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rande coproduzione a Jesi per il Don Pasquale di Donizetti da venerdì 13 novembre al Teatro Pergolesi

Grande coproduzione tra 13 teatri per il “DON PASQUALE” di Donizetti, che manca dal Teatro G.B. Pergolesi di Jesi da 31 anni. L’opera in scena venerdì 13 novembre alle ore 20.30 e domenica 15 novembre alle ore 16 (anteprima giovani l’11 novembre alle ore 16) per la 48ª Stagione Lirica di Tradizione a cura della Fondazione Pergolesi Spontini. Direttore Giuseppe La Malfa, regia di Andrea Cigni, nel ruolo del titolo Paolo Bordogna.

E’ il “Don Pasquale” di Donizetti il secondo titolo del cartellone della 48^ Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi in scena venerdì 13 novembre alle ore 20.30 con replica domenica 15 novembre alle ore 16 e anteprima giovani mercoledì 11 novembre alle ore 16). L’opera  buffa torna a Jesi dopo 31 anni di assenza (fu rappresentata per l’ultima volta nel 1984) in una produzione firmata nella regia da Andrea Cigni per un ambientazione contemporanea che guarda al mondo della commedia musicale americana e al cinema di Hollywood. Si tratta di una operazione fortemente voluta dalla Fondazione Pergolesi Spontini, che ha collaborato con i Teatri di Opéra-Théâtre de Clermont-Ferrand per portare in Italia un nuovo allestimento coprodotto con i Teatri di OperaLombardia.  13 i Teatri coinvolti nella produzione, 8 francesi (Clermont-Ferrand, Reims, Limoges, Rouen Haute-Normandie, Saint-Étienne, Massy, Avignon, Opéra de Vichy) e 5 italiani (con Jesi sono Bergamo, Como, Cremona, Pavia).

Il capolavoro di Donizetti sarà diretto da Giuseppe La Malfa, sul podio della Form Orchestra Filarmonica Marchigiana, il Coro Lirico Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini” è preparato da Carlo Morganti. Scene e costumi di Lorenzo Cutùli, light designerFiammetta Baldiserri. Protagonista nel ruolo di Don Pasquale è il baritono Paolo Bordogna, considerato fra i più importanti interpreti di oggi e star di un disco Decca dedicato ai suoi ruoli buffi. Completano la compagnia di canto Maria Mudryak (Norina), Pietro Adaini (Ernesto), il vincitore del Concorso AsLiCo Pablo Garcia Ruiz (Malatesta), e Claudio Grasso (un notaio).

Per questo allestimento la regia ha scelto una ambientazione contemporanea che guarda al mondo della commedia musicale americana e al cinema di Hollywood, senza intaccare la leggerezza e la raffinatezza della drammaturgia originale. Lo stesso Donizetti, ormai giunto al culmine della celebrità (aveva già composto le sue opere più famose, tra cui Anna Bolena, L'elisir d'amore, Lucia di Lammermoor, La Favorita e La figlia del reggimento), aveva immaginato per il Don Pasquale una messinscena attualizzante: la storia doveva svolgersi nella Roma contemporanea, i personaggi dovevano vestire alla moda, con costumi «alla borghese moderna». 

“L’epoca durante la quale abbiamo collocato la vicenda è la metà del Novecento – spiega il regista del Don Pasquale, Andrea Cigni - La fonte primaria di ispirazione è stato proprio il carattere di Don Pasquale, il suo essere ‘taccagno’. Una sorta di vecchio ‘avaro’ cui interessa fondamentalmente proteggere il proprio patrimonio e per far ciò utilizza ogni mezzo, anche il matrimonio combinato (seppur con una giovane ed avvenente ragazza). L’oggetto più evidente che ci è balzato subito alla mente, riconducendolo ad una sorta di ‘Paperon de’ Paperoni’ umano o un Mr. Scrooge del romanzo di Dickens, è la cassaforte: l’elemento che chiude e protegge il suo ‘tesoro’, la sua ricchezza materiale, ma che avrà poi il compito di racchiudere il vero tesoro dell’opera nel finale. La casa di Don Pasquale è dunque un’enorme ed inespugnabile cassaforte, dentro alla quale è difficile entrare. Opposto al mondo di Don Pasquale è il mondo fiorito, lieto, gaio, di Norina, che fa davvero da contraltare alla cupezza del vecchio e che pian piano lei saprà far prevalere, rompendo la tristezza del caveau. Con lei sono Malatesta (un esuberante e stravagante personaggio), ed Ernesto l’innamorato gentile che tutte le ‘Norine’ del mondo vorrebbero avere. In un vortice di comicità e di sentimentalismo si incroceranno tutti questi mondi, annullando il mondo della cassaforte di Don Pasquale. Alla fine della nostra storia resta il vero e unico tesoro, l’amore dei due giovani, incorniciato in una romantica cartolina dal titolo: “Roma, Ti amo!”.”

La 48ª Stagione Lirica del Teatro Pergolesi è curata dalla Fondazione Pergolesi Spontini, azienda culturale di produzione e servizi per il territorio, sotto la guida dell’amministratore delegato William Graziosi e del Consiglio di Amministrazione presieduto dal Sindaco di Jesi Massimo Bacci (presidente) e dal Sindaco di Maiolati Spontini Umberto Domizioli (vicepresidente), con la progettazione di Giovanni Oliva nella sua qualità di consulente per le Attività Artistiche della Fondazione Pergolesi Spontini.

La manifestazione si avvale del sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e del sostegno della Regione Marche, dei Soci Fondatori Comune di Jesi e Comune di Maiolati Spontini, dei Partecipanti Aderenti Comune di Monsano, Comune di Montecarotto, Comune di San Marcello, del Partecipante Sostenitore Camera di Commercio di Ancona, dei Fondatori Sostenitori Art Venture (Gruppo Pieralisi - Leo Burnett - Moncaro - New Holland-Gruppo Fiat - Starcom Italia), con il patrocinio del Consiglio Regionale delle Marche. Sponsor tecnico Santarelli & Partners. Sponsor principale Banca Marche.

Programmi completi e biglietti su www.fondazionepergolesispontini.com

da Fondazione Pergolesi Spontini

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