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Mercato chic, esperienza multisensoriale alla scoperta della jesinità

Mercato Chic: alla scoperta della jesinità, con un'esperienza multisensoriale. L'evento, organizzato da Questagenzianonhanome, è andato in scena domenica 25 ottobre dalle 19 in poi al Mercato delle Erbe.

"Se questi muri potessero parlare" è uno dei mood dell'evento che Questagenzianonhanome (gruppo Apra Spa), in collaborazione con il Comune di Jesi, ha voluto fortemente per riscoprire una delle roccaforti della jesinità: il Mercato delle Erbe.

Non si tratta solo di una festa, anche se la partnership con il gruppo Noir non lascia dubbi sulla riuscita della serata. Si tratterà piuttosto di un evento, un'esperienza multisensoriale, come ama definirla Fabrizio Candi, amministratore delegato di Questagenzianonhanome. "Entrare al mercato - dice lo stesso Candi - significa ascoltare le parole di una città che vuole tramandare i propri detti popolari, il proprio dialetto, la saggezza. Significa farsi sorprendere dal tripudio di colori delle frutta e delle verdura, toccare con mano il legno grezzo delle cassette delle frutta.

Non mancherà nulla di tutto questo perché chi verrà al Mercato Chic non vivrà un'esperienza passiva, ma passerà da una mostra ad un assaggio, potrà incontrare gente e sentirsi a casa".

E sì perché il Mercato delle Erbe è casa, come tutti i posti più belli della nostra città, quelli che non assolvono più una sola funzione, ma si rinnovano pur mantendendo la loro storia e la loro tradizione.

Insomma, domenica 25 ottobre, dalle 19 in poi, i muri parleranno.

"La scommessa, anzi la promessa, che facciamo è quella di riproporre i luoghi storici - dichiara Graziano Giacani, art director di Questagenzianonhanome, da sempre impegnato nel rilancio e nella riscoperta della città - e tradizionali di Jesi, alle nuove generazioni. Il nostro impegno è quello di accendere i riflettori (lo facciamo anche nel nostro lavoro quotidiano, in Agenzia) su questo luogo che non è soltanto una meravigliosa opera architettonica, ma è soprattutto un'atmosfera. Il nostro intento è che l'aperitivo e la musica non siano degli intrusi, ma siano un delta più a disposizione di questa atmosfera.

Abbiamo riproposto le bancarelle di una volta, una mostra dal nome Che cavolo ne sai e Il Banco delle Chiacchiere, dove è avvenuta una riscoperta dei modi di dire e di una cultura che ritorna in maniera chic nella propria casa.

D'altronde, il cuore di Jesi, regina della Vallesina e della mezzadria, è proprio il mercato. Il Mercato è il cuore popolare, ancora di più di un simbolo religioso come il Duomo. Questo cuore va riscoperto, va riutilizzato in maniera sostenibile. È la nostra cattedrale".

dagli Organizzatori

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