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Fiorella esporta la sua passione per il fatto a mano

fiorellaFiorella Ciaboco è un vulcano di idee. La sua sartoria jesina si sta facendo conoscere in giro per l’Italia. Degli ultimi giorni è la sua presenza alla Gard, Galleria arte Roma design, per l’esposizione collettiva di eco – design che ospita i suoi lavori tra arte, moda e riuso. Stavolta Fiorella conquista la capitale con il suo “Bouton collier, eleganti collane realizzate con centinaia di bottoni, fatte a mano, nell’ottica del riciclo dei materiali. Situata nell’ex zona del porto fluviale la galleria d’arte ormai da 15 anni ospita “Eco Ri-Uso”, volta alla promozione e divulgazione di opere realizzate da artisti emergenti e design auto-prodotto, realizzato con una particolare attenzione all’ecologia e all’eco-compatibile. La sartoria jesina esporrà per un mese le sue creazioni che tanto hanno incuriosito gli ambienti della moda romana, dopo quella milanese, dove Fiorella ha un suo atelier. L’imprenditrice jesina nella Capitale ha stabilito subito un’intesa perfetta con Ilaria Venturini Fendi che nella sua tenuta, ha voluto metterla in mostra per ‘Flora cult’.
Di recente a Jesi, nella sua sede di via Ancona, la Ciaboco ha invitato clienti e amici ad un aperitivo per mostrare le sue collezioni con corner a tema, con le creazioni per la casa e il flash mare. Tra un campo di mais e i silos, l’imprenditrice ha allestito anche una vecchia altalena con le corde di canapa intrecciata, come si usava una volta in campagna, per far giocare i marmocchi.
Ma intanto dentro il laboratorio ferve l’attività: qui tante giovani ogni giorno sono alle prese con cartamodelli, stoffe, aghi, fili, fodere e presse. Il mestiere, quello che oggi rischia di andare perduto, si costruisce con fatica e dedizione costante. Fiorella, solo in questi primi sei mesi dell’anno, ha ospitato e iniziato a formare ben cinque ragazze, per lo più uscite dall’università della moda di Urbino, ma anche sarte che con la crisi hanno perso il loro posto di lavoro in fabbrica. E poi ancora giovani disoccupate arrivate in sartoria grazie al sostegno e agli incentivi della Provincia tramite il Centro per l’Impiego e la formazione di Jesi.

(Fonte: Corriereadriatico.it)

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