati di iscrizione e corrispettive cessazioni segna un saldo in pareggio. 153 le imprese artigiane nate nel 2013, altrettante le chiusure – dichiara Giuseppe Carancini, Segretario Confartigianato Jesi.

Nel Comune capofila, Jesi, 74 le cessazioni verificatesi nell’anno da poco conclusosi, 68 le aperture per un saldo in leggero deficit (-6). Non ci sono indizi di una ripresa in atto, ma la tenuta dimostrata in questo anno è comunque un indice della resistenza del territorio. A fronte della chiusura di numerose attività, la spinta imprenditoriale non è infatti mancata. Al 31 dicembre 2013 erano 2.129 le imprese artigiane registrate nella Vallesina. Nel 2012 erano 2.123 e l’anno si era chiuso in leggera flessione (saldo -8).

Quanto a una analisi dell’andamento dei comparti, il 2013 ha segnato una seppur minima riscossa dei settori tradizionali. Per quanto la situazione sia ancora precaria, al 31 dicembre 2013 il manifatturiero della Vallesina ha segnato un saldo di aperture/cessazioni attività artigiane di +4; era -9 nel 2012; le costruzioni a fine 2013 hanno registrato un deficit di -4, ma nel 2012 toccavano -20. Tendenza inversa per i servizi: quelli alle imprese nel 2013 hanno chiuso con un -2 a fronte di un buon +14 registrato nel 2012; quelli alle persone hanno terminato il 2013 con +1, nel 2012 a +10. La crisi ha testato la resistenza delle imprese – continua Carancini della Confartigianato. Quello di cui c’è bisogno ora è intervenire per accrescere la loro capacità di sviluppo.

Troppe attività, soprattutto quelle neonate o con pochi anni di vita alle spalle, ma anche quelle storiche, hanno chiuso o rischiano la chiusura. Hanno tutte le carte in regola per andare avanti: creatività, passione, competenza. Ma queste risorse umane si scontrano con risicate capacità finanziarie, il macigno della burocrazia, e tasse succhia-soldi. Le Istituzioni devono farsi garanti della sopravvivenza e dello sviluppo del tessuto economico locale composto di micro e piccole imprese che chiedono solo e a gran voce interventi per la crescita, meno tasse, meno burocrazia. Queste sono le linee guida che – conclude Carancini della Confartigianato – riteniamo fondamentale che i Comuni della Vallesina mettano in agenda per il 2014.

da Confartigianato
www.confartigianato.it

 

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